Installazione valvola anticondensa impianto preesistente


Grazie,

proverò a fare quanto suggerito, procedendo per gradi:

1 - "Strozzare" bypass
2 - Spostare la VAC in modo da eliminare le curve del bypass

Nel mentre ho scritto alla Caleffi. Mi hanno puntualmente risposto, sollevandomi un (altro) dubbio: oltre a presumere che la "C" verticale possa facilitare intrappolamento d'aria, fanno una considerazione sulla T set della mia VAC, ovvero 55 °C. Mi scrivono che:
"Essendo la temperatura di mandata della caldaia impostata a 70°C ed ipotizzando un salto termico di 10°C si otterrebbe un ritorno di 60°C. Per ottenere la completa chiusura del by pass, come indicato sulle istruzioni, la taratura di set della valvola dovrebbe essere 10°C inferiore a questo valore. Pertanto la taratura a 55°C non rispetta quanto richiesto."

In effetti nel mio caso la T ritorno del puffer sarebbe idealmente pari a 65 °C solo ad impianto completamente carico. Indi, anche in condizioni ideali, il bypass della VAC NON chiuderebbe mai completamente.
Da insipiente non credo possa essere un grande problema, ma attendo come sempre Vostro saggio consiglio: è il caso che io CAMBI valvola o (se possibile) ne modifichi la taratura ? Ovviamente non ho scelto di mia iniziativa la T set 55 °C, ma ho chiesto alla ditta produttrice della caldaia...
 
se l'impianto è fatto bene, 55° e i giusti Kvs non sono un problema
è anche vero che io lavoro sempre con circolatore sul ritorno, come pure i gruppi già completi lavorano sul ritorno
è altrettanto vero che le ditte di fascia alta lavorano sul ritorno con 45°, ma parliamo di atre caldaie......... (con ben altre strutture e controlli)
 
confermo. anche la mia è 55° e tra caldaia e puffer o impianto non ci sono asssolutamente problemi.
 
Il primo anno di funzionamento, per la mia csi d'alessandro, ho installato una vac da 60° della caleffi , la caldaia funzionava 'bene' cenere (gusci di nocciola) grigio chiara (come dovrebbe essere).
Il secondo anno ho deciso di sostituire il bulbo della vac con uno da 55°, ma dopo qualche giorno ho notato che c'era troppa condensa, la cenere non era sempre grigio chiaro ma molto scura, ho rimontato il bulbo da 60° .......
Questo per me significa che anche 5 gradi fanno la differenza. Potrebbe essere una cosa che riguarda solo il mio impianto, ma questa e' la mia esperienza.
 
E di nuovo,

a Tutti buon giorno.

E, sempre e senza alcun intento adulatorio, GRAZIE per la competente disponibilità che permea questo forum e Voi in particolare. Senza il Vostro supporto sovente si resterebbe abbandonati nelle tenebre dell'ignoranza...perdipiù al FREDDO ;-)

La valvola viene "comandata" da un piccolo bulbo a cera che spinge un pistoncino di 3-4 mm di diametro che sposta una piastrina che apre o chiude il bypass.

E' un' ala di farfalla, che necessita della giusta "competenza " !

Ed infatti: ho provveduto a parzializzare il flusso nel bypass della VAC chiudendo in parte la relativa saracinesca (rubinetto). Primo tentativo con rubinetto "quasi aperto", pochi gradi di chiusura. L'impianto sembrava funzionare in modo soddisfacente per 2 accensioni (sera e mattino successivo). Alla terza accensione (sera successiva, ieri) la caldaia ha raggiunto la T max (70 °C), andando in modulazione, ma la Temperatura ha continuato a salire sino a 74 °C. Per non correre rischi di sovratemperatura ho ulteriormente chiuso il rubinetto del bypass, portandolo ad un angolo di "45°", indi in teoria chiuso a metà. L'andamento è diventato apparentemente regolare.
Anche l'accensione di stamane sembra essere andata regolarmente.

Ovviamente non ho esperienza e competenza per valutare il corretto funzionamento dell'impianto. Posso solo riferire che i tempi di evoluzione delle Temperature (caldaia e puffer) sembrano ragionevoli, e che la caldaia sta andando spesso in modulazione con temperature massime di 70 - 71 °C, per poi gradualmente scendere di temperatura e tornare in modalità "normale", risalire di Temperatura, andare in modulazione e così via, aumentando sempre più la durata delle fasi di modulazione.

