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Discussione: energia gravitazionale

  1. #1
    Ospite

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    Al momento sto cercando di realizzare un sistema di leve in grado di utilizzare la forza di gravità per trasformarla in energia cinatica. Naturalmente tale realizzazione è molto complessa e ragionevolmente difficile da realizzare, mi chiedevo però se esistesse già una macchina con questa funzione, o comunque se qualcuno ne avesse mai provato a costruire una poichènon ho trovato ancora alcuna informazione a riguardo.

    Come potrete certamente capire non mi è possibile specificarne il sistema di funzionamento o il principio in base al quale le mie ricerche diano risultato positivo tale da giustificare la sperimentazione, ma sono aperto a critiche costruttive ed idee se ne aveste a riguardo, ogni informazione potrebbe essere essenziale per la realizzazione di un mondo free energy!

    Saluti, Falco Bianco.

  2. #2
    Seguace
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    CITAZIONE (falcobianco.82 @ 22/6/2006, 10:38)
    ....
    Come potrete certamente capire non mi è possibile specificarne il sistema di funzionamento o il principio in base ....

    e allora come pretendi che possiamo risponderti sul fatto che sia stata fatta con certezza oppure no? se ti accontenti di una risposta il linea di massima la risposta è si, è già stata fatta, perchè ne hanno fatte di tutti i tipi tutte diverse e tutte uguali al contempo, tutte con lo stesso risultato.
    Contrariamente a quanti possano pensare il contrario, l'informazione che stò per darti è altamente costruttiva ma ahimè non buona per le tue ricerche: la macchine che hai intenzione di costruire, come tutte le altre, non funzionerà mai se intendi sfruttare solo la gravità. Il motivo è ormai il mio motto che trovi scritto a fondo firma.
    Diverso, visto che di informazioni non ne hai date, se per gravità intendevi in senso lato: che ne so, sfruttando la caduta di acqua da un dislivello. In tal caso la cosa funziona, ma le centrali idroelettriche le hanno già inventate, però c'è posto ancora per la fantasia .....

  3. #3
    Ospite

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    Al di là del fatto che l'ottimismo è un cancro la resa è la morte, cmq, per essere un po' più preciso interndo sfruttare la forza di gravità ove a cadere non è nulla di esterno al sistema, ma si tratta di leve a scomparsa, che riappaiono a far leva al momento giusto, ma che non controbilancino il rullo centrale al momento in cui dovrebbero risalire...

    A dire il vero detta così non so quanto si possa capire, ma se tutto va bene vi mostrerò il mio fallimento entro pochi mesi...

    Ps, se riesci anche a farmi sapere ove trovare notizie su questi esperimenti falliti fammelo sapere, ogni informazione è utile, ma il disfattismo porta solo all'insuccesso, e conoscendomi, non è a questo che voglio arrivare.

    Falco Bianco.

  4. #4
    Tianos
    Ospite

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    di tutti gli esperimenti del genere che ho visto il piu facile da realizzare (e che al contempo ti permette di rispearmiare ,nel prendere coscienza del perche non funziona) e' una ruota (ottima una ruota a cuscinetti da bicicletta) al cui esterno tramite viti fissi delle cerniere da finestra (di quelle col fermo metallico in modo che non possano aprirsi piu di 90-110°) poi ad ogni cerniera saldi un tubo metallico con un peso infondo .
    le cerniere una volta passati i 90° della ruota permettono per forza di gravita al peso di cadere e rimanere in leva fino al raggiungimento della verticale sotto la ruota , continuando poi con la rotazione la cerniera per effetto del peso tornerebbe a chiudersi e a far tornare il tubo col peso aderente alla ruota.
    spero che come descrizione sia abbastanza chiara...c'era uno del forum che aveva la rappresentazione grafica nel'avatar^^

    buona sperimentazione.

