Reazione chimica: cosa ottengo?


zaga ma si parla di quantità di gas irrisorie, non vedi uscire delle bolle a occhio, come puoi vedere un livello su delle ampolle? ad ogni modo questo accumulatore non è cosa semplice, perchè vero che mantiene la carica e pare essere proprio un buon accumulatore, ma presenta un inconveniente che non è da poco: quando in fase di carica si forma il Cu2O, per proseguire con la formazione è necessario espandere al massimo l'area di contatto del Cu con l'elettrolita e non superare la tensione di 9.1V+la caduta tra i due elettrodi, perchè noto che superato un certo livello di tensione continua a depositarsi zinco ma senza inspessimento del Cu2O(se non proprio in modo minimo), e quindi il primo strato di Cu2O a contatto con l'elettrolita entra necessariamente in soluzione probabilmente sotto forma di solfato talmente lieve che non è visibile(a prova di questo l'annerimento del catodo, anche se dopo parecchia carica), infatti se al posto dell'elettrodo poroso utilizzo un semplice pezzo di rame lo strato di ossido è irrisorio e sempre quello resta anche continuando a caricare, amenochè carico e scarico in continuazione, allora vedo inspessimento, chiaramente deducibile il perchè... Quindi sarebbe necessario in ogni caso miscelare il rame in polvere con della grafite in una finezza e proporzione tale da assicurare il contatto tra le particelle in modo uniforme, cosi facendo potremmo avere un buon 50% di ossido a disposizione che si carica e scarica in modo preciso, tuttavia resta di fatto che essendo cosi lieve la differenza di tensione che porta in soluzione il rame, anche in questo caso ogni singola particella di rame rischierebbe di portare il suo lato superficiale ossidato in soluzione, quindi questo accumulatore se non caricato in modo preciso e con dei controlli su corrente e tensione durerebbe molto poco. in effetti se ci pensiamo, l'ossido di rame che sia CuO o Cu2O ha la proprietà di formare sali con la maggiorparte degli elettroliti, mentre ad esempio in Mn2O non si dissolve, e quindi i problemi di carica e scarica sono legati soltanto alla formazione di dentriti sullo zinco che poco a poco mandano in corto la pila/batteria, e forse è per questo che nessuno si è mai impegnato a realizzare un accumulatore a base di rame.

e anzi, riferendomi a francy quando dice che ad un certo punto l'elettrolisi dovrebbe fermarsi per sovratensione, questo non accade, e probabilmente proprio perchè il Cu2O entra in soluzione, la tensione infatti si ferma ad un certo livello che in ogni caso è superiore a quello che ci si dovrebbe aspettare, non che entra in soluzione spontaneamente, ma solo dando corrente... è anche vero che nonostante lo zinco sia leggermente annerito l'accumulatore funziona comunque, e il danno non sarebbe cosi enorme, chiaramente avviene una diminuzione dell'area di contatto dello zinco... diciamo che forse adottando degli accorgimenti qualcosa di buone ci si potrebbe anche tirare fuori... ma bisogna studiarla bene la cosa.

ragazzi, questo è un esempio che dimostra un altra cosa:P9050005.JPG replicate per favore, e fate molti molti test perchè scoprirete qualcosa di molto interessante. 1° carico fino a formare un film uniforme di zinco - 2° scarico fino a quando non ho più tensione, cosa accade? niente solfati, sparisce l'ossido, mi si riforma rame rosso sangue sul elettrodo in rame (rame poroso per via dell'ossidazione sparita) e in più questa volta mi si deposita anche ossido di zinco attaccato all'elettrodo positivo e quello negativo è rimasto zincato(a prova del fatto che nonostante io abbia caricato per molto tempo, il rame non ha continuato ad ossidarsi). Dopo 10 secondi sparisce l'ossido di zinco e rimane il rame poroso, ecco: P9050006.JPG
 
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Si ma bisogna verificare chimicamente di che cosa si tratta, potrebbe essere CU2O di colore rosso.
Se si deve realizzare un accumulatore non si possono tenere nella stessa soluzione i due metalli, in quanto reagiranno tra di loro e si ossideranno a contatto con l'aria e l'acqua . Le due celle elettrolitiche debbono essere tenute separate nella maniera classica o con setto poroso o con ponte salino . E' inutile fare ipotesi , io sono per la verifica sperimentale di ogni operazione, non si è capito ancora se si sviluppino gas o meno. Realizzare un accumulatore che sviluppa gas , potrebbe essere molto pericoloso a parte la corrente che viene sprecata.
 
