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Discussione: Emancipazione delle gerarchie terrestri

  1. #241
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    Interessante uno studio che ho letto ,in sintesi :
    http://bastaconleurocrisi.blogspot.it/2016/01/euro-e-stagnazione-della-produttivita.html


    Euro e stagnazione della produttività italiana

    Ormai da diversi anni, un tema oggetto di intenso dibattito è la stagnazione delle produttività che l’economia italiana ha sperimentato in prossimità dell’ingresso nell’euro, e ancora di più successivamente.

    Per far luce sul tema, è utile prendere in considerazione la legge di Kaldor-Verdoorn, secondo la quale la produttività tende a salire in funzione del prodotto fisico di un sistema economico.

    La ragione è intuitiva. Se un’economia cresce, ci sono più risorse a disposizione, e più incentivo ad investirle in nuovi impianti e tecnologie più avanzate. E ci sono anche maggiori economie di apprendimento – più si fa, e meglio s’impara a fare, banalmente detto.

    Fino all’avvento dell’euro, la crescita reale dell’economia italiana è stata soddisfacente, in linea con le medie europee.
    Partite correnti in equilibrio, in situazione di domanda interna italiana a livelli normali (non euforici né depressi), implicano che il cambio di ingresso nell’euro non era, almeno inizialmente, “sbagliato”.

    La crescita italiana ha rallentato in quegli anni, ma l’indiziato principale non è il cambio bensì l’adozione di politiche economiche restrittive, finalizzate a rientrare nei parametri del trattato di Maastricht: in particolare, con riferimento a inflazione e rapporto deficit pubblico / PIL.


    A questo punto il rallentamento della crescita ha prodotto la stagnazione della produttività. Nel frattempo la Germania guadagnava non tanto in termini di produttività, ma di competitività – attuando politiche di forte contenimento salariale.
    L’Italia è quindi entrata in un circolo vizioso. La combinazione di politiche economiche restrittive, di stagnazione della produttività e di peggioramento della competitività ha agito negativamente sulla domanda, sulla crescita e di conseguenza (Kaldor – Verdoorn) ha ulteriormente penalizzato la produttività.

    La crisi finanziaria del 2008 ha ulteriormente enfatizzato questa situazione negativa. E l’austerità adottata dal 2011 in poi, in diretta conseguenza della crisi dei debiti sovrani, ancora di più.


    Il nesso tra euro e stagnazione della produttività quindi esiste ed è estremamente significativo, ma per ragioni più variegate rispetto a una semplice causazione cambio sopravvalutato ==> ristagno della produttività.

    Il nesso tra euro e stagnazione della produttività quindi esiste ed è estremamente significativo, ma per ragioni più variegate rispetto a una semplice causazione cambio sopravvalutato ==> ristagno della produttività.

    L’euro ha svolto un ruolo in quanto:
    UNO, la necessità di rispettare i parametri di Maastricht ha costretto l’Italia ad adottare e mantenere politiche fiscali restrittive.
    DUE, i guadagni di competitività tedeschi in un regime di monete nazionali e cambi flessibili sarebbero stati, con ogni probabilità, gradualmente compensati dalla rivalutazione del marco contro la lira. Questo non è avvenuto, ed ha ulteriormente penalizzato la crescita italiana.

    E soprattutto, nel 2011 (1) Monti non avrebbe dovuto accettare l’adozione di livelli di austerità così massicci (sotto forma principalmente di imposte su patrimonio e consumi e di tagli di spesa pensionistica) e (2) nella misura in cui questi interventi fossero stati attuati, almeno in parte si sarebbe dovuto utilizzarli (anche qui) per ridurre il cuneo e quindi il costo del lavoro lordo per le aziende.

    E’ comunque indubbio che l’euro, o più propriamente i vincoli dell’Eurosistema e l’insieme delle politiche adottate per cercare, in qualche modo, di evitarne la rottura, hanno una stretta relazione con il declino della produttività italiana.

    La soluzione passa dall’uscita da questi vincoli. Il che si attua mediante politiche espansive della domanda, abbinate a un miglioramento della competitività delle aziende (per evitare l’insorgere di squilibri commerciali esteri).





    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  2. #242
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    Altra infornata di bubbole da bar zagamiche... evabbò!

