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Impianto a pellet per villa


GiorgioF

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14 Gennaio 2024
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buongiorno e buona domenica a tutti, vi leggo con interesse da un po di tempo e vorrei presentarvi il mio ‘caso’. Scusandomi
in anticipo per la filippica…

villa anni 80 a Viterbo (zona D) con area potenzialmente da riscaldare 300mq (di cui 50mq taverna che magari avrebbe bisogno di meno ore/frequenza di riscaldamento).
La casa sebbene età sembrerebbe isolata discretamente (mura di 40cm di cui 10cm riempiti di lana di vetro e infissi in legno, un bel duglas con vetro doppio sicuramente da revisionare magari cambiando anche delle guarnizioni etc - sto valutando anche completa sostituzione ma vorrei evitare ).

nella centrale termica c’è una mostruosa caldaia marina a gasolio, il metano non arriva, ho cisterna di gpl ma la voglio togliere e cmq la sala termica e’ sotto livello campagna…quindi mi sembra che unica soluzione viabile sia impianto a pellet.
Avevo pensato a PdC+pannelli+batterie+riscaldamento a pannelli radianti ma credo, sebbene il confort tutto l’anno, sia una spesa molto elevata che ci mette troppi anni a ripagarsi (fuori dal 110% ovvio).

Vivendo all’estero, ed essendo a
Viterbo le opzioni/proposte limitate, vi chiedo consiglio su schema ideale operativo e dimensionamento indicativo. Anche per avere qualcosa super partes da confrontare con quello che magari mi verrà proposto.

Mio suocero e’ un bruciatore seriale di gusci di nocciole, molto facili da reperire nel viterbese, ma preferirei pellet per una questione di manutenzione ordinaria, che mi sembra di capire sia minore bruciando pellet (e anche lo spazio necessario per lo stoccaggio se non erro), ma invece ho scritto qualcosa di non corretto, saro’ felice di considerare soluzioni multi-combustibile

A mio suocero hanno consigliato (rivenditore plurimarche) una laminox idro termoboiler 33 maxi.
a parte che ha 4 stelle e non 5
(non so impatto su conto termico), non capisco questo da descrizione: “Grazie alla gestione intelligente dell'accumulo di acqua tecnica integrato (150l), la caldaia è subito in grado di fornire calore e acqua calda sanitaria, minimizzando il consumo di combustibile e assicurando il massimo confort di utilizzo”. Mi chiedo come avvenga abbinamento ad eventuale puffer avendo questa caldaia un accumulo integrato.
Io in generale sto cercando una caldaia che minimizzi la manutenzione ordinaria, e comprerei anche un serbatoio aggiuntivo per minimizzare anche la frequenza di ricarica.
Avevo visto online Nordica PR30…casualmente il rivenditore dell’area e’ lo stesso che vende la Laminox, ma ovviamente ha proposto laminox perché e’ l’unica che ha in stock.
Ci sono marche/modelli specifici adatte alle mie esigenze di volume/acs e manutenzione?
 
Direi intorno ai 10,000 euro? Ma e’ tutto
relativo, alla fine e’ un investimento
 
...

Mio suocero e’ un bruciatore seriale di gusci di nocciole, molto facili da reperire nel viterbese, ma preferirei pellet per una questione di manutenzione ordinaria, che mi sembra di capire sia minore bruciando pellet (e anche lo spazio necessario per lo stoccaggio se non erro), ma invece ho scritto qualcosa di non corretto, saro’ felice di considerare soluzioni multi-combustibile

A mio suocero hanno consigliato (rivenditore plurimarche) una laminox idro termoboiler 33 maxi.
a parte che ha 4 stelle e non 5
(non so impatto su conto termico), .....

Benvenuto su EA!

Per quanto riguarda la caldaia..... basta scegliere il modello corretto:

https://laminox.com/prodotti/caldaie-a-cippato/termoboiler-omnia-32-cp

https://laminox.com/ajax/page/doFile/prod-attach/467/8/Foglio aggiuntivo Cippato rev.12-2022.pdf

e da quanto leggo è pure 5 stelle.
 
