l' idea secondo me non è male ma... ... preferirei effettuare una conversione al litio cercando di sfruttare al massimo il vano del vx...
La conversione Litio è scontata. La mia idea è di avere MOLTA più autonomia solo occasionalmente.
Se con un pacco Litio 42Ah si riescono a fare 130Km (ipotesi, non so bene quanti) io parlo di autonomia di 250/300, solo nel momento in cui si collega l'extender, per il solo viaggio lungo che si desidera fare. O anche di più, anche 500, se si potesse connettere un qualche generatore di qualche tipo, in funzione durante la marcia.
Un'estensione della percorrenza in pratica impossibile comunque con qualunque tipologia attuale di batteria.
In piu essendo esterno (e gestito separatamente) non intaccherebbe troppo la circuiteria originale, se non per "proteggerla".
La cosa più semplice ... sarebbe di mettere un diodo di dimensione ... funziona solo su batterie che vengono caricate con caricabattiere esterno....
Infatti, si, gestirlo esternamente proprio per evitare complicazioni circuitali al Vectrix.
In più, lo sappiamo bene tutti, aumentare la potenza di carica delle batterie vuol dire aumentare la capacità di carica del CB e i tempi di carica.
Proprio per questo il pacco sarebbe da gestire completamente autonomamente esternamente, e proprio per questo ne sarebbe previsto l'uso solo spot.
Anche l'idea di un deviatore che stacca il pacco principale e collega il secondario, visto l'ordine di grandezza di correnti, rischi di fare scintilloni e bruciare tutto. bisognerebbe mettere delle retesistenze di precarico...
attacchi prima le resistenze, conti fino a 10 e poi l'interruttore principale, troppo macchinoso e rischioso, se sbagli la sequenza...
Concordo.
Niente di manuale.
L'idea è di un solo circuito di "protezione" dell'elettronica onboard, sempre attivo, da non poter disattivare, autoatico.
- attacchi un extender di "dimensioni" inferiori al pacco onboard, l'extender viene parallelato nel momento in cui +/- la scarica del pacco onboard è simile, cioè a dire il pacco onboard non si scarica sull'extender.
- attacchi un extender di pari "dimensioni" vengono parallelati da subito e usati in tandem
- attacchi un extender di "dimensioni" più grandi il secondo verrà limitato nell'erogazione con potenza simile al pacco onboard in modo da non scaricarsi sul pacco onboard
- stessi discorsi se uno dei due pacchi, onboard e extender, viene connesso non a piena carica.
L'idea credo sia assimilabile ad un gestore di carica delle batterie per impianti fotovoltaici isolati (tipo per baite).
Questi decidono di usare subito la corrente generata dai pannelli o immagazzinarla nelle batterie a secondo dello stato di carica e della richiesta di corrente del momento.
Alcuni di questi prevedono anche più ingressi di corrente generata, prevedendo anche impianti mini eolici o altro connessi contemporaneamente ai pannelli solari. Questa tipologia sarebbe l'ideale.
In più gestiscono sovra e sotto tensioni e limitano le correnti in circolo. Alcuni di questi gestiscono addirittura le sovra tensioni con degli inverter che permettono di riportare la tensione al livello richiesto ma generando più corrente.
Un circuito simile farebbe in modo di proteggere perfettamente l'elettronica onboard.
Non me ne intendo molto ma credo che
- sia necessario che il motor controller (credo) abbia la possibilità di gestire una seconda fonte di energia
- a questo ingresso sia connesso questo mitico circuito
- su questo sia previsto l'ingresso per l'extender, qualsiasi sia (magari una turbina a gas nel bauletto e ci si farebbe un viaggio di 700km

.. lo so non mi sgridate ... si snaturerebbe l'indole SOLO elettrica del mezzo ... ma per un solo viaggio, poi tornerebbe PURO).
Una specie di Opel Ampera o Chevrolet Volt ma senza l'esigenza di ricarica delle batterie onbord (che rivoluzionerebbe la circuiteria originale).