Sistema casalingo di estrazione e fissazione della CO2 dall'atmosfera


eroyka

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Ciao a tutti,
Partendo dalla premessa che abbiamo urgente necessità di diminuire o per lo meno contrastare l'aumento di CO2 in atmosfera, che è uno dei principali gas ad effetto serra (soprattutto per durata e, purtroppo, efficacia), mi sto chiedendo se ci sono sistemi che utilizzando energia elettrica (ovviamente da FER) o altri sistemi chimici, che possano riuscire ad estrarre e fissare il carbonio dall'aria senza però necessitare di grossi e costosi impianti.
Qualcosa che si possa realizzare per un livello casalingo o poco più.

Di sicuro il metodo migliore, che ha molti effetti positivi, sarebbe piantare alberi... tanti alberi in tutte le nostre città e ovunque possibile. Si abbatterebbero le isole di calore, si migliorerebbe la qualità dell'aria, si darebbe rifugio a molti animali ed insetti e si renderebbero più vivibili le nostre città anche sotto il profilo psicologico.

Data come prima soluzione più auspicabile la piantumazione di alberi (fatelo e fatelo fare!!!), esistono sistemi, come dicevo prima, artificiali?
In internet ho letto di soluzioni già esistenti ma sono tutti grossi progetti.
Ma se si potessero realizzare dei sistemini da poche centinaia di watt, utilizzando pannelli FV anche vecchi si potrebbero lasciare lavorare ed estrarre CO2 in moltissimi punti diffusi.
Se poi si riuscisse ad utilizzare il carbonio ottenuto per creare un "combustibile" da stufa o similare si potrebbe poi risparmiare altra emissione utilizzandola al posto di legna da ardere o pellet.

Chi mi aiuta? Consigli? Sto solo farneticando? (colpa del caldo! 🥵)

So che, nonostante tutto, la quantità di carbonio nell'aria è veramente bassa e sarebbe meglio catturarla nel luogo di emissione... ma proviamoci.
Vi lascio questo link di riferimento che affronrta proprio la sfida della cattura della CO2: La cattura diretta dall'aria della CO2

Grazie a chi vorrà contribuire.
 
al momento, che io sappia, non esiste un sistema di cattura della CO2 che sia "sostenibile" se non quello degli alberi.
I grossi progetti esistenti, partono quasi sempre dal presupposto di avere energia gratis (e 100% rinnovabile) da usare per immagazzinare CO2....
l'unico interessante che avevo trovato parlava di batteri che usavano la C02 ma avevano tempi millenari...
 
Se ci sono pannelli che funzionano, la cosa migliore è lasciarli collegati in rete.
A livello privato la cosa migliore che uno potrebbe fare è fare una associazione che si prenda onere di piantumare alberi su terreni privati.
Ci sono (ed io sono un esempio) tanti terreni che possono ospitare alberi con essenze a lento accrescimento e che fissano tanta Co2 per decenni. Se ci fosse una associazione che se ne occupasse, con un contratto chiaro e con controgaranzia di un Ente pubblico (a tutela che intervento resti per almeno 40 anni, pena la confisca del terreno stesso da parte dello Stato), credo che molto privati sarebbero lieti di mettere a disposizione questi terreni per il rimboschimento.
Occorrerebbe (se gia non esiste e spero che esista..anzi se ne avete notizia datemi cenno) che ci fossero dei crediti verdi emessi dal GSE in base all'accrescimento effettivo del bosco, da dimostrare con perizia agronomica ogni 5 anni, in mood che associazione possa rientrare dei costi di impianto iniziali e finanziarsi..al limite anche comprando terreni per destinarli a bosco..una sorta di FAI dei Boschi..perche ci saranno sempre e piu appezzamenti di terreno in zone montane e collinari che saranno abbandonate...perche spezzettate in eredità condivise in cui ognuno ha parti infime di proprietà..con alcuni proprietari non rintracciabili..e altri che abitano a centinai di km di distanza e se ne disinteressano...senza alcun valore commerciale...e che potrebbe essere donate o comprate per valore simbolico da questo Ente, che poi vendendo i Certificati di Carbonio, potrebbe in qualche modo gestirli.
Specie se poi ci abbinasse un rilancio delle attività di gestione del bosco, per produzione di cippato a fini di generazione elettrica e di teleriscaldamento dei borghi montani, eliminando gasolio e kerosene dalle zone non metanizzate. In questo modo i boschi sarebbero mantenuti in salute, abbassando rischi incendi, regimando le acqua e tenendo aperte le strade bianche anche per i mezzi VVFF, evitando situazioni con 250 mila sfollati.
Io ad una associazione del genere mi iscriverei, e darei anche dei terreni in uso...senza chiedere nulla in cambio..solo per il piacere di non vederli abbandonati e pieni di rovi spinosi ma magari con un bosco di castagni sopra, dove la gente può andare a fare castagne e funghi in autunno, liberamente.
 
