VELOCITA' DI CRESCITA ARBOREA


Ciao mio caro Lollo,
la robinia fu importata nel 1600 dal nord America in Francia da Jean Robin come pianta ornamentale, ora molti boschi della Lombardia (prettamente di castagno) ne sono infestati. Prima del 1600 cosa pensi ci fosse sulle colline del Varesotto, l' erba cipollina?
:)

Secondo te perchè i comuni ne autorizzano il taglio da parte dei privati e non lo autorizzano per carpini, quercie e castagni? Forse la robinia gli sta antipatica?
:)

A Dnepropetrovsk in Ucraina la Robinia albera il viale Karl Marx del centro, come qui a Milano usiamo i Platani.
Mi dici una latifoglia che non è eliofila e che cresce i Lombardia? Al momento non me ne sovvengono.
Ciao bello
:)


AT

Ciao Mansoldo,
non dimenticare che sei in una villa a schiera, se i tuoi vicini a dx e sx scaldano a metano come dei matti tu a riscaldamento spento hai quasi 10 gradi in casa quando fuori c'è la neve. Se la tua villetta fosse isolata avresti tutt'altro bilancio, figurati se tira vento
:)
. Comunque hai ragione la coimbentazione conta tantissimo e ti fa risparmiare tantissima energia. Complimenti per il tuo bilancio energetico
:)


AT
 
La robinia si diffonde molto rapidamente su terreni degradati e antropizzati, in questo senso si comporta similmente al rovo, che su suoli naturali non c'è. Invade rapidamente ogni spazio libero ex agricolo, o dove c'è stato un qualche movimento di terra. Non esclusivamente, è ovvio, ma soprattutto. In moltissimi casi ha sostituito la flora pioniera originale in quanto si è dimostrata assai più vigorosa. Il tagliarla, limitandone lo sviluppo e la diffusione, favorisce le specie autoctone, certamente, e dunque ritengo sia un'operazione naturalisticamente corretta. Tra l'altro si velocizza l'evoluzione del bosco verso il climax, cioè lo stadio evolutivo finale della fitocenosi, stabile e molto complesso. Ma il bosco ci arriverebbe comunque (ci vogliono secoli). Un bosco sano, evoluto (se parli di quercia direi che si tratta di boschi con un buon grado di evoluzione, se non al climax), se non ha problemi particolari non può essere invaso dalla robinia, né da altre specie pioniere. Il castagno invece ha avuto gravi problemi sanitari negli ultimi decenni a causa del cancro corticale, può essere che in molti casi abbia lasciato entrare la robinia. Peraltro il castagno stesso fu introdotto in coltura nei nostri boschi, i castagneti non sono boschi naturali, anche se oggi lo appaiono a causa dell'abbandono. Per mantenerne la produttività furono piantati con un sesto d'mpianto sufficientemente distanziato che la robinia può in effetti colonizzare.
In definitiva non si può dire che la concorrenza della robinia non sia rilevante nei confronti delle specie auoctone, anche se non in tutte le situazioni riesce ad essere tanto aggressiva da scalzare la flora di maggior pregio naturalistico.
Ad esclusione dell'alta montagna e di alcune brughiere, quasi non esistono suoli naturali in Lombardia. Per suoli naturali intendo suoli mai lavorati, con gli orizzonti totalmente vergini anche nei primi decimetri. In questi suoli la presenza della robinia è quasi irrilevante.
Alcune specie sciafile: carpino, alcuni aceri (solo in giovane età), il faggio, in parte l'olmo e il tiglio, il nocciolo, l'agrifoglio, il tasso...

Edited by Lolio - 13/10/2006, 14:41
 
Grazie Lolio per l'intervento molto tecnico e competente. Ho osservato come da una frana (il fenomeno delle marocche nella bassa Val di Tovel) lentamente la natura colonizzi il pietrisco con speci pioniere (pini in questo caso), come questi lentamente formino humus ed un terreno più adatto alla riproduzione ed all'estensione della specie.
Mi sembra incredibile che sulle colline scoscese del varesotto si sia piantato castagno anche perchè la disposizione non rispetta alcun sesto, quello che è certo è che il bosco non si è dimostrato sufficientemente evoluto da impedire la diffusione della robinia.
Quando si può parlare di climax? Ti faccio un esempio concreto, immagina un bosco in stadio finale su un pendio scosceso, le piante gravate dall'età cadono in seguito ad un temporale e si creano le condizioni di luce perchè si possa sviluppare la robinia. Questa si sviluppa e genera polloni che ho notato crescono anche in condizioni di luce precaria (me ne sono cresciuti alcuni alla base di un ciliegio a chioma bassa).
Penso che se si parla di zona prealpina e delle tipiche montagne prealpine lombarde, vi siano parecchi suoli naturali che comunque risultano inaccessibili a qualsiasi mezzo meccanico data l'impervietà.
Nulla tolgo alla tua competenza di agronomo, e nonostante la massima stima che ho di te penso possano esistere diverse interpretazioni dello sviluppo dei boschi. La cosa certa è che il carattere vigoroso della robinia, quando posta in competizione con le latifoglie, gli permette di scavalcarne lo sviluppo avendone il sopravvento.
Un bosco di robinia è praticamente sterile dal punto di vista fungino ed ha caratteri che sinceramente non mi piacciono.
Non sono agromono Lolio, sono solo uno che ha vissuto con gli occhi aperti sui libri e sui boschi, uno che ha vissuto da appassionato. E penso che per le piante ho la stessa passione che condividi tu...

Alessandro
 
Su terreno agricolo a riposo da alcuni anni, abbiamo messo a confronto alcune specie arboree differenti: pioppo, robinia, platano, olmo, magaleppo.
C'è da dire che il terreno, proprio perchè a riposo, era piuttosto pieno di infestanti. Il materiale vivaistico erano astoni per il pioppo, piante a radice nuda per le altre specie.
Sono passato l'altro giorno e ho visto che i pioppi erano partiti alla grande, la robinia aveva attecchito benissimo, e non aveva sviluppato la chima in altezza quanto in larghezza; il magaleppo ha attecchito anche lui benissimo, ma senza "spingere", rimanendo piuttosto basso; il platano e l'olmo sono state due delusioni, soprattutto il platano che, pur avendo attecchito, è rimasto sofferente, prostrato, cespuglioso.
Qualcuno ha un idea del perchè? è possibile che il platano abbia tanti problemi di attecchimento? se al posto di piante a radice nuda usavamo astoni anche per il platano, avrebbe avuto vita più facile? che ne dite del "celtis australis" da provare come SRF?
 
Pioppello,
ti sei dimenticato di dirci dov'è e come è fatto il terreno, cosa un po' importante, no? Ho visto impianti che funzionavano da Dio ed altri a poche decine di metri che non si sviluppavano: le condizioni ambientali sono determinanti...
 

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