Non è Cu2O, in quanto se lo pressi e misuri la resistenza da zero ohm, il Cu2O è quello che vedi nella prima foto. Dire che due metalli in soluzione reagiscono tra loro forse è un pò troppo generico, prendiamo ad esempio la coppia argento-zinco, una batteria ricaricabile potentissima(Zn-Ag2O), e non avviene alcuna reazione tra i due metalli senza dare o assorbire corrente, quando assorbi corrente Ag2O passa a Ag... prendiamo alluminio e rame in un supercondensatore, dove se pur ricoperti di carbone attivo sono entrambi a contatto con l'elettrolita, non avviene alcuna reazione. Qui di gas non se ne forma... sapendo che ho due elettrodi di cui uno Zn e uno Cu2O, un elettrolita con ZnSO4 e H2O, guardandoci bene non credo sia difficile intuire cosa accade quando carico e scarico, semplicemente si forma H2SO4 ma che probabilmente vuoi perchè è in concentrazione minima, vuoi perchè gli ioni sono comunque attratti dai rispettivi poli opposti, l'autoscarica è talmente lenta da far apparire il tutto come fosse un accumulatore, e questo a prova del fatto che una celletta che ho li ferma da 3 giorni purtroppo si è scaricata :), e qui finisce il bello. Anche inserendo un separatore non credo cambierebbe qualcosa, perchè comunque in entrambe le celle hai ZnSO4 che si dissocia per dare H2SO4.
 
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e qui finisce il bello. Anche inserendo un separatore non credo cambierebbe qualcosa, perchè comunque in entrambe le celle hai ZnSO4 che si dissocia per dare HSO4.

Intanto permettimi di correggerti ac. solforico si scrive H2SO4 in quanto lo ione solfato è SO4-- bivalente.
Nella formula ZnSO4 è corretta in quanto gli ioni sono Zn++ e So4-- , le cariche si compensano , nel caso dell'acido H+ è monovalente positivo quindi ne necessitano 2 per compensare la carica negativa del SO4--.
Lo stato di ossidazione del Cu+ , monovalente pos. è molto raro in genere lo stato più probabile come ione è Cu++.
Se si formasse ac solforico H2SO4 , questo reagirebbe immediatamente con lo zinco metallico formando idrogeno e Zn++.
Questo è sicuro anche se tu non lo vedi.
Quindi la formazione di ac. solf. è esclusa.
Fra i due metalli Zn e Cu è il rame quello più elettronegativo e quindi acquisterebbe elettroni ed ossiderebbe lo Zn a Zn++.
Per il resto dalle foto che hai mostrato non si capisce alcunchè, dovresti allargare il campo di visuale per capire come hai fatto queste semicelle , e come possa funzionare come batteria o accumulatore quello che hai realizzato.
Il mio modo di procedere è quello di analizzare le cose, una cosa per volta ed essere sicuro di quello che si forma.
Per il resto tu fai quello che vuoi, divertiti pure con i tuoi esperimenti.
 
Si adesso non stiamo a guardare gli errori di battitura.... se che credi non si forma H2SO4 allora dimmi tu cosa si forma, e dimmi anche perchè la cella si scarica... premesso che se non metti in atto l'esperimento forse non ti puoi rendere conto di cosa accade. Poi aggiungerei anche che nelle foto si capisce eccome cosa si forma, ovviamente se tu non hai mai visto rame in polvere nanometrica e Cu2O è ovvio che rimani perplesso, ma fidati che quelle sono le sostanze prodotte, anche perchè altro non può prodursi...
 
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va bè io rimango stabile sulla spiegazione data al post #2 , che sia ossido rameoso Cu2O ne sono certo sia per esperienza diretta , sia guardando la natura infatti molto rame è presente nelle miniere sotto forma di Cu2O dato dalla reazione del rame nativo con l'ossigeno dell'aria ,il minerale prende il nome di cuprite

l'unica cosa che retificherei del post 2 è la seguente :
l'ossido rameoso formatosi non conduce , qui ho fatto un bell'errore :( , difatti informandomi meglio ho scoperto che il Cu2O è un semiconduttore, molti processi sono stati studiati sulla sua produzione, uno è proprio per elettrodeposizione su lastre di rame , un'altro è per reazione tra ossigeno e rame ad alte temperature (termico) ...etc...studiato negli anni 40/50 e poi abbandonato oggi è ritornato di moda per il suo costo rispetto al silicio e ben presto trovera' impiego nella costruzione di pannelli solari con rendimenti fino al 20%.

Comunque questo mese , replichero' l'eperimento in modo scientifico con tutte le analisi chimiche dei prodotti presenti in soluzione e non .:)
cordialita'
Francy
 
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Si infatti, tra l'altro ho realizzato personalmente delle celle solari Cu2O-ZnO elettrodepositato su ITO, rendimento non superiore al 3% però... ad ogni modo Francy resta il problema che il rame purtroppo sappiamo bene che forma molti composti con vari elettroliti, quindi è inevitabile non faro entrare in soluzione, anche se magari in modo lieve ma poco a poco entra, mentre come dicevo ad esempio il Mg2O manco se gli metti 1A/cm si dissolve.... non so fino a che punto sia possibile realizzare un accumulatore ben fatto, peccato perchè il Cu2O sarebbe un elemento molto economico, e l'accumulatore di per se sarebbe veramente semplice da realizzare. Magari si potrebbe provare a inserire un additivo nell'elettrolita in modo che qual ora il rame entra in soluzione viene subito trasformato in un precipitato che non aderisce allo zinco.

Ho colto l'occasione di fare una prova, mi spiace d informarvi che ho accertato la presenza di rame in soluzione, infatti mettendo 2(HO) la soluzione diventa gialla e si forma un precipitato di Cu2O. Deduco che in effetti durante la carica si forma CuSO4.
 
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tecno , ho un laboratorio di chimica attrezzato con tutto il necessario per stabilire qualitativamente e quantitativamente tutti i vari elementi presenti. faccio analisi chimiche quali/quantitative da circa 20 anni ,e non è cosi' semplice per una persona che non ha mai fatto analisi chimica , dire c'è o non c'è quel determinato elemento o ione o complesso,per una serie di motivi interferenziali e pratici ... dovresti solo dirmi a che voltaggio e amperaggio hai fatto questa benedetta elettrolisi, al resto ci penso io :)

cosa è 2(HO) ? suppongo una base??
poi ad esempio se ci fosse Cu+ 2 in soluzione ,il precipitato sarebbe di un bel azzurro-blu , e non giallo
le soluzioni ammoniacali darebbero un bel complesso blu intenso
e il carbonato di sodio darebbe un bel flocculato azzurro intenso
etc ...
 
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fra 2(HO) è H2O2 ovvero perossido di idrogeno, e teoricamente altro non può fare che far precipitare Cu2O, non sono un chimico, ma qualche base ce l'ho.... Buono a sapersi riguardo la tua situazione, speriamo che tu riesca a trovare delle risposte concrete e perchè no un modo per rendere utilizzabile questa cella.

Dimenticavo, la corrente di carica puoi variarla da 1 a 10mA/cm. Già che ci sono, visto che sei ben attrezzato, ti chiedo se hai modo di poter fare un analisi SEM sulla struttura molecolare di un elettrodo in carbone dopo trattamento con HNO3, utilizzato come elettrodo positivo in una soluzione 50% HNO3 e con una corrente di 4-5mA/cm viene sfaldato fino a formare un deposito carbonioso poroso su se stesso che presenta le stesse caratteristiche del carbone attivo, ma pare abbia una superficie molto più elevata, infatti a parità di dimensioni sfruttandolo come elettrodo per realizzare un supercondensatore accumula quasi il doppio della carica rispetto al carbone attivo in mio possesso, che già di suo non è male.
 
