:spettacolo::spettacolo:... uno scalda il puffer con tc per essere scaldato a sua volta quando esaurisce la legna.. strano modo di pensare ad un impianto di riscaldaldamento..
Non ho capito bene il concetto di questa frase

reoccupato:
Faccio chiarezza: (premettendo che il termostato della Vulcano blocca in AUTOMATICO il circolatore appena il camino scende sotto i 55°, essa però si può riattivare sotto questa temperatura in manuale)
- il camino inizia a far circolare l'acqua a 55°
- l'acqua riscaldata serve per il radiante a pavimento impostato a 38° con valvola termostatica
- l'acqua calda "in più" fa si che il camino, carico di legna, vada in ebollizione in men che non si dica
- il puffer da 300LT serve per accumulare l'acqua calda in più che altrimenti, attraverso valvola di sfogo, va a finire nel condotto fognario
A me, con le braci incandescenti a legna esaurita, interessa riscaldare la casa, non accumulare nel PUFFER.
Per questo la mia domanda iniziale è stata: se faccio lavorare il camino con le sole braci anche a temperature inferiori ai 50° (che bastano e avanzano per far funzionare il sistema radiante a pavimento) risco, a lungo andare nel corso degli anni, di bucare il camino?
Adesso, letto attentamente le ragioni fisiche di condensazione dell'acqua, sembra essere appurato che il mio rischio di danneggiare il camino è quasi vicino allo zero, in quanto:
- non c'è shock termico eccessivo in quanto l'acqua del ritorno è preriscaldata in quanto deriva da un PUFFER che "lavora" già da ore
- lavorando con serpentina la parete del termocamino non sarà mai eccessivamente fredda da creare condensa a contatto con l'aria calda
A tutto questo qua in Sicilia abbiamo già spento tutto da 10 giorni. Giornate costantamente sopra i 20° e acqua calda in abbondanza col solare. Caro TC, si ci vede a Novembre :bye1: