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  • Quantum Leap
    ha risposto
    Si può fare.

    Avremo un po' di flocculazioni (sicuramente) ma si può fare. Tuttavia, ragionando un po', ci sono alcune considerazioni da fare.
    L'aggiunta di H2SO4 ad acqua e solfato di magnesio (MgSO4) non aggiunge nuove specie ioniche alla soluzione in quanto H+ e SO4 -- già c'erano prima. L'unica variazione la si ha relativamente al pH... Una soluzione di MgSO4 è già di per sè una soluzione acida. Aggiungendo H2SO4 l'acidità aumenta di qualche punto certamente (c'è una diminuzione di pH)... forse è quello il fattore determinante?

    Proveremo.

    Edited by Quantum Leap - 15/3/2006, 08:15

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  • sandro-meg
    ha risposto
    Grazie per il test.
    Peccato per l'aggiunta dell'acido solforico......anche se in minime quantita',potrebbe essere quello che ha scatenato il processo dell'idrino.Quando ho tempo vedo se l'acido solforico rientra nella categoria dei reagenti.
    Se invece non ne rientra....be penso che il discorso degli idrini si potrebbe accantonare o perlomeno suporre che la teoria da loro sviluppata e' errata del tutto o in parte.
    Non e' che potreste,se avete voglia e tempo, di rieseguire il test ma senza l'aggiunta dell'acido ? Anche se il sale non si scoglie completamante il fatto non sarebbe molto rilevante per la misurazione dell'overunity .
    Ciao e ancora grazie .

    Lascia un commento:


  • Quantum Leap
    ha risposto
    Ciao Sandro e ciao a tutti,

    ieri abbiamo eseguito la tanto attesa prova con il magnesio. Il sale utilizzato è il solfato di magnesio (MgSO4). Rispetto al test fatto tempo fa , questa volta le misure di rendimento energetico sono state eseguite con metodologie più precise e rigorose. Il risultato è che anche con questo sale si riscontra una ragguardevole overunity (Out/In=1,24). Il plasma si è ripresentato con la caratteristica colorazione blu-verde e, anche in questo caso, per favorirne lo scioglimento in soluzione, abbiamo introdotto 2 ml di acido solforico al 98%.

    In base a questo dato, visto che il magnesio NON rientra nella lista dei catalizzatori adatti alla generazione dell'hydrino, quali sono secondo te le conseguenze?

    Non pensi che prima di ipotizzare questa nuova struttura (Hydrino appunto) andrebbero battute altre strade?

    Fammi sapere. wink.gif

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  • sandro-meg
    ha risposto
    Eseguite le prove con il rame.
    Alla primo test purtroppo c'era un po d'aria...boom
    al seconco test non riuscivo ad accendere la scintilla.....
    al terzo test....finalmente sono riuscito a fare la scarica in idrogeno.
    Che dire...ho provato varie volte ma i dati sono contradittori.Quel che e' certo (ma d'altronde si sa...) che la scarica riscalda la candela a prescindere dall'utilizzo dell'aria o idrogeno.Sembra...ma prendilo con le pinze...sembra che con l'idrogeno ho qualche grado in piu' rispetto all'aria(75 con H e 70 con aria) ma questo puo' essere anche dovuto al diverso assorbimento del trasformatore di alta tensione (il dielettrico dell'idrogeno e' diverso da quello dell'aria....giusto ?) o ad altri fattori tra cui la non omogenea dispersione del calore della candela.
    La prova va certamente migliorata e analizzata ma mi ci vora' un po di tempo per cambiare metodologia.
    Ciao

    Edited by sandro-meg - 9/2/2006, 23:06

    Lascia un commento:


  • Quantum Leap
    ha risposto
    Ciao Sandro,
    la prova col solfato di magnesio l'abbiamo eseguita all'inizio dei nostri test. Era l'autunno del 2003 e fra le prime prove inserimmo i test con questo sale. Il plasma aveva una colorazione verde molto caratteristica e per far si che tale sale si sciogliesse effettivamente in soluzione, ricordo che la dovemmo acidulare con piccole parti di acido solforico.
    Il rendimento misurato allora fu leggermente inferiore ad 1 ma ti posso garantire con elevata percentuale di certezza che tale dato NON è affatto affidabile. La confidenza che avevamo allora col fenomeno e l'assetto delle strumentazioni di misura non era ottimale e affidabile, quindi non ci dar peso.
    Sicuramente adesso, con l'attuale configurazione strumentale, siamo in grado di essere molto più precisi e affidabili e una prova con questo soluto va fatta. Appena eseguiremo ti farò sapere... adesso siamo concentrati su un altro fronte ma, quanto prima, testeremo.

    Riguardo il rame, qualche volta abbiamo utilizzato elettrodi di rame (con attenzione altrimenti fondono subito) e abbiamo ottenuto rendimenti energetici dello stesso ordine di grandezza di quelli ottenibili col tungsteno... elettrodi di tungsteno con rame "nei paraggi" ancora non li abbiamo testati.

    Riguardo

    CITAZIONE
    provo a vedere cosa succede se faccio avvenire delle scariche elettriche tra il rame e la punta di tungsteno della candela in ambiente di solo idrogeno


    penso che otterai un bel BOTTO. Fa attenzione.

    Ciao. wink.gif

    Fammi sapere i risultati dei tuoi test. Intanto ti allego la foto del plasma con MgSO4.
    user posted image

    Lascia un commento:


  • sandro-meg
    ha risposto
    Grazie del link,ne avevo trovato diversi di Don Borghi come pure il Klistron che usava per scindere l'idrogeno.(strano,a 10Mhz..forse hanno sbagliato ordine di grandezza...).
    Hai provato anche tu a vedere che succede ad avvicinare del rame al plasma gia innescato ? Sei riuscito a testare il rendimento del MgSO4 come sale?
    Io sto adattando una candela di moto ad un cilindro di rame.Diciamo che provo a vedere cosa succede se faccio avvenire delle scariche elettriche tra il rame e la punta di tungsteno della candela in ambiente di solo idrogeno.
    Purtroppo non potro' calcolarmi il rendimento energetico ma forse riesco a vedere la diversa temperatura rispetto ad eseguirlo con l'aria.Alla fine e' forse questo uno dei metodi piu' semplici....se non cambio ancora idea... biggrin.gif
    Ciao e fammi sapere se ti sei letto quel link che ti ho dato.(ma nessuno importa piu' della ff??ma....)
    Ciao

    Lascia un commento:


  • Quantum Leap
    ha risposto

    Per sandro: interessante il discorso sulla M e sulla catalisi... me la leggerò al più presto. Intanto ti linko un articolo relativo a un italiano, il prof. Lino Daddi che qualche anno fa ipotizzò che i fenomeni nucleari a debole energia avvengono grazie alla formazione di "miniatomi"... un vero e proprio precursore dell'Hydrino . Nell'articolo si parla del modello di Don Borghi che fu il primo ad ipotizzare fenomeni nucleari a debole energia basandosi sulla produzione di neutroni dovuta a reazioni di cattura elettronica.

    Articolo di Lino Daddi

    Ciao.

    Edited by Quantum Leap - 11/2/2006, 15:26

    Lascia un commento:


  • sandro-meg
    ha risposto
    Ciao Quantum,
    CITAZIONE
    quel valore di "M" a cosa si riferisce? Cosa è quella

    Quel M e' tutta la teoria della creazione dell'idrino e' presente nel sito della Black Power Light.
    Da quello che ho capito (ma sinceramente non mi e' ancora ben chiaro),per poter avere la creazione dell'idrino bisogna creare una risonanza tra gli atomi dell'idrogeno e quelli del catalizzatore ma per fare questo bisogna apportare energia. Il motivo di cio' e' perche' bisogna portare l'elettrone dell'atomo di idrogeno ad un orbitale piu' basso.Il tutto avviene quando l'atomo di idrogeno reagisce con il catalizzatore scambiandosi energia trammite i fotoni: al riassorbimento del fotone rilasciato da catalizzatore (ecco il principio di risonanza poiche' puo avvenire dopo vari scambi), l'atomo di idrogeno (solo per determinati valori di energia quantizzati,si deve cioe' creare quello che loro chiamano 'buco' di energia....) puo' rilasciare energia poiche' riesce ad assumere un orbitale piu' basso (n=1/2) e questa condizione diventa stabile.
    m quindi indica un valore di energia(m*27,2eV) che questa risonanza tra idrogeno e catalizzatore puo' fornire ma,proprio perche' il processo richiede l'immissione di energia per avere questo ping pong energetico tra i due, piu' alto e' m piu' alto e' la quantita' d'energia che dobbiamo fornire al sistema per prelevarla alla fine della creazione dell'idrino.Ecco perche' con il potassio (m=1) e' piu' semplice avere dei risultati rispetto ad altri catalizzatori, ad esempio come per il sodio con m =8.
    Sinceramente non ho ancora ben capito il meccanismo,anzi gia' che tu sei un fisico,spero che riesca a spiegarmelo biggrin.gif