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non mi pronuncio ... (riguardo la reazione con H2O2)..
alla fine pero' ti sei dimenticato di dirmi il voltaggio :cry: .. hahaha :) ..

p.s. guarda che io sono sempre molto scherzoso ,prendimi per come sono :D

no mi spiace ma il microspopio elettronico a scansione a raggi x non ce l'ho :(
 
ma fra figurati non me la sto mica prendendo, anzi ti ringrazio molto per la tua partecipazione! La tensione non è in dispensabile conoscerla dal momento in cui ti dico la corrente, in quanto dipenderà dalla caduta che avrai ai capi della cella, nel mio caso in fase di carica parte da 0.95 per poi attestarsi su 1.145V, per iniziare potresti ad esempio partire da 12V con una resistenza in serie da 2200ohm in modo da limitare a 5mA la corrente, una celletta da 2-3cm quadri e vedi che succede, io ho sperimentato in un range che va da 1 a 20mA/cm, ma vedo che superando i 10mA il rame entra velocemente in soluzione, la carica migliore si è verificata a 1mA/cm.
 
ok perfetto, faro' l'esperimento seguendo alla lettera le tue informazioni :) Grazie a te per le info dettagliate , probabilmente ti rubero' il brevetto e poi sparisco in Jamaica . li mettero' su una azienda che produce pannelli solari a basso costo a base di Cu2O .... hahahaha :beer:

La stessa cosa faro' con uno dei tanti brevetti di zagami (pila a ricarica liquida) , tanto non penso abbia gia' il brevetto mondiale :bye1:
 
Anche se fosse Cu2O (ma?) non ha senso fare un accumulatore di carica o una pila di tal genere , quando hai a disposizione il rame che si ossida a CU++ aumentanto con lo stesso numero di atomi e quindi di peso totale il numero di Faraday o di coulomb e quindi in defininiva gli ampere disponibili ed ottenibili e quindi ancora i kWh/kg ottenibili. Si raddoppia in pratica la potenza ottenibile.
E' come avere una bici a due ruote ed usarne una sola.
Ma comunque io già una pila Daniel (o simile) a ricarica liquida l'ho già fabbricata e brevettata , ne ho discusso in altra sede.
Ma se non c'è nessuna ditta in Italia che voglia investire in questo campo siamo sempre al punto di partenza.
Le potenzialità de questa pila sono paragonabili alla pila al Litio, anzi è più sicura. Ritornare alle origini della scoperta della pila volta , rivista in chiave moderna è forse una soluzione percorribile.
Io i miei esperimenti li ho fatti all'epoca , i miei suggerimenti li ho dati in altra sede, anche troppi , me questi esperimenti rimangono nel cassetto .
 
Bè ragazzi pure io ho depositato un brevetto di una lampada a led per illuminazione piante studiata in modo da offrire i nm necessari alla corretta crescita, ma mai nessuno ho trovato disposto a investire, me le sono vendute per i fatti miei, una 50000 euro l'ho tirata su(e ma la sono anche già spesa)... e poi stop perchè sono arrivati i cinesi con le loro similitudini... qui mi sembra presto per parlare di brevetti, e credo sia l'ultimo dei problemi, perchè in tal caso i nomi dei depositari sarebbero tecnonick, Mr.Hyde e zagami, (non conosco i nomi reali...), ovviamente siamo noi a dibattere e lavorare su questo oggetto e questo stesso forum se pur non abbia alcuna valenza legale comunque è una prova. In ogni caso se ritenete che si possa migliorare fino a realizzare qualcosa di realmente funzionante e avete voglia di tutelarci e depositare al volo un primo brevetto per me va benissimo, tanto il costo è irrisorio e due pagine di descrizione bastano e avanzano.

mmm pila di Daniel a ricarica liquida, è si, il peso del solfato di zinco è inferiore a quello del solfato di rame, galleggia vero? si, principio che si potrebbe utilizzare, e meglio ancora se lo gelifichi come dicevo in un precedente post, il PVA ovvero poly vinyl alcohol, ha la proprietà di assorbirsi quasi ogni schifezza in cui lo immergi, per dare un vero e proprio polimero conduttivo, che già di suo è utilizzato in diverse celle a combustibile, come quella alcalina ad esempio, e anche nelle zinco-aria come interfaccia carbone-elettrolita (si parla del 2012, recente), quando gelifichi una soluzione con il pva questa rimane solida e conduttiva come prima, quindi è a tutti gli effetti possibile realizzare una pila/batteria flessibile, e vi dirò di più: volendo ad esempio realizzare una classica alcalina a film sottile e flessibile, la cosa è piuttosto semplice, al posto del PVA usando carbossimetilcellulosa sodica è possibile realizzare un elettrodo sia negativo che positivo mediante gelificazione indotta, ovvero se in una soluzione acquosa di carbo introduco un tensioattivo, della polvere di carbone (nero fumo) e altra polvere nanometrica di un ossido, quando do corrente accade che il tensioattivo ha intrappolato le molecole di carbone rendendole diciamo polarizzate, quelle dell'ossido lo sono già, in base al tipo di tensioattivo (ionico o non ionico) al polo positivo avrò un deposito gelificato dei due composti, le cui proporzioni dipendono dalla densità dei prodotti in soluzione, nonché dalla percentuale di carbo/acqua, una volta creatosi questo elettrodo, è possibile immergerlo in una soluzione alcalina senza più avere dissoluzione della carbo, l'elettrodo rimane li compatto contenente i due reagenti. Inoltre, la soluzione di partenza volendo può già essere un elettrolita alcalino, in modo da avere una miscela ossido-carbone-elettrolita-gel, pronto per l'utilizzo, flessibile e conduttivo (flessibile a patto che come substrato/elettrodo di deposito si utilizza un materiale flessibile, come ad esempio un foglio di grafite).

Scusate ancora, dimenticavo: non fatevi ingannare dal colore del Cu2O, in base alla cristallizazione può essere giallo, marrone, arancione, viola o rosso (alla vista ovviamente), ad esempio se lo producete mediante elettrolisi del rame in una soluzione di NaCl sarà giallo, mentre se lo fate mediante elettrolisi del rame in una soluzione a ph 7-8 di Cu(NO3)2 sarà rosso rubino o violaceo (dipende dalla corrente), quest'ultima soluzione permette il deposito su vetri ITO di stupendi cristalli ben visibili al microscopio 400x che paiono proprio dei piccoli rubini, e vi invito a provare perchè è veramente qualcosa di stupendo il deposito che si forma, senza contare che è a tutti gli effetti una cella solare monogiunzione, per vedere il funzionamento senza troppi sbattimenti immergete l'ITO in NaCl 30% con altro elettrodo in rame, mettete al sole e vedrete che bella sorpresa!
 
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Auguri per il brevetto.
Ma avere un brevetto è come avere oro ma non poterlo vendere. Uno può avere un sacco di oro ed essere povero in quanto nessuno ti da moneta in cambio o ti dicono che è oro falso.
Il problema è che una volta creato qualcosa questo deve essere prodotto in grandi quantità e messo sul mercato per essere venduto e trovare qualcuno anzi molte persone che acquistano questo tipo di pile.
Ma se non si hanno le capacità produttive per produrre molti esemplari e soldi da investire tutto il discorso decade.
Difficilmente un imprenditore acquisterebbe un brevetto da un privato e sganciare una lira, piuttosto lo copierebbe alla faccia sua.
Comunque lasciamo tutto questo come un hobby e divertiamoci.
 
Zaga ma nessuno ha le capacità per mettere in produzione ciò che brevetta, perchè chi deposita un brevetto nel 99% dei casi è gente come me come te, gente che si occupa di sperimentazione, non imprenditori... quando fai un brevetto poi ti devi rivolgere alle società che potrebbero fabbricare quel che hai brevettato, mostrando il prodotto e convincendoli che è qualcosa per cui ne vale la pena investire mostrando le differenze tra ciò che hai fatto tu e quello che c'è già in commercio, e se il/i titolare di questa società sarà interessato perchè ritiene che ci potrebbero essere buone prospettive per un commercio del prodotto allora o ti compra il brevetto e ti liquida con qualche migliaio di euro, oppure ti cede le quote delle vendite(più probabile la prima). Ipotizza che alla fine troviamo un modo di rendere stabile questo accumulatore e perfettamente funzionante, magari con una capacità anche di solo il 5% superiore ad una comune alcalina, già per questo è un prodotto appetibile, se poi ci metti che è un prodotto green (e lo è in quanto non conterrebbe nulla di tossico nocivo o cancerogeno) ecco che potrebbero arrivare anche dei finanziamenti statali... bo, lascio fare a voi, perchè io con le mie conoscenze di chimica purtroppo mi fermo qui, non posso andare oltre.
 
Zaga ma nessuno ha le capacità per mettere in produzione ciò che brevetta, perchè chi deposita un brevetto nel 99% dei casi è gente come me come te, gente che si occupa di sperimentazione, non imprenditori...

