L’inverter è un dispositivo elettronico che permette di variare la frequenza di alimentazione del compressore rispetto alla frequenza della rete elettrica nazionale. Al variare della frequenza di alimentazione il compressore varia il proprio numero di giri per rispondere a tutte le esigenze di regolazione e di sicurezza che un impianto richiede.
Rispetto ad una macchina on-off, cioè priva di modulazione della frequenza, una macchina ad inverter è in grado, all’interno del proprio campo di regolazione, di adattarsi alla richiesta energetica dell’edificio. Questo permette, quando la richiesta non è massima, sia un risparmio economico dovuto alla minore energia elettrica spesa dalla macchina in parzializzazione, sia di ridurre i cicli di accensione e spegnimento della macchina, cosa che riduce gli stress subiti dal compressore, allungandone così la vita utile. Inoltre, quando la macchina lavora in parzializzazione, i suoi componenti (ad esempio la batteria di evaporazione e il condensatore) risultano sovradimensionati e quindi più efficienti.
Inoltre, per ridurre il più possibile le accensioni e gli spegnimenti di una macchina on-off quando si riduce la richiesta dell’impianto, è necessario utilizzare serbatoi di accumulo di grandi dimensioni volumetriche: questo porta ad elevati costi di impianto e a dispersioni termiche assolute maggiori rispetto all’utilizzo di serbatoi più piccoli. Una macchina ad inverter invece, modulando la velocità del compressore e quindi la potenza resa, può essere accoppiata ad un serbatoio di dimensioni minori: la macchina segue il set di temperatura rallentando la velocità man mano che la temperatura effettiva si avvicina a quella impostata.
Una macchina ad inverter presenta la maggiore efficienza quando la modulazione del compressore si attesta a circa il 50% della capacità. Poiché si rileva che il carico termico effettivo di un impianto di climatizzazione è, nel 90% del tempo, inferiore al 60% del carico nominale, si capisce come per la maggior parte del tempo la macchina sia chiamata a lavorare in parzializzazione: l’inverter risulta quindi di fondamentale importanza per raggiungere elevati livelli di efficienza.
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Domande frequenti - Pompe di calore | Templari
Le pompe di calore split presentano dei vantaggi derivanti
dalla separazione dell’evaporatore (batteria esterna) dal
gruppo idronico dove circola l’acqua sanitaria/riscaldamento,
che quindi non ha il pericolo di ghiacciarsi anche in caso di
interruzione della corrente.
Il condensatore e tutto l’insieme delle tubazioni (dove passa
l’acqua) essendo situato all’interno dell’abitazione non è
soggetto alle dispersioni termiche, sia in inverno quando la sua
temperatura è più alta rispetto l’ambiente, sia in estate quando
la sua temperatura è più bassa rispetto all’ambiente.
Il risultato è che migliora il COP (coefficient of performance) della macchina.
Un altro vantaggio è dovuto al fatto che la parte elettronica è nella parte
interna dell’abitazione, prolungandone il ciclo di vita e facilitandone la
manutenzione in caso di cattivo tempo esterno. Il peso e le dimensioni
inferiori comportano una più facile installazione, rispetto una pompa
monoblocco.
Questa la teoria, la pratica però suggerisce di stare attenti perchè si introduce un altro potenziale problema in fase di installazione. L'installatore è in grado trovare soluzioni esotiche per il collegamento idraulico della macchina, elettrico, e nelle macchine split mette di fatto mano al circuito frigo... che è moooolto delicato perchè da questo ne deriverà il funzionamento e durata futura della macchina... Quindi come stai perdendo tempo e pazienza per la scelta della macchina, dovrai studiare bene chi verrà a montartela che non sarà il tuo idraulico di fiducia dietro l'angolo, a meno che questo non ti abbia conquistato dimostrandoti conoscenza e capacità particolari con le pdc