    CITAZIONE
    Che significa che "non riesci a raggiungere" un notevole flusso di energia? Stai lavorando su qualche modello teorico? Come fai a saggiare la consistenza di un flusso di energia eventuale da raggiungere?


    Il modello e' quello....sto aspettando l'aiuto da delle persone (fisici delle materia) che mi spieghino meglio quello che ti ho scritto sopra,finche non capisco bene il processo teorico alla creazione dell'idrino e' improbabile che combini qualcosa di buono,come sai non sono un fisico ma un elettronico wink.gif
    Ciao

    Lascia un commento:


  • Quantum Leap
    ha risposto
    Ciao a tutti!

    x Sandro: quando dici

    CITAZIONE
    ... lo zinco (M=23).... come il rame o come il potassio (entrambi con M=1)... con il sodio (M=8 ) allora provero con catalizzatori con M piu' basso...


    quel valore di "M" a cosa si riferisce? Cosa è quella M?

    E poi mi piacerebbe sperne di più su quanto scrivi

    CITAZIONE
    Per riuscire ad avere un grosso rilascio di energia dal zinco,ci vuole anche un notevole flusso d'energia che pero' non riesco a raggiungere...poco male...


    Che significa che "non riesci a raggiungere" un notevole flusso di energia? Stai lavorando su qualche modello teorico? Come fai a saggiare la consistenza di un flusso di energia eventuale da raggiungere?



    Lascia un commento:


  • Hellblow
    ha risposto
    Te gusta eh? Mitico sandro wink.gif
    Io purtroppo son bloccato col densimetro. E' dura, tanto dura...parecchi problemi tecnici. Ma vedrò di risolvere.
    Saluti wink.gif

    Lascia un commento:


  • sandro-meg
    ha risposto
    Voi continuate pure a teorizzare,io pratichizzo wacko.gif
    Prove eseguite con lo zinco (M=23)....porcaccia la miseria ma il variac non regge.....
    Per riuscire ad avere un grosso rilascio di energia dal zinco,ci vuole anche un notevole flusso d'energia che pero' non riesco a raggiungere...poco male... Dal test efettuato lo zinco effettivamente non riesce ad essere reditizio (minore luminosita':molto bassa e tendente all'azzuro) come il rame o come il potassio (entrambi con M=1).
    Se Quantum ha avuto overunity con il sodio (M=8 ) allora provero con catalizzatori con M piu' basso.
    La cosa si fa piu' interessante.
    Nessuno che abbia la possibilita' di testare il nichel,stagno piombo ferro e vedere l'energia liberata?
    Sarebbe interessante confermare o negare quanto scritto da Mills,almeno a grandi linee...poi saremo sempre in tempo a fare qualcosa di piu' serio e reditizzio smile.gif
    Ciao

    Lascia un commento:


  • Hellblow
    ha risposto
    Ok, letto tutto, in effetti ci sarebbe ancora da precisare.

    CITAZIONE
    Nella meccanica quantistica si prevede che un elettrone orbiti intorno ad un atomo di quantità finite secondo una particolare relazione.
    Non è corretto: "orbita di quantità finite", nella la teoria di Bohr si "postula" che l'elettrone possa muoversi su orbite stazionarie per le quali il momento angolare dell'elettrone è un multiplo intero di h tagliato


    Grazie della precisazione, però quanto sopra rappresenta il riassunto di quanto scritto al paragrafo 1 capitolo 1 del testo Fondamenti di Chimica, di P.Silvestrone, a pagina 3. Non misi le formule e le definizioni esatte perchè parlare di momento angolare dandolo per scontato poteva mettere in difficoltà qualche lettore oltre che allungar parecchio il discorso. Per chi volesse approfindire possiamo parlarne in un tread a parte perchè la cosa è parecchio lunga.

    CITAZIONE
    Questo lo si puo' visualizzare mentalmente ricordando ad esempio la luce...un fotone ha natura particella-onda. Ora un'onda ha una certa frequenza e certe oscillazioni.