Direi intorno ai 10,000 euro? Ma e’ tutto
relativo, alla fine e’ un investimento

ho letto il primo post. 300mq non sono uno scherzo da riscaldare.
valuta bene quanto sei comodo a portare pellet - gusci, perchè la biomassa è un attimo che ti si rigira contro come gestione.

comunque sia io non escluderei assolutamente la possibilità di bruciare gusci di nocciola. la pulizia non è così mal gestire, sopratutto con una caldaia autopulente.
in oltre, accensione e tutte le regolazioni rimangono come andassi a pellet. anche la resa in kcal è molto simile, ma il prezzo è mooolto inferiore.


io opterei per:

-caldaia con possibilità di funzionare anche a gusci di nocciole. tipo la laminox omnia (ma ce ne sono anche altre)
-assolutamente autopulente e con compattatore cenere
-tank di accumulo pellet - gusci da almeno 4-500kg.
-puffer ben dimensionato per fare anche acs (quanti siete in casa) . 800-1000 litri massimo
-centralina climatica per la regolazione del riscaldamento.
-canna fumaria


note:

io stesso ho una laminox termoboiler del 2016 (e uso anche gusci di nocciola, nonostante non sia la omnia) e va un gran bene.
non spendere soldi per schermi e lucine varie...non servono a nulla.
la climatica prendi un modello "basico". anche qua, non farti abbindolare da cose inutili che ne fanno solo salire il prezzo.


detto ciò, preventiva una spesa per il tutto tra i 12 e i 18 mila euro.
 
intendi al netto del conto termico o al lordo ?
se al netto, puoi già aspirare a impianti di fascia alta austrici, tutt'altra storia rispetto ai prodotti italiani o dell'est........

si...anche altra storia sulla gestione però: lo scorso inverno col pellet a 12€ al sacco non era il massimo avere la modella teutonica in casa che gradisce solo ostriche e champagne ...
 
intendi al netto del conto termico o al lordo ?
se al netto, puoi già aspirare a impianti di fascia alta austrici, tutt'altra storia rispetto ai prodotti italiani o dell'est........
Idealmente 10k lordi.
Mi sono dato un occhiata alle austriache ma non ho le competenze per giudicare, a occhio mi sembra che la parte di elettronica/controllo sembri piu’ evoluta, la pulizia minima su tutti i modelli e efficienza energetica sembra piu alta? Ma una domanda ingenua…a parità di potenza e funzionalità, cosa mi da’ in più una austriaca rispetto a una buona italiana? E’ qualcosa di quantificabile per capire quanto tempo avrei bisogno per recuperare eventuale investimento extra?
 
ho letto il primo post. 300mq non sono uno scherzo da riscaldare.
valuta bene quanto sei comodo a portare pellet - gusci, perchè la biomassa è un attimo che ti si rigira contro come gestione.

comunque sia io non escluderei assolutamente la possibilità di bruciare gusci di nocciola. la pulizia non è così mal gestire, sopratutto con una caldaia autopulente.
in oltre, accensione e tutte le regolazioni rimangono come andassi a pellet. anche la resa in kcal è molto simile, ma il prezzo è mooolto inferiore.


io opterei per:

-caldaia con possibilità di funzionare anche a gusci di nocciole. tipo la laminox omnia (ma ce ne sono anche altre)
-assolutamente autopulente e con compattatore cenere
-tank di accumulo pellet - gusci da almeno 4-500kg.
-puffer ben dimensionato per fare anche acs (quanti siete in casa) . 800-1000 litri massimo
-centralina climatica per la regolazione del riscaldamento.
-canna fumaria


note:

io stesso ho una laminox termoboiler del 2016 (e uso anche gusci di nocciola, nonostante non sia la omnia) e va un gran bene.
non spendere soldi per schermi e lucine varie...non servono a nulla.
la climatica prendi un modello "basico". anche qua, non farti abbindolare da cose inutili che ne fanno solo salire il prezzo.


detto ciò, preventiva una spesa per il tutto tra i 12 e i 18 mila euro.

Grazie per in consigli!, siamo in 4.
Nella provincia di VT i gusci di nocciola stanno a 18 euro al quintale, e se mi dici che il potere calorifico e’ simile, e quindi anche l’ingombro, allora e’ sicuramente un alternativa interessante al pellet
 
si...anche altra storia sulla gestione però: lo scorso inverno col pellet a 12€ al sacco non era il massimo avere la modella teutonica in casa che gradisce solo ostriche e champagne ...

beh, ora lo trovi a 5 euro......
anche il metano l'inverno scorso è arrivato a 2 euro e più al mt3.....
quindi ?
PS: non tutte le teutoniche gradiscono solo ostriche e champagne, non lo sapevi ?