    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    Interessante uno studio che ho letto ,in sintesi :
    Fino all’avvento dell’euro, la crescita reale dell’economia italiana è stata soddisfacente...La crescita italiana ha rallentato in quegli anni, ma l’indiziato principale non è il cambio bensì l’adozione di politiche economiche restrittive, finalizzate a rientrare nei parametri del trattato di Maastricht: in particolare, con riferimento a inflazione e rapporto deficit pubblico / PIL.​
    Dai?!?! Un genio macroeconomico l'estensore dell'articolo eh!
    Misteriosamente un paese che attinge a piene mani al debito pubblico, finanziando con esse spese clientelari che aumentano fittiziamente la ricchezza in tasca alle persone... CRESCE!!
    Inaudito!! Io pensavo che crescessero solo quelli che risparmiano, pensa!
    Forse la situazione parlando di nazioni non è chiara a tutti. Proviamo a sostituire i protagonisti con personaggi umani più vicini all'esperienza comune...
    Una famiglia dove il padre riesce (per motivi che fingiamo non interessarci) a farsi prestare OGNI ANNO dalla banca una cifra sufficiente a coprire interessi e rate di tutto quello che si è fatto prestare prima con il direttore di banca che risponde sempre di si ha una situazione "soddisfacente"! La moglie può andare dal parrucchiere tutte le settimane, il nonno si può permettere il giro d'Europa in camper, i figli scorazzano in motorino allegramente. Tutti contenti anche se il padre in realtà guadagna quel che non è nemmeno sufficiente a INTACCARE i debiti pregressi!! Fantastico!
    Per chi non l'avesse capito la situazione italiana degli anni 80-90 era esattamente quella del padre di famiglia che dovrebbe pagare 20.000€ di rate (su un debito poniamo di 200.000€) con la banca con 2.000€ di interessi in un anno ed accorgendosi di non potercela fare con i 25.000€ che riesce a portare a casa...riesca ad ottenere dal direttore di banca un ULTERIORE prestito di 30.000€ con cui pagare le rate dell'anno e gli interessi e magari 4 pneumatici nuovi al camper del nonno!!
    Ora, io non sarò un esperto di macroeconomia come quelli che fanno battere forte il cuore a qualcuno, ma io un direttore di banca così TONTO non l'ho mai conosciuto!! Anche perchè è ovvio a un bambino che quel padre di famiglia in realtà non PAGA nulla, ma anzi sfrutta la generosità di qualche fesso per AUMENTARE ulteriormente il debito!!
    Debito che aumenta certo perchè ci sono gli interessi. Che ovviamente restano sui 20.000€ che l'anno dopo il tipo dovrà ancora pagare PIU' la quota di rate per i 30.000 che si è fatto ulteriormente prestare per "onorare" il debito!!
    Questo meccanismo non funziona e ci arriva un bambino a capirlo! Ogni banca seria licenzierebbe in tronco un direttore che presta 30.000€ a qualcuno che li usa per pagarci rate ed interessi dei 20.000€ che la stessa banca gli ha prestato l'anno prima per pagare rate e interessi dei 10.000€ che gli aveva prestato due anni prima!!! E chi non capisce questa banale verità e si beve le balle sui divorzi tesoro-BdI o le frottole sugli interessi "da strozzini" non ha semplicemente capito un tubo. O preferisce convincersi di quel che più gli piace. Semplice!
    Ma un cretino di passaggio potrebbe SICURAMENTE affermare, senza pericolo di essere smentito, che la "crescita" di quella famiglia è soddisfacente! Così come è intuibile dal malato di Alzheimer che se la banca decide di dire "ehi ciccio, basta prestiti, comincia PERLOMENO a pagarci i soli interessi e pian piano cerca di rientrare" la "crescita" della famiglia subirà verosimilmente un intoppo, la madre girerà coi capelli spettinati, i figli con l'autobus e il nonno passerà più tempo a giocare a briscola!

