VELOCITA' DI CRESCITA ARBOREA


CITAZIONE (alexdoor73_8 @ 15/8/2006, 21:29)
non sarei cosi' pessimista sul pellet, si puo' fare da tante cose, segatura di scarto, legno di scarto, legno raccolto dalla pulizia dei boschi​

Il pellet si può fare da tante cose, ma quello ke va bene nella stufa è quello di legno vergine senza corteccia...
La robinia invece va sempre bene e la resa energetica complessiva è certamente superiore ed il costo inferiore.
Okkio alle spine, neanche i guanti telati ti proteggono
:)

Ma scusa una cosa,hai mai visto qualkuno ke pulisce i boski? Io solo un privato...sul suo terreno...
La sola caduta naturale in Russia sarebbe sufficiente a coprire il fabbisogno mondiale di legname per falegnameria, ma chi va a prendere in Siberia i tronchi tirati giù dal vento?
Per chi non lo sapesse in Siberia d'estate ci sono oltre 30 gradi, fango da immobilizzare anche i fuoristrada e nugoli di zanzare che ti entrano nel naso quando respiri. E zone inesplorate dove mai l'uomo ha messo piede...

AT
 
Hai perfettamente ragione, e infatti quando piove ci sono + disastri che altro...
non so se avete mai visto il letto di un fiume dopo delle piene... sono tronchi, rami e compagnia bella...

una volta i boschi li puliva la gente che ci abitava vicino per far legna, oggi non li pulisce nessuno... abbiamo un sacco di disoccupati, di carcerati da far lavorare come "socialmente utili", si potrebbe istruirli e mandarli a raccogliere legna nei boschi (qui fortunatamente non abbiamo il permafrost
:)
)

Con quel che si guadagna dalla vendita della legna, del cippato o del pellet si pagherebbero gli stipendi dei neo boscaioli (per i lavoratori socialmente utili non ci sarebbe manco bisogno di quello e non servirebbero indulti o nuove carceri
:)
)

Pensate che la cosa possa funzionare?

alex
 
Stiamo facendo un po' di confusione. Intanto il potere calorifico di legno proveniente da varie specie botaniche non è poi così diverso quando calcolato sul peso secco e non sul tal quale (variazione di alcuni punti percentuali tra una specie e l'altra). Secondo, se parliamo di short rotation forestry (srf), il pioppo ricaccia come la robinia ed entrambi si tagliano a zero ogni anno oppure ogni due anni. La macchina che consente questo è una trincia da mais con testata modificata (marca Claas). La coltura di pioppo da srf si impianta con talee (pezzi di ramo) di circa 20 cm, la robinia con piantine da seme di un anno (in passato si era pensato alla talea di radice, tecnica ormai abbandonata per coltivazioni industriali) e dunque con costi decisamente maggiori del pioppo. La robinia è meno esigente in fatto di terreno rispetto al pioppo e può crescere anche su terreni asciutti, ghiaiosi, poveri e magari acidi. Di contro, mal sopporta il ristagno e dunque non è adatto alle aree golenali, che sono di norma coltivate a pioppeto.
La resa in quantità della robinia (e dunque anche in energia), da alcune prove forse non definitive, è circa la metà rispetto a quella del pioppo. Quest'ultimo, in terreni vocati, può fornire 20-25 t di sostanza secca (40-50 t di cippato tal quale) con una resa elettrica di circa 3-4 kW per ettaro (almeno 20.000-25.000 kWh elettrici per ettaro e per anno, oppure 80.000 kcal termiche).
Diverso è il discorso per la legna in pezzi da stufa, caldaia o camino. Qui la robinia è considerata migliore per la maggior densità del legno (il pioppo praticamente non ha mercato), genera molta brace e richiede meno cariche. Per il maggior peso specifico una caldaia caricata a robinia contiene nella camera di combustione molto più peso e dunque molta più energia, quindi si fanno anche meno cariche in una giornata. Ma comunque a parità di peso secco l'energia fornita non è troppo diversa.
Infine, occorre dire che la robinia senza la mano umana non devasta nessun querceto o castagneto né boschi di qualsiasi altra specie. Infatti è specie fortemente eliofila, cioè amante della luce del sole, e non è in grado di colonizzare né insinuarsi all'interno di un altro bosco perché non si sviluppa all'ombra del sottobosco. E' invece specie pioniera, cioè capace di invadere qualsiasi area abbandonata, aree antropizzate o simili. Mai entra in un bosco già formato. Anzi, alla lunga lascia il passo a specie autoctone, anche se il corso di evoluzione di un bosco verso il climax è un processo lungo secoli, e se il bosco viene ceduato o alterato dall'uomo il processo non si conclude mai.

