Le pile alkaline diventano ricaricabili!


Mi fa un po' specie che non si possano ricaricare le ormai introvabili zinco-carbone. Quelle erano invece discretamente reversibili (ve le ricordate le pile blu marca BIG, "alcaline ricaricabili" di anni fa? Erano invece ZINCO CARBONE, ma sono state malcomprese, grazie anche all'importatore italiano che scriveva "piu' di 600 ricariche". PALLE! Da specifiche, erano 25 a dir molto e la capacita' scendeva rapidamente dopo le prime ricariche. E perdevano liquido spesso e volentieri. Oggi, chi le vede piu' in giro?
Ho ancora in casa il "caricatore" BIG. Un circuito semplice, con un diodo (oh, scusate, "ricarica a corrente impulsiva a 50 Hz"). Ci metto le pile del telecomando TV quando mi ricordo e qualche zinco-carbone "cinese" che ormai si trovano solo dai venditori per strada, SE si trovano. Funzionicchia.

Anch'io ho utilizzato le BIG (anzi ho ancora un paio di ministilo nel telecomando tv).

Le Big avaveno qualche problema di "tenuta", nel senso che su due pacchi di stilo che ho comprato, una pila si è disgregata in poco tempo disperdendo acido.

Molto meglio i risultati utilizzando il caricabatterie BIG con normalissime alcaline: si possono ricaricare quasi completamente almeno 4 o 5 volte: comodo ed ecologico.
 
Attenzione a ricaricare le pile non ricaricavbili. possono perdere acidi o addirittura esplodere!
Comunque se proprio ci tenete a rischiare, vi consiglio una prova comparativa.....
MEntre alcune pile (non ricaricabili) le ricaricate, altrettante provate semplicemente a lasciarle "riposare". Poi confrontate i risultati.

Riguardo a due settimane in un telecomando.... le normali ricaricabili vanno avanti tranquillamente piu' di un anno. Riguardo alle non ricaricabili, quelle che mettono omaggio nei giochi dei bimbi per esempio, io le esaurisco negli orologi a parete. Quelli vanno avanti mesi con pile apparentemente scariche per altre applicazioni!
E alla fine ovviamente, negli appositi raccoglitori, mai nel cassonetto normale!
 
Attenzione a ricaricare le pile non ricaricavbili. possono perdere acidi o addirittura esplodere!
Comunque se proprio ci tenete a rischiare, vi consiglio una prova comparativa.....
MEntre alcune pile (non ricaricabili) le ricaricate, altrettante provate semplicemente a lasciarle "riposare". Poi confrontate i risultati.

Riguardo a due settimane in un telecomando.... le normali ricaricabili vanno avanti tranquillamente piu' di un anno. Riguardo alle non ricaricabili, quelle che mettono omaggio nei giochi dei bimbi per esempio, io le esaurisco negli orologi a parete. Quelli vanno avanti mesi con pile apparentemente scariche per altre applicazioni!
E alla fine ovviamente, negli appositi raccoglitori, mai nel cassonetto normale!

Veramente le batterie sono nel telecomando (e non più ricaricate!!) da circa 4 anni....

Per quanto riguarda la ricarica delle pile non ricaricabili, ATTENZIONE:
il caricabatterie in questione non ricarica come tutti gli altri caricabatterie per batterie NiCd o NiMh a corrente costante, ma ricarica a tensione costante. Quindi è la batteria a decidere quanta corrente far passare, e non appena "carica" (anzi, io direi "rigenerata") il passaggio di corrente cessa, evitando il surriscaldamento e i rischi di esplosione.

Comunque sono d'accordo con te sul fatto che non sia sicuro, specialmente se non si si sa esattamente cosa si sta facendo.

Per quanto riguarda la perdita di acido, ovviamente controllate sempre la data di scadenza e non usate mai batterie scadute: la scadenza indica infatti che l'involucro della batterie è garantito dal produttore contro le perdite di acidi o formazione di sali vicino al polo positivo.

Per quanto riguarda il far riposare le batterie, invece, si tratta di un fenomeno che io chiamo "letargo" che fa si che le pile alcaline non funzionino bene alle basse temperature.
Il nome "letargo" l'ho inventato, perchè tutti gli orologi della mia casa in campagna (senza riscaldamento) con pile alcaline, si "addormentavano" ad inizio inverno per poi "risvegliarsi" in primavera :)
 
>>un fenomeno che io chiamo "letargo" non so con che nome, ma e' ben conosciuto dai fotografi di siti freddi, i quali hanno sempre delle batterie di riserva nel taschino interno della giacca a vento!! il freddo da noia sia alle alcaline che alle ricaricabili.
 
beh! non si può certo ottenere tutto dalla vita...quello che ho scritto e postato tempo fà era un idea che ho provato solo su batterie normali...magari poteva funzionare anche su altri tipi non so...se poteva essere utile, era un tassello in più, tentare non nuoce di certo in questo caso se l'oggetto è esaurito e da buttare no?
 
