Inverter e batteria


??? ...ogni tanto bisognerebbe scaricarle completamente. ...anzi in passato proprio per evitare il famoso "effetto memoria" i caricabatterie più evoluti prima di procedere alla carica, scaricavano completamente l'accumulatore. Con le moderne Ni-Cd questo inconveniente dovrebbe essere sparito

Le "moderne" Ni-Cd (in realtà sono tra le meno moderne) sono le affette da effetto memoria per eccellenza! Nelle batterie al piombo e nelle Ni-MH, invece, l'effetto memoria è poco significativo. Scaricare completamente una batteria al piombo, può aumentarne la capacità nominale fino ad un certo punto. Trattandosi infatti di batterie a piastre impastate con materiale attivo già formato in fase di costruzione, superato un determinato numero di cicli a scarica completa, la capacità inizia a descrescere per diversi motivi (qui invito a leggere le FAQ sulle batterie citate da Gattmes).
Se si trattasse di batterie con piastre in piombo puro (tipo Plantè), allora i cicli di carica-scarica servirebbero ad aumentare la capacità sempre in maggior misura, finchè non si viene a formare materiale attivo di un certo spessore, oltre il quale la capacità rimane costante, ma si tratta di batterie che venivano usate a fine '800 inizi del '900. Attualmente si trovano batterie a piastre positive Plantè, ma sono già formate e vengono usate proprio nelle applicazioni in cui sono richieste profonde capacità di scarica unite ad una lunga vita utile, chiaramente non costano poco...:rolleyes:
Saluti
 
Ciao lupino, si per i riscaldamenti intendevo quelli per l'abitazione :) poi la mia non è una serra, ma uno spazio adibito a serra, non traspare luce! beh guarda da come ho capito sono proprio le nicd le batterie maggiormente colpite dall'effetto memoria ed io di batterie intendevo quelle al piombo! approfondisco le ricerche intanto^^ grazie per la disponibilita' chiedo scusa, dove posso trovare la faq per le batteire?
 
Ultima modifica:
Hai ragione atomax mi è partito un Cd al posto di Mh! Postare dall'ufficio col fiato del capo sul collo è sempre un casino :cry:
In ogni caso una riletta la darò volentieri

Quindi l'elettricità serve per la luce?
 
Ultima modifica da un moderatore:
Salve a tutti. Sono nuovo e capisco poco di fisica, meccanica, elettronica ecc. Non sono certo di essere nel forum corretto, ma leggo che parlate di inverter.
La domanda iniziale è la seguente: è possibile collegare un alternatore, che non faccio girare con l'uso di una batteria sapendo già di essere in deficit energetico, all'inverter?
Se la domanda stuzzica...
Vi ringrazio, in ogni caso per la risposta.
 
Un alternatore nudo e crudo non puoi collegarlo ad un inverter perchè genera corrente alternata che brucia la componentistica elettronica interna all'inverter.
Devi necessariamente raddrizzare la corrente di uscita dell'alternatore usando un ponte di diodi (solitamente trifase) e livellare la tensione di uscita con un buon condensatore. A questo punto puoi collegarci l'inverter, facendo attenzione a generare una tensione che non supera quella massima sopportabile dall'inverter stesso.
Se usi un alternatore di automobile o camion, questi già presentano il ponte di diodi, quindi basta collegare un adeguato condensatore in uscita (tra + e -) e collegarci l'inverter.
Saluti
 
Non ho capito, l'alternatore lo fai girare o no? Comunque certo che è possibile, se l'alternatore è di tipo automobilistico esistono inverter appositi da collegare alla presa accendisigari. Per il fai da te, atomax ti ha comunque risposto perfettamente
 
Intanto grazie per le risposte.
Ho visto molte cose sui motori magnetici. Chi sostiene che funzionano, chi non funzionano. Secondo Tesla funzionano ed è stato brevettato infatti.
Ho letto in altri forum e cercato informazioni su internet trovandomi sempre a scontrarmi con il solito dilemma: sui filmati funziona, ma nessuno spiega come. Chi la fatti non mette i piani di costruzione, a parte sostenere che funzionano. Un amico che ha sperimentato diversi anni fa il sistema megnetico lo ha abbandonato perchè le forze, in ogni caso, si pareggiavano e il sistema si fermava ammesso che partisse.
Per le esperienze che avete acquisito e per le maggiori conoscenze che sicuramente avete rispetto al sottoscritto, credete che possa funzionare detto motore?
In effetti se il motore magnetico gira veramente e viene collegato ad un alternatore produce cc che un inverter può trasformare in ca.
Ora sto provando, inventandomi un po' le soluzioni e seguendo altri forum mentre il mio amico, sornione, mi sorride alle spalle.
Tutte le risposte sono gradite.
 