    Non si può visualizzare la quantizzazione del momento angolare. Un'onda piana armonica viene caratterizzata da una frequenza temporale, da una pulsazione spaziale e da un periodo di oscillazione, non possiede oscillazioni.


    Secondo esempio mirato a visualizzar meglio la questione senza tirare in ballo formule. Per spiegare meglio il concetto bisogna tirare in ballo la definizione di onda stazionaria. http://www.soloclassica.it/calcoliondastazionaria.htm.
    Tale onda deve essere in coerenza di fase di modo che non si distrugga per interferenza nel momento in cui viene vincolata seguire un percorso chiuso. Ciò implica che 2PIr=nh/mv ove PI è la costante pigreco, m la massa, v la velocità, h la costante di Planck, n un numero intero. Ti allego la parte a cui mi riferisco, sempre dal libro citato su. Ovviamente andrebbe letto tutto il capitolo come minimo.

    user posted image

    Infine, la visualizzazione degli orbitali è possibile tramite equazioni che sono ben riportate sui testi e simulazioni al computer.
    Un link tanto per dare un esempio di visualizzazione di orbitali (sono nuvole probabilistiche in effetti e non orbite ellittiche biggrin.gif )...
    http://web.mit.edu/3.091/www/orbs/


    CITAZIONE
    Nel girare intorno all'atomo l'elettrone segue queste queste oscillazioni. Ovviamente deve accadere che quando un >elettrone torna nel punto di partenza girando intorno all'atomo, deve ritrovarsi nel punto di partenza, se no non seguirebbe l'onda.

    Il modello di Bohr è solo un modello in cui l'elettrone orbita su orbite circolari che poi non corrisponde alla verità. E' stato un approccio pioneristico per spiegare le righe dell'idrogeno e la "stabilità" che con l'atomo di Rutherford sembrava non esserci. Inoltre non puoi immaginare un elettrone che si fa un giro attorno all'atomo, per il principio di Indeterminazione di Heisenberg. Quello che dici è fuorviante. Infine non vi è alcun legame tra il periodo di "rotazione" dell'elettrone di Bohr con la frequenza della radiazione emessa per diseccitazione dell'elettrone.


    Il modello di Bohr è uno dei tanti modelli presentati per spiegare il funzionamento e la struttura dell'atomo, al pari di altri modelli è suscettibile quindi a dubbio. Modelli più complessi vedono l'elettrone delocalizzato (tanto da parlare di 'nuvola di elettrone' in gergo) e legato ad equazioni probabilistiche. Si parla di 'probabilità di trovare l'elettrone in un certo spazio sulla base della sua energia' e non di elettrone in un precisato punto. Anche prendendo come riferimento il modello di Bohr, l'equazione di Heisenberg non viene violata, in quanto lo spazio entro il quale l'elettrone si muove, secondo tale modello, non è un punto, ma un orbita (si parla di orbitale) e quindi non viene individuato con esattezza.
    Il modello di Bohr non prevedeva neanche che la 'pallina' elettrone girasse come un pianeta del sistema solare, ma che l' elettrone-onda si muovesse intorno al nucleo ad una certa distanza. Tale distanza fra l'altro è calcolata mediamente dalle formule, in quanto proprio per quel dualismo l'elettrone si vedrebbe oscillare e quindi non manterrebbe una perfetta distanza dallo stesso nucleo, e tu mi confermi con la parola 'oscillazione', quindi si muove non sta fermo.
    Inoltre a seconda della distanza che l'elettrone ha dal nucleo (distanza quantizzata ovviamente, non casuale ovviamente), questo può assorbire o rilasciare particolari fotoni. Se fosse come dici tu, ovvero se non ci fosse relazione fra la DISTANZA dell'elettrone dal nucleo e la radiazione emessa, non esisterebbe la banda spettrale associata agli elementi. Poi vallo a spiegare agli astronomi che con i loro spettroscopi non han concluso nulla!

    CITAZIONE
    1) Il nostro elettrone scende a n=1/2, emette energia, ma appena puo' la riprende perchè tende ad andare allo stato di >minima energia. Ma allora se è cosi' lo stato di minima energia sarebbe 1/2, non 1. Allora la cosa la si spiegherebbe considerando il concetto di stato stabile, e non di minima energia. Quindi un elettrone sta in uno stato stabile, ed in questa >condizione può scendere sotto n=1 rimanendo stabilmente in quell'orbita (e questa mi convince poco).