  5. #5
    Ospite

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    Ne avevo letto un'accenno, e devo dire che grazie a questa spiegazione ho capito come funziona quell'idea, o meglio, come non funziona. in questa ruota metà dei pesi si oppongono alle leve, mentre un quarto diventano quasi forze inerte anzichè aggiungere forza al moto rotatorio, ma cosa accadrebbe se le leve fossero solo su un lato della ruota e "scomparissero" mediante un sistema di guida a cuscinetti una volta superato il punto più basso della ruota per tornare in cima alla stessa? se riesco a superare gli atriti provocati dalla scomparsa di una leva unendo il peso di tutte le altre il moto della macchina sarebbe in accelerazione costante, con le giuste proporzioni genererei una forza tale da attivare un generatore elettromagnetico, la difficoltà sta che nell'aumento delle dimensioni aumenta anche la forza richiesta dalla scomparsa della leva.

    Falco Bianco.

  6. #6
    Tianos
    Ospite

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    eheheheeh vedi per cercare di superare un ostacolo te ne sei creati mille di piu , e il problema principale di un sistema conservativo, come quello gravitazionale terrestre (ossia c'e' sempre e non si spegne mai).
    oltre a caricarti di attriti enormi (non sembra ma non e' poco l'attrito di un'intera staffa , che scivolano lungo dei cuscinetti ...a quel punto sarebbe molto meglio un cuscino magnetico ossia la staffa ,staffa e tubo caricati positivamente.
    il problema dei campi conservativi e' che non ti regalano energia ...ma te la prestano soltanto e quando la richiedono indietro si incazzano pure :D ... in una matematica molto semplice vorrebbe dire che la staffa al momento dell'uscita per effetto leva ti da 1- gli attriti, una volta giunta alla verticale per farla rientrare tu dovresti dare alla staffa energia 1 + gli attriti, come vedi non solo non ottini energia 0 ma ne perdi pure un bel po causa attriti.
    l'unico modo per fregargli energia e quello di trovare una composizione di energie (prevalentemente fregandola al sole ) per poi guadagnarla con la gravita (vedi pioggia ,dighe ecc).
    ricorda comunque che piu passaggi di energia si fanno piu la seconda legge della termodinamica ti ciuccia energia.

  7. #7
    Seguace
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    CITAZIONE (falcobianco.82 @ 22/6/2006, 12:23)
    Al di là del fatto che l'ottimismo è un cancro la resa è la morte, .....

    No, era più in giù che dovevi leggere. In particolare questa:
    E' nullo il lavoro compiuto durante un qualsiasi percorso chiuso in un campo gravitazionale, elettrostatico o magnetico (fatto da calamite). Quindi è impossibile far funzionare un motore a magneti permanenti o gravitazionale o elettrostatico senza apporto di energia esterna.

    Comunqua tu metti pesi e leve il lavoro sarà al massimo nullo. Al massimo perchè esistono gli attriti, quindi per far girare con continuità la tua macchina devi dare energia al sistema.

    CITAZIONE
    ....se riesco a superare gli atriti provocati dalla scomparsa di una leva...

    E' l'affermazione che frequetemente si trova per il forum e non solo. Purtroppo gli attriti esistono senza di quelli anche un semplice pendolo oscillerebbe all'infinito. Conosci qualcosa di più semplice del pendolo?

    CITAZIONE
    ...ma il disfattismo porta solo all'insuccesso...

    sfatiamo fin da subito i dubbi. NON E' DISFATTISMO. Purtroppo sono le leggi della fisica, che piacciono o no sono così.

    CITAZIONE
    ..se riesci anche a farmi sapere ove trovare notizie su questi esperimenti falliti fammelo sapere..

    Niente di più semplice http://www.freeenergynews.com/Directory/Gr...tors/index.html
    Ci trovi tantissimi motori magnetici tutti "quasi" funzionanti. "Quasi" perchè per ogni suo ideatore la ruota funzionerebbe e darebbe energia infinita se solo....o gli manca pochissimo per.... ecc,ecc, ecc. Purtroppo, ribadisco il concetto, il motivo per cui non funzionano è quello scoperto dal buon vecchio Newton nel 1600. Vecchio ma validissimo.
    Guarda se per caso c'è quello che hai in mente tu, se non è così segui il consiglio di Tianos: fai le prove con ruote di bicicletta o comunque cercando di spendere il meno possibile....


  8. #8
    Ospite

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    Sia chiaro che non si tratta di un sistema magnetico!

    Comunque il punto è che se cinque leve uguali spingono in una direzione ed una sola, sempre dello stesso peso e della stessa massa di ognuna delle altre, per forza di cose hai una forza cinque volte più forte di quella contrastante, e sinceramente non credo che gli atriti possano essere tali da quintuplicare il peso dell'oggetto in questione.
    Posti questi punti di partenza la tesi risulta nuovamente fattibile. ma continuo a non trovarne di simili realizzate o che abbiano tentato di realizzare. Grazie anche a docrates, ma come appena detto il magnetismo non centra...
    Falco Bianco.

  9. #9
    Seguace
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    PER LA GRAVITAZIONALE E' ANCORA PIU' VERA CHE NEL CASO MAGNETICO. infatti nel magnetico esiste un'eccezione, quella in cui il percorso passi attraverso il magnete. Cosa che è possibile sono in teoria, ma non in pratica.
    Per le forze gravitazionali invece non ci sono eccezioni: l'over unity non e possibile.
    Se il tuo dispositivo non è fra quelli che hai visto hai tutto il mio incoraggiamento per la realizzazione. Qualcosa di buono puo nascere comunque.
    Visto che fino ad ora ho scritto cose scoraggianti adesso te ne dico un incoraggiante, e verissima.
    Qui nel forum si è parlato e si parla dello SMOT. Anche quello (ovviamente) non ha portato, non porta e non porterà all'overunity. Ma un membro del forum, tempo fa mi scrisse privatamnte che lo aveva comunque applicato con successo per movimetare materiale ferroso per una applicazione industriale (non ricordo se addirittura lo aveva brevettato per quello scopo). Ti ho raccontato questo per dirti che anche se non raggiungi il moto perpetuo, se l'idea è nuova porterà con sè sicuramnte altre novità. Auguri per il tuo prototipo

  10. #10
    Ospite

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    Grazie docrates, comunque in effetti non ho ancora visto o sentito di un prototipo simile al mio, da una parte sono tentato di spiegare come funziona, d'altra parte però nessuna delle persone a conoscenza del mio progetto è stato in grado di capirne il funzionamento, di conseguenza preferisco provare che sentirmi dire ancora che è inutile...
    Inoltre non è possibile applicare più forza senza aumentare gli atriti, ma puoi suddividere la stessa forza in diverse parti in modo che la somma sia sempre uguale, uguale sarebbe anche l'inerzia, ma diminuirebbe proporzionalmente l'energia necessaria alla scomparsa si leve.
    Se è vero che le equazioni possono essere modificate e rimodificate senza cambiare il risultato la stessa cosa possiamo fare con le forze, spostando i vettori e le direzioni otteniamo risultati fisicamente diversi e matematicamente identici.

    Non posso che augurarmi che sia vero.

    Falco Bianco.

  11. #11
    Tianos
    Ospite

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    facci sapere i risultati e magari posta un qualche video ,sia che tu fallisca o che ottenga risultati...magari ispiri altre idee.

  12. #12
    Ospite

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    Certo pubblicherò tutti i miei risultati, anche perchè molte informazioni non le avrei ottenute se non fosse per questo sito, ed una volta verificata la funzionalità o meno del mio progetto non vi è più alcun motivo di tener segreto il tutto. grazie, Falco Bianco.

  13. #13
    OggettoVolanteIdentificato
    Ospite

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    CITAZIONE (falcobianco.82 @ 22/6/2006, 15:15)
    Sia chiaro che non si tratta di un sistema magnetico!

