Il "sistema" Tedesco

tedonio

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La Germania paese molto freddo e con una incidenza solare media annua decisamente inferiore alla nostra ha fatto delle scelte ben precise per ridurre la propria dipendenza energetica dall'estero, con il famoso piano 20-20-20. Nel 2020 riduzione del 20% di CO2 e produzione attraverso l'energia alternativa e rinnovabile del 20% del fabbisogno energetico nazionale.
Secondo i calcoli che si stanno facendo in questo periodo si presuppone che nel 2020 la Germania produrrà attraverso l'energia alternativa e rinnovabile dal 40 al 50% del fabbisogno energetico nazionale. Cosa ha comportato tutto questo:
- una enorme sensibilizzazione della popolazione sul problema
e ciò anche grazie agli incentivi,
- un meccanismo virtuoso che ha permesso di creare tutta una serie di piccole, medie e grandi aziende operanti nel settore del solare termico, fotovoltaico, del biogas, della combustioen di biomasse.
La sensibilizzazione è tale che la concorrenza fra le aziende costruttrici, fra le aziende propositrici, non è certamente sul prezzo ma sulal qualità e sul rendimento.
Tanto è vero che le aziende tedesche tendono a fare sistema, quindi propongono sistemi integrati, sistemi che permettono nel
loro insieme tutta una serie di possibilità e di gestione degli impianti.
La stessa cosa non avviene in Italia e non potrà avvenire in futuro in quanto non esiste la stessa volontà politica di affrontare il problema con la stessa cocciutaggine dei tedeschi, anzi stiamo puntando al nucleare, che grave errore, sia per l'ambiente, sia per le famiglie, sia per l'economia nazionale, ma soprattutto per le aziende, in quanto non sono interessate ad investire nella ricerca e nello sviluppo,il risultato è lì da vedersi:
- uno dei maggiori produttori italiani di caldaie propina come caldaia ad alto rendimento una termostufa trasformata
- la quasi totalità dei produttori italiani, di piccola e media capacità produttiva, sono ancora legate al vecchio concetto della caldaia marina
- il rendimento di queste caldaie marina se va bene non raggiunge il 70/72%, a prove fatte ho esaminato caldaie di costruzione tedesca, austriaca, danese, ceca, che raggiungono in alcuni casi il 94%
Solo per riferire su alcuni punti, potrei affrontarne altri, come il solare termico, noi italiani, spesso, in questo settore, puntiamo unicamente sul prezzo, il risultato:
- una enorme importazione di prodotti di qualità ed alto rendimento da Germania ed Austria.
Quindi per rispondere a coloro che hanno fatto commenti alquanto strani sulla mia prima discussione, vorrei che meditassero un pò sull'argomento, in modo che il livello della discussione, della sensibilizzazione sull'argomento, del rendiemnto dei prodotti e della loro qualità, crescesse, per il meglio di tutti noi, sia operatori che uetnti.
A. Tedesco Alessandria
ctigeber@libero.it
 
Un bel discorso,tutto quello che dice è giusto è condivisibile,però,gira gira dove finisce il suo discorso.... sulle caldaie marine,secondo il suo pensiero basterebbe installare tutte caldaie tedesche o austriache e come per magia ecco risolto il problema energetico in italia.Un dato ,in germania ci sono 18 centrali nucleari equivalenti al 33% del fabbisogno,la Francia ne ha 59 la Gran Bretagna 23 ecc..ecc...praticamente tutti i paesi europei.Detto questo pensa di risolvere il proplema con quattro pentoloni tedeschi con una resa del 94 % ?Mi dica una cosa,è sicuro che una caldaia marina italiana ha una resa del 70/72 % ?Ha fatto lei le prove?Oltre alle tedesche ha esaminato anche le italiane?Visto che il prezzo ha la sua importanza,mi dica quanto costa una austriaca e mi dica quanto un'italiana poi facciamo due conti.Dimenticavo,io posseggo una csi 40 D'Alessandro mi sa dire che resa ha ?Visto che siamo nel discorso queste sono le caldaie che tratta lei: Baxi Multi Heath, Kuenzel, KWB, TML mi può dire il costo equiparato alla csi40 KW.Grazie
 
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venditore camuffato da utente

venditore camuffato da utente

- la quasi totalità dei produttori italiani, di piccola e media capacità produttiva, sono ancora legate al vecchio concetto della caldaia marina
- il rendimento di queste caldaie marina se va bene non raggiunge il 70/72%, a prove fatte ho esaminato caldaie di costruzione tedesca, austriaca, danese, ceca, che raggiungono in alcuni casi il 94%

Finito di sparar cazzate?