    Uno stato "stabile" o stazionario non cambia la sua energia quindi non può "scendere"!


    Purtroppo l'autore della teoria sugli idrini non ne è convinto. Dovresti dirlo a lui, che parla di stato stazionario e stato frazionario. Ti consiglio di collegarti al link in questione e leggere quanto dice riguardo quanto sopra.

    CITAZIONE
    Certo c'e' da dire che l'antimateria fu prevista partendo dal termine quadrato E=mc^2 e in fondo se si guardano le equazioni della quantistica, allora in effetti considerando che lavorano con probabilità...infatti noi non possiamo tracciare una orbita dell'elettrone (principio di indeterminazione) ma è possibile descrivere una zona ove l'elettrone ha probabilità di >esistere.

    NO! L'antimateria fu prevista da Dirac con le autosoluzioni della sua equazione ottenuta cercando una equazione di Schroedinger relativisticamente covariante


    Si invece, il tuo è un falso storico purtroppo. Ma forse non lo sapevi. Dirac non partì dalle equazioni che indichi tu, sarebbe stato troppo complicato notare che qualcosa non andava. Su wikipedia trovi la parte che precede quella che mi hai segnalato. Te la linko e riporto....

    "Originariamente l'idea dell'antimateria venne a Dirac quando vide la forma reale dell'equazione E = mc2, ovvero E2 = p2c2 + m2c4 e realizzò che "2" significa che l'equazione per l'energia ha due soluzioni, una negativa ed una positiva."

    http://it.wikipedia.org/wiki/Antiparticella

    Infatti, come credo saprai, un numero reale non ammette una radice negativa. Dirac si ispirò ai numeri complessi, che invece la ammettono. Come vedi è molto semplice la cosa partendo dalla E=mc^2!
    Ti dirò di più, dalle equazioni di Einstein (equazioni che legano massa e velocit&agrave si può osservare come possa esser preso in considerazione anche il concetto di 'massa virtuale' (matematicamente parlando, eh? Si ricorre sempre ai complessi, nella forma C= X+jY. In particolare tale massa sarebbe rappresentta solo dalla parte jY, non reale ma immaginaria appunto) ovvero massa immaginaria. La cosa è in fase di studio, e si cerca di dar un significato materiale alla cosa. Vedrò di procurare del materiale, ma ci sono parecchie formule, da quanto ricordo. La cosa fra l'altro si ricollega alla teoria delle stringhe, ricordo di aver letto su un articolo.

    CITAZIONE
    Ma è stata pubblicata su qualche rivista questa teoria sugli idrini? Ti consiglio dei manuali di base di MQ come il Landau: MQ non relativistica - Fisica Teorica 3 - Ed Riuniti.


    Sai che non lo so? Ad esser precisi, so che qualcosa è stata riportata su articoli di riviste specialistiche, ma non chiedermi quali, perchè dovrei fare una ricerca. Ed allora o la fo io, o la fai te....Anzi se trovi qualcosa me lo linki? Grazie happy.gif Comunque, a me han passato un link (quello della blacklight) però è in inglese(per me è uguale, ormai con tutta la roba che me son letto, fra poco ai miei parlerò inglese O_o) credo fra l'altro un amico che potrebbe essere a comune fra noi due...Comunque li trovi tutto quello che cerchi riguardo il tizio degli idrini.
    Riguardo il testo, non ho studiato su quello ma vedrò se esiste in biblioteca appena mi trovo a passare dalla facoltà di fisica dato che per questioni di lavoro non ho molto tempo ("pecunia canta e la sentono anche i sordi" si dice qui!).

    CITAZIONE
    Niente di personale.


    Ma ovviamente, siamo tutti qui per accrescere la nostra cultura e capacità di relazionarci con il prossimo wink.gif Anzi ti ringrazio per avermi dato modo di precisare, purtroppo non sono laureato in lettere, indi è facile per me scrivere frasi poco comprensibili, ma per fortuna ci sono le formule matematiche per levare ogni dubbio!

    Un affettuoso saluto a tutti ragazzi.

