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  1. #1
    Ospite

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    SALVE A TUTTI SONO NUOVO, COMPLIMENTI A TUTTI E' DA UN POCO CHE VI SEGUO MA ORA HO DECISO DI ISCRIVERMI, CREDO COME TUTTI VOI CHE LE SCOPERTE CHE MIGLIORINO LA VITA DEVONO ESSERE A DISPOSIZIONE DI TUTTI.
    LEGGENDO QUA E LA LE VOSTRE DISCUSSIONI MI E' TORNATA ALLA MENTE UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA SU RAI 1 "I CERVELLONI" SU UNA PUNTATA CONDOTTA DA FRIZZI O BONOLIS (NON RICORDO) ERANO VENUTI IN TRASMISSIONE (NON COME CONCORRENTI) DUE DOTTORI DI UNA QUALCHE UNIVERSITA' ITALIANA CHE MOSTRAVANO UN DISPOSITIVO (A ME SEMBRAVA UN TRASFORMATORE) CHE DIMINUIVA DI CIRCA 5 VOLTE IL CONSUMO ELETTRICO E RENDEVA PIU' SICURO QUALSIASI ELETTRODOMESTICO, LORO LO HANNO ATTACCATOI AD UN COMUNE PHON E POI MESSO IN FUNZIONE LO HANNO IMMERSO IN UNA BACINELLA D'ACQUA E IL POHN OLTRE A NON EMETTERE ALCUNA SCARICA ELETTRICA CONTINUAVA A FUNZIONARE !!!!!
    QUELLO CHE STUPIVA COMUNQUE ERA IL RISPARMIO ENERGETICO I DUE PROFESSORI NON CERCAVANO DITTE PER COMERCIALIZZARE IL LORO DISPOSITIVO, MA VOLEVANO SOLO RENDERE PUBBLICA LA LORO SCOPERTA E INFORMARE LA MASSA.
    INFATTI AVEVANO INFORMATO GLI ENTI PREPOSTI E QUESTI A LORO DETTA LI AVEVANO DERISI E POI CHIUSO LA PORTA IN FACCIA.

    QUALCUNO SI RICORDA QUALCHE COSA ?????


    IO HO PROVATO A CERCARE NELL ARCHIVIO DELLA RAI MA NON HO TROVATO NULLA.

    HO PRVATO ANCHE IN RETE MA NIENTE.

    POTETE AIUTARMI VORREI APPROFONDIRE L'ARGOMENTO



    GRAZIE MILLE A CHI MI AIUTA ...

  2. #2
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    Ciao JFK, Tutti,

    Se non erro non si trattava dei "Cervelloni" ma di "Portobello".
    Sarebbe interessante saperne di più!

    Saluti!

  3. #3
    Ospite

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    MA A ME SEMBRAVA I CERVELLONI PERO' PUO' DARSI CHE MI SBAGLIO, E' PASSATO TANTO TEMPO PENSO UN DECINA D'ANNI E' POSSIBILE CHE CI SIA UN QUALCHE ARCHIVIO DA QUALCHE PARTE ????

  4. #4
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    Caro JFK,
    CITAZIONE
    LORO LO HANNO ATTACCATOI AD UN COMUNE PHON E POI MESSO IN FUNZIONE LO HANNO IMMERSO IN UNA BACINELLA D'ACQUA E IL POHN OLTRE A NON EMETTERE ALCUNA SCARICA ELETTRICA CONTINUAVA A FUNZIONARE !!!!!


    Ovvio, se usi un phon professionale con motore asincrono stagno e non un motore universale come quelli usati sui phon di basso costo. Idem per i resistori di riscaldamento.

    E' ovvio a tutti gli elettrotecnici che una tensione (esempio, 220 VAC di allora) presente su conduttori non isolati immersi in acqua, genera una scarica attraverso l'acqua. Se isoli bene i conduttori, non c'e' alcuna scarica, anche senza usare un trasformatore di isolamento. Il phon puo' continuare a funzionare.

    CITAZIONE
    MOSTRAVANO UN DISPOSITIVO (A ME SEMBRAVA UN TRASFORMATORE) CHE DIMINUIVA DI CIRCA 5 VOLTE IL CONSUMO ELETTRICO

    Per lo spettacolo si fa questo ed altro. A volte ci sono conduttori che diventano famosi perche' tirano i pacchi alla gente credulona. Se verranno individuati, li metteremo sul forum nella sezione "truffe e raggiri".

    Ciao
    Mario


  5. #5
    Ospite

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    io invece ho visto una sperimentazione dove immergevano elettrodomestici in un liquido più pesante dell'H2o ma della stessa limpidezza....magari si tratta dello stesso liquido :woot:

  6. #6
    Wechselstrom
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    Tra l'altro, collegare un apparecchio in alternata alla rete elettrica attraverso un trasformatore è molto pericoloso perché così facendo si esclude il salvavita. :(
    Ciaociao ;)

  7. #7
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    CITAZIONE
    immergevano elettrodomestici in un liquido più pesante dell'H2o ma della stessa limpidezza....

    Ad esempio, il percloroetilene e' trasparente, molto piu' pesante dell'acqua, non infiammabile, debolmente tossico.


    Wechselstrom,
    CITAZIONE
    Tra l'altro, collegare un apparecchio in alternata alla rete elettrica attraverso un trasformatore è molto pericoloso perché così facendo si esclude il salvavita.

    non dare informazioni sbagliate, non e' costruttivo.

    Ciao
    Mario

  8. #8
    Wechselstrom
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    CITAZIONE (mariomaggi @ 23/6/2006, 08:08)
    Wechselstrom,
    non dare informazioni sbagliate, non e' costruttivo.

    Tutte le prove d'immunità e di emissione che ho fatto in laboratorio all'università su porte di alimentazioni in AC le ho fatte collegando l'apparecchio sotto test ad un trasformatore (seguendo le norme CEI EN relative al tipo di apparecchio ed al tipo di misura da effettuare) il quale era attaccato alla rete elettrica proprio al fine di (così ha detto il prof) escludere un eventuale intervento del salvavita. Infatti il prof ci sorvegliava non poco durante le misure. Chiaramente io mi stavo riferendo ad un trasformatore ideale in cui primario e secondario costituiscono due avvolgimenti separati (su nucleo ferromagnetico avente permeabilità magnetica infinita) e quindi tra primario e secondario non esiste alcuna connessione elettrica; infatti l'energia viene trasferita da primario a secondario attraverso l'accoppiamento magnetico.
    Diverso è il caso del cosiddetto autotrasformatore, ovvero un trasformatore in cui il primario ed il secondario risiedono nello stesso avvolgimento: in questo caso perdo la proprietà di isolamento elettrico fra primario e secondario poiché i due avvolgimenti coincidono.
    Spero di essere stato costruttivo e di aver fornito informazioni un po' più corrette rispetto a prima.
    Ciaociao ;)

  9. #9
    Ospite

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    ?!?!?!?!
    posso dirti di non ver capito un carciofo di questo discorso del trasformatore...
    non capisco cosa intendi per AUTO.Reasformatore....

    Mi ricordo molto bene quella puntata dei cervelloni, erano due cosi detti "ingegneri o professori" che cercavano finanziamenti per immettere sukl mercato la loro invenzione
    utilizzavano come test 2 lavatrici identiche collegate ad un misuratore di Watt tipo quelli che ci sono all'ikea nel reparto lampadine per far vedere la differenza di consumi...

    Mi piacerebbe davvero scoprire se si tratta di una bufala... la cosa sembrava la manna dal cielo...
    mi sembra che il pir.. em conduttore fosse Paolo Bonolis ma potrei sbagliarmi alla grande



  10. #10
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    CITAZIONE (mariomaggi @ 23/6/2006, 08:08)
    CITAZIONE
    Tra l'altro, collegare un apparecchio in alternata alla rete elettrica attraverso un trasformatore è molto pericoloso perché così facendo si esclude il salvavita.

    non dare informazioni sbagliate, non e' costruttivo.

    Mario, in effetti non ha torto.
    Diciamo che, va chiarita un po' meglio, però.