Edited by Lolio - 21/8/2006, 14:15
 
Caro Lollo,
in primis le calorie vengono considerate da chi butta il legno nella stufa sul volume e non sul peso secco, chi accatasta legna e la taglia ha più problemi di volume che di peso.
In secundis nessuno ha i mezzi per fare sul proprio giardino o terreno SRF se non un agricoltore professionista, se non sbaglio un trattore costa circa 500 euro a cavallo e per arare a 70-80 cm di profondità occorrono 200 cavalli
Terzo punto la pioppicoltura è praticamente inattuabile nei terreni nei quali si vuole produrre legna da ardere, terreni di scarto ed in pendenza che si potrebbero mettere a reddito con coltivazioni arboree.
Quarto è una MENZOGNA che la robinia non distrugge i boschi.Il permesso che danno i comuni di taglio nei boschi riguarda proprio la robinia perchè è fortemente infestante e non le altre specie. Personalmente ho visitato boschi in Brianza (zona Renate) in compagnia di un agronomo professionista che mi ha fatto notare come un querceto si era ormai quasi completamente mutato in un bosco di robinie. Mi ha fatto notare come la robinia ricaccia e la crescita spaventosa che ha ogni anno. Nessun bosco ha copertua al 100%, dove filtra luce nasce la robinia e di qui prevale sulle altre specie con la sua chioma a fiori bianchi: guarda le montagne della zona prealpina in primavera, sono coperte di fiori bianchi.
Ora riguardo il bilancio energetico, da dati ITABIA.
L'ITABIA per scaldare 1500 mq di abitazione stima un consumo di 240000 KW e stima la legna al 35% di umidità con un potere calorifico di 3 KW/Kg. Pertanto per scaldare 15 appartamenti da 100 mq. occorrono 800 quintali di legna.
Ora stimiamo in un ettaro 3000 piante di robinia per un peso di 250 kg cadauna, abbiamo 7500 quintali di legna che in rotazione decennale fa 750 kg.anno
Certo questo non si può ottenere con la SRF ma con un taglio selettivo del bosco.Ovviamente più la pianta è adulta maggiore crescita annuale ha in peso e volume, essendo superiore il numero di cellule che si riproducono, l'apparato fogliare, radicale etc. etc.
Dichiarando apertamente ottimistici i miei conti lo stesso agromono mi ha confermato che 1500 mq a robinia (meglio su filare) soddisfano pienamente il fabbisogno energetico di una abitazione singola in continuo,pertanto se non arriviamo agli ottimali 200-240000 kw annuali forniti da un ettaro penso che per raggiungere i 130-140000 kw non vi siano particolari problemi.
Caro Lollo, la discordanza coi tuoi dati è dovuta al fatto che tu consideri una SRF per una raccolta meccanizzata, io un taglio classico da boscaiolo attuabile anche su boschi adulti già in essere.
Si tratta poi di vedere se conviene mettere la coltura in stato ottimale o lasciare crescere le robinie in maniera + estensiva senza dare cura alcuna,col vantaggio di dover solo raccogliere l'energia solare che la Natura ci impacchetta in comodi tronchetti di legno.
 
Volevo aggiungere due considerazioni sulla possibilita' di riscaldarci con opportune colture arboree... molto probabilmente la superficie necessaria per scaldare tutte le case italiane non ce l'abbiamo a disposizione...