E' da un pò che ce la smeni con sto giro fumi verticale, che oltre la pulizia automatica serve a null'altro che non ha nessuna rispondenza con rese più elevate.

Sicuramente saprai che per vendere un prodotto certificato questo deve avere un rendimento utile nominale minimo "n" che per le caldaie in classe 3 è dato dalla formula indicata sotto, dove Pn è la potenza massima al focolare in kW.....quindi fai 2 conti e spiegaci da cosa ti derivi il tuo 70/72% di "n" riferito a quali caldaie e se volessi proprio esagerare postaci quello con "n" = 94% indicando possibilmente anche i prezzi degli accrocchi in questione.

n = 67 + 6 log Pn
 
e basta teodonio, come dicono bene biomassoso e tom tom, non ci si camuffa da utente quando si è venditori.
spari tante bla bla bla senza postare nessun dato o confronto reale, specialmente economico.
secondo te una persona che monta una caldaia a biomassa, perchè la monta? perchè gli piace vedere il fumo che sale veritalmente? percheè gli piace vedere la pulizia automatica? o per risparmiare........
mah, vedi te.....

ecco chi sei teodonio (copia incolla dal tuo sito di vendita):
L’impiantistica civile ed industriale in Alessandria ed in Provincia deve molto al CTI ed al suo titolare, il Geom. Tedesco, le innovazioni apportate nei sistemi e nelle tecnologie sono state e sono di tale importanza tanto da aver in alcuni casi rivoluzionato il modo di fare gli impianti, solo per indicarne alcuni: i primi impianti monotubo, i primi sistemi di regolazione climatica, i primi pannelli solari, le prime pompe di calore, i primi sistemi radianti a pavimento, i primi sistemi radianti a soffitto, i primi sistemi di climatizzazione splittata, i primi sistemi con caldaie a biomassa, sono stati realizzati e progettati dal Geom. Tedesco.
 
lo sapevo che doveva vendere:rolleyes::rolleyes::rolleyes::rolleyes: comunue per quel che mi riguarda idem sopra, cioè discorsi condivisibile, ma io voglio risparmiare, ho pochi soldi, quanto costa la tua caldaia??? e poi ancora .. se io brucio 100 ql di legna in un anno con resa del 70% con resa del 90 quanti ql brucio ??? in pratica che differenza di costo materia prima ho? (non mi metto a fare i conti , ho un mal di testa che lo vedo...) ma a occhio saranno 200 euro di differenza in meno.... se la tua caldaia costa 2000 euro in più mi vogliono 10 anni solo per fare "patta"... (però intanto ho fatto girare l'economia:rolleyes::rolleyes:):bye1:
 
In Germania e Austria il controllo della combustione e fumi e relativo particolato delle caldaie a combustibili legnosi viene obbligatoriamente imposto dai 4 Kw in sù, quindi tutti i focolari dai camini alle caldaie devono avere la massima efficenza.
Basterebbe fare questo e vedremmo che molti prodotti di bassa qualita e prezzo sparireberro dal mercato italiano e sicuramente le aziende si impegnerebbero ad avere prodotti tecnologicamente più efficienti.
Saluti
 
In Germania e Austria il controllo della combustione e fumi e relativo particolato delle caldaie a combustibili legnosi viene obbligatoriamente imposto dai 4 Kw in sù, quindi tutti i focolari dai camini alle caldaie devono avere la massima efficenza.

E perchè qui no?

la 303-5 è norma europea obbligatoria per il rendimento e non solo, poi abbiamo anche la 152 per le emissioni, il controllo "sarebbe" obbligatorio annualmente per la resa e le emissioni, poi che siamo un paese di M. diviso in diverse italiette ahumma-ahumma è un'altra cosa!
 
Italiette ahumma-ahumma.

Italiette ahumma-ahumma.

E perchè qui no?

, poi che siamo un paese di M. diviso in diverse italiette ahumma-ahumma è un'altra cosa!


