Ho sentito un gentile informatore in loco e mi dice che le cose continuano come le avevo viste di persona
Ovvio che solo una bella piena cattiva (e magari un'altra autunnale con foglie in abbondanza) potrà chiarire la questione
Visto che la neve costringe in casa, lavoro un po' di fantasia (forse faccio male, potrebbe portare sfortuna)
Ragiono non in termini concreti, non tenendo conto della normativa in essere, non valutando le briglie a disposizione, non mettendomi nell’ottica di chi vuole un investimento redditizio, ma di chi dovrebbe occuparsi della cosa pubblica e che come priorità dovrebbe avere la difesa del territorio dalle inondazioni e l’ecologia ambientale. Cerco cioè di ragionare facendo *tabula rasa* delle incrostazioni di una gestione pubblica fin qui sicuramente deficitaria.
Supponiamo di avere sottomano un fiumiciattolo cattivo come quelli che attraversano Genova (ma anche quelli dell’Emilia ogni tanto combinano robe analoghe). Se il tratto montano-collinare fosse tutto fittamente terrazzato, la velocità di deflusso verrebbe rallentata e il tratto di pianura avrebbe più tempo per far defluire le piene. Diciamo allora che non appena il livello del fiume cala di 2 metri si potrebbe costruire una briglia alta 1,6 metri (non so se la pendenza residua è sufficiente, ma è solo per esemplificare). Ipotizzo 1,6 per non alzare troppo il fondo del fiume e per immaginare degli impianti poco problematici (anche se ovviamente un più costosi).
In tal caso se il dislivello complessivo fosse di 300 metri (salti esistenti esclusi) si dovrebbero costruire 150 briglie: una bella spesa! Ma si potrebbe concedere ai privati l’uso di un tratto di fiume a patto che ci pensino loro a fare le briglie. Certo l’incentivo di 0,22 è un peso per la società, ma anche le alluvioni, come il petrolio, la salulte, le guerre per l'energia eccetera.
Faccio una ipotesi basata su di uno studio (serio) fatto per un piccolo torrente emiliano: volume massimo che conviene derivare 2 mc/s – medio annuale 0,72 - DMV 0,19 inoltre, osservando la curva delle portate, parrebbe che il DMV, se macinato, sarebbe utilizzabile per 260 gg, quindi la media annuale diventerebbe 0,19/365x260=0,13+0,72=0,85 nell’ipotesi ruote.
Interpolando dai miei test, le ruote dovrebbero avere un diametro di 1,35 x 18 metri di lunghezza complessiva, essere lunghe 3 metri ciascuna e montate in 2 gruppi di 3 ruote: 9 metri a destra e 9 a sinistra, una fila un po' più bassa dell'altra in modo da escludere uno dei gruppi quando l’acqua non basta per entrambi, garantendo così un buon rendimento (il 65% complessivo sul diametro ruota) anche con le basse portate.
Supponiamo di concedere a Tizio 400 metri di fiume che abbia un 2% di pendenza, a patto che realizzi le 4 brigliette alte 1,6 metri e con gaveta di almeno 20 metri dove potrà piazzare le sue ruote (i 20 metri sembrano spesso disponibili e in caso di necessità si può scavare un po’ ai fianchi). Trattandosi di piccole potenze non dovrebbe servire una cabina a bordo fiume per il generatore, si potrebbe invece ricavare un vano sopraelevato e ben chiuso nella spalla della briglia. La briglia potrebbe essere fatta prevalentemente *a scogliera*

sfruttando il telaio della ruota e il cemento di fondazione del telaio. A occhio e croce sono 70 mc di cemento armato x 200 euro = 14.000 + 6.000 per scavi e sistemazione massi? Abbiamo poi 18 metri di ruota che costano (interpolando dal preventivo a disposizione) circa 14.000 euro, stimo 12.000 per telai e griglie, diciamo 4000 per alberi, cuscinetti e giunti, altri 10.000 per 2 coppie moltiplicatore-alternatore (potenza massima, stando sul sicuro 1x1,35x9,81x0,90=12 kW ciascuno) più 10.000 per 2 inverter (da 10 kW) e saremmo a 70.000 in totale, x 4 briglie = 280.000. Mancano ancora i costi comuni per l’allacciamento, per la burocrazia e per le varie: diciamo 80.000? Arriveremmo a 360.000 per una potenza max di 2x(4x1,35)x9,81x0,65=68,8 kW, poco più di 5000 euro/kW
(e credo che se si facessero molti impianti standardizzati questo costo si potrebbe comprimere parecchio).
Comunque è un conteggio grossolano da verificare attentamente, ma non dovrebbe essere troppo sballato. Però sulla parte elettrica io sono assai poco informato. Ho supposto possibile l’accoppiata asincrono+inverter per consentire il massimo di variabilità delle portate utilizzabili. Ho immaginato dei quadri elettrici poco raffinati, sul tipo di quelli fotovoltaici da casa, però forse occorre qualcosa per frenare la ruota in caso di distacco dalla rete, non tanto per problemi meccanici (i giri aumentano solo del 50%) quanto per evitare picchi di coppia al reinnesto. Sarei poi curioso di sapere perché non basta l’omologazione dell’inverter per essere ok con tutti (e magari così poter usare il mio PGM casalingo che rende il 93% da 50 rpm in su e costa poco invece di usare un generatore omologato).