Scusate ma che senso ha parlare di batterie alcaline ricaricabili, quando la ricarica è solo parziale e può avvenire solo un due tre volte e poi si guastano?
Già tempo fà io avevo pensato di ricaricare le batterie alcaline in fare liquida, ma è una ricarica solamente dei componenti chimici contenuti all'interno, non una ricarica con corrente inversa. In questo senso la ricarica funziona perfettamente ed è come rigenerare la batteria alcalina. Se si tenta di ricaricare con una corrente inversa succede che l'idrogeno dell'aqua si scarica all'elettrodo prima dello zinco , generando idrogeno gassoso.
Quindi questo tipo di pile o batterie sono solamente unidirezionali , perchè è lo zinco che si scarica naturalmente ossidandosi.
 
Ricaricare anche solo per due o tre volte una pila per alcune persone potrebbe essere comunque un risparmio di soldi significativo e comporta una riduzione di rifiuti tossici. Comunque al di la del senso che può avere, chi non fa mai esperienze perchè le considera inutili o obsolete non riuscirà mai a capire alcuni concetti a fondo, che possano essere utili o no dipende da cosa cerchiamo....
 
Si ma è una ricarica solo parziale.Se uno si accontenta di utilizzarla per qualche volta per far funzionare magari un orologio di bassa potenza la cosa può andare. Ma non parliamo di una rigenerazione completa. Quando parliamo di accumulatori di carica elettrica parlimo di accumulatori che hanno dei cicli di ricarica di 500 volte almeno.
Io avevo pensato di rigenerare le pile con una soluzione alcalina, dove ho espresso la mia idea:
https://www.energeticambiente.it/pi...a-automatica-per-auto-elettrica-new-post.html
Applicabile sia a piccole pile che a grosse batterie per auto o per accumulo domestico.
Saluti.
 
Quanto costa/inquina una pina alkalina? una ricaricabile (p.e. NimH)?
quante volte si ricarica la prima (e parzialmente)? Quanti cicli completi fa la seconda ?

Siete sicuri che da un punto di vista sia ecologico che economico convenga anche solo provare a ricaricare le alkaline?
(al di la' del fatto che si ricarichino davvero)
 
Il nocciolo del discorso iniziale era: prendendo pile normali usa e getta da 1,5 volts ed usandole come conduttore in un circuito ad anello semplice, composto da una batteria a 12 volts , una lampada da 21 watt, come carico resistivo, inserendo la pila in questo contesto rispettando la polarità la pila si ricarica in un qualche modo... tutto quì, dopo sicuramente ci saranno metodi o altre tipologie di pila ricaricabili o non, è un dato di fatto che ho provato ed ha funzionato...
 
Ultima modifica da un moderatore:
una lampada da 21 watt, come carico resistivo
Cioè, si può ricaricare la pila solo 2 o 3 volte, per giunta solo parzialmente e addirittura sprecando energia perché in più serve un carico resistivo??
Penso proprio che mi convenga procurarmi delle vere pile ricaricabili... non ci vedo convenienza.
 
giusto BesselKn( è forse la 1a volta che lo scrivo giusto :( scusa !)...

...e si spera sempre che queste alkaline ( o alcaline o meglio in ambiente elettrolitico basico) .

non esplodano , le aziende produttrici scrivono sulla pila

DO NOT RECHARGE ....un motivo ci sara'?

bè io penso proprio di si ...

se una pila esplode ( ad esempio ...magari solo perche' i reagenti iniziali delle pile non ricaricabili , oltre alle reazioni di ricarica producono gas pericolosi .. per una questione di potenziali di ossidoriduzione , le pile non ricaricabili , non possono rigenerarsi !!!), nessuno sara' risarcito , in quanto sulla pila non ricaricabile c'è una scritta ben evidenziata NON RICARICARE! pericolo di esplosione !!

vi siete mai chiesti come mai una pila NON ricaricabile ...NON è ricaricabile? e per quale motivo dovrebbe esplodere ?