Paese di "M" e Italiette ahumma-ahumma.
Ogni popolo,ha il paese che merita.(Il detto non era esattamente cosi',ma rende l'idea.)
 
Certo il delta di rendimento reale non è 72 vs 94 ma più probabilmente 80 vs 90 però qualche cosa di verò c'è nel discorso sul confronto Italia Nord Europa.

In altre parole non si capisce perchè in Italia paese leader nel metalmeccanico, non siamo in grado di progettare una caldaia con un disegno più evoluto rispetto alle marine e troviamo come scusa che in questo modo possiamo usare tutti i combustibili.

Ma, dico io, ci sarà anche una fascia di utenti che vuole usare solo il pellet e non vuole spendere 10.000 Euro per una caldaia austriaca.....
 
solo x la cronaca, in italia grazie a dio non si producono solo caldaie marine ma anche caldaie a gassificazione a fiamma inversa, vedi arca o tante altre più o meno piccole realtà,poi magari la gassificazione e la fiamma inversa non sono state inventate in italia,ma dire che qui si fanno solo caldaie marine non è sicuramente giusto...
 
steve57, certo che si può fare di tutto.
ma a livello commerciale, se la quasi totalità dei clienti ti chiede: quanto costa? quanto sconto? quanto mi fai?.....
beh.... è difficile quindi proporre caldaie che superino i 5/6.000 euro.....
secondo me manca proprio la cultura di base... e non altro. I produttori, da che mondo è mondo, si adeguano al mercato..... e se il mercato in Italia richiedesse o recepisse caldaie + costose, scusa eh, ma chi è lo scemo che rifiuterebbe di vendere caldaie + costose? (e quindi in % guadagnare di +)
Purtroppo le ditte produttrici devono fare i conti con carta e penna, e non solo con l'ideologia. E per pagare i dipendenti, pagare le strutture, pagare.. pagare... pagare... e guadagnare qualcosa, servono i numeri.
Sarebbe stupendo vivere in un mondo fatto di energia solare, eolica, biomassa senza fumi nocivi o poco sporco, rese alte, case di legno ecologiche, ecc ecc.... Ma chi paga i costi? Chi è l'italiano che per primo dice IO ?
 
Nel mio intervento mi riferivo alle caldaie a pellet e non a quelle a legna dove è noto esistono diversi produttori di caldaie a fiamma inversa.

Per tornare alle caldaie e pellet mi ero dimenticato di un recente intervento (forse proprio in questo forum) in cui si diceva che la Pasqualicchio stava introducendo una nuova caldaia a 3 giri di fumo che dovrebbe avere livelli di efficienza e di gestibilità più vicini a quelli delle austriache/tedesche. Non ho però riscontri di utilizzatori e neppure idee sui prezzi al cliente finale....
 
ma scusa, riusciamo a quantificare tutta sta differenza di resa di un'austriaca? così almeno partiamo da dati certi.
ad esempio, al banco prova anche un'italiana arriva al 92%....
come pure le austriache sono provate in banco prova.
quindi, partiamo dal dare qualche dato di differenza e costi, così da poter fare i giusti rapporti.
Se per uccidere le formiche devo usare la dinamite tedesca.... forse meglio allora la paletta italiana..... costa meno e si ha lo stesso risultato, magari agitando un pò più la mano, tutto qua.
e questo per affermare che certamente le austriache sono molto belle e prestanti, ma perdono poi tutti i vantaggi se rapportiamo i prezzi. Se magari abbasseranno i prezzi, allora le cose saranno interessanti.
 
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Dato per assodato che un giro fumi nudo e crudo orizzontale scambia calore come un girofumi nudo e crudo verticale, resta il fatto che il girofumi verticale può essere:

A: munito di turbolatori che generando moti vorticosi rallentano i fumi e aumentano lo scambio termico

B: gli stessi turbolatori mediante appositi leveraggi permettono di pulire le pareti dei giri fumi mantenendo quindi livelli di scambio termico ottimali.


Questi sono fatti non opinioni. e, la caldaia Pasqualicchio che ho visto su Ebay a 3900 Euro IVA esclusa dimostra che si può avere a prezzi ragionevoli un compromesso tra le vecchie marine e le ultratecnologiche austriache.

