Pellet di paglia


Risulta interessante perchè brucia bene e non ha problemi di accensione nelle caldaie.....Non nelle stufe dove il livello di ceneri ne penalizza l'uso.
Il livello di emissioni non è stato verificato comunque non c'è produzione in Italia e quindi non ci abbiamo dato molto peso, quello che abbiamo provato noi arrivava dalla Slovacchia (idem il ravizzone).La stufa a pellet com'è concepita attualmente non ha grandi possibilità di scostarsi tanto dal pellet di legna.
 
CITAZIONE (Paolo Cattani @ 18/12/2006, 22:57)
No, non è vero. Il potere calorifico teorico della paglia è paragonabile a quello del legno, semmai quello che ti può fregare è l'umidità. A meno che per massa tu non intenda il volume occupato.
Nel caso di paglia di grano o di orzo (coltivazioni asciutte) mi sentirei di avallare la scelta della paglia come combustibile, nel caso del riso, per esempio, non lo farei.​

http://www.petrolvilla.it/redazionale/4/images/foto06.gif

Ho trovato solo questi in rete, che in sostanza non danno ragione a nessuno dei due perchè se consideri gli estremi delle forcelle dei valori di "paglia frumento" con "potatura da olivo" hai risultati differenti. Ma in questo forum siete in molti convinti che il prezzo del pellet e alcune caratteristiche delle paglie e del mais possano spingere verso queste ultime, per cui nn insisto. Mi lasci perplesso quando parli di coltivazioni asciutte, come se il fatto di applicare una sommersione parziale potesse incidere sulla umidità residua della pianta. Come ha già fatto notare qualcun'altro il problema della paglia è l'umidità che può accumulare e i processi fermentativi. In zootecnia per conservare correttamente il mais lo insilano, lo faranno per un motivo!!!!
 
la paglia di frumento,ke nn ha nulla a che fare con l'insilato, si raccoglie ad una umidità massima del 14% altrimenti può dare fastidio al processo meccanico.Per chi non fosse pratico di agricoltura la paglia di frumento è totalmente diversa dal fieno che invece ha umidità + alte tanto + dai residui del mais (gli stocchi) che hanno umidità superiori al 50%.
Secondo me l'umidità e lo stoccaggio (non esistono problemi di fermentazione nella paglia di grano) sono gli ultimi dei problemi.

Nel link che ho postato prima c'è un rapporto dettagliatissimo delle differenze tra wood pellet e straw pellet ma purtroppo non ho le competenze necessarie per capire ma penso che i dati siano + che completi.

X gli esperti: che problemi può dare un elevato residuo di silice?
 
La silice viene usata come abrasivo, quindi puoi immaginare a lungo andare cosa possa fare ad un macchinario...da non sottovalutare anche la silicosi da inalazione di ceneri volatili.
 
CITAZIONE (katta80 @ 19/12/2006, 22:59)
Secondo me l'umidità e lo stoccaggio (non esistono problemi di fermentazione nella paglia di grano) sono gli ultimi dei problemi.​

Sul sito di wikipedia c'è scritto:"E’ formata da cellulosa, lignine e silice, grazie alla quale marcisce lentamente, ma è comunque necessario tenerla al riparo della pioggia, possibilmente in luogo fresco e aerato." In luogo fresco e areato significa che teme lumidità e l'anaerobiosi (assenza di ossigeno) perchè portano a processi fermentativi. Quello che voglio dire è che per ragionare sulla conservazione dei prodotti agricoli per la combustione si dovrebbe guardare alla zootecnia perchè affronta il problema da anni. Ammesso che la paglia bruci bene e che il potere calorifico sia paragonabile al pellet (cosa che non condivido). Ho parlato di insilato perchè è il modo migliore di conservare il la pianta di mais.
http://it.wikipedia.org/wiki/Paglia
 
ciao nicola,nel 3d che ho scritto a pagina 1 ci sono i dati a confronto in una relazione dettagliatissima commisionata dalla ue ke ho trovato sul sito www.pelletcentre.info ke è uno dei maggiori,se non il + autorevole, sito che si occupa dello sviluppo di questo materiale. (la relazione ke ho trovato è del 2004 quindi parecchi anni se prendiamo come unità di misura il pellettempo
:D
:D
:D
).
Logicamente non si può lasciare la paglia alle intemperie ma basta una tettoia o un telone per star tranquilli,l'eperienza ce l'ho credimi!!! Forse ti confondi con il fieno che ha grossi problemi di fermentazione se nn viene imballato al momento giusto xkè a noi la paglia nn ha mai dato problemi anche dopo 8 mesi se ben coperta dopo wikipedia è la teoria ma la pratica è un'altra e non sempre si trova sui libri e come ti dico,dal mio punto di vista, il problema non è nell'aspetto agricolo/produttivo ma dell'utilizzatore finale (ke è di gran lunga il + importante) e i tuoi dubbi, pienamente leggitimi, sono anke i miei.