non è che per caso ...le istruzioni riportate sulla pila prodotta da pincopallo abbiano una motivazione o spiegazione scientifica, per tutelarsi da eventuali utilizzi scorretti dell'utente? ( tipo la ricarica?)
per quale motivo secondo voi ?

se su un'etichetta di un prodotto c'è un teschio ad esempio , e c'è scritto corrosivo ... voi lo interpretate come

1-...ma va son tutte cavolate per il buisness dei guanti, maschere antigas e occhiali ? ... oppure

2-...meglio che seguiamo le istruzioni riportate in etichetta e indossiamo i DPI(dispositivi di protezione individuale) idonei prima di maneggiarlo?

domande non rivolte a BesselKn ( ... avrebbe tutte le risposte! , prorpio in quanto conosce l'argomento meglio di me !)

saluti

Francy :)
 
Ultima modifica:
Il problema fondamentale.. come sempre purtroppo è avere la mente aperta, la discussione che ne è seguita ha evidenziato una chiusura della stessa, rispiego e da qui non risponderò più: ho descritto con lo schemino un esperimento che ha avuto come esito la ricarica di una pila usa e getta senza danneggiarla, l'utilità o la convenienza di tale prova è assolutamente individuale, non ha un utilità pratica probabilmente per ora, era ed è solo una semplice descrizione di un test sperimentale... se uno pensa solo alla pila che si è caricata non ha compreso il messaggio.
 
Il problema fondamentale.. come sempre purtroppo è avere la mente aperta, la discussione che ne è seguita ha evidenziato una chiusura della stessa

bene io ho la mente chiusa ...SECONDO IL TUO PRINCIPIO

QUINDI ... gia' che ci sono ....la chiudo del tutto su questa discussione

SALUTI
 
ho descritto con lo schemino un esperimento che ha avuto come esito la ricarica di una pila usa e getta senza danneggiarla, l'utilità o la convenienza di tale prova è assolutamente individuale
Esistono gli esperimenti inutili. Il tuo mi sembra uno di questi. Cercare di raffreddare una cucina aprendo lo sportello del frigorifero, per esempio, è un altro esempio di esperimento inutile: in prossimità dello sportello magari il freddo aumenta pure, ma per il resto dell'ambiente assolutamente no.
 
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Originariamente inviata da irox3
ho descritto con lo schemino un esperimento che ha avuto come esito la ricarica di una pila usa e getta senza danneggiarla, l'utilità o la convenienza di tale prova è assolutamente individuale

visto che siamo in un forum onlus che viene seguito da molte persone ....se una pila esplode in faccia a qualcuno, sfigurandolo o peggio ... prendi tu la responsabilita' delle tue affermazioni ??

quando le case costruttrici scrivono a caratteri cubitali di non ricaricarle per rischio di esplosione!!!!

quindi quello che scrivono sulle etichette sono cose buttate li' per aria ...cosi' tanto per??

oppure ... la mancata conoscenza dell'argomento crea problemi comprensivi del fenomeno?

secondo te seguire le istruzioni del costruttore(conoscendone pure le cause e gli effetti visto che sono un chimico ... è chiusura mentale ?

ma sei sicuro che parliamo della mia chiusura mentale??

oppure parliamo di valutazione consapevole del rischio, comprendendo appieno le potenzialita' dello stesso ?


secondo te se una valvola di sicurezza si apre ...è meglio tapparla ? ...cosi' siamo furbi ...anzi furbisssssimi ..tanto il serbatoio è collaudato ad una pressione superiore alla pressione di esercizio (pressione di bollo)...quindi si possono trasgredire tutte le sicurezze ???...tanto ....a che servono???


ecco in effetti gli incidenti in molti casi avvengono per mancata conoscenza ,...

ma come puoi ricaricare le pile NON ricaricabili ( che ti danno energia per qualche minuto e su una fotocamera manco si accende!!) ...hai un potenziale rischio elevatisssimo ..per non ricaricare nulla alla fine ...si un telecomando dura una settimana ...ma secondo te ..la valutazione del rischio paragonata alla durata di una settimana di 2 pile AA su un telecomando ....ne vale la pena? considerando che consumi un sacco di energia per nulla?

potresti tranquillamente prendere un compressore aria a 8 bar ....e farlo andare a 12 bar ...che ci vuole ..basta togliere la sicurezza pressostato e mettergli un tappo , poi magari gli togli anche la valvola di sicurezza ... tanto il serbatoio è provato a 1,5 volte il valore nominale ...ma si chissenefrega .....togli tutto dal compressore e fallo andare fin che non esplode ...tanto sono tutte cose da business
 
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