Residui di Combustione (Pellet)


In questo periodo c'è una carenza incredibile di materia prima, stanno chiudendo molte grosse segherie, e nel pellet ci mettono di tutto, comprese partite rovinate di mais e cereali (12-13 euro a qle, quelle buone, potete immaginare quelle rovivate!!), ramaglie cippate (grosse quantita' di corteccia e terra, meglio silicio!), quindi anche per me è solo un problema di pellet. Per intenderci, è difficile trovarne di ottimo, tipo quello dell' inverno scorso, in cui gli impianti ritiravano solo segatura e scarti di legname di qualita' e quasi gratis (4 euro qle!).
Incredibile, cala il petrolio, aumenta il pellet, ed e pure incredibilmente scadente!!!! Il mondo alla rovescia!! Non vorrei ritrovarmi fra qualche mese a discutere di nuovo di caldaie a gasolio!!!!!!!!!!!!
 
scresan, non sò di che zona sei, ma nella mia non manca pellet, al solito prezzo e di qualità più che onesta. Triveneto
 
Friuli, ma credimi le cose stanno cambiando, sia per la quantita' che per la qualita'!
 
Ciao dr, per ora si stanno utilizzando le scorte dello scorso inverno!! Comunque, meglio se nella tua zona ancora abbonda. Non vorrei che la gente il prossimo anno riaccenda le vecchie caldaie a metano-gpl o gasolio visto l' andazzo dei prezzi!!!! Mi immagino il 2009 a discutere di quanto distanti devono essere gli elettrodi di accensione di una vecchia caldaia a gasolio rimessa in funzione.... sai che discussioni!!!!!
I prezzi da noi, sono sui 20 euro/qle, sia per il pellet che per i tronchetti!
 
Per quanto mi riguarda non credo proprio che tornerò ad usare metano o gasolio o gpl.
Ho una caldaia tatano 2203e che alimento con un mix composto da: pellet(45%), nocciolino(20%), mais(30%), cippato fine di abete(5%), e va che è uno spettacolo.
Ha.... dimenticavo che uso anche legna a ciocchi,sempre in dosi moderate,e allora......è un Super spettacolo!!!!!
Sono tre inverni che funziona alla grande,certo i primi momenti non nego che ho "tribulato"un pò per le regolazioni,ma trovato i parametri giusti per il mio mix.....chi la ferma più!
Per quanto riguarda i costi,il mix che uso mi costa intorno ai 15 euro al ql.,o meglo fino all'anno scorso 15,ma quest'anno mi costa 10 euro ql.,questo perche cerco sempre di arrivare nel posto giusto al momento giusto e strappare il prezzo più basso,il mais per esempio.....quest'anno l'ho pagato 4 euro al ql.,era una partita "rovinata" come dice scresan,ma sarà rovinata per chi lo deve vendere per alimentazione, non certo per chi lo brucia.Il pellet ho cercato sempre di "mediarlo",e ques'anno sono arrivato ad avere scorte per 3 anni alla media di 13 euro ql.
Certo bisogna anche essere fortunati di trovarsi in una zona che ti offre le opportunita di tutto questo.
Chiudo col dire che non nego che per ottenere tutto questo e il dover far funzionare una caldaia onnivora sia "rilassante".........ma sono sempre dell'idea che un pò di moto tiene il fisico e la mente sani!!!!!
Se invece l'unico movimento che si è disposti a fare (2 volte all'anno) è schiacciare un bottone per accendere e spegnere la caldaia a metano,gasolio,gpl...........accomodatevi pure,ma poi non lamentatevi delle bollette!!!!!

un saluto, Roberto
 
Beato te Roberto!
ma giusto per restare in tema, perché per stare un po tranquilli bisogna "tribolare" tanto?
Le istruzioni per l'uso che vengono fornite dai costruttori delle caldaie e dai produttori di pellet, non dovrebbero essere (quando ci sono!!) più complete e precise?
Perchè i settaggi della centralina di comando sono di fatto segretate a solo uso dei tecnici mentre l'utente deve scervellarsi per capire come far funzionare al meglio una cosa che ha pagato?:cry:
 
Ehh..Ehh era una provocazione!!! Inoltre il mais non puo' tenere con un prezzo così basso. Vedremo l'anno prossimo, quando in italia ci saranno produzioni dimezzate di cereali, causa costi esorbitanti del seme e dei concimi (aumenti del 30 % dei primi, 400 % dei secondi!!), le segherie e ti parlo del triangolo della sedia, che chiudono (ormai anche quelle storiche con 50 anni di vita!) ed i costi dell' energia (da petrolio) ridimensionati!
Comunque concordo, chi non ha testa ha gambe!!!
 
Beato te Roberto!
ma giusto per restare in tema, perché per stare un po tranquilli bisogna "tribolare" tanto?
Le istruzioni per l'uso che vengono fornite dai costruttori delle caldaie e dai produttori di pellet, non dovrebbero essere (quando ci sono!!) più complete e precise?
Perchè i settaggi della centralina di comando sono di fatto segretate a solo uso dei tecnici mentre l'utente deve scervellarsi per capire come far funzionare al meglio una cosa che ha pagato?:cry:

Io parlo della mia esperienza con una caldaia onnivora.
Come giustamente sottolinea DR nel post del 02-01-2009 le caldaie come la mia "mangiano" di tutto senza problemi,anche prodotti non necessariamente di ottima fattura,basta "tribolare" un pò per trovare i parametri giusti e poi.....cominci a goderti il calduccio.
Sicuramente i costruttori fanno il possibile per mettere il futuro compratore in grado di sfruttare al meglio la loro "creatura". Purtroppo secondo mè ci sono troppe variabili (qualità dei prodotti,umidità degli stessi,condizioni meteo ecc. ecc. ecc.) che influenzano il buon funzionamento teoricamente prospettato dai loro costruttori .
Ecco perchè,sono sempre più convinto che più semplici sono e meno problemi Ti daranno in futuro.
Sono sicuro che DR anche se non lo conosco di persona ma solo leggendo i suoi post sarà in grado di risolverti/ci tanti problemi.
Un saluto Roberto
 
anton&llo, parti col piede e da presupposti sbagliati.
non esiste nessuna regolazione standard, e se un tecnico ti dirà ciò, vuol dire che non sà fare il suo lavoro.
ogni combustibile, ogni impianto, ogni caldaia... è un caso a sè, che và regolato a puntino.
solo che a farlo..... sono in pochi.
ciao
 
anton&llo, parti col piede e da presupposti sbagliati.
non esiste nessuna regolazione standard, e se un tecnico ti dirà ciò, vuol dire che non sà fare il suo lavoro.
ogni combustibile, ogni impianto, ogni caldaia... è un caso a sè, che và regolato a puntino.
solo che a farlo..... sono in pochi.
ciao

Certo che sono in pochi! sono gli unici che hanno i parametri e sanno da dove modificarli per intervenire sulla centralina.
Non parlo solo dei valori "Standard" (che se sei fortunato sono quelli preimpostati sulla stufa nuova, ma non sempre), che in genere vanno bene per l'utilizzo standard (appundo!). Ma credo che insieme alla caldaia ci dovrebbe essere un manuale tecnico molto più ampio e in grado di risolvere i più svariati problemi e dare indicazioni, ma anche maggiori controlli, su come ottimizzare il tutto nelle situazioni piu disparate.
Un esempio: molti anni fa se acquistavi un'automobile ti davano il "Libretto uso e Manutenzione", allora era un vero e proprio manuale dove si riportavano tante cose,anche, ne ho uno sottomano, le foto delle candele incrostate e la descrizione del fenomeno e su cosa si doveva intervenire. Oggi lo stesso libretto riporta solo come si aprono le portiere, come si abbassano i vetri e scioccezze simili. Per ogni funzionamento anomalo si rimanda all'assistenza. Capisco bene il discorso "economico" e il marketing sfrenato, ma un minimo di considerazione verso i clienti non guasta.
Non voglio certo innescare polemiche e ringrazio tutti per aver modo di discuterne, ma dare la possibilita a chi lo crede, di autogestisri quello che ha comprato, forse non sconvolge il mercato e da certamente più fiducia verso il costruttore/venditore.
 
