Nuova circolare VVF


Vipsolar fotovoltaico

Se tu installi l'impianto FV rispettando i requisiti della circolare 1324, come se l'attività fosse soggetta al CPI, non dovresti avere nessuna conseguenza futura qualora avvengano dei disastri (incendio).

Se invece te ne freghi e installi l'impianto fv come se l'attività NON fosse soggetta al CPI, sinceramente non so cosa potrebbero farti nel futuro.

Per esperienza personale comunque, se coinvolgi il Comando dei VVF per l'fv, rischi che ti mettano i bastoni tra le ruote e che prima (aggiungo io "giustamente") richiedano che l'attività sottostante si metta in regola.

Visto che Giugno non è lontano, vedi tu...

Chiarimento della GIFI...a mio avviso non chiarisce moltissimo la situazione
http://www.google.it/url?sa=t&rct=j...mez_Bw&usg=AFQjCNEGQCVDtzOcT8u7kX39Pyn06tTp6g
 
Ultima modifica:
il gifi ha emanato delle considerazioni in questi giorni, ma purtroppo non riesco a leggerle perche sono nell'area privata, qualcuno puo postarle??? e poi i vvff dovevano dare dei chiarimenti entro pasqua....ma non si trova nulla di tutto cio...
 
Tutto ciò sfiora l'inverosimile. Sono del parere che l'unica chance è quella di dimostrare che non esiste possibilità significativa di ignizione.
Allora, dall'analisi di un pannello fotovoltaico Sharp 245W Poly (1,65x0,99m) si evince quanto segue.

Sintetizzo qui.

Peso totale 19 kg
Vetro 2500 kg mc mm 4 16,07 kg

Alluminio 0,96 kg
Silicio 35 micron 0,65 kg
Altro materiale 0,28 kg
(EVA+TEDLAR_TPT) (Plastiche combustibili)

Supponendo a favore di sicurezza che le plastiche siano benzina da 10500 kcal/kg, si ottiene che il pannello ha circa 3000 kcal, 12,3MJ. Cio corrisponde a 8MJ/mq o 0,4 kg legna standard a mq.

Una risma di carta A4 possiede 12.000 kcal.

Il carico di incendio specifico del pannello risulta pari a 7,5 MJ/mq corrispondente ad uno strato distribuito composto da 5 fogli di carta A4.

Se il pannello fosse all'interno di un magazzino la struttura necessaria sarebbe REI 0 (ZERO)

:bye1:
 
A me sembra una strada che ha buone vie di uscita.
La vogliamo approfondire con commenti dei vari partecipanti al post ?
E' proponibile una analisi simile ai VVF ?
 
Riporto tal quale quanto affermato da un mio amico/collega Ronin (non presente in questo forum).

La mia proposta di strategia è quella di valutare "un'isola" (=fila) di pannelli fotovoltaici, spazi di rispetto compresi, su tetto piano con guaina e tetto rovescio, e dimostrare che non si può arrivare all'ignizione.
Un modulo da 220 W inclinato 30° occupa un'area di 1560x800xradq(3)/2= 1,1 m[SUP]2[/SUP] quindi 1 kWp occupa circa 5 m[SUP]2[/SUP]"effettivi", ed ha intorno a se una fascia di rispetto di almeno 80 cm, quindi nel caso "peggiore" ha sotto ed intorno a se un'area 4 volte tanto di tetto combustibile da accendere, ovvero 20 m[SUP]2[/SUP].
  • 1 kwp è composto da 5 pannelli e quindi il carico di incendio del pannello è pari a 5*12,3 = 62 MJ
  • poi c'è la guaina, che è spessa da 6 a 9 mm e che possiamo considerare cautelativamente bitume (3400 MJ/m3), e quindi contribuisce per altri 612 MJ
  • poi c'è l'isolante, che potrebbe esserci o meno, ma consideriamo 6 cm di lana di roccia, per il quale non abbiamo un valore (il materiale potrebbe essere di qs produttore), ma generalmente un certificato in classe 1, e quindi possiamo prendere il valore limite del PCS per la corrispondente A2 (che è assolutamente ottenibile) ovvero 3 MJ/kg, con una densità di 40 kg/m[SUP]3[/SUP] otteniamo altri 144 MJ
  • a questo punto mancano da aggiungere solo i cavi, che mi riservo di quantificare con più esattezza, ma possiamo stimare una canalina 20x10 cautelativamente completamente piena per tutti i 7 metri di lunghezza e 600 MJ/m[SUP]3[/SUP], ottenendo 84 MJ.
Quindi il carico di incendio complessivo della nostra "isola" è pari a 902 MJ (in 20 m[SUP]2[/SUP]: il valore medio in realtà sarà un po' più alto, per coperture estensivamente utilizzate, perchè ci sarà più pannello e meno spazio vuoto venendo disposto in file più lunghe, ma siamo sui 45-50 MJ/m[SUP]2[/SUP]).

Questo dovrebbe essere il valore da cui partire, per determinare una eventuale "accendibilità" della nostra isola a causa di un guasto che si verifichi sul pannello (che si trova al centro della stessa).

A questo punto bisognerebbe prendere un modello naturale di incendio esterno e vedere se si riesce a raggiungere il flashover.

Poi dovremo estendere l'analisi al caso peggiore di lana di roccia ad alta densità (150 kg/m[SUP]3[/SUP] per coperture) ed eventualmente classe di reazione B (THR in 600 secondi < 7,5 MJ).

