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Questo è il pianeta Venere!


Zagami 400 al suolo i fotobatteri dovrebbero stare ad almeno 50 Km di altezza come ho scritto li la temperatura è decisamente più "umana"
 
Franco52, il tuo elicottero venusiano mi ricorda tanto le mod di Minecraft. Ci manca un bel creeper dietro e siamo lì dai!

Seriamente... ma hai un'idea vaga delle condizioni di temperatura, pressione e densità atmosferica venusiane?
ll terraforming di Venere è già stato studiato in passato.
Le teorie più vicine alla realizzazione (ovviamente per "vicino" intendo un eone di fantastiliardi di anni a venire di incremento tencologico umano!) prevedono giganteschi specchi o scudi solari in orbita, il bombardamento ripetuto di centinaia di mega asteoridi per vaporizzare l'attuale atmosfera, la creazione di migliaia di fattorie orbitanti che dovrebbero catturare la CO2 per formare l'ossigeno che non c'è. Altri hanno proposto di bombardare il pianeta con calcio e magnesio per catturare la CO2 (peccato che sembra che non basterebbe l'intera scorta di calcio e magnesio della Terra...). C'è chi ha messo in evidenza il problema che la rotazione lentina può rappresentare ed ecco che ci sono proposte per "accelerarlo" con delicate spintarelle da parte dei soliti asteoridi lanciati con maestria a colpire di striscio l'equatore.
Sinceramente le macchine stirling per pompare via l'atmosfera mi mancavano, ma in fondo se sono più distanti dalla realizzazione delle altre proproste... lo sono di poco su! :bye1:
 
..... la creazione di migliaia di fattorie orbitanti che dovrebbero catturare la CO2 per formare l'ossigeno che non c'è.

No questa teoria delle fattorie fluttuanti a 50 60 km di altezza , come proposto da qualche scrittore di fantascienza , è semplicemente una cretinata . Per conquistare il pianeta bisogna abitarlo al suolo , dove si possono attingere alle risorse minerarie , non all'atmosfera .

Quindi la prima cosa da fare è eliminare il 90 % della CO2 , riducendo quindi la pressione al suolo e la temperatura .

Chi dovrebbe abitare il pianeta un domani dovrebbe essere autonomo dalla madre Terra , trovando le risorse sul luogo .

L'ossigeno già presente nell'atmosfera di CO2 si può trovare in maniera abbondante anche al suolo , negli ossidi e sali metallici presenti sicuramente al suolo , come parimenti il calcio e tutti gli altri elementi necessari .
 
No questa teoria delle fattorie fluttuanti a 50 60 km di altezza , come proposto da qualche scrittore di fantascienza , è semplicemente una cretinata..
Beh insomma... Fra tutte le ipotesi presentate quella di costruire mega stazioni orbitanti a me pare invece la più fattibile, o perlomeno la meno distante dalle reali capacità tecnologiche umane attuali. Semmai sono Tutte le ipotesi per eliminare la CO2, dal tubo di Franco52 alla pioggia di asteroidi ad essere più roba da fumetto Marvel che altro.
L'ossigeno sarà pure presente a livello minerario, ma estrarlo e pomparne in atmosfera una quantità adeguata sarebbe un'opera immane per le condizioni di temperatura e pressione al suolo.
Le stazioni orbitanti invece restano in una fascia che offre condizioni più gestibili e permetterebbero di creare un ciclo notte-giorno artificiale efficace.
Ovviamente ne servirebbero centinaia, con estensioni di "coltivazioni" gigantesche e vegetali appositamente bioingegnerizzati per adattarsi. Ma la cosa, unita magari alla costruzione di qualche gigantesco scudo solare per diminuire il calore, sarebbe sicuramente molto più efficace e realizzabile dell'immaginarsi gigantesche fabbriche robotizzate che scavano minerale a 400 gradi e 90 atm o del pensare a spostare migliaia di asteroidi mettendoli in orbita di collisione.
A parte l'invio di qualche sonda non credo si possa pensare alla colonizzazione del suolo prima di avere ridotto significativamente temperatura e pressione.
Piuttosto potrebbe essere più fattibile l'ipotesi di migliaia di satelliti alimentati a energia solare che pompino fuori atmosfera la CO2.
 
Ultima modifica:
Beh insomma... Fra tutte le ipotesi presentate quella di costruire mega stazioni orbitanti a me pare invece la più fattibile,
Piuttosto potrebbe essere più fattibile l'ipotesi di migliaia di satelliti alimentati a energia solare che pompino fuori atmosfera la CO2.

Io direi una combinazioni delle due idee , cioè delle stazioni fluttuanti automatiche a pannelli solari che hanno lo scopo di sparare fuori la CO2 .
Questo in un tempo abbastanza breve di decine di anni.
Una volta ridotta la CO2 allo spessore atmosferico di 10 km , anziché i 60 km attuali , la temperatura e la pressione del pianeta scenderebbero a livelli accettabili .
Si potrebbero a quel punto creare al suolo delle oasi protette con la presenza di aria ed acqua e col tempo arricchire di ossigeno ed acqua il pianeta con le stesse risorse che ivi si trovano.
 