Grazie delle risposte.
Se ci sono pannelli che funzionano, la cosa migliore è lasciarli collegati in rete
Si ma ci sono molti pannelli che hanno lavorato per quasi 20 anni e che a seguito di revamping vengono quasi sempre buttati. Questo (se esistesse) sarebbe un buon modo per utilizzare ancora quei pannelli, anche se a bassa efficienza,, per togliere CO2 dall'atmosfera... tutto graso che cola.
fare una associazione che si prenda onere di piantumare alberi su terreni privati.
Si è una buona idea, che sto cercando di sviluppare personalmente con l'aiuto di energoclub ma rivolgendoci a terreni comunali spesso abbandonati. Addirittura ci sono moltissimi comuni che non gestiscono le rotonde (e ce ne sono di molto grandi!!), o anche le parti a verde degli svincoli di superstrade e simili... In quel modo si può fare una convenzione per l'utilizzo di questi terreni con un obbligo di non toccare gli alberi per almeno 50 anni.

Il fatto è che non è semplice dialogare con le pubbliche amministrazioni... ma ci sarebbero parechie opportunità di superfici da rimboschire.

Comunque anche la tua via privata non è male... ma è necessario che i terreni vengano lasciati in uso per almeno 50 anni e gratuitamente...
Bisogna lavorare un pò meglio sugli introiti dell'associazione... trovare una strada per continuare ad alimentare questo lavoro senza rimanre a secco...
 
Temo che piantumare in prossimita delle strade non piantumate non sarà facile...Anas ed enti prorietari si opporranno di certo per rischi legali in caso di incidente..da approfondire.

Invece secondo me in relazione a privati che vogliano cedere gratuitamente (la proprieta o il diritto di superficie per 50 anni) pezzi di terreno ad una associazione seria che li adibisca a "bosco sociale", secondo me si trova facilmente modo di assemblare molti ettari.
Conosco la situazione degli appennini pavese e alessandrino dove ormai i terreni hanno gia avuto 2 generazioni di abbandono e ci avviamo ala terza..il che vuol dire che la proprità è spesso spezzettata fra una decina di poprietari che non si conoscono personalmente..che interrogati non sanno cosa hanno ..che se portati sul posto non sanno individuare la particella..che hanno grattacapo di dover far pagare a figli una tassa di successione...e devono solo sperare di non avere servitu di cavidotto o acquedotto che impone loro anche di regimare verde e acqua meteoriche.
Terreni che non hanno alcun valore valore e che nessuno puo manco tentare di vendere sapendo che nessuno comprerebbe..salvo qualche progetto di Rinnovabili che son pero assai rari ormai in aree agricole e montane

Se su questi terreni si potesse avere dei Crediti Carbonio qualora destinati a nuovi boschi...ecco che forse la cosa potrebbe anche trovare finanziamento
 
Sicuramente approfondisco la questione dei crediti verdi... Vediamo se la legge italo-europea ha qualcosa di buono da offrire.
Anche perché bisogna muoversi...

Comunque ci vorrebbero più organizzazioni che lavorino in parallelo e si aiutino e sostengano a vicenda...
In realtà ci sarebbe bisogno che la maggior parte di noi pianti alberi in tutti i giardini e spazi liberi.

Vediamo se riusciamo a fare un po' di sensibilizzazione in tal senso.
Tra l'altro vi consiglio su Rai play "la pelle del mondo".
È un po' lento ma Mancuso è veramente bravo (i suoi libri sono bellissimi). E Lillo fa da spalla per mettere dentro un po' di allegria...

Comunque non mi arrendo nemmeno nel lato chimico della faccenda... Trovare un sistema relativamente semplice e soprattutto portatile, potrebbe essere anche un bel business positivo...
 
Se su questi terreni si potesse avere dei Crediti Carbonio qualora destinati a nuovi boschi...ecco che forse la cosa potrebbe anche trovare finanziamento
Per 1 T/anno ti servono 50 alberi (già grandicelli) ovvero almeno 2/5mila mq. di spazio per prendere 100/200 euro ...non lo vedo un grande incentivo.
 
