Chiarimenti D.Lgs 28/2011 (obbligo copertura fabbisogni nuove costruzioni) - EnergeticAmbiente.it

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Chiarimenti D.Lgs 28/2011 (obbligo copertura fabbisogni nuove costruzioni)

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  • Chiarimenti D.Lgs 28/2011 (obbligo copertura fabbisogni nuove costruzioni)

    Salve a tutti.
    Ho bisogno un parere sul decreto in oggetto.
    Palazzina di tre piani nuova, con tetto poco sfruttabile per il fotovoltaico.
    Dal decreto in oggetto si capisce come si deve calcolare la potenza del fv, ma non si capisce come la si debba ripartire.
    Nel caso risultassero 300/400 ad appartamento, come ci si comporta?
    Il fv è collegabile alle utenze comuni? (anche se così servirebbe a poco...).
    Non riesco a trovare informazioni in merito.
    Nota: ma possibile scrivere decreti così vaghi? E' una fattispecie così strana una costruzione su più piani?
    Scusate lo sfogo ma non sono solo io ad avere dubbi - vedi rilievi fatti da regione Lombardia (!)



    Grazie a tutti
    Flavio

  • #2
    in effetti non è specificato..puoi fare come credi..fare tanti microimpianti con pannelli che gia inglobano inverter e portarli ognuno nella singola abitazione (penso convenga cosi)..oppure unico impinato e allacciarlo al condominio..dipende da quanto è grande impinato e che consumi ha il condominio..se avesse ascensori, irrigazioni, notturne, etc tale per cui scambia quasi tutta la produzione, comunque il vantaggio ai condomini arriva comunque...
    CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

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    • #3
      Grazie Marcober per la risposta.
      Vedrò cosa fare in base alla superficie utilizzabile.
      In merito al tuo ultimo post sulla fine del fotovoltaico, devo dire che personalmente me ne occupo, anche se in maniera sporadica, da qualche anno, da quando c'era il 3 conto e da quando non c'era ancora il famigerato portale Enel.
      Da pochi anni a questa parte, dal punto di vista burocratico-normativo, è stato un crescendo di complicazioni.
      Un dato esemplificativo: l'ultimo impianto che ho seguito sarà connesso alla rete la settimana prossima, a distanza di oltre 4 (quattro) mesi dall'inoltro della domanda (che si era bloccata a causa di un problema di scambio dati tra enel e terna). L'impianto è un normale 3kw domestico.
      Il resto sono normative farraginose, continui cambiamenti, interpretazioni dubbie, ecc. ecc.
      D'altronde è così: il fatto è che gli impianti domestici o i piccoli impianti non sono, come dire, "monopolizzabili": li posso installare io, tu, un normale elettricista magari un filo sopra la media.
      I grandi impianti no: sono perfettamente "monopolizzabili" in quanto, per tutta una serie di motivi, possono essere realizzati dai soliti noti.
      Che anche i piccoli impianti portino occupazione, pagamento di tasse, previdenza, ecc non importa: non sono controllabili e quindi non si agevolano, ma semmai si contrastano.
      Purtroppo è così: ed è un peccato
      Flavio

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      • #4
        Trovo folle che sia proibito realizzare una rete di utenza interna, ad esempio in un condominio, dove da un unico punto di fornitura (contatore) si alimentino tutti gli appartamenti. Mi domando come sia possibile che da un lato (dlgs 28/2011) si imponga di coprire da rinnovabile tutta una serie di consumi di climatizzazione e illuminazione e dall'altra non sia possibile realizzare delle microreti domestiche tra diverse unità immobiliari. Eppure sul vettore termico si può fare.

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        • #5
          La UE lo prevede solo per usi non civili e quindi penso che nel residenziale domestico non si potrà mai fare.
          Penso che negli altri ambiti, lo liberalizzerano, appena il PArlamento o il Governo supereranno la normativa attuale (che lo vieta)..pur tuttavia gli utenti connessi, in caso che il sistema autoproduca anche energia, risparmierano solo costi di trasporto e distribuzione..non Oneri di Sistema, che è gia previsto graveranno sul consumato dei singoli...per cui il vantaggio di farlo risiede nell'usare l'energia autoprodotta (qualora costi meno di quela comprata..cosa che oggi non si verifica).
          Inoltre l'obblighi di FER per le costruzioni non domestiche non so se esistono e quali siano...temo non esistano...non mi risulta che un opificio debba produrre una % di FER elettrico per essere autorizzato.

          Nel termico si puo fare..ma di fatto nel termico gli oneri di sistema (quasi pari a zero) valgono solo per il gas...se un condominio integra un centralizzato abbinando la caldaia a legna si troverebbe a conusmare di fatto meno gas...se invece un condominio di autoproduce EE, ne consuma quanto prima. Per assurdo, s eun condominio di producesse biogas, allora ci sarebbero 2 trattamenti diversi.

          Inoltre il condominio avrebbe un aggravio amministrativo incredibile (diventa un Distributore di energia) e di certo non val la pena.

          Quello che proponi tu sarebbe una SEU con pluralità di clineti..ma non sipuo fare
          CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

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          • #6
            Ciao Marcober,
            io mi riferisco proprio agli edifici residenziali che secondo il 28/2011 devono coprire parte del fabbisogno da rinnovabili e la quota da coprire è rilevante (oggi 35%, domani 50% sia su climatizzazione che ACS che consumi elettrici), ma in un condominio, ok per la climatizzazione che si può fare ma per la quota di FV come si dovrebbe fare? Mi sembra che da una parte chiedano di coprire da FER dall'altra mettano mille paletti e balzelli insostenibili...
            Parli di aggravio amministrativo incredibile perchè diverrebbe un distributore di energia, ma ribadisco che il concetto no è diverso dalla distribuzione di energia termica per la climatizzazione, è solo una questione di snellire e semplificare procedure e dare maggiore flessibilità al sistema. Probabilmente la faccio troppo semplice ma mi sento imbrigliato da regolamentazioni protezioniste.

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            • #7
              Per energia elettrica , causa modalità di tariffazione, e necessità di suddivisione oneri para fiscali, levare i singoli contatori e metterne uno condominiale crea delle diseguaglianza verso chi abita da solo...quindi servirebbe fare una RIU condominiale in cui si paga oneri comuqnue sul singolo,prelevato...usando energia condominiale auto prodotto ove disponibile. In tal caso, ok...ma il vantaggio economico sarebbe inferiore rispetto ad allacciare singoli impianti ai singoli utenti (risparmi oneri para fiscali su autoconsumo)
              CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

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              • #8
                Non ho le competenze in materia burocratica/fiscale per controbattere.
                Mi spiegheresti per favore per quale motivo affermi che comunque il vantaggio economico sarebbe inferiore rispetto ad allacciare singoli impianti ai singoli utenti?
                Grazie

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                • #9
                  Se mai la UE intendesse rendere possibile anche le RIU nei condomini (e non ci vedrei nulla di male), comunque non potrebbe essere una situazione SEU, cioè esserci una esenzione degli Oneri di Sistema su Autoprodotto...per cui se condominio avesse suo impianto FV e i condomini autoconsumassero nel loro insieme, sarebbe poi necessario pagare oneri di sistema su tale energia autoprodotta e autocosnumata, e ripartirla su chi l'ha usata...e quindi il vantaggio economico scende di molto...ovvio, se uno il FV deve comunque metterlo , poi usarlo gli costa zero, ma gli oneri si autocosnumo sarebbero comunque importanti.

                  Se invece colleghi tanti piccoli impianti ai singoli condomini..ogni collegamento è una piccola SEU..per cui gli Oneri non si pagano.
                  CASA NO GAS: Costruzione anni '30, No Cappotto, Doppi Vetri, Isolamento Solaio,4 lati liberi SUPERFICIE RISCALDATA: 250 mq su 2 Piani (Radiante) + Taverna 120 mq (Fancoil, in modo discontinuo) GENERATORE: PDC 12 kW Zubadan Mitshubishi+ Boiler 200 Lt per ACS RAFFRESCAMENTO: Aermec on-off FV: 15,18 kW di Sunpower + Tigo (pesanti ombre) CUCINA Induzione

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