Ciao Fabiomas,
purtroppo il forum non riesce a rendere giustizia alla prova a cui ho assistito. Ho visto che proprio oggi hanno ripreso la domanda sulla legna di scarso pregio, potature e varie. Il titolo di questo tread è adattissimo a questa discussione, ho imparato qui la storia completa dell'Alfa1750 che la Forestale nel 1933 aveva iscritto alla MilleMiglia e di questo devo ringraziare Furio. Ho citato apposta il doc. gasifierLAMNET.pdf di cui ti ho inviato una copia, perchè chiarisce i termini della questione, alla luce anche dell'evoluzione degli esperimenti in quella direzione nei paesi come la Svezia che non hanno dimenticato questa tecnologia, e gli sforzi che stanno facendo in India per recuperare quanto di buono c'era in questo principio.
Il gasificatore che ho visto alla prova è identico a quello di cui ti ho mandato le foto scattate in India l' anno scorso.
Unica aggiunta una bocca diprecarica con un doppio sportello per permettere la carica in continuo ed una coclea di sollevamento del materiale con recupero del calore dei gas di scarico del motore per essicare ulteriormente il materiale di carica.
Nel gasificatore, Il tronco di cono rosso che vedi nella foto, tramite i due ugelli laterali avviene una parziale combustione della biomassa, che viene accesa in basso, con una aspirazione forzata in controcorrente.
I gas così aspirati passano in una torre di lavaggio per il raffreddamento, in altri due filtri per un'ulteriore pulizia ed infine inviati ad una candela, dove vengono incendiati e bruciano con una fiamma invisibile e pulita. Quando la produzione di gas è sufficiente viene avviato con un normale motorino d'avviamento a batteria il motore , un diesel marino modificato a gas, tecnologia del 1950. A questo punto è stata staccata la ventola di aspirazione dei gas ed è stato collegato il generatore di corrente, una batteria di resistenze (termoventilatori) smaltisce la corrente prodotta, abbiamo misurato sino ad otto kwh.
Invece del generatore avrebbe potuto essere collegato una pompa per sollevare acqua, od un ventilatore, o una qualsivoglia altra presa di forza. Il combustibile ideale sarebbe cippato da 20 mm di spessore con un grado di umidità inferiore al 20 %.
Sono state effettuate prove con altre biomasse, quella che mi interessava in modo particolare era (oltre alla pollina) la prova con l'erba del mio giardino. Da 150 kg di erba tagliata con la falciatrice ho ottenuto circa 45 kg di fieno essiccandola per due giorni al sole. L'ho compressa poi in dischetti da 50 mm per 10 mm, e da questa abbiamo ottenuto quasi cinque ore di gas abbondante.
L'innovazione di questo marchingegno consiste nel basso rapporto kg biomassa - resa in kwh, con un equivalenza possibile di poco più di un kg per kwh. Questo rende ipotizzabile una produzione decentrata di energia con un impianto da 50 kwh che può essere sostenuto con la produzione di cippato ottenibile da una superficie coltivata di 20 ettari.
una macchina simile è già in arrivo, ha un gasificatore più capiente e può funzionare anche con biomassa più grossolana, e anche con densità inferiori, il motore viene mantenuto a regime con biodiesel, il gas entra come co-combustibile e si ottengono risparmi di carburante sino all' 80%.
La macchina piccola potrebbe trovare sistemazione in qualche migliaio di isole ecologiche appositamente attrezzate, o in cooperative di 6-7 giardinieri che avrebbero così trovato come sistemare l' erba tagliata, le foglie e gli aghi di pino raccolti. Certo che questo implicherebbe una certa dose di LAVORO per separare, essiccare, gestire le difficoltà.
Meglio vedere cosa può rendere il conto energia per 200 mq di solare fotovoltaico.
Ciao
Osvaldo