Sai Dimaraz, per una associazione senza fini di lucro non importa avere un grande incentivo ma riuscire a realizzare l'obiettivo prefissato con ciò che riesce a portare a casa.

Comunque ho visto che tramite PAC si può arrivare ad avere circa l' 80 -90 per cento dell' investimento a fondo perduto.
E riforestando terreni abbandonati si dovrebbe proprio riuscire a rientrare nei parametri previsti.
C'è da approfondire ma la premessa non è male
 
Specie se poi ci abbinasse un rilancio delle attività di gestione del bosco, per produzione di cippato a fini di generazione elettrica e di teleriscaldamento dei borghi montani, eliminando gasolio e kerosene dalle zone non metanizzate. In questo modo i boschi sarebbero mantenuti in salute, abbassando rischi incendi, regimando le acqua e tenendo aperte le strade bianche anche per i mezzi VVFF, evitando situazioni con 250 mila sfollati.
Io ad una associazione del genere mi iscriverei, e darei anche dei terreni in uso...senza chiedere nulla in cambio..solo per il piacere di non vederli abbandonati e pieni di rovi spinosi ma magari con un bosco di castagni sopra, dove la gente può andare a fare castagne e funghi in autunno, liberamente.
Più o meno quello che succede in Alto Adige dove la provincia gestisce decine di chilometri di strade forestali (ottime anche per passeggiate e biciclettate) e il cippato viene usato per il teleriscaldamento.

A questo si oppone la provincia di Cuneo che sta lasciando andare tutte le strade in collina impedendo di fatto di andare a tagliare gli alberi e portarli giu'.
 
le aree verdi, sarebbero ideali, oltre ad essere una soluzione già attuabile, danno un servizio diciamo a 360°, infatti oltre ad assorbire CO2 rendendo ossigeno, sono regolatrici sia di umidità che di temeperatura, ispessiscono lo strato di humus del terreno, mitigano i fenomeni atmosferici estremi (frenano i venti e le alluvioni, fissano acqua nel sottosuolo), assorbono il rumore urbano e infine forniscono biomasse. Quindi piantumare aiuterebbe non solo nel settore energetico bensì anche in settori più o meno correlati, che comunque lamentano un lento e inesorabile declino. In agricoltura, per esempio, si evidenziano le conseguenze nefaste del passaggio, avvenuto in circa tre generazioni, al sistema meccanizzato. I vecchi piccoli campi coltivati separati da arbusti e filari di alberi sono aumentati di dimensione in modo spropositato, relegando le piante a un ruolo molto marginale. Pratica questa che, unita all'aratura profonda, all'irrigazione per allagamento e all'abuso di pesticidi, ha compromesso pesantemente il micro-ecosistema locale, con conseguente pericolosa riduzione di varietà delle speci selvatiche, nonchè di preoccupante assottigliamento dello strato di humus. Il terreno di oggi è arido e non è in grado di trattenere l'acqua, un'altra risorsa molto importante, quindi nell'agricoltura odierna ci tocca irrigare di più! Poi che dire delle città di oggi con sempre più aree asfaltate prive di piantumazione. Ormai ci sono diversi studi anche interdisciplinari che dimostrano come le aree verdi mitigano gli sbalzi di temperatura e umidità, denunciando un immediato bisogno di invertire la rotta. I tetti verdi per esempio...

Sono fermamente convinto che gli "energetici" debbano unire le forze con quelle dei "permacultori" ottenendo una sinergia a favore di tutti i temi ambientali.
 
@marcober
Quoto 100%.
I miei genitori hanno ereditato dei pezzi di terra che non sapremmo neanche riconoscere che ad un certo punto diventeranno miei e di mio fratello.
I miei genitori li danno gratuitamente a chi ci vuole far pascolare le mucche ma tra un po non ci sara neanche piu chi ci fa pascolare le mucche.
Sarebbe un ottima idea
 
Se bruciamo, migliaia di ettari ogni anno, siamo in ritardo di sicuro per ripiantarli, ma proviamoci è l'unica nostra speranza .
Piantare qualsiasi cosa faccia la trasformazione da co2 ad ossigeno, vedo una ottima soluzione in foreste di bambu gigante.
cattuta moltissima più co2 di qualsiasi altro albero.
Dovremmo coinvolgere i politici e i governi che votiamo.
 