Pero se:

- costruiamo le case meglio quel consumo lo possiamo tranquillamente dividere per 4
- aggiungiamo del solare termico, una parte di quell'energia la ricaviamo direttamete dal sole

Diciamo per stare ottimisti di ottenere un fabbisogno energetico ridotto di un fattore 5

Allora forse se ne puo' riparlare... e poi potremmo usare il biogas derivato dai rifiuti organici prodotti dalle stesse abitazioni, gli scarti di lavorazione del legno, etc etc... di biomassa ce n'e' tanta anche di scarto oltre a quella coltivata...

Secondo me e' sensato pensare di coprire le esigenze energetiche del residenziale con la biomassa e il solare. L'unico problema che vedo sono i volumi di stoccaggio.
 
Caro Alessandro,
probabilmente per kW intendevi kWh, perchè se fossero necessari 240.000 kW per scaldare 1500 mq occorrerebbero oltre 1 miliardo di kWh l'anno (240.000 kW x 24h x 365/2 giorni con riscaldamento acceso)!!!
Per quanto riguarda la siepe di 1500 mq (3 m x 500 m), è possibilissimo che sia sufficiente per scaldare un'abitazione, per il semplice fatto che a scaldare un'abitazione media bastano in genere 50-70 q di legna, grossolonamente equivalenti a 2000 litri di gasolio, 2500 mc di metano, 20.000.000 kcal, 23.000 kWh.
A mio parere non è realistico ottenere 750 q di legna all'anno da 10.000 mq di terreno a bosco. Nel caso della siepe il discorso è diverso in quanto la vera superficie è quella occupata dalle chiome. Sa la siepe alla base è larga 3 m, in realtà la fascia occupata è parecchio più larga (2-4 volte più larga), e in sostanza la siepe produce quello che non riesce più a produrre la superficie da essa ombreggiata.
Comunque sono perfettamente d'accordo con te che per la produzione di legna in tronchetti la robinia è un'ottima scelta in molte zone. Peraltro fornisce un ottimo nettare (io allevo le api, dunque amo la robinia!).



Edited by Lolio - 23/8/2006, 16:10
 
Ciao Lollo,
scusa,hai ragione,ovviamente sono KWh, e perdonami eventuali errori di grammatica vista la tarda ora.
Sarà poco realistico ottenere 750 quintali di legna anno da un quadrato di 100 mt per lato, ma difficilmente trovi sul mercato questi tagli da poter destinare a legna da ardere.Generalmente a legna da ardere si dedicano proprio coste, filari lungofiumi,pendii e tutto quanto non è sfruttabile per coltivazioni redditizie. Come ti dicevo nel varesotto non è necessario coltivare robinia, basta chiedere un permesso comunale e la puoi abbattere gratuitamente su suolo demaniale.
Piccolo problema: fare il boscaiolo in montagna e portare a casa la legna non è cosa semplice, necessiti di motosega,carro e tanta esperienza per non farti male. Oltre a fare una fatica boia.
Sotto questo punto di vista non è necessario fare conti sulla resa di un terreno in quanto si tratta di ripulire i boschi di castagno da un infestante, e stai certo che l'infestante da come ricaccia non si esaurirà mai. Poche persone sono in grado di abbattere una robinia,non ci saranno mai orde di boscaioli come puoi oggi vedere di cercatori di funghi.
Penso che se la risorsa (robinia) proviene da fonti non sfruttabili in maniera diversa (boschi), qualunque sia la resa è comunque oro e non bisogna tanto considerare la quantità di resa per ettaro ma la fatica che ci vuole a portare a casa la risorsa.
Certo se disponi di un terreno "storto" vicino a casa in piano (tipo lungofiume) per te può essere un vero pozzo di petrolio, inesauribile.
Abbondante il nettare e sempre fluido il miele d'acacia... ma io Lollo preferisco quello di bosco. Ieri passeggiavo sui 2000 metri di quota in solitaria fra cespugli di rododendro, mughi, qualche larice... ero stordito dal profumo della vegetazione.
Miracoli della Natura cari lettori...
 
Posso consigliare di fare un giretto presso la sede della regione in cui vi trovate ?

