Intanto, è assurdo che si voglia calcolare la resa di un apparecchio basandosi su dati presi da una abitazione (un apparecchio non può essere multi-resa a seconda di dov'è). Ha sicuramente ragione lei a dire che un apparecchio vale l'altro a parità di resa, se la casa è stata costruita con criteri di eccellenza.
Le faccio un esempio; se un abitazione è costruita con muratura perimetrale in blocchi di laterizio polizzato da 25 cm, supponiamo che intorno ad esso (che ha un landa termico T 0,3 ca.) si posizioni un cappotto di isolante ad alta efficienza termica (per esempio un polistirolo espanso o meglio estruso con un landa di 0.022 di trasmissione termica e di una densità di 30 chili per metro cubo) una rete di vetro, una malta termica di un centimetro con all'interno una contro parete di calcio silicato di 8 - 10 cm di spessore, dove (all'interno della stessa) passino tubazioni che dalla centrale termica vanno al caminetto (con tubi fatti di materiali resistenti al calore e che in questo caso avrebbero una forte trasmissione termica attenuata dall'utilizzo di una membrana di polietilene espanso dello spessore di due centimetri) si otterrebbe una sufficiente barriera termica da non permettere al tubo metallico di andata e ritorno dell'acqua termica, di trasmettere calore alla muratura, che in parte lo disperderebbe in un'abitazione non di questa tipologia.
Ecco che l'acqua come veicolo termico, in un'abitazione di classe A o A+, potrebbe essere parificata ad una sorgente di energia immessa direttamente all'ambiente da un apparecchio producente energia termica radiante o per convenzione naturale. Presupposto questo, che esiste in pochissimi casi e questi pochissimi casi dovrebbero essere controllati empiricamente a posteriori visto che il posizionamento dei materiali in un’abitazione di classe A +, dovrebbe essere fatto da imprese super specializzate per evitare dispersioni dovute a ponti termici vari. Praticamente sono pochissime le case di questo tipo e sono più quelle come la mia (speriamo non ancora per molti anni) che sono fatte in blocchi di cemento da 25 cm, con una doppia camera di concezione anni 50, una bella malta di calce e sabbia di fiume interna ed esterna, senza tramezzo interno, dove per provvedere ad un minimo di isolamento nel corso degli anni si era provveduto tramite una resina plastica acrilica molto di moda negli anni settanta e in seguito nei migliori dei casi con il posizionamento di contro-pareti di cartongesso interne, o come nel mio caso, di un leggero cappotto esterno. Detto ciò, se non si interviene nell'impianto termico di questo tipo di abitazioni ci ritroviamo di fronte ad un riscaldamento che è dato da radiatori che ricevono energia da una caldaia (sia questa a legna, a biomasse a gas o atro.. che abbia 50 , 60, o 100% di resa) dove la tubazione che trasporta il liquido di riscaldamento si trova immersa in un ambiente ostile che ne assorbe la gran parte dell'energia e la manda al creatore. Ma mettiamo anche che il tubo sia ben isolato, ci troviamo di fronte ad una situazione di un tipo isolato immerso nello stesso meandro di materiali che per quanto bravo esso sia nel contenere l'energia, ne perde una parte per conduzione (fatto che sarebbe evitato con una costruzione attorno al tubo stesso di una contro camera ventilata, che potremo definire "contro camera del tubo" essendo molto difficile da eseguire a causa dello spessore delle mura delle abitazioni). Anche questo calcolo di dispersione termica, dovrebbe essere fatto da una persona più competente. Ma torniamo al caso della nostra classe A, l'energia immessa in ambiente tramite l'impianto, magari a pavimento, deve partire da una camera di combustione molto efficiente. Tanto più efficiente quanto più distante è l'acqua che la circonda. Qui diventa molto difficile andare in cerca di un apparecchio così efficiente con variabile così complesse. é per questo che io, semplice acquirente mi sono rivolto ad un prodotto che scaldasse direttamente l'ambiente. Visto che i termometri ci sono nei negozi di alimentari per misurare le temperature esterne, nei telefonini, negli orologi, in quasi tutte le apparecchiature domestiche, oltre che nei termostati dell'abitazione stessa che girandoli a sinistra e a destra con un click, ti indicano qual è la temperatura dell'ambiente, mi rendo conto a casa mia, delle variazioni positive che ottengo con la mia stufa, nonostante non possa dire alcun che della classe energetica della mia abitazione (visto che abbiamo pavimento non isolato, con muratura come precedentemente accennato, con dei soffitti gran parte composti da cemento armato e un tetto non ventilato). Ma non mi interessa! Perché mi riscaldo

Dovrebbe interessarmi per un discorso di etica ambientale, e a quel punto trovo giusto in un futuro fare un'analisi termografica dell'abitazione, per poter ulteriormente abbassare i consumi di legna che lei ritiene eccessivamente ridotti e che per me sono ancora esagerati. Ringrazio l'ing. T. che mi ha fornito qualche dato relativo all'abitazione e alle mode nelle tecnologie di riscaldamento. Saluti :bye1: