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Discussione: come nasce il motore a parallel path (il mostro)

  1. #1176
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    Secondo me il fatto è questo: in quel momento il rotore sta lasciando lo statore.
    O meglio: supponiamo che per contenere tutto il flusso magnetico residuo siano necessari A cm^2 di superfice affacciata tra rotore e statore, proprio nel preciso istante in cui ci sono A cm^2 di superfice affacciata.
    Ora, se si ipotizza che la superfice affacciata diminuisca più rapidamente di quanto diminuisca la necessità di superfice per contenere il flusso, si può immaginare che questa differenza di velocità sia compensata in due modi, e cioè il flusso magnetico fa da freno al rotore, e il rientro del flusso magnetico aumenta di velocità, cosa che spiegherebbe quel piccolo picco. Compensate le due velocità il picco si riappiana.
    Ora, può essere una teoria valida senza aver visto girare il motore, chissa se poi è così?!?
    Ciao!

  2. #1177
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    salve a tutti, il problema del perchè si rompano i mosfet in parte lo abbiamo scoperto quando 00mei è venuto a fare le misurazioni, è successa una cosa davvero strana ma che ci è stata confermata subito dopo da un signore che stava facendo esperimenti simili...

    Ebbene sembra proprio che si generi un doppio picco, cioè quando si stacca l'impulso dalla bobina si ha prima un picco negativo e poi uno positivo, ecco forse svelato il motivo per cui saltano i mosfet!

    Con una generazione di un doppio picco sarà un po' complicato recuperarli senza mandare in corto anche l'alimentazione!

    x btbbass, sono daccordo con te, sicuramente quel gradino è proprio quando il rotore esce dallo statore
    La sapienza è figlia dell'esperienza... Leonardo da Vinci

  3. #1178
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    Quote Originariamente inviata da kekko.alchemi Visualizza il messaggio
    Ebbene sembra proprio che si generi un doppio picco, cioè quando si stacca l'impulso dalla bobina si ha prima un picco negativo e poi uno positivo, ecco forse svelato il motivo per cui saltano i mosfet!

    Con una generazione di un doppio picco sarà un po' complicato recuperarli senza mandare in corto anche l'alimentazione!
    Non è un problema recuperare i picchi positivi e/o negativi, basta inserire un ponte di diodi invece che un solo diodo, ma ci sarete già arrivati da soli a questa soluzione.
    Dajeeeeeeeee!

  4. #1179
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    Scusate se non centra con la attuale discussione ma ho una semplice domanda da fare:
    Alimentando un PP con alimentatore regolabile sia Amper che Volt ,regolato a 1 Amp e 0,8 Volt ho l'inversione..
    Alimentando lo stesso PP con un semplice trasformatore a 7,5 Volt e 700mA
    ho l'inversione e misurando Amper e Volt sul PP risulta uguale all'alimentatore regolabile cioè 1 Amp e 0,8 Volt così anche a 12Volt e 500mA..come mai??
    salut

  5. #1180
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    Quote Originariamente inviata da triac60 Visualizza il messaggio
    Non è un problema recuperare i picchi positivi e/o negativi, basta inserire un ponte di diodi invece che un solo diodo, ma ci sarete già arrivati da soli a questa soluzione.
    Dajeeeeeeeee!
    Si certo, il problema è però che così vai a "recuperare" anche la corrente di alimentazione, cioè se di alimentazione al PP do 100V quei 100V passeranno anche nel ponte a diodi, e così vado a "recuperare" anche l'alimentazione del PP, e questo non deve accadere!

    Non è così facile, ci vorrebbe un mosfet che commuti i picchi ma nn lo voglio nenache sapere cosa accadrebbe a quel mosfet... forse si può tentare con un ponte ad H...
    La sapienza è figlia dell'esperienza... Leonardo da Vinci

  6. #1181
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    Quote Originariamente inviata da Antonio C Visualizza il messaggio
    Scusate se non centra con la attuale discussione ma ho una semplice domanda da fare:
    Alimentando un PP con alimentatore regolabile sia Amper che Volt ,regolato a 1 Amp e 0,8 Volt ho l'inversione..
    Alimentando lo stesso PP con un semplice trasformatore a 7,5 Volt e 700mA
    ho l'inversione e misurando Amper e Volt sul PP risulta uguale all'alimentatore regolabile cioè 1 Amp e 0,8 Volt così anche a 12Volt e 500mA..come mai??
    salut
    antonio.. non ho capito nulla..che vuol dire misurando sul PP? di quale inversione parli?