In piemonte ed in lombardia, la regione ha prodotto e messo in commercio dei simpatici manualetti sulla gestione di boschi cedui e arboricoltura da legno con tutti i dati che vi possono interessare

Areali, caratteristiche botaniche, velocità di crescita, impieghi industriali e non delle varie esserze da legno che si possono utilizzare
Oltre ad utilissimi compendi delle leggi nazionali e regionali in materia

Odisseo
 
Ciao Odisseo,
in regione sono stato 2 o 3 anni fa a ritirare i manuali che trattano principalmente di arboricoltura, forestazione urbana e pioppicoltura.
Sono stato anche in contatto col referente in Regione Lombardia.
Peccato che se hai un terreno dismesso e vuoi fare arboricoltura, dal punto di vista fiscale necessiti di partita IVA in quanto apri un'attività, con tutte le rogne che ne conseguono.
I manualetti vanno benissimo per gli agricoltori.
Le notizie sono vere, anche se le prospettive parecchio ottimistiche: in fin dei conti devono convincere la gente a fare arboricoltura... come spiegano loro un'attività che ti fa diventar ricco
:)

Booooooooooooohhhhhh
 
Ciao a tutti, sono un nuovo utente, o meglio, c'ero anche prima ma con un nome poco ortodosso. dato che non riuscivo a cambiare nome, ho deciso di fare una nuova registrazione. eccomi qua: sono pioppello!
Scrivo per invitarvi a tenere sott'occhio un sito: www.cner.it ; qui potete trovare un po di news sulle rinnovabili!
 
interessante questo:

0.09.2006
Con le biomasse si può fare idrogeno
Estrarre idrogeno dalla biomassa ovvero un gas 'pulito' da una fonte di energia rinnovabile. Questa procedura è diventata più efficiente grazie alla ricerca di un'equipe di scienziati guidata da Ashok Bhattacharya, dell'Universita' britannica di Warwick. Che e' riuscita a estrarre idrogeno puro al 95 per cento dalla biomassa umida. Il biocombustibile viene portato in forma gassosa e separato in metano, acqua, ossido di carbonio, anidride carbonica e idrogeno. Viene quindi convogliato in un reattore dove, grazie a una reazione chimica, viene estratto l'idrogeno dal metano e dall'acqua. Nel reattore si trova una membrana ceramica rivestita di palladio che è semipermeabile e consente quindi il passaggio del solo idrogeno. Questo consente di separarlo, sicché non viene mai raggiunta la massa critica che porterebbe all'equilibrio chimico con gli altri reagenti e quindi all'arresto della reazione. Dunque finché il reattore e' alimentato con la biomassa continua a produrre idrogeno. Fra le novità tecnologiche dei "reattori a membrana" ci sono anche l'utilizzo di un catalizzatore nanocristallino per accelerare la reazione e un approccio innovativo per la soluzione del problema della pressione e della trasmissione di calore. Ma soprattutto il loro impatto ambientale e' circa nullo. Infatti non consumano combustibili fossili e non sviluppano la CO2 che si genera spontaneamente dal materiale in decomposizione. E presto potrebbero essere collocati in piccoli stabilimenti, cartiere e impianti per il trattamento dei liquami di depurazione.(Fonte: Galileo - Giornale di scienza e problemi globali)
 
Si è chiuso da quasi 2 settimane il bando di finanziamento della Regione Veneto per gli impianti di biomasse: sembra che siano stati richiesti contributi per oltre (abbastanza oltre) i 500 ettari previsti dal bando! un buon segno di speranza per il futuro! qualcosa si muove in questa direzione!
tuttavia la specie utilizzata per questo tipo di coltivazioni rimane il pioppo. ho provato ad informarmi: le risposte che ho avuto sono abbastanza concordi: meccanizzare una SRF di robinia è un problema, inannzitutto per le spine che sono pur sempre pericolose o quantomeno fastidiose, ma soprattutto per l'abbondanza con cui ricacciano le ceppaie, allargandosi fin dalla base e rendendo praticamente inaccessibile l'impianto alle macchine.
Intervenire con delle potature o altri interventi selvicolturali avrebbe dei costi troppo troppo elevati per essere sostenuti, dal momento che sono interventi che vanno fatti manualemente, e su impianti fitti anche di 5000 piante per ettaro vi lascio immaginare che razza di lavoro...!
Sarebbe necessario un buon periodo di ricerca per selezionare cloni di robinia più idonea alle SRF, ma quanti anni ci vorrebbero? 10? 15? e chi è pronto a farlo, ora che la pioppicultura in italia ha raggiunto i livelli che tutti conosciamo? suvvia, non lamentiamoci, in fatto di pioppi siamo tra i migliori al mondo! (lo so, magra consolazione...!
:)
)
 
