Schema impianto: chi comunica alla valvola deviatrice di commutare?


Lo schema che userei io è un po’ particolare dunqie non credo che te lo farebbero.
la pdc spinge diretta alla casa. Poi metti un accumulo sul ritorno , che viene scaldato dalla biomassa. L’uscita di questo accumulo che va verso la pdc è regolata da una miscelatrice pilotata da una climatica identica a quella della pdc in modo che se trovi energia in accumulo, la pdc non parte e viceversa.
tale miscelatrice potrebbe essere pilotata dalla stessa pdc che si di solito hanno possibilità di gestire una circuito separato miscelato.

Questo accumulo sul ritorno può essere di tipo PIT in modo da fare acs istantaneo, che poi va su un secondo boiler più piccolo, sempre PIT, che viene scaldato al bisogno dalla pdc a bassa T (45 gradi) . Se hai il primo accumulo è caldo, coi prelievi scaldi anche il secondo…se si fredda anche il secondo, parte la pdc girando una 3 vie e lo riporta a 45.
In questo modo il primo accumulo fa comunque da preriscaldo per acs sfruttando il ritorno del riscaldamento.
 
La pdc se vuoi usarla in modo efficeente (mezze stagioni, estate e giornate di sole invernali) deve andare diretta sui temosifoni/radiante e non farle fare acqua a 55/60 gradi per poi miscelarla in quei gruppi lato riscaldamento
Credo di capire il motivo e sono daccordo. Ma far passare il "ritorno" nell'accumulo della biomassa forse potrebbe avere un senso specialmente nelle mezze stagioni ? Secondo me si ma se ho un PDC progettata per un impianto termico es. di 100litri , se faccio passare il ritorno in un accumulo di 1250 litri così succede?
La mia situazione la vedi nell allegato 1.
Nell'allegato 2 e 3 ho buttato giù un progetto dove la PDC é collegata all'impianto a biomassa ma ho fatto ma ho distinto in periodo invernale e periodo mezze stagioni. Cosa te ne pare ?
Grazie
 
L’uscita di questo accumulo che va verso la pdc è regolata da una miscelatrice pilotata da una climatica identica a

Visto che con la tua idea si impianto hai toccato a me caro , vorrei approfondirlo per cercare di riuscire a capirci qualcosa.

Per fare capire meglio quello che dirò in seguito, allego:
1) lo schema impianto riscaldamento/ACS della situazione attuale ( impianto già installato) e gli elementi dell'impianto a biomassa ancora da installare;
2) lo schema impianto con pdc collegata all' impianto a biomassa ( periodo invernale) ;
3) lo schema impianto con pdc collegata all' impianto a biomassa ( periodo mezze stagioni).

Mi domando innanzitutto se ha una qualche logica fare passare il ritorno e/o la mandata della PDC nel impianto a biomassa. É chiaro che se non ci fosse un tornaconto sarebbe da stupidi secondo me abbandonare lo schema ormai collaudato dell' impianto termico a PDC ( pompa di calore diretta ai fan coil con accumulo inerziale di 50 litri sulla mandata, come è nel mio caso), quindi converrebbe tenere i due impianti separati , in inverno uso la biomassa e nelle mezze stagioni uso la PDC, é chiaro che quando inizierò ad usare la PDC , puliró la caldaia e la riaccenderò il prossimo inverno.

Vorrei un aiuto per capire se c'è un tornaconto , perché alcuni dicono di no ( per lo più sono quelli che si intendono di impianto a PDC) altri dicono di sì.

Io da profano dico che dal punto di vista del risparmio energetico, si potrebbero avere 2 benefici, sarebbero:

1) se diamo per scontato che la carica degli accumulatori come é logico che sia , spetti in larga misura alla caldaia , il ritorno della PDC, pur facendolo passare dall'impianto a biomassa (nell'accumulatore) , non darebbe grossi contributi in termini di stoccaggio di calore, forse , con degli accorgimenti, nelle mezze stagioni, potrebbe darlo ma questo lo approfondisco in seguito allacciandomi all' idea di Marcober ;

2) riguardo invece alla mandata della PDC , mi viene logico pensare che la PDC potrebbe avere un "vantaggio" a ritrovarsi acqua già calda, ma anche se così fosse, quell'acqua già calda sarebbe acqua degli accumulatori che avrebbe senso utilizzare in un secondo tempo , non certamente quando il comando del riscaldamento é passato alla PDC perché la T esterna é salita e la PDC può lavorare con la massima efficienza energetica.