  7. #1182
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    BUNGIORNO MAC & C
    VEDO CHE, PURTROPPO, IL PROBLEMA DEI "PICCHI" E' SEMPRE PIU' ATTUALE E ALLORA PENSAVO, SEMPRE IN MANIERA ACCADEMICA CHE:
    SUPPONENDO DI REALIZZARE n MOTORI PP CALETTATI SU UN UNICO ASSE, AVENDO LA POSSIBILITA' DI RUOTARE GLI STATORI TRA DI LORO IN MODO DI POTERLI SFASARE IN MANIERA OPPORTUNA SI POTREBBE IPOTIZZARE "L'USO" DEI PICCHI INDESIDERATI, GENERATO DAL PRIMO PER ALIMENTARE I CAMPI DEL SUCCESSIVO.
    PROCEDENDO COSI' PER TUTTI GLI STADI POTREBBE ESSERE POSSIBILE L'OTTENIMENTO DI TRE RISULTATI FONDAMENTALI.
    1) ELIMINAZIONE DELL'EFFETTO"FRENANTE DEI PICCHI
    2) UTILIZZAZIONE DI TUTTA L'ENERGIA DISPONIBILE
    3) RENDERE PROPORZIONALE E CONTINUA L'ACCELLERAZIONE DEL SISTEMA.

    PENSANDO DI CONTRIBUIRE POSITIVAMENTE


    SALUTO RINNOVANDO GLI AUGURI PER UN PROFICUO LAVORO

    F.S.

  8. #1183
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    Predefinito Auguri!

    Mac & C. scusate l'interruzione ma tra 4g è il 15 quindi vorrei farvi i miei auguri di buon ferragosto a tutti e non siate preoccupati che tanto il problema del pilottaggio lo risolvete, forse nn in questi 4g ma lo risolvete!!!!

    di nuovo tanti auguri!
    Mtz

  9. #1184
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    Quote Originariamente inviata da mac-giver Visualizza il messaggio
    antonio.. non ho capito nulla..che vuol dire misurando sul PP? di quale inversione parli?
    Amper e Volt dai fili di uscita del PP collegato al trasformatore,e l'inversione è lo spostamento del campo magnetico,scusa se non sono stato molto chiaro ma nella fretta mè venuta così.. a mè sempra bizzarro che il PP si ciucci la corrente che gli serve per funzionare.. premetto che di elettricità ne ben poco...se qualcuno sa darmi una spiegazione..

  10. #1185
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    Scusate, ma qualcosa non mi torna:

    mi pare di ricordare che all'inizio mac diceva che una volta costruito il mostro l'importante era trovare la giusta coppia e poi via di OU. Poi per aumentare ulteriormente e perfezionare il rendimento OU si sarebbe provveduto al recupero dei famosi picchi.

    Adesso invece sembra che tutto il problema dell'OU stia nello sfruttare totalmente questi Lenz dato che siamo lontani da un OU, anche piccolo come per il motorello.

    Allora domando: sono veramente questi picchi che determinano l'OU? O c'è piuttosto qualcosa che non va nel mostro?
    Dopotutto il motorello è andato a 110% senza recupero picchi mi pare.

  11. #1186
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    ..............BIP................

  12. #1187
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    Quote Originariamente inviata da frank10 Visualizza il messaggio
    Scusate, ma qualcosa non mi torna:

    mi pare di ricordare che all'inizio mac diceva che una volta costruito il mostro l'importante era trovare la giusta coppia e poi via di OU. Poi per aumentare ulteriormente e perfezionare il rendimento OU si sarebbe provveduto al recupero dei famosi picchi.

    Adesso invece sembra che tutto il problema dell'OU stia nello sfruttare totalmente questi Lenz dato che siamo lontani da un OU, anche piccolo come per il motorello.

    Allora domando: sono veramente questi picchi che determinano l'OU? O c'è piuttosto qualcosa che non va nel mostro?
    Dopotutto il motorello è andato a 110% senza recupero picchi mi pare.
    allora frank, chiariamo bene la situazione..

    nel mostro c'è qualcosa che non và..

    1) materiale non idoneo, i grani orientati fanno perdere il 30% del rendimento come minimo, come è successo nel motorello

    2) la geometria ha fatto in modo di creare sti picchi che vanno recuperati.. non avendo ancora trovato il modo migliore per farlo, altra perdita di rendimento..