    Ciao,Falco. Se intendi sfruttare la forza di gravità,allora è bene ricordare che si tratta di una forza attrattiva quasi identica a quella magnetica.Non come intensità,ma come verso di attrazione dipendente dalla distanza.Un magnete attrae il ferro, il pianeta attrae i corpi.Auguri per i tuoi test,ma col sistema a leve la vedo grigia :alienff:

  14. #14
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    Ciao Falco,
    se ti interessa forse c'è un tizio che ha inventato qualcosa di funzionante. Il suo nome era Johann Bessler, meglio conosciuto come Orffyreus, che nel 1712 iniziò a costruire una serie di ruote gravitazionali. Vennero esaminate da tutti i più eminenti scienziati dell'epoca ma nessuno riuscì a trovare l'imbroglio (Leibniz compreso). :o:
    Le ruote funzionavano, a suo dire, tramite una semplice disposizione di pesi e leve, ed erano capaci, oltre che di autosostentarsi nella rotazione, anche di sollevare pesi (una venne addirittura usata per pompare acqua molti metri più in alto). :huh:

    image



    Ma dato che Bessler aveva richiesto molto denaro per svelare il meccanismo, alla fine accadde che nessuno pagò e lui distrusse tutte le sue macchine, portandosi il segreto nella tomba.

    Se vuoi saperne di più, ti consiglio questi link (se mastichi un po' d'inglese):
    www.besslerwheel.com
    www.free-energy.co.uk
    www.orffyre.com

    E' difficile credere nel fatto che un uomo sia riuscito ad inventare una tale macchina, ma leggendo attentamente tutti i resoconti forse questa ipotesi può diventare più plausibile.

    Buona lettura! :B):



  15. #15
    Ospite

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    Queste sono proprio informazioni utili...
    Grazie della partecipazione ragazzi...

  16. #16
    Ospite

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    salve,
    non so se sono ot,
    ma posto questo

    Quantità di moto dal vuoto
    Un oggetto materiale può raggiungere velocità misurabili in laboratorio


    Il nulla non produce nulla: lo sappiamo tutti. Eppure, alcuni fisici sostengono che un oggetto posto in un forte campo elettromagnetico può "aspirare" quantità di moto dallo spazio vuoto e cominciare a muoversi. Lo strano effetto, secondo un articolo teorico pubblicato sul numero del 16 gennaio 2004 della rivista "Physical Review Letters", dovrebbe essere osservabile in laboratorio con le attuali tecnologie.
    Lo spazio vuoto, secondo la meccanica quantistica, è un luogo movimentato: numerose particelle "virtuali" vi appaiono e scompaiono in continuazione, donandogli energia e la capacità di agire su piccoli oggetti. Per esempio, due piastre metalliche parallele subiranno una forza minuscola, chiamata effetto Casimir, che le attirerà l'una verso l'altra. Ciò avviene perché fra di loro non possono esistere fotoni virtuali con determinate lunghezze d'onda. Lo spazio all'esterno delle piastre ha pertanto energia maggiore, e schiaccia le piastre l'una contro l'altra.
    Ma il vuoto, secondo Alexander Feigel della Rockefeller University di New York, può anche possedere una quantità di moto e potrebbe trasmetterne una parte a un oggetto materiale. Per giungere a questa conclusione, Feigel ha cominciato a considerare una controversia di vecchia data nell'elettrodinamica: come si definisce la quantità di moto di un campo elettromagnetico che permea la materia? Per quasi un secolo, i fisici hanno avuto due definizioni, una proposta dal fisico tedesco Max Abraham e una derivata dal matematico russo Hermann Minkowski. Secondo Abraham, il momento del campo sarebbe più piccolo nei materiali attraverso i quali la luce viaggia più lentamente, mentre secondo Minkowski vale il contrario. Usando la relatività, Feigel ha scoperto che la definizione di Abraham tiene conto soltanto del momento dei campi elettrici e magnetici, mentre quella di Minkowski anche del momento del materiale.
    Analizzando teoricamente la quantità di moto di un materiale posto in forti campi elettrici e magnetici perpendicolari, Feigel ha scoperto che i fotoni virtuali che lo attraversano presenterebbero una strana asimmetrica, che donerebbe al vuoto un momento in una direzione mentre il materiale acquisterebbe un momento in direzione opposta. In campi di 100.000 volt per metro e di 17 tesla, il materiale si muoverebbe a una velocità di 50 nanometro per secondo, misurabile in laboratorio.