RIGUARDO ALL' IDEA DI MARCOBER :


1) mi sembra giusto che la mandata della pdc sia diretta ai fan coil, non solo per una questione di principio come ho detto sopra , ma anche perché , tecnicamente , é verosimile che quando avrebbe il comando del riscaldamento la PDC, i due accumulatori potrebbero anche essere già stati caricati dalla caldaia e quindi nel circuito a biomassa potrebbe circolare acqua ad una T elevata ( vedi allegato 2). Avrebbe senso immettere la mandata della PDC di es. 42 ° in un circuito dove circola già acqua magari a es. 70 ° per poi miscelare il tutto a 40° ed inviarla ai fan coil ? Credo di no, anche perché forse la PDC potrebbe non capirci più nulla .


2) Non credo d'aver capito appieno la logica con la quale faresti "passare il ritorno della PDC in un accumulo riscaldato dalla biomassa" , provo a dirti quello che ho capito e ad approfondire la tua idea.

Innanzitutto , l'accumulo di cui parli credo potrebbe essere uno dei due accumulatori già in mia dotazione ( sono a stratificazione e da 1,25 k l. cad. , non sono di tipo Pit ).

Se faccio passare il ritorno della PDC dentro ad un accumulatore, possibilmente ad un altezza tale da non creare troppo sballottamanto alla stratificazione ) , e faccio passare l'uscita "del ritorno alla PDC "nel punto più basso dell' accumulatore , la PDC contribuirebbe allo stoccaggio di energia nell'accumulatore " se trovasse spazio", lo spazio potrebbe trovarlo solo nelle mezze stagioni (vedi allegato 3), pertanto potrebbe tornare vantaggioso ,nelle mezze stagioni, dove anche il contributo del Fw è maggiore (aumento il volume dell'acqua all'interno dell'impianto a PDC con lo scopo di stoccare quella che non mi serve per il riscaldamento) In questo contesto sarebbe forse corretto escludere un dei due accumulatori ( penso che sia meglio avere un accumulatore con una T media ad es. di 40° piuttosto che due con una T media di 20°) . Nelle mezze stagioni é verosimile avere la T nella parte alta dell' accumulo a 50/60° e quindi la PDC potrebbe tranquillamente trovare spazio per contribuire allo stoccaggio.

Certamente, in inverno, quando il comando del riscaldamento lo ha maggiormente la caldaia, la PDC non avrà mai a disposizione tanto spazio nell' accumulatore, si arresterà velocemente , sarebbe sufficiente che la parte bassa dell'accumulatore sia 40 ° perché se la mandata della PDC é 40° e il ritorno é 40° la PDC giustamente si arresta, pertanto bisognerebbe trovare un sistema per fare in modo che la PDC non si arresti in quella circostanza ma continui a lavorare ( perché in casa c'è richiesta di calore e la T esterna é alta) con mandata e ritorno in diretta ai fan coil .

In conclusione , riguardo al "ritorno" della PDC :

- in inverno, quanto il comando del riscaldamento ce l'ha in maggior misura la caldaia , questa contribuirà al caricamento degli accumulatori , in questo contesto il ritorno della PDC all'interno dell'accumulatore non ha nessun vantaggio , anzi... ha lo svantaggio di far arrestare la PDC prima del tempo se non si adottano accorgimenti;

- nelle mezze stagioni, quando il comando del riscaldamento ce l' ha in maggior misura la PDC , questa troverebbe spazio nell'accumulatore per accumulare energia , pertanto in questo contesto far passare il ritorno della PDC all'interno dell'accumulatore avrebbe un vantaggio.

IL dubbio mi nasce spontaneo : anche se quello che ho detto avesse un senso, siamo sicuri che adottando quello schema che nelle mezze stagioni sembrerebbe dare un contributo , lo dia veramente? La PDC é stata progettata per lavorare con un volume di es .100 litri di acqua , adottando quel sistema si ritroverebbe a lavorare con 1250 litri in più , questo potrebbe comprometterne l'efficienza della PDC.



P.s. Per la produzione di ACS utilizzerei il boiler a PDC che già ho, farei passare l'acqua tecnica della biomassa all'interno della serpentina predisposta per il solare termico.
 

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Tutta questa idea che serva "accumulare" energia secood me ti porta fuori strada.
Un accumulo nel sistema serve SOLO perche avendo biomassa corri il rischio di avere "casa soddisfatta" e "fiamma in corso"..con la necessita do dover "sfogare" energia da qulche parte perche non puoi fisicamente interrompere una conbustione in corso.
Senza tale esigenza, nessuno dovrebbe mettere accumuli dia alcun tipo...non ha senso "tenere da parte" energia ..la carica della biomassa di solito si fa mattina E sera oppure mattino O sera..e in emrambi i casi la fai perche alle 7 di mattina o alle 17 di sera devi scaldare casa (e non mettere da parte energia per le 12 o per le 2 di notte)

Dunque l'accumulo avra la funzione di "sfogatoio" per la biomassa
Quando aprli di "pdc che si troverebbe poc accumulo libero"..stai dicendo cose che non hanno alcuna valenza..con la pdc sis calda casa quando serve e per quel poco che serve..e con una sola pdc non si mette nessun accumulo..che infatti manco tu hai oggi. Chi pensa di accumulare di giorno per sfruttare di notte ..con la pdc..è un fesso.