Siamo un pò OT ma ti consiglio di cercarti, su questo stesso forum, le notizie riguardanti il parallel path. Non è un motore nel senso aulico del termine ma per funzionare funziona anzi... buona lettura
 
In effetti se il motore magnetico gira veramente e viene collegato ad un alternatore produce cc che un inverter può trasformare in ca.

Semplicissimo :) !
E secondo te, come mai non sostituiscono le centrali elettriche tradizionali con questi sistemi? Per via delle compagnie petrolifere che glielo impediscono??? :)
A parte gli scherzi, un motore magnetico non può violare i principi della termodinamica, ergo non può funzionare! Nel caso riuscissi a farlo funzionare, prenderesti sicuramente un Nobel per la fisica!
Un consiglio.... I magneti sono abbastanza costosi (se devi acquistarli) quindi se il tuo scopo è sperimentare, allora OK, ma se hai l'obiettivo di far generare energia dal nulla a quel "motore" allora spenderesti solo denaro.
Ciao
 
...un motore magnetico non può violare i principi della termodinamica...
E chi dice che lo faccia? Ben inteso atomax, concordo con te sul fatto che i vari motori "magnetici" visibili sul web siano in gran (grandissima) parte fake, bufale, o similia ma sul fatto che quelli veri tra essi violino le imperiture leggi della termodinamica, ergo della fisica, avrei qualche dubbio.
Ti faccio un semplice esempio, torniamo indietro di 200 anni, prendiamo qualche patata, infiliamoci dentro dei semplici lamierini.... miracolo! Ho creato energia dal nulla si sarebbe detto! Oggi un simile esperimento lo sanno fare anche alle elementari. Ora una domanda: 200 anni fa violavo le leggi della fisica? Le violo oggi? O più semplicemente oggi conosco cose che allora non si sapevano?
 
...prendiamo qualche patata, infiliamoci dentro dei semplici lamierini.... miracolo!

Una qualsiasi macchina non può generare energia dal nulla, ne ieri ne oggi ne domani.
Due elettrodi di materiali con diversa elettronegatività, infilati in una patata, non violano nessuna legge fisica, anzi sottostanno alle leggi dell' ettrochimica.
Prova a fare un esperimento, infila due elettrodi (rame e zinco) in una patata (o in un limone), mettici un carico in modo da assorbire corrente, poi torna dopo qualche ora e vedi se la patata continua a fornirti energia....
Dopo un po' si esaurisce, cosa che non avviene per un "motore magnetico".
 
atomax il punto non è l'esempio che ho riportato, tra parentesi 200 anni fa termini come elettrochimica od elettronegatività quasi non esistevano, ma la conoscenza. Ciò che permea un magnete perenne è comunque una forza, basta riuscire a trovare il modo di sfruttarla, anzi, basterebbe riuscire ad annullarla temporaneamente. Negarla a priori, solo perché la conoscenza che abbiamo oggi ci porta a pensare che essa violi le leggi della fisica, solo perché non conosciamo il "nulla" da cui essa trae origine, non è, a mio parere, il modo giusto di procedere.
Mi ripeto, se ancora non l'hai fatto dai anche tu un occhio al parallel path costruito da altri utenti di questo forum.
Chiedo scusa ad eventuali MOD di passaggio per l'OT
 
Evito di prolungare l'OT....
@volvo40, puoi provare a divertirti costruendo un motore magnetico che azioni l'alternatore, ma sappi che non potrà mai funzionare... Il giorno in cui funzionerà, diventerai l'uomo più ricco della terra, rivoluzionerai tutte le leggi della fisica e prenderai senz'altro un premio Nobel.
Saluti
 
Grazie, atomax, per gli auguri, ma non ambisco al Nobel (mi mancano le conoscenze).
Giusto ieri ho assistito, in un servizio televisivo, che comprimendo un blocco di granito si ottiene energia. Chi lo avrebbe mai detto se osserviamo e rispettiamo gli attuali dogma sulla scienza e sulle leggi (scritte sempre dagli uomini) che la regolamentano. Chi ha fatto la scoperta ha detto che non sa perchè ci sia il rilascio di energia, ma è indubbio che c'è. Una volta scoperto, sostiene lo scienziato, probabilmente dovremo riscivere molte delle nostre leggi fisiche ecc. ecc.
Quindi, cosa vuoi che siano un 50 euro per i magneti, un po' di "olio" mentale (che non mi fonderà il cervello) e un po' del mio tempo libero.
Una mente aperta abbatte molti ostacoli e la collaborazione tra menti aperte ne abbatte molti di più.
Lo stesso Tesla, nel 1880 o giù di li, brevettò un motore magnetico (ne ho trovato il brevetto in rete). Certo: Testla è morto e molti dei sui appunti sono scomparsi perchè qualcuno li ha presi.
Negare un fatto che coinvolge enormi interessi è una cosa, ma che il fatto esista è un'altra.
Mi pare però di notare che un minimo di interesse e curiosità l'ho fatto nascere.
Cordialmente...
 