    Se isoli la 220vac attraverso un trasformatore di isolamento (rapporto 1:1) 220-220, ottieni che un eventuale salvavita a monte non potrà intervenire, perchè non rileverà alcuna differenza di corrente tra fase e neutro.

    Quindi, se una delle fasi in uscita da tale trasformatore dovesse andare a massa o a terra per un contatto, un filo spellato, ecc..., toccando l'altro filo con le mani si chiuderebbe un circuito mani-corpo-piedi-terra-massa-altro_filo che ti fa prendere una bella botta a 220vac !
    E il salvavita non se ne accorge.

    In merito all'esperimento, invece, non è che si parla di un comune apparecchio ri-fasatore, magari pseudo-intelligente ed auto-adattivo, che rileva il cos-fi e lo compensa?
    Se così fosse, con i nuovi contatori-paduli dell'Enel, quelli elettronici, potrebbe anche essere da valutare....

  11. #11
    Wechselstrom
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 26/6/2006, 12:37)
    Se isoli la 220Vac attraverso un trasformatore di isolamento (rapporto 1:1) 220-220, ottieni che un eventuale salvavita a monte non potrà intervenire, perchè non rileverà alcuna differenza di corrente tra fase e neutro.
    Quindi, se una delle fasi in uscita da tale trasformatore dovesse andare a massa o a terra per un contatto, un filo spellato, ecc..., toccando l'altro filo con le mani si chiuderebbe un circuito mani-corpo-piedi-terra-massa-altro_filo che ti fa prendere una bella botta a 220Vac !
    E il salvavita non se ne accorge.

    Ecco, è proprio quello che intendevo io! Grazie per averlo chiarito meglio di me. :P
    CITAZIONE (ElettroRik @ 26/6/2006, 12:37)
    [...] non è che si parla di un comune apparecchio ri-fasatore [...]?
    Se così fosse, con i nuovi contatori-paduli dell'Enel, quelli elettronici, potrebbe anche essere da valutare...

    Coi nuovi sì e con quelli vecchi? Non sarebbe sempre meglio avere un impianto rifasatore?
    Ciaociao e grazie! ;)

  12. #12
    Ospite

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    emmmm
    domanda da pirlone elettronico...
    ieri sera ho visto un film "disastro a catena" a casa dei miei (io da 4 anni NON ho la televesione e la reputo sostanzialmente la tomba dell'individuo) e si parlava appunto di rifasatore....
    qualcuno mi spiega in poche e semplici parole che robo è ?!?!?

    Grassie
    Flavio

  13. #13
    Ospite

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    CITAZIONE (JFK @ 9/7/2005, 11:58)
    LEGGENDO QUA E LA LE VOSTRE DISCUSSIONI MI E' TORNATA ALLA MENTE UNA TRASMISSIONE TELEVISIVA SU RAI 1 "I CERVELLONI" SU UNA PUNTATA CONDOTTA DA FRIZZI O BONOLIS (NON RICORDO) ERANO VENUTI IN TRASMISSIONE (NON COME CONCORRENTI) DUE DOTTORI DI UNA QUALCHE UNIVERSITA' ITALIANA CHE MOSTRAVANO UN DISPOSITIVO (A ME SEMBRAVA UN TRASFORMATORE) CHE DIMINUIVA DI CIRCA 5 VOLTE IL CONSUMO ELETTRICO E RENDEVA PIU' SICURO QUALSIASI ELETTRODOMESTICO, LORO LO HANNO ATTACCATOI AD UN COMUNE PHON E POI MESSO IN FUNZIONE LO HANNO IMMERSO IN UNA BACINELLA D'ACQUA E IL POHN OLTRE A NON EMETTERE ALCUNA SCARICA ELETTRICA CONTINUAVA A FUNZIONARE !!!!!

    Ciao JFK,

    ricordo perfettamente quella trasmissione, era appunto "I Cervelloni".

    Se non ricordo male la tensione che utilizzavano era di 48V (non so se AC o DC e non so con quanti ampere).