Ora, concordo perfettamente con il NON "accontentarmi" di mettere "pezze", e di cercare di sistemare adeguatamente l'impianto.
Indi chiedo, al solito, saggio consiglio:

SE il comportamento dell'impianto dovesse mostrarsi stabile nella maniera descritta sopra, spostando la VAC e installandola in maniera "canonica", ovvero in verticale senza curve sul ramo di bypass, risolverei definitivamente o avrei STESSE problematiche dovute alla bassa "autorità" della VAC sul ramo di bypass ?
Cioè, se pur spostando la VAC sarei comunque costretto ad intervenire con un rubinetto od una valvola regolatrice accessoria sul ramo di bypass, potrei forse valutare di lasciare tutto nella configurazione attuale ?

Aggiungo quesito per ora...secondario: attualmente ho 1 sola sonda di Temperatura puffer. So bene (grazie a Voi...) che ottimale è averne 2, T alta e T bassa, rispettivamente per start e stop della caldaia, ed ho in programma di implementarle.
PER ORA ho spostato la mia unica sonda nella parte bassa del puffer, ad 1/4 dal basso, SOPRA al ritorno dei termosifoni, agendo poi sull'isteresi: ho impostato la T accensione caldaia a Tset puffer - 20 °C (ovvero 65 °C - 20 °C = 45°C).
Sempre PER ORA la soluzione sembra soddisfacente, con salvaguardia della T alta del puffer intorno ai 60 °C per ACS.
Cosa ne pensate ? Soluzione aberrante o tutto sommato accettabile ?

Come sempre,
grazie.
Buon proseguir di giorno.
 
ciao,

a prescindere da tutto, la VAC ti consiglio di montarla senza troppi pezzi e saracinesce. perchè è quello il modo corretto. poi da li si valuta se il bulbo è troppo basso (ma non credo) o no.

forse si è scoperto dove sta il tuo problema di Tmax e poi modulazione quasi subito: quando la caldaia parte e poi lavora correttamente, prova a monitorare le temperature del puffer. idem quando ti fa il problema di modulare subito. perchè come stai lavorando con una sola sonda, potrebbe crearti delle condizioni anomale.

p.s creare il gruppo con relè e due termostati è semplice ed economico. ed il risultato porta a notevoli miglioramenti.
 
.... spero il lavoro venga meglio della mia "fotocomposizione!"

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wAAACH5BAEKAAAALAAAAAABAAEAAAICRAEAOw==


Sempre meglio che "aggiungere" ancora una decina di curve a 90°!!!!

La valvola regolatrice chiaramente funziona molto meglio della "saracinesca" manuale in quanto la molla al suo interno controlla la portata del bypass in modo proporzionale alla portata della vac garantendo la corretta prevalenza (va settata la prima volta ruotando la manopola grigia).
 
E Lieto Meriggio,

e sempre grazie.

forse si è scoperto dove sta il tuo problema di Tmax e poi modulazione quasi subito: quando la caldaia parte e poi lavora correttamente, prova a monitorare le temperature del puffer. idem quando ti fa il problema di modulare subito. perchè come stai lavorando con una sola sonda, potrebbe crearti delle condizioni anomale.

Si, quando sono in casa passo gran parte del tempo nel locale tecnico (con somma gioia di mia moglie...). L'andamento della T caldaia per ora è quello che ho descritto sopra da qualche parte: dopo l'accensione da modalità "normale" arriva gradualmente in modulazione a 70 °C, indicativamente in mezz'ora. La T caldaia inizia poi ovviamente a scendere gradualmente, e la modalità torna "normale", la T inizia a risalire, a 70 °C torna in modulazione e così via. Ier sera ad impianto già abbastanza caldo (T bassa del puffer quasi 60 °C) appena dopo essere andata in modulazione la T caldaia è salita ancora di qualche grado, arrivando a 73 °C, per poi ridiscendere. Il mio dubbio è che in queste condizioni potrebbero esserci situazioni per le quali con T ritorno relativamente alta e bypass non sufficientemente chiuso la caldaia possa andare in sovratemperatura non riuscendo a dissipare a sufficienza il calore prodotto nell'ultima fase della normalità "normale" prima di passare in modulazione.

.... spero il lavoro venga meglio della mia "fotocomposizione!"

