Una riduzione del 50% sul prezzo di un impianto non è poi così utopica secondo me. Considerate che ora i vari "impiantisti" stanno rimodulando i prezzi in funzione dell'indice di redditività dell'impianto. Mi spiego meglio: prima un mega biogas costava tra i 4 e i 4,4 mil€, l'incentivo era di 0,28 €/KWh per quindici anni, considerando i costi di alimentazione e di ammortamento avevamo un pay back time di 6,7/7,2 anni. Ora alla luce del nuovo incentivo che per comodità valutiamo 0,20 €/KWh ma per vent'anni, teniamo costanti o diminuiamo i costi di alimentazione, ma soprattutto teniamo costante il tempo del ROI (fondamentale perchè le banche finanzino altrimenti ciccia), da questa semplice equazione lineare si può trovare il valore della variabile cioè il prezzo dell'impianto. Se ragioniamo su un 599 KW con la nuova incentivazione e mantenendo costante l'indice di redditività se gli "impiantisti" vogliono vendere e quindi che la banca finanzi devono scendere rispetto alla situazione degli 0,28 almeno di un range tra il 38 e 45 % del prezzo chiavi in mano precedentemente praticato.
Conclusione: 1) E' finito l'Eldorado per gli impiantisti; 2) E' il momento dei piccoli/medi impianti 3) Fine dei megawatt fatti dai "finanzieri" 4) Realtà più a portata agricola e di chi con la terra ci campa.
Questo è il mio pensiero. Siete daccordo? Avete altre considerazioni in merito?