    Non ricordo ulteriori dettagli, se non appunto l'esperimento in cui inserivano un phon nell'acqua e questo continuava a funzionare.

    denis

  14. #14
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    CITAZIONE (Wechselstrom @ 26/6/2006, 17:49)
    Coi nuovi sì e con quelli vecchi? Non sarebbe sempre meglio avere un impianto rifasatore?
    Ciaociao e grazie! ;)

    I vecchi (elettromeccanici) non tengono conto dello sfasamento.
    Quelli nuovi elettronici, sì. :o:
    E di Brutto. La stima è che mediamente ogni famiglia spende almeno il 20-25% di addebito in più quando passa ad uno nuovo elettronico.
    Questo ovviamente anche se Enel non te lo dice e ti imbarca di minkiate volte a sostenere che sono migliori.... :D

    Fino a qualche anno fa, funzionava più o meno così:
    se Enel si accorgeva che lo sfasamento di un utente era superiore ad un certo valore (0,7, mi pare), obbligava l'utente a rifasare il proprio impianto. Tieni presente che un analizzatore di rete per rilevare lo sfasamento costa dai 3k€ ai 7k€. Inoltre bisogna saperlo usare. Fai tu quanti controlli esercitavano....

    Per rispondere anche agli altri:
    il generatore (Enel) 'vede' la potenza assorbita in maniera 'virtuale' ingigantita dal fattore di sfasamento secondo la relazione: Pa (Potenza apparente) = Pr (pot. reale) / Cos-Fi (sfasamento). Per esempio, 100Watt reali equivalgono a 100/0,7=142 Watt apparenti.
    L'Enel deve quindi generare 142Watt di potenza anche se poi l'utente consuma solo 100Watt. Inoltre, i vecchi contatori elettromeccanici misuravano i 100Watt, non i 142Watt. Ecco il perchè dell'obbligo a rifasare, che ovviamente un sacco di utenti boicottava.

    Ora con gli elettronici, la filosofia è cambiata, ti dicono: "mo' so' caxxi tua! "
    Ti viene addebitato 142, e sta a te fare in modo che il tuo impianto sia in fase per far misurare 100 al contatore quando assorbi 100.
    (Poi possiamo tranquillamente disquisire sul fatto che è illegale contrattualmente perchè non te lo dicono... Ovvero, per cambiare sistema di misurazione dovrebbero cambiarti il contratto e dirtelo...ma vabbè, soprassediamo, credo ci siano già discussioni su questo...)

    SFASAMENTO:
    Per i dettagli vedere sezione apposita del forum, qui lo spiego in 2 parole....;)

    Se Tensione e Corrente viaggiano insieme il loro prodotto, istante per istante, è sempre Veff x Ieff = Potenza.
    Se pèrò una delle due onde è in ritardo o in anticipo rispetto all'altra... il loro prodotto non è più tale, ma va moltiplicato appunto per lo sfasamento (Cos Phi). Quella è la potenza reale che il carico è in grado di sviluppare.
    Ora, sapendo che un carico capacitivo anticipa la corrente ed uno induttivo (motori, trasformatori) la ritarda, va da sè che quasi sempre c'è sfasamento, normalmente induttivo, che va compensato con adeguate capacità appplicate appositamente per riportare tutto in fase.

    Detto ciò, per rispondere a Wech: in teoria è sempre conveniente avere l'impianto in fase, in pratica te ne potevi strabattere.... fino a che non sono arrivati i contatori-paduli.
    Inoltre, in un impianto i carichi sono variabili, quindi tanti piccoli 'mini' rifasatori 'intelligenti' sono in grado di riportare in fase tutto meglio che uno solo, fisso, applicato dopo il contatore. Possono seguire 'al volo' gli sfasamenti dell'impianto e correggerli in ogni istante.

    Ma non so se stiamo parlando di questo... Da come è stato descritto il gingillo, me pare 'na str........ :P

    Per Disasternet: Un rifasatore è banalmente, un condensatore di 'adeguato' valore. Il difficile è misurare lo sfasamento per calcolare che valore di C occorre.