    saluti

  17. #17
    Ospite

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    Siamo agli sgoccioli, fra qualche settimana sarà pronto il primo prototipo di mulino gravitazionale. Apprezzo l'intervento di Rabazon, anche se poco inerente con l'attuale discussione, è stato interessante.
    Mi auguro di potervi rendere partecipi a questo prossimo successo, anche se la segretezza dei meccanismi per ora è fondamentale. non appena riuscirò a brevettare quest'invenzione ne sentirete parlare tutti, e tutti potrete capire come funziona. grazie dell'appoggio. Saluti, Falco Bianco.

  18. #18
    Wechselstrom
    Ospite

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    Ciao! Come fai ad essere sicuro del tuo successo se non hai ancora realizzato il prototipo?

  19. #19
    stranger
    Ospite

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    CITAZIONE (rabazon @ 28/6/2006, 18:44)
    salve,
    non so se sono ot,
    ma posto questo

    Quantità di moto dal vuoto
    Un oggetto materiale può raggiungere velocità misurabili in laboratorio


    Il nulla non produce nulla: lo sappiamo tutti. Eppure, alcuni fisici sostengono che un oggetto posto in un forte campo elettromagnetico può "aspirare" quantità di moto dallo spazio vuoto e cominciare a muoversi. Lo strano effetto, secondo un articolo teorico pubblicato sul numero del 16 gennaio 2004 della rivista "Physical Review Letters", dovrebbe essere osservabile in laboratorio con le attuali tecnologie.
    Lo spazio vuoto, secondo la meccanica quantistica, è un luogo movimentato: numerose particelle "virtuali" vi appaiono e scompaiono in continuazione, donandogli energia e la capacità di agire su piccoli oggetti. Per esempio, due piastre metalliche parallele subiranno una forza minuscola, chiamata effetto Casimir, che le attirerà l'una verso l'altra. Ciò avviene perché fra di loro non possono esistere fotoni virtuali con determinate lunghezze d'onda. Lo spazio all'esterno delle piastre ha pertanto energia maggiore, e schiaccia le piastre l'una contro l'altra.
    Ma il vuoto, secondo Alexander Feigel della Rockefeller University di New York, può anche possedere una quantità di moto e potrebbe trasmetterne una parte a un oggetto materiale. Per giungere a questa conclusione, Feigel ha cominciato a considerare una controversia di vecchia data nell'elettrodinamica: come si definisce la quantità di moto di un campo elettromagnetico che permea la materia? Per quasi un secolo, i fisici hanno avuto due definizioni, una proposta dal fisico tedesco Max Abraham e una derivata dal matematico russo Hermann Minkowski. Secondo Abraham, il momento del campo sarebbe più piccolo nei materiali attraverso i quali la luce viaggia più lentamente, mentre secondo Minkowski vale il contrario. Usando la relatività, Feigel ha scoperto che la definizione di Abraham tiene conto soltanto del momento dei campi elettrici e magnetici, mentre quella di Minkowski anche del momento del materiale.
    Analizzando teoricamente la quantità di moto di un materiale posto in forti campi elettrici e magnetici perpendicolari, Feigel ha scoperto che i fotoni virtuali che lo attraversano presenterebbero una strana asimmetrica, che donerebbe al vuoto un momento in una direzione mentre il materiale acquisterebbe un momento in direzione opposta. In campi di 100.000 volt per metro e di 17 tesla, il materiale si muoverebbe a una velocità di 50 nanometro per secondo, misurabile in laboratorio.


    saluti

    Molto interessante.
    Sarebbe possibile progettare una valvola elettronica portatile capace di separare le coppie di particelle virtuali che si creano nel vuoto assoluto?
    Già questo lo fa il buco nero, ma io vorrei pensare ad una valvola ettronica non più grande di un metro, e poi anche sostiruire la gravità con qualche altro tipo di forza induttiva per esempio l'elettricità o magnetismo.