Produzione: 0,85x(1,35x4)x9,81=45x365x24=394.000x0,65=256.000 kWh annue. Però è probabile che durante le piene le ruote siano danneggiate (più delle coclee) dalle variazioni di livello e dalle turbolenze. Un giorno a piena produzione vale 2x(1,35x4)x9,81=105x24=2540x0,65=1.650 kWh, supponendo di perdere 15 gg bisogna togliere 26.000, quindi restano 230.000 kWh annui, abbiamo quindi un rapporto costo/kWh annui di 1,56 (360/230)
Ricavo lordo annuo (x0,22) =50. 000 (1/7 del costo) Ricavo netto? ……………… COME STIMARLO?
Usando le Coclee si dovrebbe lasciare il DMV nel fiume, ma il salto e il rendimento sarebbero migliori: 0,72x(1,6x4)x9,81=45 kW x365x24=394.000x0,75=297.000 kWh annui. Togliamo 5 gg per le piene 2x(1,6x4)x9,81=125x24=3.000x0,75=2.250 kWh x5=11.000 Restano 286.000 kWh annui: la coclea sarebbe più conveniente se costasse meno di 286.000x1,56= 446.000. Quale sarà il costo di 2 coclee? (credo eccessivo il salto di 6,4 per una sola).
2 mc/s, salto 3,2 + canale 400 metri (mi risulterebbero 500.000 per una coclea da max 100 kW senza canale)
Però, se anche le coclee risultassero più convenienti, è improbabile che sarebbe ben visto mettere quasi a secco 400 metri di fiume. Certamente non sarebbe concesso per tutto il corso del fiume, mentre non vedrei problemi con le ruote che così vincerebbero almeno quanto a producibilità complessiva del fiume.
NB. Ho ragionato prescindendo dalle regole in essere. Ma forse, si potrebbe tentare di chiedere anche oggi che le 4 briglie costituiscano un sol impianto (con potenza nominale di 45 kW, perciò al di sotto del limite attuale per sfuggire ai *registri*). Addirittura chiedendo di considerare distinti i due impianti ai due lati del fiume (fisicamente lo sarebbero) si potrebbe raddoppiare le dimensioni.
Ovvio che solo una bella piena cattiva (e magari un'altra autunnale con foglie in abbondanza) potrà chiarire la questione
Visto che la neve costringe in casa, lavoro un po' di fantasia (forse faccio male, potrebbe portare sfortuna)
Ragiono non in termini concreti, non tenendo conto della normativa in essere, non valutando le briglie a disposizione, non mettendomi nell’ottica di chi vuole un investimento redditizio, ma di chi dovrebbe occuparsi della cosa pubblica e che come priorità dovrebbe avere la difesa del territorio dalle inondazioni e l’ecologia ambientale. Cerco cioè di ragionare facendo *tabula rasa* delle incrostazioni di una gestione pubblica fin qui sicuramente deficitaria.
Supponiamo di avere sottomano un fiumiciattolo cattivo come quelli che attraversano Genova (ma anche quelli dell’Emilia ogni tanto combinano robe analoghe). Se il tratto montano-collinare fosse tutto fittamente terrazzato, la velocità di deflusso verrebbe rallentata e il tratto di pianura avrebbe più tempo per far defluire le piene. Diciamo allora che non appena il livello del fiume cala di 2 metri si potrebbe costruire una briglia alta 1,6 metri (non so se la pendenza residua è sufficiente, ma è solo per esemplificare). Ipotizzo 1,6 per non alzare troppo il fondo del fiume e per immaginare degli impianti poco problematici (anche se ovviamente un più costosi).
In tal caso se il dislivello complessivo fosse di 300 metri (salti esistenti esclusi) si dovrebbero costruire 150 briglie: una bella spesa! Ma si potrebbe concedere ai privati l’uso di un tratto di fiume a patto che ci pensino loro a fare le briglie. Certo l’incentivo di 0,22 è un peso per la società, ma anche le alluvioni, come il petrolio, la salulte, le guerre per l'energia eccetera.
Faccio una ipotesi basata su di uno studio (serio) fatto per un piccolo torrente emiliano: volume massimo che conviene derivare 2 mc/s – medio annuale 0,72 - DMV 0,19 inoltre, osservando la curva delle portate, parrebbe che il DMV, se macinato, sarebbe utilizzabile per 260 gg, quindi la media annuale diventerebbe 0,19/365x260=0,13+0,72=0,85 nell’ipotesi ruote.