    Edited by ElettroRik - 27/6/2006, 12:15

  15. #15
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    Per chi volesse approfondire l'argomento, non c'e' da considerare solo lo sfasamento fra le sinusoidi di tensione e di corrente. Col passare degli anni, sempre piu' spesso le sinusoidi non sono piu' tali, ma sono piu' o meno distorte, e in tal caso non si puo' piu' parlare di sfasamento ma si deve introdurre il concetto del "displacement factor" per il quale con ho ancora trovato una buona traduzione italiana.

    Electrotek

    Ciao
    Mario

  16. #16
    Ospite

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    Ma un normale rifasatore quanto costa?
    Ne vale la pena?
    Lo consigliereste a chi come me ha la 380 (ho casa e attività sotto lo stesso quadro elettrico)?

  17. #17
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    CITAZIONE (mariomaggi @ 27/6/2006, 12:45)
    Per chi volesse approfondire l'argomento, non c'e' da considerare solo lo sfasamento fra le sinusoidi di tensione e di corrente. Col passare degli anni, sempre piu' spesso le sinusoidi non sono piu' tali, ma sono piu' o meno distorte, e in tal caso non si puo' piu' parlare di sfasamento ma si deve introdurre il concetto del "displacement factor"

    Ciao
    Mario

    Giustissima osservazione, Mario.... He, he... bella impresa il nome in italiano... si avvicina a qualcosa tipo... "fattore di... storpiamento" ... :wacko:

    Alimentatori switching, controlli di potenza a tiristori, alta frequenza, ecc... storpiano di parecchio la sinusoide. Comunque, entro certi limiti, le capacità di rifasamento, che fungono anche da filtro passa-basso, aiutano a ridurre anche tali disturbi.


    Gymania,
    prima di capire se ti serve rifasare, bisogna vedere se davvero hai uno sfasamento significativo. Questo ad occhio un esperto lo sa fare, se gli dici quanta potenza induttiva totale (motori, trasformatori, ecc..) hai installata.

    Poi, bisogna misurarla con lo strumento, ed infine (la parte più semplice e meno costosa) comprare il/i condensatore/i e montarlo/i.
    Fine.

    Però, prima valuta, sennò rischi di sparare alle zanzare col bazooka!

  18. #18
    Ospite

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    CITAZIONE (ElettroRik @ 27/6/2006, 15:11)
    Gymania,
    prima di capire se ti serve rifasare, bisogna vedere se davvero hai uno sfasamento significativo. Questo ad occhio un esperto lo sa fare, se gli dici quanta potenza induttiva totale (motori, trasformatori, ecc..) hai installata.
    Poi, bisogna misurarla con lo strumento, ed infine (la parte più semplice e meno costosa) comprare il/i condensatore/i e montarlo/i.
    Fine.
    Però, prima valuta, sennò rischi di sparare alle zanzare col bazooka!

    Grazie per le info!
    Effettivamente su 22Kw totali, tra trifase e monofase, di motori e trasformatori ne ho un bel po'...
    Farò fare una "perizia" per vedere se ne vale la pena.

  19. #19
    Wechselstrom
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 27/6/2006, 11:45)
    un analizzatore di rete per rilevare lo sfasamento costa dai 3k€ ai 7k€. Inoltre bisogna saperlo usare. Fai tu quanti controlli esercitavano...

    A scuola mi hanno insegnato che per misurare il fattore di potenza basterebbe usare un wattmetro (che mi dice la potenza attiva consumata) e a valle di questo si pone un voltmetro (che mi dice la Veff ai capi dell'impianto) mentre a monte del wattmetro si mette un amperometro (che mi dice la Ieff che sta "tirando" l'impianto). Il fattore di potenza allora è
    P/(Veff*Ieff).
    Uno strumento del genere sarebbe più economico di un analizzatore di rete, però bisogna poi vedere se è valido... Ad esempio, già per potenze inferiori a circa 500W dovrei considerare gli autoconsumi sia del wattmetro sia del voltmetro...
    Per quanto riguarda la correzione del fattore di potenza, un mio prof ci diceva che sostanzialmente esistono 3 modi:
    1) s'impiega un filtro passivo LC passa-basso (che lascia "entrare" in casa solo le frequenze sotto i 50Hz) oppure un passa-banda (in modo tale da evitare che un qualche apparecchio cerchi di tirare anche la continua dalla rete elettrica);
    2) s'impiega un dispositivo che prima "capisce" quali armoniche vengono richieste/generate sulla rete elettrica domestica oltre alla 50Hz. Poi esso s'inserisce sulla rete domestica fornendo proprio tali armoniche, sgravando da questo compito la rete elettrica che entra in casa;
    3) s'impiega un PFC "active shaping" (questo dispositivo è un po' complesso, quindi mi limito a nominarlo).
    Secondo me la soluzione più semplice è la 1), però non è detto che sia la più economica (infatti potrei avere bisogno di L o di C grandi, e quindi costose).
    Ciaociao :)