anton&llo, non ti dò torto. Moltissimi venditori non sono assolutamente preparati, come neppure moltissimi tecnici lo sono.
Io da utente, sono prima diventato appassionato, per poi diventare "tecnico" (si fa per dire, non mi ritengo assolutamente tale, ma solo fortunato che riesco a capire le caldaie).
Oggi, qui nel forum, stò cercando di aiutare nel settaggio molte persone, anche se hanno caldaie di marche diverse da quella che tratto io. Quindi, anche se non conosco i dati "segreti" (come dici tu) delle altre ditte, ragionandoci sù riesco a regolarle lo stesso.
Quindi, concordo con te nel dover "rompere le scatole" a quelle ditte che non supportano la vendita con una buona regolazione o non aiutano l'utente finale a capire il funzionamento della caldaia.
Ma non generalizziamo, per favore......
 
DrNordEst, mi fa piacere che concordi e ti assicuro che non è mia intenzione di generalizzare, almeno con i tecnici (discorso diverso per le ditte che vanno tenute sotto "pressione").
Qui (Calabria) le cose sono molto diverse, oltre al clima che almeno in pianura arriva solo raramente verso i zero gradi, i venditori non sanno neanche di cosa parlano e tecnici preparati sono delle mosche bianche. Per cui ogni cosa fa buon brodo, con poco interesse verso rendimenti ed ottimizzazione.
Io ho una discreta conoscenza della termotecnica, ma le stufe non sono assolutamente il mio campo. Da poco ho acquistato una 10 kw (con cui riesco a riscaldare benissimo un locale di 70/80m2) da un amico rivenditore che me ne ha regalato altre due usate, graffiate e mancanti di alcuni pezzi. Lui si è ripulito il magazzino ed io mi ci diverto a fare esperimenti tanto che ne ho messo in funzione già una, e presto qualche regolazione la passerò a quella nuova.
Ora a parte che mi ci diverto, la mancanza di un buon manuale sulla gestione della centralina mi fa rimanere molto scontento sia da hobbysta ma principalmente da cliente, per cui non spenderò mai due parole di elogio verso la casa costruttrice.
Piuttosto lo faccio verso il bel mondo dei tanti forumisti, che si prodigano a condividere le proprie esperienze.
:beer:
 
residui combustione

residui combustione

Salve a Tutti, buon anno ai nuovi e a coloro i quali non ho avuto occasione.

Io riguardo i residui rimango della mia opinione:
Max sfruttam del combustibile = alta temperatura di combust.=rischio di fusione dei sali(e di altro)contenuti nei combustibili.
Cmq., in quanto fermo nella mia opinione rimando( per opinioni eventuali sulla mia opinione! ) al link che ho già postato:http://www.pellet-italia.com/doc/clinker.pdf.
Per quanto riguarda il diminuire la temp. fumi, posso variarla "scarburando" la combustione o variando il prelievo di calore durante lo scambio fumi-acqua.
Sarebbe un'escamotage per evitare il maggiore dei mali: danni al sitema di alimentaz.combustib.
L'altro male POTREBBE essere i maggiori consumi.
Il klinker non dipende dallo scambio di calore acqua-fumi.
Sono due cicli diversi (uno:combustione;due scambio di calore)

Fate vobis.

s.girardi
 
Perchè non apriamo a tal proposito una discussione tipo evoluzione della fiamma in una caldaia: reazioni termochimiche e tempi!!!!

Inizio io, da ignorante del settore ad indicare il percorso... poi vediamo...

Credo che la combustione (fiamma ) sia la reazione violenta del combustibile (legna-->carbonio + idrogeno) e del comburente (aria--->ossigeno) che avviene quando i due componebti s'incontrano ad una certa temperatura di reazione.