Giusto ieri ho assistito, in un servizio televisivo, che comprimendo un blocco di granito si ottiene energia. Chi lo avrebbe mai detto se osserviamo e rispettiamo gli attuali dogma sulla scienza e sulle leggi (scritte sempre dagli uomini) che la regolamentano.

Quelle sono reazioni nucleari che avvengono in particolari condizioni, diverse dalle reazioni nucleari calde che conosciamo. Non viene violato nessun principio fisico di base, ma viene trasformata materia in energia. Un motore magnetico cosa trasforma in energia?
Comunque siamo davvero OT. Questo è il mio ultimo intervento.
Quando funzionerà facci sapere :bye1:
 
Sistema (quasi) infallibile di protezione dai fulmini

Sistema (quasi) infallibile di protezione dai fulmini

non si potrebbe usare un gruppo di continuità/UPS da 1500w collegato all'orto? Si stacca il gruppo di continuità dalla rete elettrica quando si sa che si supererebbe il limite di potenza del contatore e lo si fa funzionare a batterie per l'orto.

Salve.

Avendo recentemente subito grossi danni per un temporale sto studiando un valido sistema per proteggere tutto cio' che in casa è piu' sensibile ai fulmini (parlo qui piu' che di elettrodomestici, di dispositivi elettronici comunque costosi quali impianto di allarme o antiintrusione, TV, DVR, impianto stereo, PC, citofono, modem o antenna wi-fi, motorino cancello, caricabatterie vari con annessi iphone, ipad e cosi' via....) idea che tra l'altro penso potra' essere utile a chi di Voi non la abbia gia' avuta. Ho fatto un'impianto separato con il quale alimento a parte @ 220 v. tutti questi dispositivi insieme che, tra l'altro, non essendo in funzione tutti contemporaneamente non consumano un grandissimo che di corrente. Quest'impianto a parte lo alimento tutto con un bell'inverter a batteria da 1.500 watts pure sine, 3.000 di picco (una batteria per auto da 80 Ah) tenuta come tampone per quando scollego l'abitazione dalla rete ENEL (questa mi regala durante l'anno un bel po' di fulminini che rompono). All'arrivo del temporale (che avviene sempre quando non siamo a casa) un parente in loco mi avvisa ai primi tuoni ed io con un telecomando GSM faccio diseccitare il contattore di rete che mi scollega il tutto dalla rete. In questo modo la batteria con l'inverter mi alimenta i dispositivi prima citati (importantissimi tra questi l'apricancello e l'allarme, oltre al modem e la centralina domotica) che vorrei tenere in funzione in modo perpetuo.
In questa maniera l'eventuale fulmine se la prende in "quel posto" in quanto tutte queste apparecchiature molto sensibili sono totalmente scollegate dalla rete ENEL ed è quasi impossibile che subiscano un danno.
Il problema è che (dopo aver scollegato la rete per diverse ore e ricollegandola solo a temporale ben lontano) quando vado ad alimentare il sistema, l'alimentatore switching che ho all'ingresso dell'inverter e che dovrebbe alimentare a quel punto circa 200-300 watt di dispositivi (l'inverter, come detto sopra, consente di arrivare anche a 1.500) e ricaricare contemporaneamente a 13,5 volts la batteria, quest'ultima essendo completamente scarica (diciamo 10,5 volts al raggiungimento della quale soglia l'inverter si spegne automaticamente) si trova ad avere una corrente di carica eccessiva, (tipo 25 A. all'inizio della ricarica) tale da (secondo me) rompere gli elementi interni od usurarla.
Come potrei ovviare al problema ?

p.s.:ho pensato ad un regolatore di carica ma non so su quale tipo orientarmi e se questo interposto tra la batteria e l'inverter possa dare problemi, in quanto la maggioranza di quelli che ho visto hanno il carico (che poi è l'inverter da 1.500 watts che si collega su una uscita di questi regolatori e non piu' direttamente alla batteria).
 
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