    Edited by Wechselstrom - 28/6/2006, 02:25

  20. #20
    Ospite

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    Quello che mi fa un po' titubare è che, ad esempio, negli alimentatori dei PC sono presenti decine di condensatori, a monte di un motore adegatament potente (phon, lavatrice) c'e' sempre un condensatore grosso o piccolo....

    personalmente ho ridotto i consumi all'osso, lampade a basso consumo (per i prossimi impianti già penso ai led) poche ciospe, amche gli elettrodomesttici in una classe adeguata all'uso... inssimma credo di essere considerabile ecologistico....

    sta storia di rfasare la corrente pero' non mi va giu'... non la capisco molto

    Flavio

  21. #21
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    CITAZIONE (Wechselstrom @ 27/6/2006, 20:11)
    CITAZIONE (ElettroRik @ 27/6/2006, 11:45)
    un analizzatore di rete per rilevare lo sfasamento costa dai 3k€ ai 7k€. Inoltre bisogna saperlo usare. Fai tu quanti controlli esercitavano...

    A scuola mi hanno insegnato che per misurare il fattore di potenza basterebbe usare un wattmetro (che mi dice la potenza attiva consumata) e a valle di questo si pone un voltmetro (che mi dice la Veff ai capi dell'impianto) mentre a monte del wattmetro si mette un amperometro (che mi dice la Ieff che sta "tirando" l'impianto). Il fattore di potenza allora è
    P/(Veff*Ieff).
    Uno strumento del genere sarebbe più economico di un analizzatore di rete, però bisogna poi vedere se è valido... Ad esempio, già per potenze inferiori a circa 500W dovrei considerare gli autoconsumi sia del wattmetro sia del voltmetro...

    Secondo me la soluzione più semplice è la 1), però non è detto che sia la più economica (infatti potrei avere bisogno di L o di C grandi, e quindi costose).

    Già. Inoltre, un wattmetro che misuri da 22kWatt non sarebbe poi così economico... ;)

    P.S. Se il wattmetro è elettronico, con autoassorbimento trascurabile, l'amperometro non occorre che sia a monte... basta che sia in serie al carico.

    CITAZIONE
    Secondo me la soluzione più semplice è la 1), però non è detto che sia la più economica (infatti potrei avere bisogno di L o di C grandi, e quindi costose).

    Esistono dei circuiti elettronici che 'simulano' capacità e/o induttanza in potenza, quando i valori richiesti sono troppo alti.
    Non so se questo c'entra con l'active shaping.

    Un modo elementare per ridurre il costo di componenti di elevato valore è rifasare i carichi singolarmente, uno ad uno. :D

  22. #22
    Wechselstrom
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 28/6/2006, 09:09)
    Esistono dei circuiti elettronici che 'simulano' capacità e/o induttanza in potenza, quando i valori richiesti sono troppo alti.