Ciao pioppello,
certo meccanizzare una RTF di robinia resta un problema. Ricordati che il 99% di chi cresce alberi da legna per la propria stufa E NON PRODUCE PELLET non ha un trattore. La robinia ti cresce in terreni storti, poveri, terreni di scarto difficilmente utilizzabili per altri scopi. E non impoverisce il terreno.
Ma scusa, se tu dovessi coltivare alberi da legna per il tuo camino e possedessi una striscia di terreno magari lungo un canale un po' in pendenza... cosa pianteresti?
Rispondi col cuore dimenticandoti il tuo nick
:)


AT
 
E' vero, se avessi una striscia di terreno pianterei robinia: cresce veloce, tanta e brucia bene.
Io abito a padova, vicino ai Colli Euganei. Lì la robinia è molto molto diffusa, considerata un infestante. Hanno provato a toglierla in mille modi: niente, la robinia rimane lì, è come i classici rovi, tu la tagli e lei ricresce più forte è più fitta di prima. L'unico rimedio che sembra funzionare è il tempo: nei boschi lasciati all'evoluzione naturale (sui colli euganei, ricordo), la robinia viene dopo circa 30 anni sostituita da specie autoctone come frassini, pioppi, sorbi, tigli, ciliegi e infine quercie (rovere, roverelle, farnie).
Questo è l'unico motivo per cui il grillo parlante che sta dentro di me mi dice: "se tu avessi una striscia di terreno, non piantare robinia!ma pioppi, platani, frassini, tigli, carpini!
 
Non so la situazione sui colli euganei, so che in Lombardia la robinia distrugge querceti e castagneti, ho visitato con un agronomo ex querceti, ora boschi di robinia. Questo avviene perchè la robinia cresce molto più velocemente delle altre essenze. La competizione è sempre per acqua e luce, basta guardare le colline del varesotto per vederle coperte in primavera di fiori bianchi di robinia.
E la robinia è l'unica essenza della quale viene autorizzato il taglio nei boschi demaniali, proprio perchè infestante.
 
La robinia non distrugge un bel niente, si vede che i boschi di quercia avevano già problemi gravi. La robinia è specie pioniera fortemente eliofila, non può crescere in un altro bosco.
 
Ciao a tutti, visto che si parla di SRF di pioppo e robinia, volevo solo segnalare il numero di ottobre/novembre di "Alberi e Territorio", in cui c'è un articolato dossier sulle biomasse legnose, molto interessante. Non è per fare pubblicità alla rivista (non ho nulla a che farci), ma solo un informazione che spero metta un po di persone in grado di arricchire il proprio bagaglio di informazioni.
 
"
L'ITABIA per scaldare 1500 mq di abitazione stima un consumo di 240000 KW e stima la legna al 35% di umidità con un potere calorifico di 3 KW/Kg. Pertanto per scaldare 15 appartamenti da 100 mq. occorrono 800 quintali di legna."

A questo proposito vorrei dare alcuni numeri della mia esperienza che permetterebbero di ri-dimensionare i ragionamenti precedenti e renderli così più attuabili.

La mia casa, una villetta a schiera su 3 livelli di 55 mq ciascuno, ben coibentata con un cappotto da 10 cm, richiede circa 12 quintali di legna all'anno (dato degli ultimi tre anni).

E' importante quindi anche l'aspetto dell'efficienza dell'abitazione per estender il più possibile e renderlo non gravoso questo tipo di soluzione per soddisfare la richiesta di energia termica della casa.

Andrea
 

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