Ehm, venia: vedo solo l'immagine "Bullettin" ... ;-)
 
. L'andamento della T caldaia per ora è quello che ho descritto sopra da qualche parte: dopo l'accensione da modalità "normale" arriva gradualmente in modulazione a 70 °C, indicativamente in mezz'ora. La T caldaia inizia poi ovviamente a scendere gradualmente, e la modalità torna "normale", la T inizia a risalire, a 70 °C torna in modulazione e così via. Ier sera ad impianto già abbastanza caldo (T bassa del puffer quasi 60 °C)

continue altalene perchè la caldaia produce più kW di quelli che la VAC riesce a gestire, appunto perchè è installata in modo non corretto
installala bene e tutto si risolve
chiudere parzialmente il bypass e cose simili sono solo palliativi che non risolvono nulla
fai la giusta installazione, con bypass dritto senza mille curve, e tutto andrà bene
 
Ultima modifica:
....



Ehm, venia: vedo solo l'immagine "Bullettin" ... ;-)

Maledetto vBulletin, ora perde anche le immagini caricate!

Non ho copia dell' immagine, comunque avevo semplicemente caricato l' immagine della valvola regolatrice sulla foto della vac+curva che si vede sopra, ed avendo la valvola regolatrice ingresso ed uscita a 90° fra di loro, sostituisce una delle 2 curve a 90°.

Prova a settare la T della caldaia a 75°..... mica si rompe! e non scoppia, non si fonde e neppure perde la garanzia.
Se la T di ritorno è ancora troppo alta, chiudi leggermente ancora un po' la saracinesca. Settare il circolatore della caldaia a max potenza ? fatto?

Tutte le spiegazioni sono state date, il problema :

1- NON è la cavitazione del circolatore
2- NON è il dimensionamento della vac
3- NON è la sezione dei tubi
4- NON sono le curve a 90° sul bypass!!!!!

ma la DIFFERENZA della prevalenza dell' acqua sul bypass della vac, ( troppo bassa) rispetto alla prevalenza dell' acqua sul circuito verso il puffer.

Paradossalmente una vac con kv minore, diminuiva il problema.

Come scritto anche una decina di curve sul bypass invece che solo 2 avrebbe risolto!

"Fate Vobis!"
 
E buooon giorno,

oltre all'immancabile grazie...

Dunque, durante il fine settimana ho potuto monitorare con maggior frequenza il comportamento della caldaia.

Premetto che non so quale modello di circolatore monti la mia caldaia, ma sono quasi certo che sia di marca WILO, poiché a caldaia "smontata" durante la manutenzione annuale ho visto al volo il circolatore ed era nella forma identico a quello dell'impianto solare termico. Indi dovrebbe avere controllo PWM.
Potrei smontare la caldaia per verificarlo (il CAT non mi ha dato info convincenti...) ma eviterei.

Prova a settare la T della caldaia a 75°..... mica si rompe! e non scoppia, non si fonde e neppure perde la garanzia.
Se la T di ritorno è ancora troppo alta, chiudi leggermente ancora un po' la saracinesca. Settare il circolatore della caldaia a max potenza ? fatto?

Purtroppo le impostazioni da menù utente della mia caldaia sono assai limitate. Mentre il menù da "tecnico", pur se accessibile, è estremamente criptico. Ho impiegato circa un anno a farmi rivelare che il parametro di settaggio dell'isteresi della T puffer è tale "IH29", ad esempio.
Indi per aumentare il limite superiore della T max caldaia dovrei andare a "tentoni" modificando tutti i parametri attualmente impostati a "70 °C" e verificare quale poi modifichi il limite di T max da pannello.
Fattibile, ma eviterei, anche perché non vorrei che si manifestasse comunque il problema ma a T di 5°C maggiori...
Stesso discorso per potenza del circolatore della caldaia: non so assolutamente su quale parametro intervenire per modificare tale impostazione.

Anche perché il fenomeno che più mi impensierisce non è tanto il salire della T max sopra i 70 °C, ma il "rumore" assai poco rassicurante come di "graffianti sciabordii" in caldaia che si manifesta attorno alla T max, subito prima e subito dopo che la caldaia vada in modulazione, seguito come detto talvolta da "sfiato" da parte della valvola jolly posizionata sul puffer (parentesi: anche la caldaia ha una sua valvola jolly posizionata all'interno, sempre vista al volo durante la manutenzione. Mi chiedo perché non si attivi...).

Purtroppo ho avuto nel mentre dei casi di "standby" della caldaia al raggiungimento della T max.
Ho chiuso ancora di qualche grado la saracinesca, non so se andare troppo oltre i "45° angolari" di chiusura poiché non vorrei penalizzare troppo la portata in caldaia con bypass VAC aperto e ritorno chiuso.

