Vendere i rifiuti


Benvenuto Gianluca..
le aziende possono vendere materiali di cui non hanno più bisogno finché non vengono definiti rifiuti (secondo l'intenzione del proprietario). Sulla fattura di vendita non ci sarà quindi scritto "rifiuti". I rifiuti dovranno seguire normative e canali specifici.

Saluti,
Tom
 
Se non sono rifiuti per cui vige obbligo di conferimento obbligatorio a un consorzio di legge...si..basta che chi compra sia autorizzato a riceverli e a fare il trattamento che dichiara di fare.il,trasportatore deve essere autorizzato a sua volta.
 
Vi ringrazio molto per l'attenzione! Ma ci sono delle normative che regolano questa vendita? qualcosa cui io possa far riferimento nella mia tesi??

Per quanto riguarda le autorizzazioni, a quale organo è opportuno richiederle???
 
Normative? Se C'è una cosa che in italia non mancano sono le norme...ne hai a cariolate....basta che cerchi è ne trovi una..hai almeno 20 rimandi ad altre collegate. Per le autorizzazioni, la regione o in certi casi ha delega la provincia.
 
vendere rifiuti.

vendere rifiuti.

Buongiorno a tutti.sono nuovi del sito e dei forum.vorrei avere alcune info sulla vendita dei rifiuti.se io aprissi un'aZienda con macchinari compattatori per pet e alluminio a chi dovrei rivendere i rifiuti e che autorizzazioni dovrei avere?
 
Scusa la risposta in ritardo.unico problema non riesco a trovare un azienda dove vendere plastica e alluminio giá compattati!!!sai darmi una mano.
 
per AL ne trovi a calci nel sedere..per il PET non troverai nessuno salvo che gliene porti 1 TRIR alla volta e in BigBags...regolati..
 
...regolati..

Scusa Marcober ma com'è che rispondi sempre con questo pessimismo cronico?
Se Pitbull ha voglia di intraprendere una nuova attività perché abbatterlo subito così?
Le difficoltà sicuramente ci sono e i costi son tanti...però è fattibile.
Pitbull, il miglio consiglio è quello di iniziare senza tanti macchinari (i quali più son costosi e più sono difficili da ammortizzare) con un piccolo impianto autorizzato o solo con la fase di trasporto, con l'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali (questa ultima ipotesi però ha dei vincoli da rispettare...).
 
Tutto è fattibile tecnicamente...ma per me una cosa è da fare se è economica, cioè se quello che ne ricavi ha un valore superiore ai costi che sostieni.

Ora, tu stai suggerendo ad uno di mettere nelle scuole o nei supermercati dei bidoni dentro i quali la gente deve buttare SOLO lattine di AL è Bottiglie di PET.

Primo problema....per fare raccolta e poi trasporto e poi stoccaggio e poi selezione ed eventualmente riciclaggio ci vuole una autorizzazione , per ognuna di queste fasi, che la danno se hai CAPITALI a garanzia e MEZZI IDINEI...se pensi di fare una domanda dicendo che metti dei bidoni normali nelle scuole e poi vai con la tua auto o con un tuo furgoncino normale a svuotarli...sai le risate che si fanno?

Secondo...la raccolta di rifiuti urbani o assimilati è una privativa pubblica che viene data in concessione. Per darla occorre una gara pubblica. Per cui dopo che sei autorizzato dalla Regione, dovresti, in ogni Comune, convincere il Comune a rifare la gara per la raccolta dell'area o in cui si prevede che ad esempio nelle scuole possa operare un operatore diverso da quello che opera sui cassonetti stradali...e poi devi vincere la gara.

Terzo...il Comune è il legittimo proprietario del RIFIUTO, non tu che lo raccogli , e nemmeno chi il rifiuto lo crea. Oggi il Comune riceve circa 400 euro alla tonnellata dal Corepla per ogni Tons di plastica raccolta e conferita...mi spieghi perché dovrebbe rinunciarci, visto che comunque tu non gli assicuri di arrivare alla % minima di raccolta che è del 65% dell'immesso al consumo e quindi lui deve comunque continuare a pagare un altro che gestisce i cassonetti stradali per fare il suo obiettivo minimo?