Edited by katta80 - 22/12/2006, 19:01
 
Sulla conservazione della paglia direi che ci sono millenni di esperienza, gli agricoltori sanno bene quello che devono fare (anche se di tanto in tanto qualche pagliaio va a fuoco per autocombustione, eh, eh, autocombustione con lo zampino di qualcuno magari, sarò maligno ma le assicurazioni lo sanno bene). Ovvio che lo stocco di mais e la paglia di riso (al di là della silice) sono più difficili da raccogliere ben asciutti, per motivi diversi tra cui il più importante è l'epoca di raccolta autunnale a differenza di grano, orzo, segale, avena, farro, ecc. che si tagliano in piena estate.
 
CITAZIONE (stefanob76 @ 19/12/2006, 09:21)
Noi abbiamo fatto varie esperienze col pellet di paglia, attualmente sto provando quello di paglia/fieno, paglia/ravizzone. Purtroppo sulle stufe il residuo di ceneri è troppo elevato e in poche ore (nella stragrande maggiorza di stufe) causa intasamento del braciere con cali di resa. Sulle caldaie la cosa è diversa e molto + interessante. Ora stiamo bruciando il pellet fatto coi gusci di mandorle ed il pellet di palma. La combustione è migliore ma il residuo è sempre troppo elevato inoltre quello di palma è ricco di minerali e la cenere è pesantissima. Mi è stato parlato bene del pellet di Kenaf prodotto in Campania ma non ne sono ancora entrato in possesso per testarlo.
Comunque le prove continuano.
Ciao!​

Ciao stefano
Sicuro che avete fatto tutte le prove del caso?
Mi spiego meglio, ho una stufa a pellt della SID....S e sto usando del pellet di paglia prodotto in propio con una piccola pellettatrice comperata in francia (il pellet non'è di grande qualità dovuta alla qualità della macchina) ma tutto sommato funziona, ho dovuto modificare il crogiuolo, mi spiego l'ho dovuto allargare e poi abbassare, praticamente alla fine risulta leggermente piramidale al rovescio, poi andando nella programmazione della centralina (G3...) ho semplicemente aumentato l'aria della combustione e diminuito l'aflusso del pellet, (visto che quello prodotto da me è si di 6mm ma la lunghezza è di circa 10/15mm quindi la coclea ne trasporta du più) il tutto funziona egraggiamente, unico neo è la cenere, in pratica con pellet di legno il residuo di cenere è al 0,5% mentre con pellet di paglia siamo al 5%, in pratica uno svuotamento della cenere ogni 4 giorni per il legno mentre con la paglia ogni1/5 giorni.
Comunque sono eventualmente a completa disposizione per eventuali commenti chiarimenti e tutto quello che sono stati i miei esperimenti in materia, anche per chi volesse provare a far funzionare una stufa a pellet con mais al 100% 50% 30% ecc........
:cry:
:cry:
:cry:


PS. Stò seriamente pensando di aprire una piccola fabbrichetta per la produzione di pellet di paglia sia per il riscaldamento che per altro uso, se ricevo risposta positiva da un'azienta tedesca che produce unìimpianto con pellettatrice capace di pellettare seza essiccatoio materiale con tasso di umidità fino al80% ridando il prodotto pellettato con solo il 14% di umidità (valore reale inferiore almeno dell 1% rispetto al miglior pellet che trovate in commercio).

Sperando di non avervi annoiato con i miei discorsi, mi rimane solo di salutarvi.

Ciao westt....................
 
ciao a tutti. probabilmente questa mio pensiero non tempestivo (sono passati 10 gg. dall'ultimo post) non sarà letto da nessuno. Comunque: un rotolone di paglia da 3 ql. ha un diametro di almeno 1,20 mt. immaginate quanto grande dovrebbe essere la caldaia per poterlo contenere tutto? e poi il caricatore ne dovrebbe contenere altri 6? ci vogliono dei capannoni soltanto per stoccare le rotoballe, per contenere le caldaie e per mantenere al coperto il trattore con la pinza per movimentare la paglia. Nell'era delle micro attività agricole non c'è spazio a sufficienza.
saluti
 
:blink:


CITAZIONE
immaginate quanto grande dovrebbe essere la caldaia per poterlo contenere tutto?​

Non l'ho solo immaginato, le ho anche viste: sono circa 2,50 m di diemetro e sono lunghe da 8 a 12 metri. In Danimarca, ad esempio, sono diffusissime.

CITAZIONE
ci vogliono dei capannoni soltanto per stoccare le rotoballe​

? Di solito le ammucchiano semplicemente lì vicino, se uno è proprio maniaco le copre con un telo di nylon...

CITAZIONE
ci vogliono dei capannoni soltanto ..... per contenere le caldaie​

Le caldaie sono esterne, e sono dotate di un tettuccio di lamiera ondulata.


CITAZIONE
Nell'era delle micro attività agricole non c'è spazio a sufficienza​

Non conosco micro attività agricole APERTE, solo gente che ha chiuso e venduto perchè il reddito non bastava per vivere. Chi coltiva cereali oggi (e quindi ha la paglia a disosizione) deve avere un'estensione minima di 30 ettari se coltiva riso, e di almeno 50 negli altri casi. Dove abito, almeno, è così: i piccoli ( quelli, appunto, che avevano meno di 30 ettari) hanno ormai chiuso, e fanno i dipendenti a 1500 euro al mese....