Ti metto schema alla veloce di come farei io..poi se hai gai i componenti in casa...adatta tu in base a quello che hai/vuoi fare
la miscelatrice in basso è comandata dalla pdc con una climatica uguale a quella che la pdc deve fare..se trova energia in accumulo scaldato da B (biomassa) la preleva, se no questo accumulo resta a T del Ritorno riscaldamento (bassa T) e serve da preriscaldo ad alta efficienza (alto COP) per fare acs.,,,acs che fiene "finalizzata" nel secondo accumulo, che se si fredda la pdc portera ad alta T. La caldaia a B potrebbe in cascata scaldare entrambi gli accumuli ACS che vedi.
Volendo si puo fare anche con un solo accumulo, tarando la tre vie che lasci almeno 50 gradi nell'accumulo (cioe sotto 50 gradi non preleva energia in accumulo, e se cala la pdc con la 3 vie sua lo va a riportare a 50)
Se lo fai con 2 inveec prelevi dal primo accumulo tutto quel che ci sta.

Idea do base è che vai a LEGNA ogni vlta che VUOI o che PUOI, e il sistema in automatico va a sfruttarla e mette in standby la pdc..quando la fiamma si esaurisce la pdc torna ad erogare. Semplice e automatico..senza pare di "voler accumulare"
Il miglior accumulo è la "casa calda"..se fai fiamma, scalda la casa sino a 20gradi e poi riempi accumuli. Per tenere casa calda devi EROGARE n continuo una certa potenza dunque di fatto non avrai mai accumulo "tenuto da parte" , starai sempre spillando un pochino..da accumulo o con la pdc..per contrastare la dispersione dei muri che avviene in continuo

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Tutta questa idea che serva "accumulare" energia secood me ti porta fuori strada.
Sí, esatto. Ho capito che la pompa di calore ha una logica di funzionamento che non ti dà vantaggi ad essere collegata ad un accumulatore con lo scopo di stoccarci calore , anzi crea svantaggi... e le cose oltretutto si complicano se l'accumulatore é a stratificazione.
Quindi farò così : la PDC là farò lavorare in diretta sui fan coil e non avrà nessun collegamento con l'impianto a biomassa.
Ho capito la logica del tuo impianto ma chi me lo fa fare di aggiungere altri componenti ?
Avrò bisogno ancora del tuo aiuto , grazie .
 
.... a guardare bene lo schema, se l' impianto lo rispetta perfettamente (stessi puffer?) forse non ti serve alcuna modifica. L' unica cosa che potrestebbero aver dimenticato o sottovalutato, la programmazione del funzionamento della pdc:

1- normalmente lavora in climatica, con stessa curva o leggermete inferiore a quella delle miscelatrici lato impianto. Il sistema attiverà la valvola di bypass dei puffer

2- se serve acqua calda in alto per la scorta acs, la pdc deve passare in funzionamento ad HT tanto da riempire di acqua calda la soila parte alta del puffer.

Quando funziionerà in climatica il puffer penserà a deviare in basso l' acqua in entrata dalla pdc (sempre che la portata della pdc verso gli impianti sia maggiore) quindi sulla deviatrice e di nuovo alla pdc. Al contrariuo se la portata è inferiore preleverà dal puffer, comunque in basso rispetto alla parte alta (che serve per acs) ... e che se nel frattempo si raffredda farà passare la pdc ad alta T e volendo inibirà il riscaldamento fino ad una T minima.

In conclusione serve una buona programmazione della centralina di controllo!
 
. a guardare bene lo schema, se l' impianto lo rispetta perfettamente (stessi puffer?) forse non ti serve alcuna modifica. L' unica cosa che potrestebbero aver dimenticato o sottovalutato, la programmazione del funzionamento della pdc:
Ciao, io nel frattempo avrei deciso di non complicarmi la vita , perché ho intuito che la PDC lavora in un certo modo, quindi la faccio andare in diretta sui fan coil e il ritorno pure diretto alla PDC ( vedi schema allegato), in questo modo sono sicuro che la regolazione climatica non viene compromessa.