    Uno stato che ricorre indiscriminatamente al debito per foraggiare i pensionati che lo votano va, apparentemente, alla grande! Ovvio! Lo sanno tutti, specie i tedeschi/olandesi/finlandesi che GIUSTAMENTE hanno semplicemente imposto a un certo punto agli stati "furbi" di cambiare registro! Qualcuno lo ha cambiato con misure durissime e ancora non ha finito. L'Italia, fortunatamente, ha un tessuto imprenditoriale e un risparmio privato tali da riuscire a raddrizzare in gran parte la baracca con misure pesanti per molti, ma certo ben lontane da quelle imposte ad altri! Perlomeno finora...

    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    Nel frattempo la Germania guadagnava non tanto in termini di produttività, ma di competitività – attuando politiche di forte contenimento salariale.
    Altra verissima bubbola! Il contenimento salariale è ovvio che aumenta la competitività. Ed è verissimo che in Germania si sono resi possibili contratti a costi minimi (come è ormai necessario per ogni paese. Inutile credere alle illusioni propalate dai demagoghi filo-sindacali!). Ma quello che i tedeschi hanno contenuto non è tanto il salario, quanto il COSTO DEL LAVORO che su ogni salariato incombe! Gli stipendi NETTI tedeschi restano ben superiori a quelli italiani e reggono, quelli si, alla grande l'economia.
    Le scelte miopi e clientelari degli anni 70-80 hanno invece scaricato sulle aziende italiane costi abnormi paragonati a quelli tedeschi (se devo reinserirò per l'ennesima volta i valori di contributi obbligatori a carico delle aziende italiane e tedesche, semmai) e questi costi, specie quelli PREVIDENZIALI non sono stati affatto diminuiti! Anche perchè, non essendo possibile appaltarli tout court alla fiscalità generale NON sono facilmente "contenibili" senza diminuire le prestazioni pensionistiche in essere! Diritti "acquisiti" e decisioni dei primati con la toga hanno fatto il resto!
    Sarò presuntuoso, ma temo che troverai ben pochi lavoratori tedeschi dal salario "contenuto" accettare di far cambio con i pari qualifica italiana! Chissà come mai eh?
    Ah, che scemo! Ma li sarà colpa dei "miopi ed ottusi" imprenditori italiani che non hanno capito che pagare il doppio dipendenti e fisco fa "crescere" la domanda e quindi i loro affari!!! Già, come ho fatto a non pensarci??

    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    UNO, la necessità di rispettare i parametri di Maastricht ha costretto l’Italia ad adottare e mantenere politiche fiscali restrittive.​
    Ovvio. Ma è esattamente la stessa cosa che dire che una famiglia "costretta" a spendere quanto guadagna e NON quanto riesce a farsi prestare va incontro a una decrescita. Il problema si rivela quando il direttore della banca comunica che non farà più credito, ma la COLPA non è del direttore! Ma di chi quel debito lo ha fatto!

    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    DUE, i guadagni di competitività tedeschi in un regime di monete nazionali e cambi flessibili sarebbero stati, con ogni probabilità, gradualmente compensati dalla rivalutazione del marco contro la lira. Questo non è avvenuto, ed ha ulteriormente penalizzato la crescita italiana.​
    Questo è sicuramente vero. E la Germania ha beneficiato molto di questa situazione. Ma non per questo un paese che fa deficit eterno è da considerarsi virtuoso! L'Italia DEVE cessare di far salire il debito, anzi iniziare a ridurlo, e DEVE continuare a fare surplus. Senza inseguire bubbole mistificatorie come le famose "stampanti miracolose".

    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    (1) Monti non avrebbe dovuto accettare l’adozione di livelli di austerità così massicci (sotto forma principalmente di imposte su patrimonio e consumi e di tagli di spesa pensionistica) e (2) nella misura in cui questi interventi fossero stati attuati, almeno in parte si sarebbe dovuto utilizzarli (anche qui) per ridurre il cuneo e quindi il costo del lavoro lordo per le aziende.​
    Monti ha usato la scure in una situazione sull'orlo della catastrofe. Ma i tagli pensionistici sono stati quasi inesistenti per i pensionati, non raccontiamoci storielle! Anche le timidissime forme di riduzione di un assurdo e per nulla dovuto "adeguamento" inflattivo per le pensioni più elevate sono state attaccate dai primati togati e solo la finalmente DURISSIMA risposta del governo a questi indegni pagliacci "decidiamo noi a chi, quanto e come restituire!" ha impedito un ulteriore buco abnorme. Il peso principale delle riforme di Monti Fornero lo hanno subito i soliti giovani e quella parte di lavoratori vicini alla pensione che si sono visti "sfilare" la bistecca da sotto il naso. Quindi Monti non ha fatto granchè per incidere sulla spesa pensionistica. Lo farà qualcun altro quando sarà necessario (un utile idiota stile Fornero, da gettare in pasto ai leoni mediatici DOPO che ha fatto il lavoro sporco, si trova sempre!).
    Per il resto la ricetta proposta è simile a quella che ho descritto qualche post fa! TASSARE patrimoni e consumi e parallelamente DETASSARE costo del lavoro e cuneo fiscale!
    Un pò in ritardo, ma anche il tuo articolista c'è arrivato! Dai!

    P.S. Anzi... leggendo l'articolo mi accorgo che ci sono anche proposte che mi sento di condividere TOTALMENTE, sebbene "scordate" dal riassunto di zagami:
    Ad esempio : Lasoluzione passa dall’uscita da questi vincoli. Il che si attuamediante politiche espansive della domanda, abbinate a unmiglioramento della competitività delle aziende (per evitarel’insorgere di squilibri commerciali esteri). Miglioramento dellacompetitività che, anche in presenza dell’impossibilità diriallineare il cambio, può essere ottenuto con una forte riduzionedi contributi e oneri a carico delle aziende.
    Insomma a me pare di capire che, al di là delle proposte di monete alternative o certificati vari, il succo dell'abolizione dei "vincoli" passi proprio per quella RIDUZIONE DI CONTRIBUTI ED ONERI A CARICO DELLE AZIENDE che predico da mesi!!!
    Anche la ripresa di occupazione determinata dalla DECONTRIBUZIONE sui nuovi contratti lo indica chiaramente!!Non serve alcuna stampante miracolosa! Serve RIDURRE corposamente quel 25% di contributi previdenziali scaricati sulle spalle di chi produce ricchezza!!!
    Come? Accetto suggerimenti!
    Ultima modifica di BrightingEyes; 05-06-2016 a 16:38
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  3. #243
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    Mah, gli svizzeri sono un pò idioti!
    Hanno rifiutato un reddito di base aggratis per tutti di 2.000 euro al mese, senza lavorare

  4. #244
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    Penso si possa dire, senza smentite, che il cambio penalizzante della lira, al momento della conversione in Euro, sia stato imposto da quelle economie che si sentivano prese per i fondelli dalle continue svalutazioni della Lira. All'epoca i nostri concorrenti tedeschi hanno applaudito a scena aperta e non sono mancate le battute agli occasionali incontri.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  5. #245
    Pietra Miliare
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    RIDUZIONE DI CONTRIBUTI ED ONERI A CARICO DELLE AZIENDE
    Ecco, diciamolo dove sta il problema: abbiamo un sistema di tassazione indegno, che sembra presupporre che comunque ci debba essere del nero.
    Sarà per questo che, tra le altre cose, continuiamo a versare oboli in nome della guerra di Abissinia, di alluvioni e terremoti di più di 50 anni fa, e cose così?
    Ich bin ein CimPy - Accidenti, mi sa che ho perso il treno (e mi si è pure rotta la sveglia)! Qualcuno sa dirmi a che ora passa il prossimo?

  6. #246
    mgc
    mgc non è in linea
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    È' l'assoluta sfiducia, da entrambe le parti, che condiziona il sistema.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  7. #247
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    Il PD ha perso in tutti i fronti , segno che ha fallito la sua politica grazie al giovane Renzi .

    Una volta votavo PD ai tempi di Berlusca ora, voterei berlusca contro Renzi . La gente è stanca di questa politica inutile che non porta a niente ma solo allo sfascio della società .

    Se si è di sinistra si debbono votare leggi a favore della povera gente , non contro , altrimenti conviene votare la destra che invece ha un occhio di riguardo per i pensionati .

    Due più due fa quattro , forse qualcuno ancora non lo ha capito , o forse con una aria punitiva e giustizialista si pensa di prendere voti ?
    SFiducia? perché in chi bisognerebbe avere fiducia ?
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  8. #248
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    Il capitalismo è in fase fallimentare, lo sostiene ancora per poco il controllo delle masse, ma solo ancora per poco...