    3) oltre ai picchi c'è da capire quale tempo o angolo dare all'impulso..



    nel motorello, il picco generato, va ad alimentare direttamente l'altra bobina, senza creare casino..

    forse è la geometria vincente.. d'altronde flynn ci ha studiato un bel pò..

    stiamo facendo gli altri prototipi esatti a flynn per vedere punto primo il ripetersi della OU come nel primo motorello prima che i grani perdessero l'orientamento

    e da li studiare a migliorare la OU, per capire poi bene quale è la strategia migliore di pilotaggio e la geometria..

    ora il mostro ci farà da cavia per mettere a punto una nuova centralina ottica con un software ad un sensore solo..cosi con quella piloteremo qualsiasi prototipo.. poi magari in tutto questo ci salta all'occhio qualche cosa di nuovo che non ci eravamo accorti..

    il campo della ricerca non ha certezze.. ma il bello è questo!

    sempre cose nuove..

    noi abbiamo il coraggio di impegnarci del tempo, per dare a noi e a voi la possibilità di studiare una nuova tipologia di motore che fino a poco tempo fa veniva tacciata per bufala o non funzionante..

    io so solo una cosa.. il motorellino di flynn poteva sostituire tranquillamente il motore delle lavatrice, consumando 10 volte di meno..

    non mi sembra poco.. e per questo che stiamo continuando a spingere..

    ma piccola pausa estiva, se no si fonde il neurone..

    dopo il 2 settembre si riprende a manetta...

  13. #1188
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    ...una nuova tipologia di motore che fino a poco tempo fa veniva tacciata per bufala o non funzionante..
    Nessuno ha mai detto che il PP non funzioni o che sia 'scarso', il punto è se è in grado di andare in OU e questo al momento non è stato mai dimostrato dai molti che ci hanno provato, e sono tanti...
    d'altronde flynn ci ha studiato un bel pò..
    è per questo che è sparito dalla circolazione con i suoi 'motori' sempre di la da venire...
    Adesso invece sembra che tutto il problema dell'OU stia nello sfruttare totalmente questi Lenz dato che siamo lontani da un OU, anche piccolo come per il motorello.
    Allora domando: sono veramente questi picchi che determinano l'OU? O c'è piuttosto qualcosa che non va nel mostro?
    Secondo te...?
    E' bene chiarire una cosa su questi benedetti picchi di Lenz, che sembrano essere la chiave dell'OU in moltissimi apparati ma solo perchè c'e' una difettosa comprensione degli stessi. I picchi di Lenz NON sono energia gratuita AGGIUNTIVA che scaturisce non-si-da-dove e che si somma a quella fornita dallo sperimentatore, altrimenti avremmo risolto il problema. Essi sono semplicemente una frazione dell'energia fornita al sistema che non è stata immediatamente trasformata (in lavoro, calore,ecc..) e che pertanto può essere recuperata ma la somma totale dell'energia DOPO la trasformazione sarà sempre inferiore a quella PRIMA della stessa, altrimenti bisognerà specificare DA DOVE VIENE questa energia supplementare. E per favore, non ditemi che viene dai magneti permanenti: i magneti, come certe persone, non fanno niente per niente; bisogna pagare per farli danzare...
    Saluti

  14. #1189
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    Si ma una volta iniziate le danze poi nn li ferma più nessuno!

    nn ci interessa da dove venga l'energia in più, dai magneti, dall'aria, dal criceto...
    La cosa che conta è dimostrare un OU come si può vedere da questo video, se si prova a moltiplicare i V per gli A e a leggere sul pc i watt meccanici resi, anche un bambino si renderebbe conto che c'è qualcosa nn torna, si vede infatti un OU del 200%.

    YouTube - flynn motor OU

    Adesso potrebbe essere che le misure del torsiometro siano sbagliate, (nonostante siano in difetto viste le vibrazioni non calcolate sulla scrivania), potrebbe essere che i tester non misurino bene (anche se da 50watt a 105 watt ce ne passa), potrebbe essere tutto... Per questo stiamo costruendo altri prototipi seguendo quel tipo di geometria, sono d'accordo con te sul picco di lenz, il problema non è quello.