in qualsiasi caso.....
PREZZI E CONSIGLI PER SCEGLIERE IL PELLET PER IL RISCALDAMENTO DOMESTICO
Una breve guida per acquistare il pellet con la qualità più elevata, oltre ai prezzi indicativi.
Chi utilizza il pellet per scaldarsi deve approfittare di offerte prestagionali abbastanza convenienti rispetto alla vigilia della stagione invernale.
Nel corso dei mesi e andando verso i mesi autunnali il costo del pellet è destinato a salire, quindi conviene non attendere oltre per rimpinguare le scorte di combustibile per il riscaldamento domestico per stufe e caldaie.
Vediamo più in dettaglio come scegliere i prodotti di qualità migliore, anche con il contributo dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali (AIEL).
Il consiglio, per chi ha la possibilità di stoccare il combustibile per tutto l’inverno, è acquistare in primavera la fornitura annuale. Oltre alla possibilità di spuntare un prezzo più competitivo, acquistando una stessa partita di prodotto di solito si ottiene una qualità più omogenea del pellet.
Poi è bene ricordare che le quotazioni del pellet possono essere volatili essendo condizionate da diversi fattori climatici (le temperature medie nei mesi più freddi) e dai costi dei carburanti fossili concorrenti, in particolare il metano. Ad esempio, se l’inverno sarà freddo e il metano sarà più caro, il consumo di pellet – di conseguenza il suo costo – potrebbe aumentare (prezzi comunque meno variabili di quelli di gpl, gasolio e metano).
Quando si sceglie il tipo di pellet è bene preferire quello certificato, cosa che tra l’altro è obbligatoria in diverse Regioni da ottobre 2018 (il pellet è tracciato lungo tutta la filiera).
Meglio comunque evitare le offerte low cost di prodotti che potrebbero avere caratteristiche molto più scadenti e quindi compromettere la qualità della combustione. Il pellet ENplus è certificato dal primo agosto 2015 e fa riferimento alla norma ISO 17225-2:2014.
Importante notare che il colore, la specie legnosa o la provenienza geografica non sono sinonimo di qualità. L’unico modo per essere sicuri dell’elevata qualità di ciò che si acquista è che il pellet sia certificato.
Ecco le raccomandazioni per leggere bene l’etichetta sui sacchi di pellet e accertarsi che il prodotto sia certificato secondo le norme di legge:
1f449.png
Devono essere indicati tutti i riferimenti per contattare il produttore o il rivenditore.
1f449.png
Deve essere riportata la dicitura “pellet di legno” accompagnata dalla classe di qualità del prodotto in base alla norma di riferimento (ISO 17225-2).
1f449.png
Deve essere riportato il marchio di certificazione ENplus completo di numero identificativo.
Il numero identificativo deve corrispondere a un’azienda effettivamente in possesso della certificazione.
1f449.png
Deve essere riportato il marchio di qualità con la classe corrispondente.
1f449.png
Deve essere riportato il peso venduto (in kg o tonnellate).
1f449.png
Il pellet acquistato deve essere idoneo all’apparecchio termico cui è destinato, stufa o caldaia.
Altri aspetti da valutare
In particolare, conviene sempre controllare il fondo del sacchetto, scartando le confezioni che presentano un elevato contenuto di polveri.
Il contenuto di ceneri non dovrebbe mai superare l’1% del peso su sostanza secca; per una corretta combustione, è preferibile impiegare un prodotto in classe di qualità ENplus A1, che ha un contenuto di ceneri massimo pari allo 0,5%.
Per scegliere il pellet nel modo corretto, inoltre, bisogna valutare il suo potere calorifico, cioè l’energia termica che riesce a fornire: di solito siamo tra 4,7-5 kWh/kg.
Un altro aspetto da considerare è che il pellet per poter essere venduto deve essere prodotto con materia prima vergine e non trattata chimicamente (decreto legge 152/2006). Per fare aderire la segatura nel cilindro di pellet durante la lavorazione la segatura viene pressata raggiungendo alte temperature che sciolgono la lignina, componente naturalmente presente nel legno, che funge così da collante. Inoltre, se il pellet è certificato ENplus si ha una doppia sicurezza, poiché da disciplinare della certificazione ENplus il prodotto certificato è fatto solo ed esclusivamente con segatura di legno vergine.
Esiste poi anche pellet fatto con biomasse varie: ad esempio segatura di legno mischiata a scarti di mais. I tecnici non lo bocciano, ma lo consigliano solo per grandi caldaie e non per le caldaie “domestiche”: ha un residuo di cenere relativamente alto che sporca braciere e canna fumaria.
etichetta-pellet.jpg
 
Ultima modifica:
in più una austriaca rispetto a una buona italiana? E’ qualcosa di quantificabile per capire quanto tempo avrei bisogno per recuperare eventuale investimento extra?

ti faccio un semplice esempio che calza a pennello
una panda e una mercedes hanno entrambe 4 ruote, ma sono uguali ?
logicamente per strada vedrai girare sia panda che mercedes, perchè ogni persona ha il proprio budget.....
inoltre non è che la differenza economica tra un'austriaca e un'italiana sia così elevata..... a parità di centrale termica, anzi........
 