Inoltre condivido la teoria che la caldaia a legna quando viene accesa é bene che sprigioni tutta la sua potenza e che quindi "riempi " gli accumoli che sono stati dimensionati in base alla stessa potenza , nonostante ciò inserirei comunque quella deviatrice cerchiata di verde per escludere un accumulatore se dovessi decidere di andare a pellet.

er dimenticato o sottovalutato, la programmazione del funzionamento della pdc

Da quello che ho capito , anche facendo lavorare la PDC nel modo che ti ho detto ( quindi separata idraulicamente dal circuito della biomassa) , c' é la possibilità di far comandare la sua accensione alla caldaia ,in base alla t esterna che la stessa rileva. Questo automatismo per me é importante .

Devo capire meglio la questione relativa alla produzione dell' ACS: partendo dal fatto che quando é accesa la PDC , la caldaia non può adempiere al solito compito ( riscaldamento) , potrebbe essere possibile che questa ( la caldaia) possa comunque adempiere alla carica dell' accumulatore qualora ci fosse richiesta di acs.Se ciò non fosse possibile dovrei trovare un sistema tale da affidare la produzione di ACS al boiler a PDC quando é in funzione la PDC per il riscaldamento .
 

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... la centralina avrà al 99% le funzioni boleane "and/or", ovvero la valvola a tre vie si chiuderà quando e se alcune parti dell' impianto saranno attive.

Di sicuro no, se la caldaia è in funzione e la T in alto del primo puffer è oltre una certa soglia etc
Di sicuro si se la pdc è in funzione ma la pdc sarà in funzione solo se la caldaia è spenta.....

Non ricordo, ma te lo richiedo: l' impianto è già in essere ? se si come e con che cosa ?

Perchè non vorrei che tu ti stia creando dei problemi che non esistono!
 
Ok, quindi devi aggiungere la caldaia a legna (e pellet?) + i due puffer come da schema? che hai già in casa ed acquistati?

In pratica stai cercando un modo ottimale per "usare" anche la caldaia a legna, dato impianto attuale, partendo dal presupposto che finora la pdc + boiler pdc funzionano bene.... e magari hai anche uno storico dei consumi di EE ?
 
Ok, quindi devi aggiungere la caldaia a legna (e pellet?) + i due puffer come da schema? che hai già in casa ed acquistati?
Caldaia combinata legna e pellet già in casa.

In pratica stai cercando un modo ottimale per "usare" anche la caldaia a legna, dato impianto attuale, partendo dal presupposto che finora la pdc + boiler pdc funzionano bene.... e magari hai anche uno storico dei consumi di EE ?
Vorrei far funzionare in maniera ottimale l'impianto a biomassa perché ho legna gratuita e prevedo un ampliamento del fabbricato.
L'impianto a PDC lo utilizzerei nelle mezze stagioni e in inverno quando le temperature sono alte.
Spendo 1000-1200 annue tra riscaldamento e acqua calda.
 
Credo di essere giunto al progetto definitivo, avrei piacere che ne prendeste visione ed eventualmente ricevere ulteriori consigli.
Ripeto la logica del sistema : al raggiungimento di una T esterna preimpostata, la caldaia aziona la PDC per poi riprendere il comando quando la T esterna scende nuovamente, ciò per evitare il funzionamento della PDC ad alta intensità energetica.

DESCRIZIONE IMPIANTO:

1) RAFFRESCAMENTO ABITAZIONE (CALDAIA SPENTA):

a) valvola X in posizione "2";
b) valvola K ( manovra manuale) in posizione "1".

2) RISCALDAMENTO ABITAZIONE ( CALDAIA ACCESA ).
OPZIONE 1:
a) valvola X in posizione "2";
b) al raggiungimento di una T esterna preimpostata, la caldaia aziona la PDC e nel contempo comanda alla valvola K di assumere la posizione "1" , quando la T esterna scende sotto il valore preimpostato, la caldaia riprende il comando e nel contempo ricolloca la valvola K nella posizione "2", in questo modo si evita il funzionamento della PDC ad alta intensità energetica.
OPZIONE 2:
a) valvola X in posizione "1";
b) al raggiungimento di una T esterna preimpostata, la caldaia aziona la PDC e nel contempo comanda alla valvola K di assumere la posizione "1" , quando la T esterna scende sotto il valore preimpostato, la caldaia riprende il comando e nel contempo ricolloca la valvola K nella posizione "2", in questo modo si evita il funzionamento della PDC ad alta intensità energetica.
3) ACS.
Quando c'è richiesta di acs, se il Boiler rileva una T1 > di un valore preimpostato (es. 60°) lo stesso Boiler attiva la pompa J.
4) FUNZIONAMENTO A PELLET.
Nel funzionamento a pellet, il software Froling è studiato in modo da arrestare il caricamento dell'accumulatore dopo la sonda centrale 0.6 e nel contempo evitare - comandando la deviatrice Z nella posizione "1" - che l'acqua "calda" del ritorno si distribuisca anche nel secondo accumulo.
 

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