Nelle caldaie piu' evolute questo avviene in due o piu' fasi, con lo scopo di ossidare il piu' possibile il carbonio presente, e ottenere il piu' possibile co2 e h2o e n, a scapito del monossido (co) e dei nox (scuate i termini caserecci).

La prima fase detta combustione primaria alimentata da aria fredda primaria, che raggiunge i 300-400 gradi, ed una seconda fase (di solito in un braciere in ceramica, nella parte piu' alta della fiamma ) alimentata da aria secondaria surriscaldata dalla reazione primaria e puo' raggiungere i 1200 gradi.

La quantita' di aria primaria e secondaria sono dei valori (credo si dica così!) stechiometrici, cioè molto precisi alla fine della reazione stessa.

Il metodo migliore per regolare tali quantitaì daria è la sonda lambda, che riesce a determinare la presenza piu' o meno di ossigeno nei gas di scarico della combustione, in tal modo va ad indicare alla centralina se aumentare l' aria o diminuirla, continuamente...

Questa la teoria, chiedo scusa se ho scritto delle cavolate, in caso correggetemi.

Ora il problema dei piccoli bracieri delle stufe è che le due reazioni avvengono praticamente la prima sul fondo del crogiolo, e la seconda nella parte alta dello stesso, ed è praticamente impossibile distinguerle quindi i sali, invece che vaporizzarsi e disperdersi su una vasta superficie (camera di postcombustione separata dalla camera principale) si fondono continuamente nella parte alta del braciere e col passare del tempo, vanno a formare una crosta che va ad ostruire alcuni fori del braciere quindi malfunzionamento etc..

vi chiedo quali siano teoricamente le temperatura, il nome esatto delle fasi di combustione, le quantita' d' aria teoriche etc

a voi il proseguo del post per gli approfondimenti!!! Ciao e grazie !!!
 
Come domanda non è male, solo che per rispondere bisognerebbe almeno fare un corso di laurea e tre stage “tosti” :)
Scherzo, ma non tanto .., in effetti il ciclo di una combustione è abbastanza semplice; il legno e quindi i pellet sono composti principalmente da Carbone 50%, (H)idrogeno 6%, Ossigeno 42%, acqua (15% legna secca 5?/8% pellet), (N)azoto 1% + e altro cose come i tannini, resine e polimeri che consideriamo, per renderci la vita più facile, che non prendono parte alla combustione.
Una vota innescata la reazione con l’ossigeno il tutto brucia con gran formazione di calore trasformando il tutto in CO2 e semplice acqua, ovvero H2O. Almeno questo è quello che nei laboratori di tutto il mondo si cerca di avere, ma che non si ottiene mai a causa principalmente di quella piccola percentuale di elementi che vogliono per tutti i costi partecipare alla festa, e che, nella realtà quotidiana, come tutti gli ospiti indesiderati mangiano a sbafo e lasciano tutto sporco. Basta una piccola variazione di ossigeno o semplicemente delle temperature che si crea anche NO, NO2 ed anche le piccole quantità di (S)zolfo assorbono ossigeno e diventano SO2 ed SO3 peggiorando ulteriormente le cose con il rilascio di residui maleodoranti e nocivi all’uomo alla combustione e al nostro apparecchio termico. La quantità di ossigeno è quindi di principale importanza, ma quanto ne serve? Se bruciamo un gas le cose sono estremamente semplici (si fa per dire) e il caro Avogadro ci ricorda che esiste proporzionalità diretta tra il numero di molecole e il volume, quindi si fa presto a rispettare i valori stechiometrici, con legno o pellet le cose si complicano ulteriormente e se ci fidiamo dei nostri calcoli otteniamo solo valori indicativi come lo stesso nome li indica, aria teorica di combustione, che è circa 5m3 per ogni kg di legna. Che certamente non basta a far si che il legno duro e cocciuto si mescoli con il poco l’ossigeno contenuto nell’aria che deve dare un apporto di almeno il 60% di più. Adesso il fuoco arde ma i fastidiosi invitati richiedono più ossigeno per eclissarsi e questo porta inevitabilmente ad un iniziale aumento della temperatura con successivo abbassamento della stessa che se non controllato, rischia di spegnere il tutto. E’ evidente infatti, che si soffia sul fuoco per accenderlo e sul fiammifero per spegnerlo.:rolleyes:
Perdonatemi il tono un po’ ironico, è la Befana, ma dopo anni di smoccoli per combattere la più remissiva benzina, con il pellet ho il diritto di stare più allegro, almeno spero, Ciao
.
 