  9. #249
    mgc
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    Sono liberale e quindi, non voto più' , ma eliminare i senatori non me lo perdo.
    a Darwin piace questo messaggio.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  10. #250
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    Quote Originariamente inviata da zagami Visualizza il messaggio
    Il PD ha perso in tutti i fronti , segno che ha fallito la sua politica grazie al giovane Renzi...
    zagami, forse non ti è facile capirlo, ma anche se più libera nei temi nemmeno questa sezione è una tribuna politica da cui fare propaganda! Cancella il tuo inverecondo post-marchetta e torna in tema.
    Anche perchè non è nemmeno tanto giusto, in quanto se è verissimo che chi citi non può cantare vittoria certo non si può considerare vincente l'idea della "fuga dall'euro", visto che chi la sostiene ha partorito la miseria di 4 ballottaggi su 1300 comuni e probabilmente riuscirà a vincere solo a Roma, dove una illustre rappresentante proprio di quel movimento ha astutamente capito che han fatto tutti a gara per perdere e lasciare la patata bollente a chi ha tutto da perderne...

  11. #251
    mgc
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    Io lascerei proprio fuori la politica elettorale da questo forum. Grazie BE per aver tagliato i commenti fuori luogo.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  12. #252
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    Purtroppo di politica si parla volontariamente o involontariamente anche quando si parla di energie alternative o rinnovabili o di ecologia .

    Non ci si può esimere .
    Dipende sempre dalla politica e dalle leggi che faranno pro o contro il futuro dell'umanità , non certo da noi poveri cittadini .
    Se poi noi nel nostro piccolo possiamo indirizzare il nostro futuro con il nostro voto , come è stato per il nucleare in Italia che ben venga .

    Certo che quando noi esprimiamo delle opinioni o sulla moneta unica euro o sulle energie o sulle auto elettriche o sulla giustizia o pensioni , quelle sono sempre idee politiche o suscettibili di modifiche al nostro stile di vita presente o futuro .

    Forse sarebbe il caso di non citare i nomi , ma dalle idee espresse è evidente il riferimento ad idee politiche espresse.
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".

  13. #253
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    L'importante è che ci si limiti alla Politica e non a quella piccola, piccola che siamo costretti ad ascoltare.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  14. #254
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    Il fatto è che stiamo sempre a combattere con gli uomini-bambini di siddhartiana memoria...

  15. #255
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  16. #256
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    Un reddito di base garantito non è solamente una buona idea per l'economia, in un futuro non molto distante credo che sarà necessario per la tranquillità sociale.

    Riguardo la proposta svizzera, non direi che sono stati stupidi. Hanno fatto i loro conti.
    Sotto diversi aspetti non era conveniente così come articolata nel 2016. Va considerata la situazione di partenza svizzera, che ha un sistema sociale già molto efficiente e ben strutturato, che non lascia nessuno dei suoi abitanti dormire sotto un ponte o bighellonare in giro in cerca di elemosina. Il tasso di disoccupazione è bassissimo.
    L'idea era di togliere tutto il welfare preesistente per riversarlo unicamente nel reddito base dei 2500 franchi.

    Il reddito garantito è un ottimo strumento per mantenere a un buon regime l'apparato produttivo ma può essere una lama a doppio taglio.
    A mio avviso, il "reddito di cittadinanza" per eccellenza, dovrebbe essere la ripartizione tra i cittadini della nazione del reddito generato da tutte le risorse pubbliche. In altre parole i diritti di concessione di sfruttamento che lo Stato incassa.
    Le concessioni spesso hanno incassi ridicoli perchè l'idea è che tanto lo Stato incamera già una lauta somma dalla dichiarazione dei redditi e sarebbe impensabile aumentargli ulteriormente i costi di operatività.
    L'ideale, dopo aver livellato la pressione per le imprese ad una quota sostenibile, sarebbe ristabilire un congruo valore di concessione da sfruttamento e usufrutto per tutte le risorse pubbliche e collegarlo come parametro principale di regolazione del reddito di cittadinanza per evitare il collasso nel rapporto tra produzione/welfare.
    Notare che lo sfruttamento di risorse pubbliche è immenso e sottostimato.
    Ultima modifica di max001; 10-06-2016 a 07:27