Quarto...una volta che il Comune ha firmato, e lo hanno fatto TUTTI i Comuni, il contratto con Corepla, è OBBLIGATO a conferire i rifiuto raccolti sul territorio, cioè non può decidere che certi flussi di alta qualità li destina ad un circuito diverso, altrimenti al Coreplas finisce solo la roba inutile e qualcun altro si gode il flusso che ha un certo valore....questo sta scritto nella convenzione Anci COnai.

Io sarò anche pessimista...ma il tuo consiglio mi lare del tutto fuori dalla realtà.

E comunque oggi, a mia conoscenza , non esiste alcun circuito di raccolta di polimeri post consumo organizzato fuori dal circuito ANCI CONAI.

Unica eccezione (almeno nella mia zona) è la raccolta dei tappi delle bottiglie in PE fatta dalle scuole , alla cui raccolta provvede comunque ASM che è il concessionario per la raccolta rifiuti, e che poi sono ceduti ad una ditta locale di riciclaggio autorizzata, dietro compenso simbolico che la ditta eroga più a fini di sponsorizzazione che non di corrispettivo (infatti la cosa è fata più per motivazioni educative dei ragazzi che non per fini di lucro...la scuola ci guadagna piccoli regali di ASM come computer, lavagne multimediali, supporti economici ad iniziative culturali)... Lo si fa per questi tappi e per olio esausto....ma come detto tutto gestito da ASM.

LCorepla lo sa..e lo tollera....perché comunque il peso e il valore sottratto al flusso è ridicolo...se invece un operatore selezionasse la raccolta comunale prima del conferimento per levarsi e tenersi tutto il PET delle campane, vedi che denuncia PENSLE e Civile si becca da CONAI.

Per cui il mio consigli è di fare le cose per bene, e non ricavi nulla, o sei stare alla larga da piccoli commerci illegali dove la normativa prevede il penale anche per quantitativi che sono di poco superiori ad un saccone di rifiuti.
 
Vi ringrazio per il vostro interesse.cmq ho visto che ci sono ditte tipo Garby o eurven che in frainchising con un congruo investimento ti avviano dandoti 5 0 6 compattatori che puoi mettere in giro (ecocompattatori che ogni volta che un cittadino immette una bottiglia sia lattina che di Pet l'ecocompattatore eroga un punto che magari dopo una certa soglia puoì andare a (cambiarlo)in sconti negli esercizi commerciali convenzionati.che ne pensate.
 
Che non sono sistemi fatti per far guadagnare sui rifiuti, ma sul fato che fide lizzano una clientela o come canale pubblicitario e promozionale.

In altre parole, un supermercato può anche pensare di avere dei costi di raccolta e riciclaggio se nel farlo fidelizza il consumatore sensibile al riciclaggio che in cambio di uno sconto simbolico sulla spesa, ti riporta una lattina o una bottiglia.

Al di fuori di questo canale, in teoria uno potrebbe anche metterli in altri posti pubblici ed erogare buoni sconto per esercizi commerciali della zona dove sono piazzati..ma secondo me non ci sono casa concreti e su larga scala...se con pochi caso in cui è la stessa ditta che deve promuovere le macchine che li piazza.Insomma, il rifiuto non è un business...ma è lo specchietto per l'allodola...dove l'allodola è il consumatore che, attratto dal giochino, va al destar invece che all esselunga...e destar in cambio è disposta a comprasi la macchina, a metterci la corrente e lo spazio, la manutenzione, ad erogare uno sconto e a paga qualcuno che poi si porti via il materiale, o se costa troppo, la sera lo prende e lo versa nel cassonetto della plastica che ha nel parcheggio, che poi va conferita a Corepla.

D'altra parte se questi danno un vero franchising, tu chiamali..digli che noleggi la macchina ma che in cambio vuoi un loro impegno scritto a comprarti i materiali che raccogli...se fosse in business, non dovrebbero avere problemi....scommetto invece che appena glielo dici cade la linea... Il perchè è scritto nel lungo post che ti ho scritto.
 