    Tipo i moltiplicatori di capacità e d'induttanza con operazionali? Però gli operazionali di potenza cui sto pensando or ora non superano i 2-3 A di corrente in uscita ed i 35 V di alimentazione... Magari posso impiegarli per costruire un moltiplicatore di capacità per un singolo elettrodomestico (e quindi rifasare un carico alla volta, come dicevi tu), ma posso scordarmi di utilizzarli per rifasare tutto l'impianto! :P
    CITAZIONE (Disasternet @ 28/06/2006, 08:44)
    sta storia di rfasare la corrente pero' non mi va giu'... non la capisco molto

    Diciamo che la potenza in regime sinusoidale si compone di 2 contributi: 1) la potenza reale P (o anche detta "attiva"), che è quella che effettivamente viene dissipata per compiere un qualche lavoro; 2) la potenza reattiva Q, che viene solamente scambiata tra generatore ed utilizzatore.
    Questi 2 contributi possono essere combinati insieme per darmi un altro parametro detto "potenza apparente":
    S = SQRT(P² + Q²); ora posso anche definire il fattore di potenza: pf = P/S.
    Ora, un carico avente fattore di potenza basso risulta costoso da servire, perché richiede correnti elevate a parità di tensione di alimentazione (una comoda dimostrazione di ciò si ha utilizzando il triangolo delle potenze). L'ideale sarebbe di assorbire la minima corrente necessaria dalla sorgente, cosicché S = P e Q = 0, quindi pf = 1. Un carico avente Q diversa da 0 implica che dell'energia fluisce alternativamente in entrambe le direzioni: dal generatore al carico, dal carico al generatore. Ciò dà luogo ad ulteriori perdite di potenza lungo i cavi d'interconnessione. È per questo motivo che le compagnie elettriche dovrebbero penalizzare i clienti con fattore di potenza basso e premiare quelli con pf = 1 (uguale o comunque molto prossimo a).
    È un po' più chiaro? In sostanza: rifasare completamente (ovvero far in modo tale che pf=1) significa eliminare la potenza che viene continuamente scambiata tra utente e centrale elettrica (questo scambio di potenza è dovuto alla presenza di elementi reattivi nell'impianto, ovvero L e C). Ciò comporta una diminuzione delle perdite lungo le linee di trasmissione. Inoltre, rifasando completamente, l'utente appare come una pura resistenza al generatore.
    Ciaociao :)

  23. #23
    AngeloC
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    anche se si è andati off-topic volevo far presente che l'esperimento fatto ai "cervelloni" di cui si parla riguardava precisamente un fantomatico "trasformatore a riluttanza pilotata". Cercando su Google non si riesce comunque a capire come funzioni questo dispositivo; c'è comunque ancora qualcuno che si ricorda della trasmissione e che si domanda che fine hanno fatto gli inventori...

    saluti,
    Angelo

  24. #24
    Pietra Miliare
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    CITAZIONE (ElettroRik @ 27/6/2006, 11:45)
    CITAZIONE (Wechselstrom @ 26/6/2006, 17:49)
    Coi nuovi sì e con quelli vecchi? Non sarebbe sempre meglio avere un impianto rifasatore?
    Ciaociao e grazie! ;)

    I vecchi (elettromeccanici) non tengono conto dello sfasamento.
    Quelli nuovi elettronici, sì. :o:
    E di Brutto. La stima è che mediamente ogni famiglia spende almeno il 20-25% di addebito in più quando passa ad uno nuovo elettronico.
    Questo ovviamente anche se Enel non te lo dice e ti imbarca di minkiate volte a sostenere che sono migliori.... :D

    Fino a qualche anno fa, funzionava più o meno così:
    se Enel si accorgeva che lo sfasamento di un utente era superiore ad un certo valore (0,7, mi pare), obbligava l'utente a rifasare il proprio impianto. Tieni presente che un analizzatore di rete per rilevare lo sfasamento costa dai 3k€ ai 7k€. Inoltre bisogna saperlo usare. Fai tu quanti controlli esercitavano....

    Per rispondere anche agli altri:
    il generatore (Enel) 'vede' la potenza assorbita in maniera 'virtuale' ingigantita dal fattore di sfasamento secondo la relazione: Pa (Potenza apparente) = Pr (pot. reale) / Cos-Fi (sfasamento). Per esempio, 100Watt reali equivalgono a 100/0,7=142 Watt apparenti.
    L'Enel deve quindi generare 142Watt di potenza anche se poi l'utente consuma solo 100Watt. Inoltre, i vecchi contatori elettromeccanici misuravano i 100Watt, non i 142Watt. Ecco il perchè dell'obbligo a rifasare, che ovviamente un sacco di utenti boicottava.