    Cosa ne pensi ?
    Sarebbe forse possibile ?

  20. #20
    Ospite

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    CITAZIONE (rabazon @ 28/6/2006, 18:44)
    salve,
    non so se sono ot,
    ma posto questo

    non ti hanno ancora denunciato per continuare a riportare articoli di terze persone senza citare le fonti?
    ogni volta il tuo incipit è: "non so se sono OT", e difatti confermi ogni volta di esserlo, di non aver capito il thread e di scrivere a caso, riportando articoli col Ctrl+C Ctrl+V senza preoccuparti di capirli o di capire se sono attinenti, e cosa ben più grave (e per la quale hai avuto già parecchi richiami sul forum) non citando le fonti dei tuoi interventi. chi ti conosce oramai sa quando scrivi tu e quando scopiazzi, perchè il tuo itaGliano ed il tuo (dis)uso della punteggiatura è clamoroso, ma sai che non dichiarare fonti è reato?

  21. #21
    Ospite

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    Ringrazio ZINTOLO per il suo intervento, così imparo anch'io a distinguere gli interventi.

    Per quanto riguarda una valvola che utilizzi le particelle virtuali che si formano nel vuoto, purtroppo non ho basi scientifiche per potermi sbilanciare a favore o meno di tale teoria.

    Infine sostengo che il prototipo funzionerà per un solo motivo: l'ultimo test di laboratorio ha dato risultato di forza rotativa (di cui per necessità di spiegazione semplice espongo in grammi) pari a 175 g contro i 24 g di resistenza temporanea in risalita. Oltretutto queste misurazioni sono state effettuate a struttura non ultimata, il che non significa avere più forze e meno attriti, semmai è vero il contrario. Per essere più precisi il risultato sopra citato è stato ottenuto precedentemente all'applicazione dei cuscinetti facendo quindi scorrere l'acciaio su legno grezzo e senza alcun tipo di lubrificazione.
    A macchina terminata però si aggiungerà una suddivisione di forze in tempo e spazio, per cui, nonostante la diminuzione d'attriti, la differenza tra forza positiva (gravità) e forza negativa (attriti) dovrà per necessità dimezzare.
    Comunque vada fra poche settimane sapremo se funziona davvero o se ho sbagliato i miei calcoli. In entrambi i casi lo saprete perchè ve lo dirò io, ma il progetto non sarà reso pubblico sino a compimento del brevetto.

    Ringraziando tutta la comunità, Falco Bianco.

  22. #22
    Wechselstrom
    Ospite

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    CITAZIONE (falcobianco.82 @ 5/12/2006, 12:31)
    forza rotativa pari a 175 g contro i 24 g di resistenza temporanea in risalita.

    Da quel che scrivi, il moto è rotativo. Quindi, secondo me, avrebbe più senso confrontare dei valori che esprimono "momenti di una forza" - formulati in N·m, kgf·m, gf·cm o dyn·cm - piuttosto che utilizzare dei valori di "forza rotativa".
    Ciao ed in bocca al lupo! ;)

  23. #23
    Ospite

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    Effettivamente sarebbe più corretto utilizzare dei momenti di forza... ma non ne sono capace. non ne ho le conoscenze. Purtroppo non sono ingrado di utilizzare le formule matematiche per ricavare le giuste unità di misura o di paragone, però so che il meccanismo ruota, l'ho visto in alcune prove preliminare realizzate meccanicamente ma solo parziali. tre giorni fa abbiamo terminato l'installazione dei cuscinetti, purtroppo è stato riscontrato un problema tecnico non considerato: nella produzione dei sostegni più complessi ho dovuto scegliere come materiale l'ottone per la facilità di lavorazione. Purtroppo questo materiale è meno resistente del resto della struttura prodotta in acciaio C-40, ed ho quindi dovuto aumentare lo spessore di tali pezzi. Ora, essendo che il progetto originale non prevedeva tale modifica mi trovo che alcune leve vanno in collisione tra loro, e ciò rende ovviamente necessaria la modifica delle dimensioni base. Tale modifica non rischia in alcun modo di alterare il risultato del meccanismo poichè le leve e le relative applicazione non verranno modificate, si rende però assolutamente necessario ampliare il volano centrale, ed essendo un pezzo da 4 Kg di acciaio C-40 molto spesso da forare manualmente per la scarsa possibilità di mezzi in mio possesso, questo rimanderà almeno di un'altro mese il completamento della macchina in questione.
    Per me è stato uno smacco non da poco, e posso garantirvi che il mio morale è a terra. Non ho però intenzione di arrendermi, vi prego di sostenermi e, se potete, se riuscite a scorger la sincerità delle mie parole, vi prego di motivarmi. grazie a tutti, Falco Bianco.