Si sicuramente il suoer mercato ha quel vantaggio ma se io stesso andrei a svuotare i miei compattari i rifiuti (che la ditta ti dice dove portarli) li venderei ....certo non é un primo lavoro ma un parttime per cercare di mettere qualche soldo in più al mese e in più farei qualcosa di buono perchè incentiverei a non buttare la spazzatura nell'indifferenziata
 
Boh...si vede che non riesco a scrivere in modo comprensibile...fai pure il tuo tentativo ...di certo la dita che noleggia il macchinario va il business..tu ci rimetti il canone e la benzina...perché il PET non lo vuole nessuno e l'AL lo ,potrai vendere, dopo che ne hai a,meno 1000 kw, a 500 euro alla tonnellata...peccato che devi avere autorizzazione per farlo e ti costa più di partita iva che di quel che ci cavi...rischiando multe salate appena sbagli una data su una bolla..poi devi avere mezzi autorizzati speciali...zona deposito specifica..***** e mazzi...se pensi di cavarci dei soldi sei fuori strada...comunque auguri e mandaci il primo bilancio

Ma la se la dita ti dice dove portarli e quanto te lo pagano..dovresti dirlo tu a noi e non cercare info qui..ti pare?
 
Ma avendo tutte le.autorizzazioni del caso la Cial o la corepla per il Pet a quanto acquistano e come posso fare per contattarli.Ancora nn ho avuto il contatto con la ditta ma aspetto loro per vedere bene tutto!!!ho chiesto a voi per capire meglio come funziona tutto e vi ringrazio per il vostro tempo.....!!!
 
Se contatti Corepla e sei un PRIVATO, ti dice di buttarle nel primo cassonetto che trovi..se sei un raccoglitore professionale, ti chiede Numero di Autorizzazione regionale, con quale COmune hai convenzione di raccolta, di chiede un certo costo per farti un audit del tuo sistema di raccolta e se li convinci ti permettono di portare a tue spese il frutto della raccolta presso un loro SELEZIONATORE, erogandoti 400 euro circa di contributo per tonnellata. Penso che voglia riceverli a camion completi, perchè ad ogn ingreso occorre afre analisi e non sprecano una analisi per quattro sacchi di roba.

Il problema tuo è che il prodotto lo macini e quindi il selezinatore corepla non lo vuole perche non puo fidarsi che qualcuno non abbia messo dentro bottiglie di PVC o altro...quindi devi trovare un riciclatore che lo voglia..e secondo me se non ne hai 1 camion ala volta non vuole, e non penso ti darà nulla in cambio.
COn AL puoi trovare da vernderlo..
 
Business impossibile

Business impossibile

*** citazione integrale rimossa. Violazione regola nr. 3d del regolamento del forum che invito a leggere nuovamente per evitare ulteriore sanzioni. ip tom***

Ciao, Ragazzi,
E' da anni che non scrivo ma l'insistenza di Pitbull mi ha spinto a rispondere. Ho studiato per anni la situazione in Italia e nel mondo e sono completamente d'accordo con Marcober - l'idea di fare business libero sui rifiuti in Italia è completamente folle. Non ci sono presupposti per l'iniziativa imprenditoriale libera. E' come voler fare affari privati nell'Unione Sovietica di 30 anni fa (dove sono nato). Sono completamente assenti nella legislazione italiana gli stimoli per differenziare e vendere i rifiuti per privati ed aziende private (raccoglitori). Ci sono solo comuni e consorzi che possono fare qualcosa perché di fatto hanno il MONOPOLIO. In Svizzera i privati che raccolgono possono vendere i rifiuti di certo valore (metalli) ai riciclaferro. In Italia è scoraggiato e di fatto solo i comuni o consorzi centralizzati possono muoverci. "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate..." come diceva il vecchio Dante. Perciò, Pitbull, non perdere tempo, pensa ad altro finché non vedrai sui giornali i titoli sulla vendita libera di rifiuti o simili... Si può fare qualcosa in privato, con gli amici ecc. ma non ufficialmente.
 
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