Woodgas

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Ciao Nove3,
ho visto il sito che mi hai proposto, in fondo, dopo l'ultima immagine c'è un trafiletto, come modificare l'alimentazione di un motore per farlo funzionare con woodgas in caso di black-out petrolifero.
Ti rimanda allo stesso link della gengas che ti avevo proposto io, così il cerchio si chiude.
Ciao
Osvaldo
 
Ciao.
Lo so che alla fine quello che ti ho proposto e' un gassificatore "ad acqua" e la cosa mi sembra molto interessante.
Le considerazioni che facevo io sono che a differenza dei gassificatori classici in cui c'e' una combustione che porta alla gassificazione, in questo caso si utilizza il calore di scarto del motore... la combustione non e' piu' necessaria per la gassificazione, ma si ha la gassificazione come processo secondario.

Il mio ragionamento e' questo:
E' possibile effettuare questo processo senza aggiungere ulteriore ossigeno, senza utilizzare acqua, ma mettendo nel reattore del legno?

Questa mia domanda deriva dal fatto che il legno contiene gia' acqua o comunque ossigeno all'interno delle sue strutture ed inoltre la tecnica mi sembrerebbe piu' facile rispetto alla gassificazione classica che prevede prima l'accensione del fuoco che serve alla gassificazione e poi un utilizzo del gas prodotto.
In questo caso invece la gassificazione e' "slegata" dalla combustione!!!
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Ciao Nove,
ho girato il tuo link ed i tuoi dubbi ad un mio amico ingegnere motorista che ha più di 60 anni di pratica nel settore, e una mente aperta e curiosa come la tua.
Non mi ha deriso, mi ha fato notare che quando effettuiamo una combustione, facciamo reagire un combustibile, con aria, che è una miscela di gas in cui l'ossigeno rappresenta a mala pena il 20%. Nelle caldaie di grandi dimensioni, viene iniettata acqua vaporizzata per aumentare il tenore di ossigeno. Infatti l'acqua è formata per 80% di ossigeno.
Ha ragione Furio quando dice che l'acqua è il miglior combustibile, basta saperlo accendere, sbaglia quando la definisce combustibile, in effetti è un comburente.
Ho avuto modo di vedere un volontario cercare di spegnere una stufa a gasolio che si era incendiata lanciandogli un secchio d'acqua, la fiammata che ne è seguita gli ha procurato due mesi di ospedale. Il ricordo di quel muro di fuoco è ancora ben vivido nella memoria.
Ho avuto modo di parlare con due autisti di una certa età che durante e nel primo dopo guerra guidavano dei veicoli a gasogeno. Tutti e due mi hanno confermato che facevano il "pieno" con legno verde. Erano l'incubo dei contadini della periferia, partivano con il mezzo dal deposito in città, e il primo filare di frasche che trovavano sulla strada si fermavano a fare "rifornimento", altro che "albero degli zoccoli".
La dinamica di quello che succede in una camera di combustione, tra bilancio energetico di molecole che si rompono, legami che si slegano, composti che si formano e si disgregano, molecole che evaporano e sottraggono calore, poi si ricombinano e danno altro calore, c'è da perderci la testa.
Ciao
Osvaldo
 
Ciao Osvaldo!
Scusa ma non ho capito il discorso che fai inizialmente!
Forse non mi sono spiegato bene nel post precedente!
Lo so che alla fine nel reattore avviene una combustione (non completa visto che si forma CO invece che CO2) quello che mi stuzzica e' che e' molto piu' pratica del gasogeno che c'era durante la seconda guerra mondiale visto che non bisogna accendere prima il fuoco per innescare la gassificazione ma la si ottiene con il gas di scarico... quando si spegne il motore la gassificazione si ferma o quasi contrariamente a quallo che succedeva prima dove bisognava spegnere il fuoco.
Alla fine il tutto diventa molto piu' fattibile o no?!?
Inoltre si recupera una parte dell'energia del gas di scarico (circa il 50 % dell'energia immessa nel motore)!!!