Be non credo sia cosi . Maggior parte dei brevetti sono le industrie a presentarli, perchè hanno l'interesse che la ditte concorrenti non lo imitano.
Molte volte le scoperte vengono fatte dai dipendenti di queste ditte , ma essendo dipendenti che vengono pagati dalle ditte non hanno nessun diritto sul brevetto, sono la ditte ad averne i benefici.
Purtroppo la legge attuale è cosi e non si incentiva in questo modo la ricerca le buona volontà del dipendente.
Un'altra cosa hanno fatto con l'ultima legge del 2008 sui brevetti , hanno complicato talmente la procedura peri brevetti, che uno si deve rivolgere per forza a specialisti del settore , con lievitazione dei costi (3000 -5000 euro , minimo brevetto italiano) , in modo tale da scoraggiare un semplice appassionato di investire in questo campo senza un ritorno economico.
Purtroppo le leggi sono fatte tutte a favore dei ricchi industriali.

Per inciso ho cercato di comprare PVE che avevi citato e la Carbossimetilcellulosa, che volevo provare per la mia batteria, ma non la trovo nei brico center. Dove potevo trovarlo ?
Saluti.
zag.
 
Ciao zag, che sia un dipendente, un privato, un universitario, sempre uno senza soldi è(si fa per dire ovviamente...), perchè per mettere in produzione altro che 5000 euro..... il problema non è brevettare (io ho pagato intorno ai 200 euro per il brevetto della lampada, e non ho avuto bisogno di nessuno che certificava nulla in quanto l'ho venduta come kit non assemblato, tu brevetti, poi se non funziona i problemi sono tuoi...), come ti dicevo e forse mi sono spiegato male, chi brevetta poi deve appoggiarsi appunto ad aziende o altri entri per produrre, proprio perchè l'industrializzazione di un prodotto e la messa in commercio comporta dei costi veramente notevoli quando si parla di chimica elettronica etc... nel caso di una batteria ovviamente le cose si complicano, perchè deve passare tutte le varie certificazioni. Non puoi trovare i due composti al brico, chi vuoi che li possa utilizzare.... sono entrambi innocui ma totalmente inutili se non per alcune applicazioni non troppo diffuse (distaccante nel caso del PVA e agglomerante alimentare e farmaceutico per la CARBO). Se mi dai l'indirizzo te ne mando un pò io dei due(un paio di bustine perchè ne ho poco di entrambi), la carbo la trovi da BARZAGHI srl, forse hanno anche il PVA, in ogni caso dovresti trovarli entrambi dove vendono materiali per restauri di quadri etc. Il PVA l'avevo preso su internet ma non ricordo in che sito.
 
sono entrambi innocui ma totalmente inutili se non per alcune applicazioni non troppo diffuse (distaccante nel caso del PVA e agglomerante alimentare e farmaceutico per la CARBO). Se mi dai l'indirizzo te ne mando un pò io dei due(un paio di bustine perchè ne ho poco di entrambi),

Ti ringrazio per i suggerimenti , vediamo se riesco a trovarli nelle mie vicinanze , altrimenti non ho nessuna difficoltà a comunicarti il mio indirizzo , anche perchè io scrivo con il mio vero cognome.
Ho trovato comunque altri addensanti come agar agar , cellulosa, colla vinilica, colla per parati, ma purtroppo in molti prodotti non viene specificata la composizione chimica.
Comunque sto provando con questi addensanti a fare una batteria al gel,un po concentrata tipo una batteria a secco, ma per il momento il problema è che la resistenza è un po elevata . Ma comunque cercherò di ovviare il problema.
La batteria che suggerisci tu non la vedo per il momento fattibile, ne conveniente, in quanto ti ho già detto che conviene usare il rame valenza 2 . E quindi dovrebbe essere sotto forma di sale e separando le due soluzioni elettrolitiche per evitare che reagiscano anche a batteria ferma.

Ipotizza che alla fine troviamo un modo di rendere stabile questo accumulatore e perfettamente funzionante, magari con una capacità anche di solo il 5% superiore ad una comune alcalina, già per questo è un prodotto appetibile, se poi ci metti che è un prodotto green

Sto pensando ad una sorta di pila gel molto concentrato per consentire una resa energetica maggiore di quella a liquido altro che 5% di quello che dicevi tu.
Ma credo si potrebbe arrivare a 150 Wh/kg.
Ma importante sono i cicli di ricarica che si possono ottenere (almeno 1000) e per questo ho bisogno di un gel stabile che non si alteri chimicamente.
 

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