Ciao a tutti ed un ringraziamento particolare a chi ha contribuito a far diventare il forum un punto di riferimento per noi appassionati di energie alternative mantenendo sempre altissimo il livello degli argomenti trattati.
Avrei un quesito da porvi prima di compiere azioni irreparabili. Sul finire degli anni ‘60 mio padre ha acquistato una caldaia “marina” (dovrebbe essere del tipo a giri di fumo) che ha funzionato - a gasolio - solamente per POCHE ORE (praticamente è stato solamente testato l’impianto!) e poi, causa trasferimento altrove, è rimasta del tutto inutilizzata sino ad oggi.
Si tratta davvero un bellissimo esempio di qualità costruttiva; la caldaia è estremamente robusta e quindi mi seccherebbe alquanto doverla demolire o peggio averla demolita inutilmente.
Nei prossimi giorni mi accingo a rivedere l’intero fabbricato in cui mi trasferirò (un ritorno alle origini) e, prima di prendere ogni decisione, vorrei sapere da voi, molto più esperti di me, se la caldaia in questione è in qualche modo convertibile a biomassa (in particolare legno), eventualmente con quali strumenti e con quale combustibile naturale.
Pensavo di mettere un “caricatore” (perdonatemi il termine) al posto del bruciatore (unico pezzo sicuramente fuori uso) per un sistema di carica del materiale da bruciare automatizzato essendo il locale caldaia piuttosto grande e non avendo problemi di spazio (salvo che in altezza).
La caldaia si trova in una zona di montagna (1000 m) ho a disposizione una grande quantità di legna da ardere, un discreto quantitativo di gasolio ed una segheria a pochi metri di distanza. La mia intenzione era quella di eliminare tutto il gasolio rimasto e la legna che nel corso degli anni ho accatastato.
Pensavo di utilizzare la caldaia marina anche per aiutare il riscaldamento che comunque realizzerò (legna+caldaia a condensazione, spero con un uso di emergenza).
Nel caso la sua conversione non sia tecnicamente possibile, gradirei comunque consigli su come procedere alla demolizione… (sigh) si tratta di una struttura piuttosto imponente…il peso probabilmente supererà i 3 quintali ed intera non posso neppure pensare di portarla fuori.
Fiamma ossidrica o altro?
Grazie a chi mi risponderà…eventualmente posso allegare il volantino dell’epoca (bellissimo anni ‘60) che ho recuperato e che non ho messo a disposizione perché non vorrei comunque fare pubblicità indiretta sul forum di una azienda che esiste tuttora…
P.S.: Chiedo venia se per caso ho sbagliato sezione
Avrei un quesito da porvi prima di compiere azioni irreparabili. Sul finire degli anni ‘60 mio padre ha acquistato una caldaia “marina” (dovrebbe essere del tipo a giri di fumo) che ha funzionato - a gasolio - solamente per POCHE ORE (praticamente è stato solamente testato l’impianto!) e poi, causa trasferimento altrove, è rimasta del tutto inutilizzata sino ad oggi.
Si tratta davvero un bellissimo esempio di qualità costruttiva; la caldaia è estremamente robusta e quindi mi seccherebbe alquanto doverla demolire o peggio averla demolita inutilmente.
Nei prossimi giorni mi accingo a rivedere l’intero fabbricato in cui mi trasferirò (un ritorno alle origini) e, prima di prendere ogni decisione, vorrei sapere da voi, molto più esperti di me, se la caldaia in questione è in qualche modo convertibile a biomassa (in particolare legno), eventualmente con quali strumenti e con quale combustibile naturale.
Pensavo di mettere un “caricatore” (perdonatemi il termine) al posto del bruciatore (unico pezzo sicuramente fuori uso) per un sistema di carica del materiale da bruciare automatizzato essendo il locale caldaia piuttosto grande e non avendo problemi di spazio (salvo che in altezza).
La caldaia si trova in una zona di montagna (1000 m) ho a disposizione una grande quantità di legna da ardere, un discreto quantitativo di gasolio ed una segheria a pochi metri di distanza. La mia intenzione era quella di eliminare tutto il gasolio rimasto e la legna che nel corso degli anni ho accatastato.
Pensavo di utilizzare la caldaia marina anche per aiutare il riscaldamento che comunque realizzerò (legna+caldaia a condensazione, spero con un uso di emergenza).
Nel caso la sua conversione non sia tecnicamente possibile, gradirei comunque consigli su come procedere alla demolizione… (sigh) si tratta di una struttura piuttosto imponente…il peso probabilmente supererà i 3 quintali ed intera non posso neppure pensare di portarla fuori.
Fiamma ossidrica o altro?
Grazie a chi mi risponderà…eventualmente posso allegare il volantino dell’epoca (bellissimo anni ‘60) che ho recuperato e che non ho messo a disposizione perché non vorrei comunque fare pubblicità indiretta sul forum di una azienda che esiste tuttora…
P.S.: Chiedo venia se per caso ho sbagliato sezione