Il volontario che voleva spegnere la stufa a gasolio sicuramente non aveva fatto un corso antincendio perche' in quelle condizioni si ottiene la dissociazione dell'acqua e quindi un gran bel botto! Per qusto ci sono gli estintori a polvere, a schiumogeni ed a CO2!!!

Saluti!
 
Ciao Osvaldo!

Mi sono dimenticato di scrivere anche che questo reattore e' molto piu' compatto rispetto ai gassificatori tradizionali per i motivi che ho scritto sopra.
Inoltre i problemi di partenza possono essere facilmente superati inserendo delle candelette (quelle dei motori diesel) che inneschino la gassificazione finche' il reattore non va in temperatura. (piu' che gassificazione forse si dovrebbe parlare di carbonizzazione o distillazione secca!)

Saluti!
 
Ciao!
Ho fatto due conti a spanne e se la cosa funziona si riesce a produrre energia elettrica a 5/6 cent per Kwh! Se i conti sono giusti vendo la macchina e ne compro una elettrica! Mi verrebbe a costare 1/5 al km! (ho un 1000 quindi consumo gia' pochino
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)

Spero di aver fatto i conti giusti!

Vi faro' sapere.

Saluti!

Edited by Nove^3 - 9/11/2005, 17:51
 
Salve a tutti!
Torno a scrivere su questo 3D perche' ho trovato un interessante documento della FAO anche se e' un po' vecchiotto mi sembra molto interessante ed utile!
Link FAO
Leggendo questo e rivedendo il reattore pantone mi rendo conto che quest'ultimo non e' altro che un gasificatore a letto fluido. Lo si puo' far andare a legna aggiungendoci semplicemente una grata per tenere sospesa la legna. Si ha pero' un problema di ceneri. Che si possa risolvere usando olio da pirolisi?
 
Ciao Nove,
bellissimo link, completo ed attuale. Ho dato una lettura veloce ai capitoli, e mi sembra un ottimo compendio tra le esperienze svedesi su autoveicoli e quelle indiane su postazioni fisse per produzione di energia elettrica.
Ho scaricato la versione .pdf e faccio conto di riguardarla con più calma.
Senz'altro non darà la risposta alla crisi energetica a cui stiamo andando incontro, è consolante però sapere che mentre da noi questi studi vengono considerati come fuorvianti e "specchietto per allodole", in qualche altro paese hanno avuto la giusta considerazione.
Se è vero che l'energia ricavata dalle biomasse copre "solo" il 34% del consumo attuale, per l' 80% della popolazione che attualmente può permettersi solo questa forma di energia, avere la prospettiva di un raddoppio dell'efficienza, contribuirà a ridimensionare il fabbisogno delle energie non rinnovabili.
Ciao
Osvaldo
 
Il documento e' molto bello e completo. Hai visto la data di pubblicazione?
Forse riesco a convincere mio padre a mettere in piedi un sistema di microcogenerazione a wood gas e questo grazie ai russi ed al loro gas che non arriva!
Infatti siamo stupiti entrambi (io e mio padre) per le misure straoridinarie che si stanno mettendo in atto per una carenza di solo il 2% del gas che viene usato in Italia. Temiamo che non ce la stiano raccontando poi cosi' giusta!
Visto che legna ne abbiamo molta e' meglio fare un po' di esperienza. Se la cosa va bene vendo la macchina e ne prendo una elettrica cosi' ho un triplo risparmio! Calore, energia elettrica ed mobilita' tutto integrato, consumando un terzo di energia e pure rinnovabile!
 
Ciao Nove,
incollo qui il messaggio che mi ha inviato il responsabile della CAEMA.
Se sei in zona ti conviene fare una scappata, vedrai senz'altro delle cose interessanti.

Ho visto solo oggi il messaggio.

Siamo in piena ristrutturazione degli uffici.

Ti ricordo che esponiamo a Verona Fiere dal 9 al 12/2/06, Padiglione 3 – Stand C2

Faremo inoltre presentazione in Sala Vivaldi il 10/2/06, ore 10:30.

Saranno presenti i responsabili dell’Ankur Scientific.

Penso che attualmente sia una delle proposte più valide per sfruttare su piccola scala la produzione di energia partendo dalla biomassa disponibile.
Ciao
Osvaldo
 

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