    Edited by Hellblow - 30/1/2006, 22:58

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  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite
    CITAZIONE (Hellblow @ 11/11/2005, 00:11)
    Mi è stato mandato un link, parliamone tongue.gif

    http://www.effedieffe.com/interventizeta.p...rametro=scienze

    ....
    Ho letto qualcosa riguardo la teoria degli idrini, spiego quel che ho capito.
    Nella meccanica quantistica si prevede che un elettrone orbiti intorno ad un atomo di quantità finite secondo una particolare relazione.Questo lo si puo' visualizzare mentalmente ricordando ad esempio la luce...un fotone ha natura particella-onda. Ora un'onda ha una certa frequenza e certe oscillazioni. Nel girare intorno all'atomo l'elettrone segue queste queste oscillazioni. Ovviamente deve accadere che quando un elettrone torna nel punto di partenza girando intorno all'atomo, deve ritrovarsi nel punto di partenza, se no non seguirebbe l'onda. Per questo esistono i Numeri quantici 1,2,3,4 ecc...e sono interi. Da questo ragionamento e da tutta una serie di cose appresso, nacque la teoria quantistica.

    Ma, qualcuno sostiene che l'equazione che calcola gli orbitali può ammettere numeri frazionari e quindi avere elettroni vicini al nucleo piu' di quanto si ammetta.
    Se questo è vero l'elettrone per andare da n=1 a n=1/2 perderebbe una certa quantità di energia. Tuttavia secondo i quantistici ciò non sarebbe possibile perchè l'onda non sarebbe chiusa e quindi l'elettrone collasserebbe (sempre idealmente) nel protone. Ma anche a questo la teoria degli idrini mette una pezza.
    Dirò di piu', ci sono già applicazioni industriali.

    Ma c'e' un pero'...almeno per me...se guardiamo la cosa con critica, sappiamo che se un elettrone lo eccitiamo, lui salta di orbitale e passa a quello successivo assorbendo un quanto di luce ad esempio. Ma appena può l'elettrone tende a raggiungere lo stato di minima energia e rilascia energia se no avremmo atomi sempre eccitati. Ora se ammettiamo che esista n=1/2 allora due sono le cose (quel che ho sentito dirmi alla domanda sullo stato n=1/2 dell'elettrone)...

    1) Il nostro elettrone scende a n=1/2, emette energia, ma appena puo' la riprende perchè tende ad andare allo stato di minima energia. Ma allora se è cosi' lo stato di minima energia sarebbe 1/2, non 1. Allora la cosa la si spiegherebbe considerando il concetto di stato stabile, e non di minima energia. Quindi un elettrone sta in uno stato stabile, ed in questa condizione può scendere sotto n=1 rimanendo stabilmente in quell'orbita (e questa mi convince poco).

    2) Il nostro elettrone scende a n=1/2 ed appena può torna a n=1, come farebbe se passasse a n=2. Solo che in questo caso riassorbirebbe energia invece di acquisirla (mi convince poco di piu' di quella di prima, anche perchè secondo la 1 dovremmo trovare in natura idrini...).

    Certo c'e' da dire che l'antimateria fu prevista partendo dal termine quadrato E=mc^2 e in fondo se si guardano le equazioni della quantistica, allora in effetti considerando che lavorano con probabilità...infatti noi non possiamo tracciare una orbita dell'elettrone (principio di indeterminazione) ma è possibile descrivere una zona ove l'elettrone ha probabilità di esistere.

    Qui da qualche cenno sulla cosa...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_...chr%C3%B6dinger

    Ora riprendiamo il discorso di probabilità...in questo caso la probabilità è una distribuzione relativa ad un volume, ma man mano che in una superficie sferica (o un volumetto, la cosa è uguale) diminuisce la propria superficie, deve anche diminuire il raggio. Allora nell'atomo man mano che ci avviciniamo al nucleo accade che il volumetto ove sta il nostro elettrone diventa sempre piu' piccolo. Quando l'elettrone collassa nel protone allora sappiamo la sua posizione. Quindi in effetti Heisenberg non viene violato dalla teoria dell'idrino, o almeno non totalmente.
    Purtroppo l'elettrone è una brutta bestia, è piccolo e ha comportamento "singolarmente anomalo" e "generalmente normale". Insomma se consideriamo una corrente gli elettroni si muoveranno in media tutti in un certo modo. Ma se scendiamo al singolo elettrone allora...

    Comunque sono ancora all'inizio della lettura, che non è neanche molto semplice ( ci son molte equazioni). