Ho cercato nei vecchi post e non ho trovato nulla.
Mi sono letto il PDF e in pratica tale Daniel Jackson da ormai 20 anni cerca
di convincere il mondo che il suo sistema funziona ed e' a COP > 1 ( 1.6 circa,
dipende dalle perdite nei condensatori )
Subito 2 cose che non depongono a suo favore:
1) sono 20 anni che propone e ancora non vedo in giro generatori con COP>1.
2) nel testo e' ambiguo nella definizione di potenza e lavoro
Comunque la sua idea e' semplice e facilmente replicabile senza grossi investimenti.
In pratica il sistema e' costituito da 2 circuiti, uno attivatore, alimentato da batteria
che compie solo un lavoro iniziale di carica del condensatore e uno secondario che
secondo lui e' in grado di generare lavoro senza richiederlo al primo e quindi senza
scaricare le batterie.
Il circuito attivatore e' costituito da semplici condensatori e diodi
( anche se la spiegazione con le valvole termoioniche e' piu' semplice da comprendere )
alimentato da una batteria che crea un forte campo elettrostatico positivo su una delle
facce del condensatore.
Sull'altra faccia del condensatore ( accessory plate ) , che e' collegato al circuito secondario,
si accumulano cariche negative.
Questa faccia del condensatore caricata negativamente e' collegata ad uno dei poli
ai quali si attacca il carico.
L'altro polo del circuito secondario e' invece rappresentato dalla terra.
Il polo collegato alla faccia negativa del condensatore e' comunque ad un potenziale maggiore
rispetto alla terra e quindi se si chiude il circuito gli elettroni dovrebbero muoversi.
Gli elettroni sulla faccia del condensatore non possono pero' farlo perche' c'e' un diodo
in contrapposizione che vieta questo.
In pratica ha realizzato un circuito in cui esiste una differenza di potenziale ma le cariche
non possono muoversi.
Mi chiedo come possa parlare di potenza se ha solo tensione ma non corrente.
Ed e' infatti che qui incomincia a imbarbagliarsi con cariche e correnti e non capisco
se e' un problema suo che non riesce a spiegare come si generi questa corrente
o se questa corrente proprio non si genera...
Il sistema pero' ha secondo me una fortissima analogia con quello utilizzato da Tesla
durante i suoi studi sulle onde longitudinali.
Tesla aveva il problema di costruire un circuito in cui gli elettroni non circolassero nel
circuito e per questo usava un sistema ad arco voltaico deviato da magneti in modo da
disperdere gli elettroni.
Forse peche' non aveva diodi da utilizzare ?
Noi ora li abbiamo pero' !
Quindi senza utilizzare tensioni di migliaia di volt tali da innescare la scintilla possiamo
comunque avere un circuito in cui si forma un campo elettrico senza circolazione di cariche.
Mi chiedo come si comporterebbe il circuito di Jackson alimentato ad impulsi brevi ( qualche
ms ) come faceva Tesla...
Genererebbe onde longitudinali con tutti i fantastici effetti che Tesla descrive ?
MaxDamage
Mi sono letto il PDF e in pratica tale Daniel Jackson da ormai 20 anni cerca
di convincere il mondo che il suo sistema funziona ed e' a COP > 1 ( 1.6 circa,
dipende dalle perdite nei condensatori )
Subito 2 cose che non depongono a suo favore:
1) sono 20 anni che propone e ancora non vedo in giro generatori con COP>1.
2) nel testo e' ambiguo nella definizione di potenza e lavoro
Comunque la sua idea e' semplice e facilmente replicabile senza grossi investimenti.
In pratica il sistema e' costituito da 2 circuiti, uno attivatore, alimentato da batteria
che compie solo un lavoro iniziale di carica del condensatore e uno secondario che
secondo lui e' in grado di generare lavoro senza richiederlo al primo e quindi senza
scaricare le batterie.
Il circuito attivatore e' costituito da semplici condensatori e diodi
( anche se la spiegazione con le valvole termoioniche e' piu' semplice da comprendere )
alimentato da una batteria che crea un forte campo elettrostatico positivo su una delle
facce del condensatore.
Sull'altra faccia del condensatore ( accessory plate ) , che e' collegato al circuito secondario,
si accumulano cariche negative.
Questa faccia del condensatore caricata negativamente e' collegata ad uno dei poli
ai quali si attacca il carico.
L'altro polo del circuito secondario e' invece rappresentato dalla terra.
Il polo collegato alla faccia negativa del condensatore e' comunque ad un potenziale maggiore
rispetto alla terra e quindi se si chiude il circuito gli elettroni dovrebbero muoversi.
Gli elettroni sulla faccia del condensatore non possono pero' farlo perche' c'e' un diodo
in contrapposizione che vieta questo.
In pratica ha realizzato un circuito in cui esiste una differenza di potenziale ma le cariche
non possono muoversi.
Mi chiedo come possa parlare di potenza se ha solo tensione ma non corrente.
Ed e' infatti che qui incomincia a imbarbagliarsi con cariche e correnti e non capisco
se e' un problema suo che non riesce a spiegare come si generi questa corrente
o se questa corrente proprio non si genera...
Il sistema pero' ha secondo me una fortissima analogia con quello utilizzato da Tesla
durante i suoi studi sulle onde longitudinali.
Tesla aveva il problema di costruire un circuito in cui gli elettroni non circolassero nel
circuito e per questo usava un sistema ad arco voltaico deviato da magneti in modo da
disperdere gli elettroni.
Forse peche' non aveva diodi da utilizzare ?
Noi ora li abbiamo pero' !
Quindi senza utilizzare tensioni di migliaia di volt tali da innescare la scintilla possiamo
comunque avere un circuito in cui si forma un campo elettrico senza circolazione di cariche.
Mi chiedo come si comporterebbe il circuito di Jackson alimentato ad impulsi brevi ( qualche
ms ) come faceva Tesla...
Genererebbe onde longitudinali con tutti i fantastici effetti che Tesla descrive ?
MaxDamage



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i migliori elettrolitici hanno una tolleranza anche del 60%,variano cioè da 600microF a 2000microF......idem i diodi,presentano tensioni da 0.3 a 0.8 Volt,lui le fissa tutte a 0.7 Volt........c'è da tener presente che un condensatore offre dipersè una tensione,visto che è sottoposto alla pressione atmosferica:variando la pressione atmosferica,si originano delle cariche di elettroni all'interno.Per non parlare delle variazioni ambientali di temperatura,dei campi elettromagnetici vaganti,e di mille altri fattori che possono creare piccoli fiumi di elettroni vaganti. Per MaxDamage: ritengo che Tesla disponessi si' di diodi,erano diodi in tubi di vetro col vuoto all'interno,o con gas.Che poi li abbia utilizzati nei suoi progetti,non posso affermarlo,comunque li conosceva senza ombra di dubbio.Solo che a quanto mi risulta preferiva usare valvole in luogo dei diodi....
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