  24. #24
    Ospite

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    Arrenderti ?? :huh:
    Per un volano ?! <_<
    Cosa vuoi che sia rilavorare qualche chilo di acciao per chi ha tra le mani il destino dell'umanità ?? -_-

    CITAZIONE (falcobianco.82 @ 11/12/2006, 15:52)
    ........vi prego di motivarmi.

    ...... ci son riuscito ?? :huh:

  25. #25
    Seguace
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    CITAZIONE (falcobianco.82 @ 11/12/2006, 15:52)
    Effettivamente sarebbe più corretto utilizzare dei momenti di forza... ma non ne sono capace. non ne ho le conoscenze. Purtroppo non sono ingrado di utilizzare le formule matematiche per ricavare le giuste unità di misura o di paragone, però so che il meccanismo ruota, l'ho visto in alcune prove preliminare realizzate meccanicamente ma solo parziali. tre giorni fa abbiamo terminato l'installazione dei cuscinetti, purtroppo è stato riscontrato un problema tecnico non considerato: nella produzione dei sostegni più complessi ho dovuto scegliere come materiale l'ottone per la facilità di lavorazione. Purtroppo questo materiale è meno resistente del resto della struttura prodotta in acciaio C-40, ed ho quindi dovuto aumentare lo spessore di tali pezzi. Ora, essendo che il progetto originale non prevedeva tale modifica mi trovo che alcune leve vanno in collisione tra loro, e ciò rende ovviamente necessaria la modifica delle dimensioni base. Tale modifica non rischia in alcun modo di alterare il risultato del meccanismo poichè le leve e le relative applicazione non verranno modificate, si rende però assolutamente necessario ampliare il volano centrale, ed essendo un pezzo da 4 Kg di acciaio C-40 molto spesso da forare manualmente per la scarsa possibilità di mezzi in mio possesso, questo rimanderà almeno di un'altro mese il completamento della macchina in questione.
    Per me è stato uno smacco non da poco, e posso garantirvi che il mio morale è a terra. Non ho però intenzione di arrendermi, vi prego di sostenermi e, se potete, se riuscite a scorger la sincerità delle mie parole, vi prego di motivarmi. grazie a tutti, Falco Bianco.

    ciao falco bianco,

    ... mi era sfuggita questa interessante discussione, secondo me è possibile...
    la tua idea è valida, esistono altri esempi che si avvicinano al tuo progetto...
    da ciò che ho capito tu fai girare una ruota con un sistema di leve, bilanceri e
    suppongo anche pendoli... giusto!?... se è così proprio in questa sezione del forum puoi trovare la discussione " Finsrud perpetuum mobile" che con successo
    è riuscito a mettere in moto costante (da 10 anni... dice) una pallina viaggiare su un doppio binario circolare... c'è stata una lunga discussione riguardo come funzionasse visto che Finsrud non è propenso a spifferarlo... per me quel meccanismo funziona con leve, bilancieri e pendoli avviati a mano e sincronizzati
    dal passaggio della pallina sui binari, che trova il contatto con i bilancieri ed avviene una ritmica trasmissione energetica... c'è anche il video e potrai rendertene conto tu stesso... ciaoamicod


 
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