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il bambu se hai una esatte arida muore...non iventiamoci biologi migliori di madre natura..se da noi crescono le querce, forse il clima adatto è per le querce? o le castagne?
poi del bambu cosa te ne fai? perche quello lo devi tagliare spesso e poi devi trovarci un uso... ma ripeto non è adatto ai vasti territori collinari e aridi italiani..e per me stona anche col ns paesaggio
 
Pregiatissimo eroyka ho letto la tua richiesta di aiuto per il problema del riscaldamento climatico e CO2 ,
sono un coltivatore della terra dall'infanzia e vedo da parte di tutti coloro che non vivono solo di reddito
agricolo bellissime proposte , assieme a nostro padre e al fratello abbiamo piantato nei nostri terreni
Kilometri di filari di alberi e piccoli boschetti prima che ci fossero contributi per farlo e quando nessuno
citava questa necessità per il problema CO2 , dopo molti anni di intenso lavoro per la necessaria
manutenzione che questa scelta richiede abbiamo fatto retromarcia per i tanti problemi creatisi e che
incompresi da chi ha l'autorità nei vari enti per aiutarci non ha capito o scelto di non farlo per seguire
le mode ambientaliste-animaliste attuali . Tutti i giorni sento parlare di ambiente di CO2 di salvare il
pianeta ma non trovo altrettanto impegno quando si tratta di fare fatica magari sotto il caldo attuale
per realizzare fattivamente qualcosa o aiutare chi ha problemi locali ambientali con le mani , forse si
pensa che tutto è risolvibile con robot e intelligenza artificiale stando comodamente seduti a consumare
altra energia con computer e ufficio adeguatamente climatizzato magari senza contribuire come io e mio
fratello a produrre con il fotovoltaico e ossigeno con campi di mais e altre colture quando non sono
devastate dalle grandine come quest'anno che secondo qualche studioso nei mesi di coltivazione
pare producano più ossigeno dei boschi perché sempre secondo qualche studioso dopo i primi 10-15
anni di sviluppo sembra che l'ossigeno prodotto vada lentamente a decrescere nei boschi , tanto che
sempre qualche studioso afferma che periodicamente conviene o effettuare la ceduazione o il
ricambio-reimpianto (ambientalisti permettendo) totale per avere appunto la più alta produzione di
ossigeno e scambio con CO2 . Cordialmente saluto e vado a lavorare i campi ( a 72 anni ) CIAO .
 
***Citazione integrale rimossa: è sufficiente il link all'originale (la freccia qui sopra). nll***
Si ciao , carissimo, era una proposta come tante altre come la piantagione della canapa e altro, comunque non capisco se uno non sa perchè escluderlo per sentito dire.

Onlymoso Bambù

Onlymoso Bambù
 
***Citazione integrale rimossa: è sufficiente il link all'originale (la freccia qui sopra). nll***
Salve non occorre nessuna iscrizione e associazione (ciò che attualmente si sta muovendo in Italia è solo mediante l'impiego dei fondi del PNRR ) ma rivolgiti piuttosto a una società agricola che si occupi di impiantarti ad esempio il castagneto e dargli la possibilità di utilizzo dei terreni per la produzione di castagne raccolta e vendita vedi se ne trovi una nella tua zona.
 
io cedo che il metodo che abbiamo oggi, è seminare prati, raccogliere gli sfalci e trasformarli in carbone bruciandoli in assenza di ossigeno. una parte del carbonio torna in atmosfera, ma circa il 50% resta nella parte carbonizzata inerte. Il problema del sistema casalingo è che crea idrocarburi ciclici aromatici che sono inquinanti. quindi sarebbe meglio fare consorzi di più comuni che fanno questa cosa con tutti gli sfalci erbosi e frondosi. il carbone ottenuto è un ottimo ammendante per l'agricoltura se non è carico di idrocarburi. piantare piante è importante, ma bisogna sequestrare permanentemente il carbonio non lasciandole crescere fino alla morte naturale che porta alla decomposizione, ma trattando gli sfalci.

ho messo qualche idea qui. https://www.linkedin.com/in/amos-monti-2396b9383/
 
Un sistema in agricoltura che fissa molta CO2 è il biochar, carbone vegetale ottenuto da scarti e potature. Ma parliamo sempre di utilizzare qualcosa che ha già fissato la natura nel legno e nella biomassa in generale.

un ottima cosa, niente da dire... ma possibile che con il nostro tanto decantato ingegno non riusciamo a trovare un sistema efficiente per fissare direttamente la CO2 dall'aria?
 

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