Cosa ne pensate ? Personalmente proverei a "chiudere" ancora fino a NON avere più comportamenti anomali, ma non vorrei appunto creare danni...

fai la giusta installazione, con bypass dritto senza mille curve, e tutto andrà bene

Ed è esattamente quello che, grazie ai Vostri preziosi e pazienti consigli, sto cercando di fare.

Il mio problema è lo stesso da sempre: non trovo in zona tecnici competenti disponibili a modificare l'impianto. Le modifiche apportate sono state da me indicate all'idraulico dopo aver assillato VOI per un anno.
Ora devo "convincere" l'idraulico intervenuto per le modifiche a rimettere mano all'impianto, e SOPRATTUTTO devo dirgli ESATTAMENTE cosa fare per evitare di adottare soluzioni non definitive.

Indi, RIASSUMENDO:

OPZIONE 1: lasciare la VAC montata in orizzontale così com'è, accanto alla caldaia, aggiungendo una valvola di regolazione fine sul ramo di bypass SENZA ELIMINARE LE DUE CURVE A 90 °C
OPZIONE 2: spostare la VAC accanto al PUFFER, montandola in posizione "canonica" verticale senza curve solo con saracinesca sul bypass
OPZIONE 3: OPZIONE 2 ma montando ANCHE valvola di regolazione fine sul bypass

Cosa ne pensate ?

Nuovamente,
GRAZIE...

PS: in caso di opzione 2 e 3 come detto non avrei spazio per installare il bypass del ramo freddo della VAC, la cui esistenza mi ha salvato dal freddo prima del Vostro supporto. Senza tale bypass in caso di problemi mi basterebbe rimuovere il bulbo della VAC (ed ovviamente chiudere la saracinesca sul ramo bypass della VAC) per far funzionare impianto senza VAC ? Tale operazione andrebbe però fatta da impianto fermo, ovviamente, giusto ?
 
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opzione 2 e risolvi tutto
esempio di gruppo anticondensa (la tua VAC fa lo stesso lavoro) installato sul puffer.
Lavoro fatto oltre un decennio fa, e se noti già allora installavamo i due termostati differenziali anche su caldaie che non avevano la gestione differenziale.
io non capisco perchè molte persone si complicano la vita inutilmente...... :dry:
 
Ultima modifica:
E buooon giorno,

....

Purtroppo ho avuto nel mentre dei casi di "standby" della caldaia al raggiungimento della T max.
Ho chiuso ancora di qualche grado la saracinesca, non so se andare troppo oltre i "45° angolari" di chiusura poiché non vorrei penalizzare troppo la portata in caldaia con bypass VAC aperto e ritorno chiuso.

....

1- se standby a puffer non ancora "pieno" significa ancora poca portata sul ritorno freddo
2- penalizzi la caldaia se apri troppo il bypass (in nessun modo va chiuso il ritorno ???? a che pro??? e soprattutto mai suggerito come test)
3- se il circolatore della caldaia è a controllo PWM, ha 2 fili che lo collegano alla centralina (almeno i wilo). Anche se fosse non penso sia un controllo "gestito" ma immagino abbia solo la possibilità di programmare da caldaia la portata (o curva tipica) invece che col pulsantino sul circolatore. Se fosse va scelta una curva con maggior prevalenza rispetto all' attuale oppure schiacciato il pulsantino verde fino a far accendere il led in corrispondenza del "III"


Certo mi viene un dubbio..... non è che tutta quella serie di valvole messe sulla linea che separa la vac dal puffer hanno all' interno una sezione dove passa l' acqua "ridicola" ? ovvero il tuo problema alla fine sono proprio i tubi e loro dimensionamento o meglio tutte le limitazioni di portata generate dalle varie valvole/sezione tubi/curve a 90° presenti ?

Descrivi la linea vac-puffer -andata e ritorno-: tubo da xx diametro in multistrato/rame/acciaio dritto per n metri, con n curve a 90° e n valvole ... e ritorno. Valvolame tipo e marca DN25/DN32 modello ..... sembrano pezzi da 3/4" .... poco con quella conformazione dei tubi e per una caldaia che ha 25 kw???

Se mi dai misure e lunghezze, curve etc provo a fare 2 calcoli sulla prevalenza necessaria, e se sufficienti per la potenza della caldaia.
 
E buooon giorno

opzione 2 e risolvi tutto

Grazie !!!