ok, antonello, ancora teoria, sicuramente piu' precisa della mia!!! Ma teoricamente, come va distribuita l' aria primaria e quella secondaria, in che proporzioni?? (te lo chiedo perchè non ho la minima idea!!)... la combustione unica nel crogiolo è un vantaggio solo economico, oppure conviene prima diciamo gassificare poi bruciare il gasogeno formatosi..
la mia analisi del problema crosta nel crogiolo potrebbe essere teoricamente valida?

Ricordo ancora una regola pratica, applicata alle caldaie di una famosa ditta austriaca che ho visitato, che riguardava anche i tempi di combustione della stessa fiamma, la sua lunghezza, il tempo di percorrenza nei tubolatori, etc, ma non ricordo qual' era.. puoi illuminarci (spero di non aver scritto cavolate, altrimenti correggetemi!!). Ciao alla prossima scheda tecnica!!!!!!!!!!!!
 
In una normale combustione, libera, non si produce solo CO2 ma verso l'estremità della fiamma si forma del nocivo CO che oltre ad essere velenoso sottrae anche del calore.
Per aumentare il rendimento e/o ridurre le le emissioni di CO, molte macchine termiche come per esempio i termocamini (non tutti..) creano una seconda combustione ossigenando ulteriormente il monossido di carbonio (CO +O >>> CO2 + c°), soffiando aria nella zona di massima concentrazione ottenendo una seconda combustione con indubbi vandaggi. Unica condizione che l'aria deve arrivare ad alta temperatura per poter innescare la reazione col CO e per far ciò si usa farla passare in un fascio tubiero riscaldato dalla combustione primaria.
Nelle stufe a pellet non dovrebbe essere (uso il condizionale) necessario, perchè le stesse hanno una superfice molto ridotta e l'aria soffiata su di esse (nelle condizioni ottimali) è sufficente per una corretta combustione.
La tua analisi precedente e abbastanza esatta a parte l'elevata temperatura di 1200c° della post combustione che mi pare eccessiva (e che comunque sto cercando di quantificare anche io). Inoltre sulla fusione dei sali e quindi della produzione di clinker, non so essere preciso (infatti lo chiedevo), quello da me rivelato potrebbe però non essere del clinker, sto cercando di capire in quale fase si forma.
La regola pratica che accenni mi ricorda gli esperimenti col becco bunsen che danno insieme al colore della fiamma delle ottime informazioni ma che dipendono da molte variabili e solo con una buona esperienza si riesce ad avere dei riscontri buoni.
 
Perchè non apriamo a tal proposito una discussione tipo evoluzione della fiamma in una caldaia: reazioni termochimiche e tempi!!!!

Inizio io, da ignorante del settore ad indicare il percorso... poi vediamo...

Sono daccordo con te, la trovo una discussione molto interessante.
Sto cercando di documentarmi......

Saluti :bye1:
 
Dai, facciamo un bel triangolo di Ostwald per determinare il coefficente di eccesso d'aria in combustione incompleta, e con il diagramma di Rosin si trova la temperatura teorica di combustione.:cry:

Auguri.

Daniel.
 

ULTIMI MESSAGGI

Sezioni in Evidenza

Fotovoltaico Aspetti Tecnici, Bancari e Legislazione Isolamento, insuflaggi e Cappotti Tecniche e materiali per l'efficienza termica Riscaldamento e Raffrescamento Soluzioni a Legna, Pellet e Pompe di Calore Ossidroelettrico La nuova fonte di energia dall'infrarosso

I nostri Social

Indietro
Top Bottom