    Come ha già detto mac, quel motorello potrebbe essere sostituito al motore di una lavatrice e con soli 60 watt farti una centrifuga al doppio dei giri del motore asincrono consumando un terzo dell'energia. è solo una cavolata, ma serve a renderci conto del gran risparmio che si potrebbe avere rispetto alla dichiarata classe AA.

    Gli scettici servono sempre per carità, ma se stiamo portando avanti questo progetto è perchè ci crediamo veramente mettendo impegno e passione, rinunciando al tempo libero per dedicarci a un qualcosa che forse potrebbe darci a noi e a tutti un futuro un po' migliore. Non è un caso se giriamo con la bici elettrica, o pensiamo a come migliorare un qualcosa...

    Di parole se ne dicono tante, di se e di ma, se ne dicono a fiumi, ma alla fine conta solo quello che si riesce a realizzare.
    Ultima modifica di kekko.alchemi; 12-08-2008 a 02:43
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  15. #1190
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    Ok, mac-kekko buone vacanze dopo tutta la fatica fatta finora.
    Vi aspettiamo in trincea per settembre!
    Ciao

  16. #1191
    Pietra Miliare
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    grazie.. in trincea.. e ben armati!! a spigne di brutto..

    dajeeeeeee

  17. #1192
    pancia 37
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    Ciao ragazzi ve lo già detto qualche post fa , che per il prossimo anno mac e keko e i nostri cervelloni , ci faranno girare con una bella moto elettrica con un panellino solare da 30 per 30 , è avra un autonomia incredibile........dajeeeeeeeeeeeeeeeeeee ,

    questo sara il primo modello in vendita , sucesivamente verra quello completamente autonomo , alla facia di odiseo che vuole sempre la robba già pronta da comprare , sullo scafale , altrimenti non ci crede , ( scherzo odiseo ) , dajeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee c'è se sente a settembre , buone ferie , e ferragosto a tutti .

  18. #1193
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    Hi Mac-Giver

    First, Congratulations for the excellent work in the monster.

    There is a patent related to bifilar coil, is the patent 4806834, please take a time and see mirror coil, United States Patent: 4806834
    They say efficiency of almost 100% can be achieved.

    In another order of ideas, Jack Hildenbrand say that the right geometry is rotating the 3 valves of monster 90 degrees, in this way you have two power impulses per valve, one in the beginning and another more powerfull one when the rotor is between magnets.
    File Allegati

  19. #1194
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    Buongiorno, nel link seguente si può vedere il diverso comportamento della bobina filiare di Tesla rispetto a quella riportata nel brevetto citato da Elisha ( suppongo che la buckling coil citata da Naudin sia fatta come quella del brevetto, anche se non ho trovato sul sito di Naudin nessun chiarimento in merito ):

    JLN Labs - The TEP Project - Bifilar VS Bucking coils

    Colgo l'occasione per chiedere se qualcuno di voi, più preparato del sottoscritto in matematica ( i miei ricordi risalgono a 25 anni fa, purtroppo! ) può cimentarsi nel calcolo della induttanza della bobina di Tesla ( e magari anche in quella del brevetto citato da Elisha ) usando le formule di Robert Distinti ( www.distinti.com ). La teoria di Distinti prevede le componente longitudinale dell'elettromagnetismo , quindi dovrebbe essere in grado di identificare cosa fanno le suddette bobine. Io ci sto provando, tra un mal di testa e l'altro... ma senza troppo successo ( è un eufemismo per dire che non ci sto capendo un ca...sco! )
    A chi ci riuscirà, una stretta di mano e una accademica pacca sulle spalle ( il tutto virtuale! )
    Buone vacanze a tutti
    doctorzibo

  20. #1195
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    qualche tempo fa
    cercando sul sito di Naudin
    trovai che la Bucking coil e' quella del brevetto di Elisha

    fate molta attenzione e sperimentate quel tipo di induttanza
    prima di ipotizzare il suo comportamento
    perche'... nulla e' come sembra...

    se poi ci pensate bene scoprite che esiste il modo di usarla
    in configurazone "antilenz"
    ovvero in modo che non sputi fuori il famoso Picco di Lenz
    MA
    non scervellatevi: non andrebbe per niente bene per il mostro
    nella configurazione in cui e' stato costruito
    mentre -forse ma non e' detto-
    potrebbe portare dei vantaggi nel 12 poli

    ma vi ripeto che e' difficile prevedere correttamente il funzionamento della bucking coil

    saluti dall'atlantico
    00mei (in trasferta vacanziera)