    Ora con gli elettronici, la filosofia è cambiata, ti dicono: "mo' so' caxxi tua! "
    Ti viene addebitato 142, e sta a te fare in modo che il tuo impianto sia in fase per far misurare 100 al contatore quando assorbi 100.
    (Poi possiamo tranquillamente disquisire sul fatto che è illegale contrattualmente perchè non te lo dicono... Ovvero, per cambiare sistema di misurazione dovrebbero cambiarti il contratto e dirtelo...ma vabbè, soprassediamo, credo ci siano già discussioni su questo...)

    SFASAMENTO:
    Per i dettagli vedere sezione apposita del forum, qui lo spiego in 2 parole....;)

    Se Tensione e Corrente viaggiano insieme il loro prodotto, istante per istante, è sempre Veff x Ieff = Potenza.
    Se pèrò una delle due onde è in ritardo o in anticipo rispetto all'altra... il loro prodotto non è più tale, ma va moltiplicato appunto per lo sfasamento (Cos Phi). Quella è la potenza reale che il carico è in grado di sviluppare.
    Ora, sapendo che un carico capacitivo anticipa la corrente ed uno induttivo (motori, trasformatori) la ritarda, va da sè che quasi sempre c'è sfasamento, normalmente induttivo, che va compensato con adeguate capacità appplicate appositamente per riportare tutto in fase.

    Detto ciò, per rispondere a Wech: in teoria è sempre conveniente avere l'impianto in fase, in pratica te ne potevi strabattere.... fino a che non sono arrivati i contatori-paduli.
    Inoltre, in un impianto i carichi sono variabili, quindi tanti piccoli 'mini' rifasatori 'intelligenti' sono in grado di riportare in fase tutto meglio che uno solo, fisso, applicato dopo il contatore. Possono seguire 'al volo' gli sfasamenti dell'impianto e correggerli in ogni istante.

    Ma non so se stiamo parlando di questo... Da come è stato descritto il gingillo, me pare 'na str........ :P

    Per Disasternet: Un rifasatore è banalmente, un condensatore di 'adeguato' valore. Il difficile è misurare lo sfasamento per calcolare che valore di C occorre.

    Sono un elettronico non un elettrico ma per quello che so io, a me sembra tutto sbagliato questo discorso, vecchio o nuovo contattore paghiamo solo la potenza Attiva, che è l'unico che generà ENEL.
    Non è vero che ENEL genera più energia a causa del fattore di potenza inferiore a 1, lo sfasamento e causato dai carichi, ENEL non spreca più energia.
    Un disostamento dell'cosphi può causare un aumento della potenza reattiva, un aumento della corrente circolante nel cavi, con rischi di riscaldamento e l'eventuale scatto dei magnetotermici. Praticamente senza rifasamento e necessario tenere conto di questo per una corretta progettazione dell'impianto per quanto riguarda i magnetotermici e spessore dei fili.

    Le aziende vengono "multati" se non mantengono i Cosphi entro i valori dettato da Enel, l'utente domestico ha un potenza in gioco troppo basso da causare problemi ad Enel.

  25. #25
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    Confermo quanto scritto da pinetree, e cioe':
    - i contatori domestici (monofase) vecchi (a disco) e nuovi (elettronici) contaggiano solo l'energia attiva consumata.
    - i contatori industriali (trifase, da una certa potenza in su) misurano anche l'energia reattiva, e quindi permettono di calcolare lo sfasamento (cosFi).

    I gestori della rete elettriche (e quindi non solo ENEL) sono penalizzati dai carichi sfasati (che richiedono piu' corrente a parita' di energia fatturata) e quindi giustamente chiedono di rifasare almeno i carichi piu' importanti.
    L'utente privato ha pochissimo interesse diretto a rifasare. Solo nel caso di linee molto lunghe (esempio: casa isolata) il rifasamento aiuta a ridurre la caduta di tensione in linea, se ci sono molti carichi induttivi.

    Ciao
    Mario


 

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