Quel che noi dobbiamo valutare è testualmente il "rischio di propagazione dell'incendio". bene, come fa l'incendio a propagarsi, e che rischi comporta la sua propagazione? dovremo valutare i seguenti aspetti:

1) la probabilità che la nostra isola si inneschi
2) la probabilità che il fuoco una volta innescato, si propaghi lungo l'impianto elettrico
3) la probabilità che il fuoco, dall'impianto, si propaghi al tetto (ed eventualmente viceversa)
4) la reazione che il tetto avrà al fuoco, una volta che questo è acceso e propagato

Se riusciamo a valutare questi aspetti, e concludere che 1-2-3 sono tutti passaggi improbabili, e che il comportamento di 4 è comunque adeguato, avremo dimostrato che il FV non provoca rischi di propagazione dell'incendio.

2) cominciamo a escludere questa possibilità grazie al fatto che i cavi sono tutti non propaganti l'incendio.

4) con i valori di carico di incendio, basandoci sul D.M. 9/3/07, considerando un edificio > 10.000 m[SUP]2[/SUP] e la sola accessibilità ai mezzi del VVF (vi ricordate? non vogliamo fare niente di niente) otteniamo un carico di incendio specifico di progetto pari a 50 * 2 * 0,9 = 90 MJ/m[SUP]2[/SUP]. Questo corrisponde a una classificazione REI 0 (ZERO) per ottenere il livello 3 di protezione. E quindi ci indica che siamo sulla buona strada: se anche il tetto prendesse completamente fuoco, e il nostro solaio non avesse alcun grado di protezione REI, sarebbe comunque adeguato.

Poi discuteremo di quale dovrà essere il grado REI per portare il fabbricato in livello V (vogliamo installare il FV anche sul tetto degli ospedali, remember?).

In ogni caso questo grado REI che stabiliremo dovrà essere verificato con il metodo tabellare, e non analitico, giacchè non abbiamo idea di come evolverà l'incendio sul tetto (dovremmo fare la prova secondo EN 13501-5 dice la circolare, ma non ne abbiamo voglia...), quindi dovremo per forza metterci dalla parte del sicuro considerando il caso peggiore possibile (anche perchè è ragionevole pensare che l'incendio seguirà proprio la ISO 834, giacchè l'aria di apporto alla combustione è illimitata, essendo all'aperto).

1) a questo punto dobbiamo proprio scegliere un modello di sviluppo dell'incendio, e definire quando si arriva al flashover, giacchè vogliamo rispondere alla domanda: quanta "roba" deve bruciare perchè si arrivi all'ignizione? E qui
nascono i problemi, giacchè normalmente (sia per nfpa 555 sia per thomas sia per babraukas) il flashover si definisce come raggiungimento di una certa temperatura nello strato dei gas caldi a soffitto, e qui il soffitto non c'è.

Perciò dovremo trovare un modello alternativo. Si accettano suggerimenti.


 
bè si dice tutto e si dice nulla.......
secondo la vostra interpretazione:
1- per Un impianto su copertura che rispetti tutti i canoni indicati (e quindi a mio parere che non aggravia il rischio), si deve fare qualche comunicazione/pratica ai VVFF ???
2 - la soluzione più volte discussa, di una copertura grecata in lamiera con lana di roccia (A1) su tetto in laterocemento (senza gettata), ma con travetti di sostegno della grecata in legno (quindi infiammabili), può ritenersi idonea???
 
1. Sei tu progettista che ti assumi la responsabilità. Se reputi che sei a posto non fai niente. Altrimenti apri un dialogo con VVF

2. Se crei la separazione con pannelli A1 direi che sei a posto.
Poi può sembrare strano ma il legno da un punto di vista della sicurezza al fuoco in molti casi ha un comportamento strutturale migliore dell'acciaio (che non brucia ma collassa prima). Ogni caso va valutato rapportandolo al carico incendio e condizioni al contorno specifiche.
 
Ultima modifica da un moderatore:
Silfab ha ottenuto per i propri moduli la certificazione in classe II di reazione al fuoco
 
Scusate l'ingnoranza in ambito prevenzione incendi, ho una domanda: devo realizzare un impianto 130kWp su un magazzino abbandonato di una azienda agricola non sottoposto a controllo prevenzione incendi. Sono quindi esente dal rivestimento REI tra pannello e tetto? PEr quanto riguarda pulsante di sgancio e cartelli li ho sempre messi in ogni condizione perchè ritengo siano un dovere del progettista elettrico a prescindere dalla normativa antincendio
 
devo realizzare un impianto 130kWp su un magazzino abbandonato di una azienda agricola non sottoposto a controllo prevenzione incendi. Sono quindi esente dal rivestimento REI tra pannello e tetto?

Secondo me si in quanto sono le prescrizioni dei VV.F ad imporre l'inserimento di tale materiale.
 
Se sul sito di istallazione non c'e' in atto una attività soggetta a controllo dei VVF non occorre preoccuparsi delle prescrizioni imposte dallo stesso ente e riguardanti solo tali attività.
 
Buongiorno a tutti,
alcuni pannelli come BOSCH danne classe di reazione al fuoco "C" (classe europea), ma qualcuno sa come convertirla rispetto a quella italiana richiamata nella circolare ???
Grazie

Ciao
 
Salve pongo un quesito semplice semplice, secondo voi è possibile installare un impianto fotovoltaico sulle pensiline, in ferro, di un distributore di GPL e Metano? c'è qualcuno che può rispondere, grazie
 
Sicuramente devi redarre il CPI e richiedere l'autorizzazione ai Vigili del Fuoco ma non vedo altre problematiche.
 
Si d'accordo , ma che voi sappiate ci sono prescrizioni particolari, tipo sezionatori o roba del genere?
 

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