Ciao Nove,
ho girato il tuo link ed i tuoi dubbi ad un mio amico ingegnere motorista che ha più di 60 anni di pratica nel settore, e una mente aperta e curiosa come la tua.
Non mi ha deriso, mi ha fato notare che quando effettuiamo una combustione, facciamo reagire un combustibile, con aria, che è una miscela di gas in cui l'ossigeno rappresenta a mala pena il 20%. Nelle caldaie di grandi dimensioni, viene iniettata acqua vaporizzata per aumentare il tenore di ossigeno. Infatti l'acqua è formata per 80% di ossigeno.
Ha ragione Furio quando dice che l'acqua è il miglior combustibile, basta saperlo accendere, sbaglia quando la definisce combustibile, in effetti è un comburente.
Ho avuto modo di vedere un volontario cercare di spegnere una stufa a gasolio che si era incendiata lanciandogli un secchio d'acqua, la fiammata che ne è seguita gli ha procurato due mesi di ospedale. Il ricordo di quel muro di fuoco è ancora ben vivido nella memoria.
Ho avuto modo di parlare con due autisti di una certa età che durante e nel primo dopo guerra guidavano dei veicoli a gasogeno. Tutti e due mi hanno confermato che facevano il "pieno" con legno verde. Erano l'incubo dei contadini della periferia, partivano con il mezzo dal deposito in città, e il primo filare di frasche che trovavano sulla strada si fermavano a fare "rifornimento", altro che "albero degli zoccoli".
La dinamica di quello che succede in una camera di combustione, tra bilancio energetico di molecole che si rompono, legami che si slegano, composti che si formano e si disgregano, molecole che evaporano e sottraggono calore, poi si ricombinano e danno altro calore, c'è da perderci la testa.
Ciao
Osvaldo