In totale, anche l'azienda più piccola si trova con almeno 40 tonnellate di paglia all'anno, ammesso che tutta la paglia sia buona.... cioè almeno 130 rotoballe.
 
Tutta la cenere generata che fine fa ? non puo' essere TUTTA smaltita nei campi....
Ma sono caldaie o gasogeni quelle che hai visto ?
Nel secodo caso come fanno a caicare , senza fermare l'impianto ?

Ciao
 
CITAZIONE
Tutta la cenere generata che fine fa ? non puo' essere TUTTA smaltita nei campi....​

Ma certo che viene smaltita nei campi, innanzitutto perchè prima la bruciavano proprio in campo, e poi perchè comunque è un concime.

CITAZIONE
come fanno a caicare , senza fermare l'impianto ?​

In quelle che ho visto c'era una slitta all'interno, una griglia estraibile, insomma: all'esaurimento del combustibile si apre il portellone anteriore, si tira fuori la slitta, si pulisce dalla cenere, si mettono altre cinque o sei rotoballe e si spinge tutto dentro. Poi si riaccende la caldaia. La carica dura diversi giorni, credo che l'ideale sarebbe pulire e ricaricare solo la domenica (si parla di aziende agricole con diversi dipendenti, si lavora dal lunedì al sabato: la domenica i dipendenti stanno a casa ma lavorano i manutentori) Non escludo che con caldaie più piccole si pulisca e si carichi anche il mercoledì.
La caldaia viene utilizzata appunto per utenze aziendali, dalle stalle agli essiccatoi.
 
perdonami se sono scettico, ma non credo che sia una soluzione valida. tanto spazio, tanta cenere da smaltire nei campi (e quindi tanti soldi per farlo. una volta a bruciavano in piedi. ovvero dopo aver mietuto e raccolto la paglia via alle fiamme da una parte e per propoagazione arrivavano dall'altra) e poi la resa calorica non credo che sia elevatissima. anche io vivo di agricoltura ed un mostro di tale portata in casa non me lo metterei mai. La paglia la usiamo per fare la lettiera alle vacche ed ai vitelli. cordialmente
 
CITAZIONE
dopo aver mietuto e raccolto la paglia via alle fiamme da una parte e per propoagazione arrivavano dall'altra​

Come saprai, adesso è severamente vietato, la paglia bisogna smaltirla in altro modo.

Per quale motivo la resa dovrebbe essere bassa? D'accordo, non è un fenomeno visto che l'umidità è parecchia, e molta paglia non viene raccolta perchè marcisce a terra, ma del resto anche il cippato non è certo una bellezza, col suo valore di umidità compreso fra il 30 ed il 50%.
 
CITAZIONE (biomassoso @ 28/1/2007, 15:13)
++++++

WESTT..hai comprato la macchinetta cinese in Francia? potresti essere più preciso sui dati, prezzi, consumi, produttività ed affidabilità della stessa? Grazie..ciao
:rolleyes:

www.pelletpiemonte.com​

Ciao Biomasso
Si effettivamente quella che ho comperato in francia sembra tanto "cinese".
Affidabilità? Dipende da l'uso che ne vuoi fare, se la usi con parsimonia e non più di 4 ore in continuo può essere un prodotto valido (cosa fondamentale è quella di sostituire i cuscinetti con quelli SKF)
Dati? Prodotto secco (umidità non oltre il14%) circa 40Kg per ora lavoro (qualità del pellet appena sufficiente)
Consumi? tenedo conto che per sminuzzare la paglia uso un mulino della peruzzo a PTO e quindi uso la corrente solo per la pellettatrice il carico richiesto sia intorno ai 2,5/3 kw a380v.
Costo? tieni conto che agennaio 2004 ero un pioniere del settore e usando la strada ferrata per il trasporto
ho speso se ricordo bene circa €1400 in più devi aggiungere altri €85 per i cuscinetti (SKF).


Ciao westt....................
 
CITAZIONE (Paolo Cattani @ 29/1/2007, 00:25)
Come saprai, adesso è severamente vietato, la paglia bisogna smaltirla in altro modo.

Per quale motivo la resa dovrebbe essere bassa? D'accordo, non è un fenomeno visto che l'umidità è parecchia, e molta paglia non viene raccolta perchè marcisce a terra, ma del resto anche il cippato non è certo una bellezza, col suo valore di umidità compreso fra il 30 ed il 50%.​

la paglia la smaltiscono molto bene: arano la terra e la mettono sotto. marcisce e serve per concimare il terreno.

il cippato si essicca. prima di trasformarlo in pellet bisogna dargli una bella caldata per portarlo a 8% di umidità
 
La paglia di riso ci mette degli anni a marcire, è per questo che la bruciavano in campo.

Per quale motivo dovrei trasformare il cippato in pellets? Per sprecare energia ad essiccarlo, altra per macinarlo ed altra ancora per cubettarlo?
Ed alla fine bruciarlo? Ma allora potevo bruciarlo subito, non ti pare?
 

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