Converrebbe partire con qualcosina di più semplice tipo Marte.
Zagami tieni presente che modificare un pianete in poche decine d'anni la vedo dura tutti gli studi su terraformazione che ho visto hanno un arco temporale di centinaia d'anni
 
Su Venere occorrerà necessariamente usare elettronica al Carborundum
che permette di lavorare anche a 800°C....
 
Su Venere occorrerà necessariamente usare un po' di cervello, che sarebbe anche ora ...
 
Mi sa che a 462 °C non c'è cervello che funzioni bene... visto che succede che già ci siano problemi a soli 37 °C.
 
[h=3]Semiconduttori[modifica | modifica wikitesto][/h]L'?-SiC puro è un semiconduttore intrinseco con band gap di 3,28 eV (4H) e 3,03 eV (6H), rispettivamente. Attualmente il Carburo di Silicio (SiC) trova ampia applicazione nell'industria dei semiconduttori grazie alle sue caratteristiche elettriche, che lo contraddistinguono dal silicio per le potenziali applicazioni nei dispositivi ad alta potenza, alta frequenza e alte temperature. Il limite attuale alla sua diffusione è dato dalla qualità del materiale di partenza, o meglio, dei substrati che vengono lavorati per arrivare al dispositivo finale. Per la tecnologia dei dispositivi a semiconduttore basati sul silicio sono disponibili substrati, i cosiddetti wafer, dal diametro superiore ai 12" (30,48 cm), di elevata purezza e ottima qualità cristallografica con densità di difetti oramai trascurabile. Per il SiC invece sono disponibili wafer dal diametro non superiore ai 4" (10 cm), la densità dei difetti (in gergo tecnico micropipe, stacking fault, dislocation) è ancora troppo elevata per rendere i dispositivi ricavabili abbastanza affidabili e duraturi nel tempo. La ricerca è ancora in corso e l'azienda Cree ha reso disponibile nel corso del 2007 dei wafer di carburo di silicio che non contengono difetti di tipo micropipe. Tra l'altro, il costo dei substrati influisce per più del 50% sul costo finale di un qualsiasi dispositivo al SiC, mentre per il silicio tale costo incide per meno del 5%. I substrati di carburo di silicio sono ottenuti mediante crescita per sublimazione o mediante crescita epitassiale di tipo HTCVD (High Temperature Chemical Vapour Deposition). Gli strati epitassiali vengono depositati mediante CVD in reattori a parete calda in presenza di gas contenente silicio e carbonio. I dispositivi attualmente commercializzati sono i diodi Schottky, ma vi è un'ampia sperimentazione nel mondo scientifico per la messa a punto dei vari MOSFET, JFET, BJT, sensori di vario tipo, e altri ancora.
 
Se è per questo in epoche passate , ai tempi dell'università , anni 70-80, ricordo che si ipotizzava anche una chimica organica al silicio ,visto che il silicio come elemento è simile al carbonio , cioè che potessero esistere su altri pianeti esseri viventi che fossero composti da polimeri di silicio anzichè di carbonio .
Questo renderebbe questi esseri resistenti alle alte temperature e quindi possibilmente anche in un pianeta come Venere , che è il più caldo del sistema solare .
Ma sono solo ipotesi mai verificate , ma non si può escludere a priori una forma di vita diversa dalla chimica del carbonio .
 
Questo tipico robot-rover venusiano viene motorizzato direttamente dallo stirling:
 

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Zagami si è vero la chimica del Silicio è molto simile a quella del Carbonio quindi si si potrebbe pensare tutta una vita basta sul silicio ma c'è un ma: l'atomo del Silicio è più grande di quello di Carbonio per cui la forza di legame è inferiore e le molecole sono più sensibili all'idrolisi ad esempio. Per questo noi si usa molto più il legami Si-O-Si e Si-O-C che sono chimicamente più robusti
 
Bessel
E' una sfida ingegneristica!
Gli ingegneri devono sfidare la propria intelligenza e la propria esperienza
per arrivare a cose oggi impensabili....
 
Fare degli errori così pacchiani non è una "sfida ingegneristica", è solo da bocciatura alle medie. E forse dovresti accettare che ti correggano, così magari impari qualcosa. Quella sì che è una sfida, per gli ingegneri.

P.S.: Magari potresti andarti a vedere come funziona un motore, prima di scrivere... o almeno farlo dopo che te l'hanno detto tutti. Troppo difficile?
 
No è una sfida alla intelligenza umana , ma anche della fisica della chimica e delle scienze tutte .

Franco, se mi dici come funziona questo aratro venusiano lo utilizzo per i miei campi risparmiando un bel po di soldi .
 
Gli ingegneri devono sfidare la propria intelligenza e la propria esperienza
per arrivare a cose oggi impensabili
Con un vincolo fondamentale: l'inviolabilità delle leggi della scienza; cosa di cui i tuoi "progetti" non tengono conto e, dunque, essi si pongono allo stesso livello dei disegni fatti alla scuola materna.
 
Oh BesselKn ma quanto la fai lunga, cosa cià il motore del rover che non va? La differenza di temperatura c'è, quindi il motore funzionando raffredderà l' atmosfera venusiana, la CO2 la assorbe il suolo arato, l' azoto si prende dai nitrati che stanno nel suolo, che manca più per il terraforming?

Piuttosto, non ho capito quei tre scatoloni dentro al rover: sistemi di controllo, scorte e ricambi just-in-case, semi forse.
 

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