  21. #1196
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    Quote Originariamente inviata da btbbass Visualizza il messaggio
    Secondo me il fatto è questo: in quel momento il rotore sta lasciando lo statore.
    O meglio: supponiamo che per contenere tutto il flusso magnetico residuo siano necessari A cm^2 di superfice affacciata tra rotore e statore, proprio nel preciso istante in cui ci sono A cm^2 di superfice affacciata.
    Ora, se si ipotizza che la superfice affacciata diminuisca più rapidamente di quanto diminuisca la necessità di superfice per contenere il flusso, si può immaginare che questa differenza di velocità sia compensata in due modi, e cioè il flusso magnetico fa da freno al rotore, e il rientro del flusso magnetico aumenta di velocità, cosa che spiegherebbe quel piccolo picco. Compensate le due velocità il picco si riappiana.
    Ora, può essere una teoria valida senza aver visto girare il motore, chissa se poi è così?!?
    si, sono d'accordo con te:
    il piccolo picco e' dato nel momento in cui il rotore esce dal polo

    pensandoci bene potremmo scoprire di avere un problema dimensionale nel sistema polo-rotore

    nei prossimi giorni,
    sdraiato sulla spiaggia con una birra ghiacciatissima in mano
    ci pensero'...




    00mei

  22. #1197
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    ciao 00mei, ho provato a costruirla, ma quel tipo di bobina, la bucking coil, mi sembra che nn renda affatto in termini di trasformazione energia elettrica-campo magnetico, perchè il campo magnetico che si genera nelle due bobine, visto che stanno in controfase, si annulla è la risultante è zero... è logico poi che nn si generi il picco di lenz, visto che il flusso non esce non si può generare il picco!

    su cosa mi sbaglio?
    La sapienza è figlia dell'esperienza... Leonardo da Vinci

  23. #1198
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    e le bifilari parallele alla fine rendono bene?

  24. #1199
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    Buone vacanze a tutti
    Mi decido a proporre una mia riflessione.
    Per cortesia se avete tempo pensateci un po' e poi ditemi se è il caso di realizzare qualcosina. Grazie.
    Allora stavo pensando a come diventerebbe una PP se la si facesse ruotare intorno ad una delle sue estremità ipotizzando però che le bobine di deviazione magnetica non siano posizionate sugli assi longitudinali ma sugli zaini come appunto delle grandi C (citazione di Mac).
    Verrebbe fuori una proiezione ortogonale di questo genere:
    1) Un cilindro esterno più grande con avvolgimento elettrico
    2) Un cilindro più interno fatto di magnete permanente (che potrebbe essere sostituito da un materiale magnetizzabile con altro avvolgimento in fili di rame)
    3) Un cilindro ancor più interno fatto del materiale del precedente.
    4) Un cilindro più piccolo entrale con avvolgimento in ramefatto come quello più esterno.

    Questi cilindri concentrici andrebbero chiusi con due coperchi di materiale metallico per consentire la chiusura dei flussi.

    Avanti con le osservazioni.
    Grazie.

  25. #1200
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    Predefinito PP a sviluppo cilindrico (il disegno allegato serve solo a dare un'idea di massima)

    Buone vacanze a tutti
    Mi decido a proporre una mia riflessione.
    Per cortesia se avete tempo pensateci un po' e poi ditemi se è il caso di realizzare qualcosina. Grazie.
    Allora stavo pensando a come diventerebbe una PP se la si facesse ruotare intorno ad una delle sue estremità ipotizzando però che le bobine di deviazione magnetica non siano posizionate sugli assi longitudinali ma sugli zaini come appunto delle grandi C (citazione di Mac).
    Verrebbe fuori una proiezione ortogonale di questo genere:
    1) Un cilindro esterno più grande con avvolgimento elettrico
    2) Un cilindro più interno fatto di magnete permanente (che potrebbe essere sostituito da un materiale magnetizzabile con altro avvolgimento in fili di rame)
    3) Un cilindro ancor più interno fatto del materiale del precedente.
    4) Un cilindro più piccolo centrale con avvolgimento in rame fatto come quello più esterno.

    Questi cilindri concentrici andrebbero chiusi con due coperchi di materiale metallico (dello spessore delle barre trasversali della PP classica) per consentire la chiusura dei flussi.

    Avanti con le osservazioni.
    Grazie.
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