  17. #257
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    Questa non l'ho capita.
    dovrebbe essere la ripartizione tra i cittadini della nazione del reddito generato da tutte le risorse pubbliche
    Io devo essere ritardato, ma la parola risorsa pubblica è un termine troppo vago e
    lo sfruttamento di risorse pubbliche è immenso e sottostimato
    è da spiegare.
    Io di immenso vedo il debito pubblico.
    Je suis Charlie e amo mamma e papà.

  18. #258
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    Ciao a tutti...

    Quote Originariamente inviata da BrightingEyes Visualizza il messaggio
    Concordo sul fatto che sia una buona idea, anche se occorrerà definirne BENE le modalità per un'entrata a regime sostenibile.
    Concordo anche sul fatto che i sistemi produttivi industriali automatizzati faranno sempre più a meno di "bassa manovalanza" con invece più presenze (anche se poche) di personale altamente specializzato in questi sistemi. Non capisco invece il dubbio posto nella frase dell'articolo di BE che cita :" saranno necessarie molte più prove che i robot rubano il lavoro degli umani"; di quali ulteriori prove ci sarebbe bisogno?? E' sufficiente ad esempio entrare in un ristorante dotato di un sistema di ordinativi informatizzato, per capire che ora un cameriere fa il lavoro di tre; o in una fabbrica dotata di robot per rendersi conto all'istante che dove prima c'erano 20/30 umanoidi ora c'è un robot super automatico, che non va in ferie non sciopera, ecc, ecc.
    Qui in Italia piuttosto io punterei MOLTO in tutti quei settori dove l'automazione è impiegata solo in minima parte e dove abbiamo una concorrenza minima, come ad esempio il turismo a l'agroalimentare. Farei delle politiche atte ad incentivare lo sviluppo delle piccole imprese in questi settori, ottimizzando il tutto con un sistema di trasporti di tutto rispetto.

    Saluti
    Il dono della fantasia è stato per me più importante della mia capacità di assimilare conoscenze (A.Einstein)

  19. #259
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    La lista delle risorse pubbliche è lunga. In modo non esaustivo ti potrei subito dire le miniere, acque, spiaggie, giacimenti, radiodiffusioni, emissioni di inquinanti in atmosfera sopra un certo limite, superficie impegnata da infrastrutture privatizzate come autostrade e ferrovie, sfruttamento fiumi, laghi e mare etc.. oltre alle varie concessioni per monopolio.

    Le concessioni in Italia generano un incasso non superiore a 70 miliardi di euro. Spesso sono praticamente inesistenti, simboliche, affinchè si riesca a raggiungere il fine ultimo: creare reddito nell'impresa privata su cui successivamente lo Stato impone una tassazione, oggigiorno da capogiro.
    Le risorse pubbliche date in concessione alle società private, se venissero misurate col valore di mercato (come farebbe un privato che valuta i propri beni) lieviterebbero ad un prezzo 10 volte maggiore.
    Equi introiti da concessioni, alle condizioni attuali, a spanne dovrebbero attestarsi tra i 250-300 miliardi di euro.

  20. #260
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    Mi sembra che sia una utopia in queste condizioni di debito pubblico , senza uscire dall'euro .

    Lo dice il ministro Padoan .
    https://www.google.it/url?sa=t&rct=j...24088155,d.bGg
    ~Padoan: Italia non puo' permettersi reddito di cittadinanzaRoma, 7 giu. - L'Italia non puo' permettersi il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle. E' quanto ha affermato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso della registrazione del programma 'Porta a Porta '. Il reddito di cittadinanza, ha spiegato Padoan, 'costa un sacco di soldi. In ogni caso il reddito di cittadinanza come il reddito minimo - ha osservato - dipende da che soglia si fissa. Il problema da un lato e' la sostenibilita' finanziaria, dall'altro e' come si concede'. Il nostro Paese, ha concluso il ministro, 'molto difficilmente potrebbe permettersi qualcosa vicino a quelle cifre'. .
    Dante: "Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza ".


 

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