1- se standby a puffer non ancora "pieno" significa ancora poca portata sul ritorno freddo
2- penalizzi la caldaia se apri troppo il bypass (in nessun modo va chiuso il ritorno ???? a che pro??? e soprattutto mai suggerito come test)
3- se il circolatore della caldaia è a controllo PWM, ha 2 fili che lo collegano alla centralina (almeno i wilo). Anche se fosse non penso sia un controllo "gestito" ma immagino abbia solo la possibilità di programmare da caldaia la portata (o curva tipica) invece che col pulsantino sul circolatore. Se fosse va scelta una curva con maggior prevalenza rispetto all' attuale oppure schiacciato il pulsantino verde fino a far accendere il led in corrispondenza del "III"


e...Grazie !!!
Si, mi scuso per mia poca chiarezza.
Intendevo:

1: si, e quindi circolazione (quasi) completamente sul bypass, giust ?
2: non intendevo chiudere "a mano" il ramo freddo, intendevo che con puffer scarico, indi ritorno freddo chiuso, la circolazione avviene quasi esclusivamente sul bypass. Il mio timore è che chiudendo troppo il bypass con la saracinesca ed essendo il ritorno freddo (quasi) chiuso "automaticamente" dalla VAC io possa deprimere troppo la portata di fluido in caldaia...
3: purtroppo non ho accesso diretto al circolatore della caldaia, dovrei smontare qualche pannello per accedervi. Da pannello comandi utente non ho alcun riferimento a gestione portata...

Descrivi la linea vac-puffer -andata e ritorno-: tubo da xx diametro in multistrato/rame/acciaio dritto per n metri, con n curve a 90° e n valvole ... e ritorno. Valvolame tipo e marca DN25/DN32 modello ..... sembrano pezzi da 3/4" .... poco con quella conformazione dei tubi e per una caldaia che ha 25 kw???

Se mi dai misure e lunghezze, curve etc provo a fare 2 calcoli sulla prevalenza necessaria, e se sufficienti per la potenza della caldaia.

E grazie ASSAI per squisita disponibilità. Stasera rientrando a casa produco schema "quotato".

Per intanto anticipo SOMMARIAMENTE:
Tubazioni in ppr (modello "Aquatherm blue MF", volevo sostituirlo con altro materiale ma in realtà sembra ottimo...), diametro esterno 32 mm, spessore 3.5 mm (diametro interno 25 mm), valvole DN25.
Mandata e ritorno caldaia - puffer procedono parallelamente fino a ridosso del puffer.
Percorso: raccordi caldaia filo pavimento, flessibili lunghezza circa 50 cm, curva a 90° orizzontale, ramo orizzontale circa 1.5 m con la VAC posizionata a circa 0.3 m dalla curva, curva a 90° (orizzontale), ramo orizzontale circa 1.0 m, curva a 90° (orizzontale), ramo orizzontale circa 0.5 m, curva a 45° (orizzontale), ramo orizzontale circa 0.5 m, innesto puffer. Il ramo di mandata ha in più: curva a 90° (verticale), ramo verticale circa 1.5 m, innesto puffer.

Che l'impedenza del circuito nel suo complesso possa essere assai maggiore di quella del ramo di bypass era stato già detto nella conversazione in qualche punto, e se non erro la considerazione ben si concilia con il concetto di bassa "autorità" della valvola di bypass rispetto al resto del circuito, giust ?
Il posizionamento della VAC a ridosso del puffer, pur se non efficiente da un punto di vista squisitamente "termodinamico" compenserebbe però questo eventuale "sbilanciamento" fluidodinamico, corretto ?

Grazie.
Infinite.
 
Buooon giorno e...

Prese misure. Non ho preparato schema, se occorre procedo.
Per ora:

Tubazioni in ppr (modello "Aquatherm blue MF") diametro esterno 32 mm, spessore 3.5 mm (diametro interno 25 mm).
Valvole (saracinesche) DN25 marca Orion.
Mandata e ritorno caldaia - puffer procedono parallelamente fino a ridosso del puffer.

Percorso tubature caldaia - puffer: raccordi caldaia filo pavimento, flessibili lunghezza circa 50 cm, curva a 90° orizzontale, ramo orizzontale circa 1.5 m con la VAC posizionata a circa 0.3 m dalla curva, curva a 90° (orizzontale), ramo orizzontale circa 2.0 m, curva a 90° (orizzontale), ramo orizzontale circa 0.7 m, curva a 45° (orizzontale), ramo orizzontale circa 0.3 m, innesto puffer. Il ramo di mandata ha in più: curva a 90° (verticale), ramo verticale circa 1.3 m, innesto puffer.

