CITAZIONE (Fede1975 @ 25/2/2008, 18:19)
CITAZIONE (Hamlet da Hamelin @ 25/2/2008, 16:56)
Senza controffesa, ma considero NIMBY un mezzo insulto. Io personalmente, e altri che come me non sono "ambientalisti" ma semplicemente persone con una coscienza e un intelletto attivi, non è che siamo contro gli inceneritori nel giardino di casa: siamo contro gli inceneritori ovunque siano. Frequentiamo le Assise di Palazzo Marigliano e assistiamo agli interventi di fior di medici e scienziati, non certo di qualche Masaniello luddista.
Allora ti consiglio di unire a queste qualità anche l'onestà intellettuale e di farla finita con la demagogia del 30% dei residui tossici degli inceneritori e di Brescia inquinata dalle diossine del termovalorizzatore.
Finché si continuerà ad utilizzare falsità a sostegno della propria tesi, si otterrà solo di confondere l'opinione pubblica e impedire un dibattito serio e soluzioni razionali ai problemi.
Saluti.
Federico
Demagogia?
Quindi le ceneri tossiche (che sono almeno il 25%, e siamo sotto il criticato 30% solo grazie al recupero del ferro) che lo stesso inceneritore di Brescia porta in discarica (a Montichiari e in Germania) sono demagogia? Quindi la pensate come le autorità sanitarie bresciane che, per spiegare l'aumento vertiginoso di tumori al fegato nelle loro Asl, danno la colpa unicamente al gomito troppo alto dei bevitori bresciani..
A chi pretende di avere onestà intellettuale, chiedo solo di mettere in dubbio per un attimo le proprie certezze.. nessuno di noi ha la verità.. ma di sicuro si può studiare, studiare e studiare qualsiasi argomento, per capire qualcosa in più.. non si possono sparare parole a caso.
Non vi è dubbio che gli inceneritori da rifiuti sono oggi i maggiori produttori di diossine e PCB, perché nella combustione intervengono molti materiali contenenti notevoli quantità di cloro e sostanze organiche. Buona parte di questi PCB e diossine è trattenuta dai carboni attivi; ma, attenzione, non scompare, rimane nelle polveri leggere (in grandi concentrazioni), ma anche nelle ceneri pesanti, per essere poi dispersa in ambiente come “dono” poco gradito alle generazioni future (si sta parlando di sostanze altamente tossiche, non
biodegradabili e bioaccumulabili).
Sull'incenerimento non mi dilungo, vi invito a dare uno sguardo alle slides di Marino Ruzzenenti, che sull'inceneritore di Brescia (e sulle alternative) sta studiando da tempo:
Slides Marino Ruzzenenti 2° Convegno Ambiente e Territorio
e il sito
AmbienteBrescia
A chi dice che diossine e furani possono anche NON derivare dall'inceneritore, in effetti è vero, le cause possibili sono tante, "dalle stufe a pellets alle centrali, dagli incendi boschivi ai contadini che bruciano la paglia nei campi".. Ma mi sembra che qui si voglia mettere sullo stesso piano l'inquinamento di una centrale a turbogas con l'inquinamento di una 500.. Penso che ci siano differenze notevoli, non ci prendiamo in giro. Ripeto, non vi è dubbio che gli inceneritori da rifiuti sono oggi i maggiori produttori di diossine e PCB.
La sassata d'inquinamento che ci dà il bruciare la paglia è ridicola rispetto alla sassata che ci regala un inceneritore, rischiamo di romperci il cranio.. la strada sarebbe ridurre le fonti d'inquinamento che ci riempiono di sassate pericolose alla salute.
Ci sono centinaia di studi internazionali a riconoscerne la pericolosità, e questi qui sono quelli italiani:
Poi ai saputelli che parlano di "studi di fattibilità e impatto ambientale" relativi alla trasformazione degli impianti CDR in impianti di trattamento a freddo, faccio umilmente notare che nell'emergenza campana saltano tutte le leggi per qualsiasi iniziativa commissariale, per gli impianti costruiti finora non si è purtroppo mai pensato di seguire il normale iter legislativo da seguire quando si vuole costruire un impianto. Dal punto di vista tecnico lo stesso commissario De Gennaro ha detto che è possibile riconvertire gli impianti ex-CDR in impianti di altro tipo (anche di compostaggio), decideranno le province appena li riusciranno a bloccare.
"L’impianto di TMB (più funzionale alla strategia Rifiuti Zero) è quello finalizzato a sottrarre quanti più rifiuti è possibile alle discariche, trattando il non riciclabile, soprattutto nelle grandi città dove, anche in presenza di sistemi porta a porta in tempi rapidissimi, non sarà facile andare oltre il 55-60% di raccolta differenziata.
Così la frazione rimanente può essere trattata con impianti TMB in grado di recuperare fino al 70% dei residui in ingresso perché dotato sia di un “braccio automatico” – per recuperare i materiali sfuggiti alla raccolta (plastiche, materiali cartacei e vetro residuo da avviare a riciclaggio, e non a CDR) grazie ad elettrocalamite, sistemi di soffiaggio per le plastiche e sistemi di riconoscimento a raggi infrarossi –, sia di un “braccio per il trattamento biologico”, con l’eventuale ricorso ai cosiddetti processi di digestione anaerobica, cioè senza ossigeno, che tratta la componente organica e i materiali contaminati, anche in questo caso sottratti alla produzione di CDR.
Questi processi garantiscono la trasformazione di una ulteriore quota di rifiuti producendo biogas, utilizzabile per la produzione di calore o energia. Alla fine la componente stabilizzata dei rifiuti da conferire in discarica non supererà il 15-18% (inerti, la sostanza organica trattata FOS e plastiche di basso pregio), percentuale destinata a diminuire sempre più gradualmente se si punterà alla logica strategia dell’opzione “zero rifiuti”.":
quindi il TMB è finalizzato a sottrarre quanti più rifiuti è possibile alle discariche, questo 30% di scarti di cui qualcuno parla non lo capisco.
E sono polemiche sterili, ormai esistono in Italia tecnologie più avanzate: il centro Riciclo Vedelago, ad esempio.
Guardate il video dell'impianto 100% Recycling di Vedelago
In Campania l'impianto di Acerra non aprirà se non prima di due anni (è di scadente fattura, ed essendo costruito su di un pantano, sta sprofondando.. chissà se aprirà mai), e gli altri impianti di S.Maria La Fossa e Salerno sono ancora a zero, quindi.. abbiamo una grande possibilità, almeno due anni di emergenza: in cui poter puntare su un ciclo virtuoso dei rifiuti, basato sulla differenziata spinta (che già avviene in tanti comuni campani), e gli impianti tmb o ancora meglio quelli "vedelago" per il residuo.