Questo e’ l’animale che ho al momento in centrale termica

in che zona climatica sei?
il conto termico ti permette un ritorno economico ragguardavole, se la zona è favorevole.... e questo ti aiuta ad avere un'impianto molto migliore
se ad esempio sei zona Viterbo, una 30 kW sono circa 6.000 euro che ti ritornano direttamente in conto corrente
 
in che zona climatica sei?
il conto termico ti permette un ritorno economico ragguardavole, se la zona è favorevole.... e questo ti aiuta ad avere un'impianto molto migliore
se ad esempio sei zona Viterbo, una 30 kW sono circa 6.000 euro che ti ritornano direttamente in conto corrente

Si comune di Viterbo, zona D.
Quindi mi sembra di capire che la potenza richiesta sarebbe intorno ai 30 kW…giusto per farmi una idea
 
diciamo che a spanne 30 kW sono adeguati (poi dipende dalla dispersione dell'abitazione. E quersto, se non hai certificazione, puoi vederlo dallo storico dei consumi passati), abbinati a un puffer dimensionato e ai vari rilanci miscelati
poi, usufruendo di un secondo conto termico, puoi abbinare anche un solare termico dimensionato (che praticamente viene quasi gratis), in modo da soddisfare acs per tutto il periodo caldo e per qual che può fare, anche integrare minimamente sul riscaldamento
 
...

e da quanto leggo è pure 5 stelle.

Leggi bene ..... è certificata per utilizzo anche si gusci di nocciole, ovvero puoi avere il premio del CT e usare comodamente i gusci di nocciole che troverai a prezzi concorrenziali nelle tue zone, al contrario del pellet che per arrivare da te deve passare mezza UE su camion a gasolio, con sempre piu' restrizioni per il futuro.

Avere la possibilità di usare combustibili "locali", dalla legna al nocciolino, è sempre un plus rispetto a combustibili che arrivano da lontano.

Caldaia italiana prodotta non distante da te, venditore locale, combustibile del posto......

laminoz gusci nociiole.JPG

Qui la pagina per il calcolo del massimale che puoi ottenere dal conto termico :

https://laminox.com/conto-termico#calc

Cerca il modello della caldaia laminox , ed inserisci il comune dove l' installaerai.

Considera che questa tabella ti da il premio massimo a seconda della caldaia (potenza) installata, che comunque non puo' superare il 65% della spesa totale dell' impianto, iva compresa.
 
Leggi bene ..... è certificata per utilizzo anche si gusci di nocciole, ovvero puoi avere il premio del CT e usare comodamente i gusci di nocciole che troverai a prezzi concorrenziali nelle tue zone, al contrario del pellet che per arrivare da te deve passare mezza UE su camion a gasolio, con sempre piu' restrizioni per il futuro.

Avere la possibilità di usare combustibili "locali", dalla legna al nocciolino, è sempre un plus rispetto a combustibili che arrivano da lontano.

Caldaia italiana prodotta non distante da te, venditore locale, combustibile del posto......



Qui la pagina per il calcolo del massimale che puoi ottenere dal conto termico :

https://laminox.com/conto-termico#calc

Cerca il modello della caldaia laminox , ed inserisci il comune dove l' installaerai.

Considera che questa tabella ti da il premio massimo a seconda della caldaia (potenza) installata, che comunque non puo' superare il 65% della spesa totale dell' impianto, iva compresa.

Ciao e grazie per le considerazioni. il suocero in effetti, quando ero in Italia e gli dissi che pensavo alla biomassa, mi diceva sempre dell’importanza di avere anche un supporto locale per qualsiasi evenienza…ho fatto simulazione con la caldaia laminox suggerita come esempio da Scresan e verrebbe 5,727 euro di CT.
La scheda di questa laminox omnia Five 32 dice area riscaldabile indicativa fini a 800m3…considerando altezza media dei soffitti a spanne ci dovremmo essere.

il discorso dei 130L di accumulo acqua tecnica integrato non mi e’ chiaro, immagino non sostituisca puffer, ma serve a produzione di acqua sanitaria istantanea senza dover mettere altri scambiatori? (scusate l’ignoranza)
 
Leggi bene ..... è certificata per utilizzo anche si gusci di nocciole

puoi cortesemente postare il certificato ambientale ove si legga la certificazione con gusci di nocciole ?

sarebbe buona cosa non scrivere cose inessatte, e indurre gli utenti che leggono in FALSE opinioni.....
la caldaia è certifiata per il SOLO PELLET, e se si fa il CT2.0 e si usa altro e si ha un controllo, si deve restituire quello avuto + sanzione

ScreenShot002.jpg - Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: ScreenShot002.jpg  Visite: 0  Dimensione: 49.3 KB  ID: 2264624


ScreenShot001.jpg

a volte lo dicono le ditte (e molte persone poco esperte), ma la realtà è ben diversa........ :sleep::sleep::sleep::sleep:
 
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