Poi non mi sorprenderei se anche la nota marca sicula molto discussa sul forum stesse preparando qualche nuovo modello che supera il disegno delle vecchie marine.....
 
Steve57, Se parliamo solamente di giro fumi nudo e crudo non è vero che il verticale ha la stessa resa dell’orizzontale, infatti la maggior parte delle caldaie a giro fumi verticale sono munite di turbolatori contrariamente quelle a girofumi orizzontali , comunque si possono sempre inserire(vedi discussioni su questo forum).E’ vero che le caldaie munite di turbolatori con scuotamento automatico sono più pratiche per la pulizia superficiale dei tubi fumi, con i relativi costi dato l’automatismo ,però io sono convinto di una cosa, ma le incrostazioni che con il tempo si vengono a formare sulle pareti dei tubi fumo chi le pulisce?Le molle fanno solo cadere la cenere che si deposita sia sulle molle sia fra molle e tubi.Io nella mia caldaia marina ho i turbolatori a molle ogni 2 o 3 giorni li tiro fuori e li rimetto e una volta a settimana passo lo scovolo a fili d’acciaio nei tubi che tornano nuovi cosa non possa avvenire nelle austriache,forse mi sbaglio, avevo chiesto spiegazioni a tedonio ma non ho ricevuto risposta.Infine non so quanto costa una tedesca o austriaca che sia ma penso che 6/7 mila euro mi sono rimasti in tasca poi venitemi a dire che le italiane sono brutte o rendono di meno…non me le devo portare a letto.Mi piacerebbe conoscere i dati relativi alle vendite in italia di queste famose caldaie prima e dopo gli incentivi statali.Gli incentivi vanno a beneficio per buona parte ai signori produttori che vendono di più e nello stesso tempo ti fanno meno sconto dal listino…..se te lo fanno.La funzione della caldaia è quella di scaldare l’acqua infatti io paragono le caldaie a dei grossi pentoloni più o meno sofisticati ma alla fine la loro funzione rimane quella ,scaldare l’acqua.Per fare un esempio,una mia vicina ha acquistato una batteria di pentole di cui quella più piccola costa 250 euro,mia moglie cucina con una vecchia Lagostina ,penso costi 20 volte meno,lo sapete cosa vi dico….magno lo stesso(detto alla romana)
 
prezzo

prezzo

Questi sono fatti non opinioni. e, la caldaia Pasqualicchio che ho visto su Ebay a 3900 Euro IVA esclusa dimostra che si può avere a prezzi ragionevoli un compromesso tra le vecchie marine e le ultratecnologiche austriache.

Guarda che 3900 è comprensivo d'iva se vai sul sito del venditore la vende 3890 iva compresa-http://www.fontienergetiche.net/
 
Se il prezzo è IVA esclusa il discorso vale ancora di più.

Sono d'accordissimo che non vale assolutamente la pena di spendere 8000-9000 Euro e avere in cambio un 10% di rendimento in più perchè evidentemente il sovrapprezzo non è ammortizzabile nel periodo di vita utile di una caldaia.

Invece penso che la comodità di evitare di fare il fuochista navale (visto che si parla di caldaie marine) e un 5% di rendimento in più possano valere 500-1000 Euro di sovrapprezzo....

Naturalmente siamo nel campo delle opinioni.

E comunque nella mia caldaia che ha giro fumi verticale trovo cenere e nerofumo ma non incrostazioni indurite tipo cresosoto sui tubi.....
 
Scusate se mi intrometto a rompervi le uova, ma se come già detto in altri post si guarda solo al prezzo della caldaia è chiaro che ci sono caldaie che costano meno delle austriache ecc., però queste caldaie hanno dei plus rispetto alle economiche e nessuno può negarlo solo chi non le conosce.
Poi ognuno deve fare i conti in casa propria e perfortuna che si può scegliere tra l'economico ed il performante ma + caro.
Alla fine le comodità te le fanno pagare, da che mondo e mondo.
Un mio amico ha una Termorossi Aspirtronic ed io ho una caldaia Eta a legna e vi assicuro che la comodità di conduzione dell'impianto è molto diversa.
Comunque sono con voi che questo personaggio certo Tedionio che lancia il solito argomento e poi si nasconde potrebbe anche maturare un pò e dichiarare apertamente che vende ciò di cui loda.
 
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