Ecco :-)

Nel mentre, PURTROPPO, stamattina la caldaia nonostante la strozzatura della saracinesca sul bypass leggermente aumentata è andata ciclicamente in standby una volta raggiunta la T max di 70 °C, arrivando per inerzia a circa 77 °C.

Temo questo sia dovuto non tanto alla T esterna leggermente minore (circa 3 °C stamattina) quanto soprattutto al mio essere stato costretto a cambiare tipo di pellet. In realtà ho dovuto iniziare ad alternare un sacchetto del pellet precedente (Seppele) con del pellet MyFire White. Quest'ultimo è mediamente più "corto" del precedente. NON ho ancora cambiato i parametri della coclea (e dell'aria comburente), quindi temo che "caricando" maggior quantità di pellet (la T fumi in fase di salita della T verso i 70°C arriva anche a 230 °C, circa 15 °C in più che con il pellet precedente) la caldaia non riesca a smaltire il calore in eccesso sulla VAC e vada, appunto, in standby.

Sono ovviamente amareggiato ma mi aspettavo un effetto del genere. Avevo anche pensato stamane di "escludere" la VAC dall'impianto per evitare i continui standby. Pensate possano danneggiare la caldaia ?

Comunque stasera proverò ad "abbassare" i parametri di coclea ed aria comburente portandoli ad un settaggio utilizzato lo scorso anno con lo stesso pellet.

Sempre,
Grazie...
 
Ultima modifica da un moderatore:
Nel mentre, PURTROPPO, stamattina la caldaia nonostante la strozzatura della saracinesca sul bypass leggermente aumentata è andata ciclicamente in standby una volta raggiunta la T max di 70 °C, arrivando per inerzia a circa 77 °C.

installa la VAC correttamente, come più volte detto, e tutto si risolve
meglio ancora se si installa un gruppo anticondensa
strozzature e ammenicoli vari, sono solo palliativi che nulla risolvono......
 
Ultima modifica:
E...buooon lunedì !!!

Solo rapido aggiornamento, e domanda a seguire:

Aggiornamento: dopo aver diminuito parametri avanzamento coclea e ventilatore comburente la caldaia non è più andata in standby causa sovratemperatura. So che è "mettere una pezza" ma considerando che l'idraulico nemmeno mi risponde al telefono è per me rassicurante nel transitorio.

La domanda è di carattere generale: quale dovrebbe essere il comportamento regolare, ed auspicabile, del mio impianto nella configurazione attuale ?

Mi spiego: attualmente all'accensione la T caldaia in modalità normale aumenta fino a raggiungere in circa 30 min la T max di 70 °C. La T fumi arriva poco sopra i 200 °C, fino a circa 220 °C (a T caldaia 55 °C si attiva il circolatore caldaia - puffer).
La caldaia entra in modalità modulazione, la T fumi diminuisce gradualmente, fino a scendere anche a 130 °C. Quando la T caldaia arriva a 59 °C la caldaia entra in modalità normale, ed il ciclo ricomincia. Non ho seguito con sufficiente costanza l'evoluzione per quantificare percentualmente il tempo che la caldaia resta in modulazione rispetto a quello in cui va in modalità normale. Mi sembra che resti più a lungo in modulazione. La T fumi della caldaia segue l'andamento del ciclo, restando a T inferiori ai 200 °C.
Per completezza: attualmente attivo impianto termosifoni per circa 4 h la mattina e 4 h la sera...

Su cosa devo porre attenzione per verificare che l'impianto stia funzionando in modo ottimale (so ad esempio che la T fumi non dovrebbe restare troppo a lungo sotto i 160 °C per evitare condensazione in canna fumaria, ma credo che in modulazione sia fisiologico che la T fumi possa scendere anche intorno ai 130 °C) ?

Al solito,
Grazie Assai...
 
Ed a Tutti...Lieto Meriggio !!!

Provo a rispolverare questa vecchia conversazione per chiedere consiglio specifico: dopo aver grazie a Vostro illuminante supporto a quanto pare sistemato il mio impianto, volevo apportare ultima miglioria, ovvero gestire il puffer con due termostati per Temperatura Alta e Bassa. Tutto chiaro come schema elettrico e relè.

Ma...avete da consigliarmi un modello di termostato con sonda NTC da utilizzare ? Tra le innumerevoli opzioni presenti sul mercato non tutte sembrano essere particolarmente affidabili...

Al solito infinte grazie ...
 

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