Interpolando dai miei test, le ruote dovrebbero avere un diametro di 1,35 x 18 metri di lunghezza complessiva, essere lunghe 3 metri ciascuna e montate in 2 gruppi di 3 ruote: 9 metri a destra e 9 a sinistra, una fila un po' più bassa dell'altra in modo da escludere uno dei gruppi quando l’acqua non basta per entrambi, garantendo così un buon rendimento (il 65% complessivo sul diametro ruota) anche con le basse portate.
Supponiamo di concedere a Tizio 400 metri di fiume che abbia un 2% di pendenza, a patto che realizzi le 4 brigliette alte 1,6 metri e con gaveta di almeno 20 metri dove potrà piazzare le sue ruote (i 20 metri sembrano spesso disponibili e in caso di necessità si può scavare un po’ ai fianchi). Trattandosi di piccole potenze non dovrebbe servire una cabina a bordo fiume per il generatore, si potrebbe invece ricavare un vano sopraelevato e ben chiuso nella spalla della briglia. La briglia potrebbe essere fatta prevalentemente *a scogliera*

sfruttando il telaio della ruota e il cemento di fondazione del telaio. A occhio e croce sono 70 mc di cemento armato x 200 euro = 14.000 + 6.000 per scavi e sistemazione massi? Abbiamo poi 18 metri di ruota che costano (interpolando dal preventivo a disposizione) circa 14.000 euro, stimo 12.000 per telai e griglie, diciamo 4000 per alberi, cuscinetti e giunti, altri 10.000 per 2 coppie moltiplicatore-alternatore (potenza massima, stando sul sicuro 1x1,35x9,81x0,90=12 kW ciascuno) più 10.000 per 2 inverter (da 10 kW) e saremmo a 70.000 in totale, x 4 briglie = 280.000. Mancano ancora i costi comuni per l’allacciamento, per la burocrazia e per le varie: diciamo 80.000? Arriveremmo a 360.000 per una potenza max di 2x(4x1,35)x9,81x0,65=68,8 kW, poco più di 5000 euro/kW
(e credo che se si facessero molti impianti standardizzati questo costo si potrebbe comprimere parecchio).
Comunque è un conteggio grossolano da verificare attentamente, ma non dovrebbe essere troppo sballato. Però sulla parte elettrica io sono assai poco informato. Ho supposto possibile l’accoppiata asincrono+inverter per consentire il massimo di variabilità delle portate utilizzabili. Ho immaginato dei quadri elettrici poco raffinati, sul tipo di quelli fotovoltaici da casa, però forse occorre qualcosa per frenare la ruota in caso di distacco dalla rete, non tanto per problemi meccanici (i giri aumentano solo del 50%) quanto per evitare picchi di coppia al reinnesto. Sarei poi curioso di sapere perché non basta l’omologazione dell’inverter per essere ok con tutti (e magari così poter usare il mio PGM casalingo che rende il 93% da 50 rpm in su e costa poco invece di usare un generatore omologato).
Produzione: 0,85x(1,35x4)x9,81=45x365x24=394.000x0,65=256.000 kWh annue. Però è probabile che durante le piene le ruote siano danneggiate (più delle coclee) dalle variazioni di livello e dalle turbolenze. Un giorno a piena produzione vale 2x(1,35x4)x9,81=105x24=2540x0,65=1.650 kWh, supponendo di perdere 15 gg bisogna togliere 26.000, quindi restano 230.000 kWh annui, abbiamo quindi un rapporto costo/kWh annui di 1,56 (360/230)
Ricavo lordo annuo (x0,22) =50. 000 (1/7 del costo) Ricavo netto? ……………… COME STIMARLO?
Usando le Coclee si dovrebbe lasciare il DMV nel fiume, ma il salto e il rendimento sarebbero migliori: 0,72x(1,6x4)x9,81=45 kW x365x24=394.000x0,75=297.000 kWh annui. Togliamo 5 gg per le piene 2x(1,6x4)x9,81=125x24=3.000x0,75=2.250 kWh x5=11.000 Restano 286.000 kWh annui: la coclea sarebbe più conveniente se costasse meno di 286.000x1,56= 446.000. Quale sarà il costo di 2 coclee? (credo eccessivo il salto di 6,4 per una sola).
2 mc/s, salto 3,2 + canale 400 metri (mi risulterebbero 500.000 per una coclea da max 100 kW senza canale)
Però, se anche le coclee risultassero più convenienti, è improbabile che sarebbe ben visto mettere quasi a secco 400 metri di fiume. Certamente non sarebbe concesso per tutto il corso del fiume, mentre non vedrei problemi con le ruote che così vincerebbero almeno quanto a producibilità complessiva del fiume.
NB. Ho ragionato prescindendo dalle regole in essere. Ma forse, si potrebbe tentare di chiedere anche oggi che le 4 briglie costituiscano un sol impianto (con potenza nominale di 45 kW, perciò al di sotto del limite attuale per sfuggire ai *registri*). Addirittura chiedendo di considerare distinti i due impianti ai due lati del fiume (fisicamente lo sarebbero) si potrebbe raddoppiare le dimensioni.
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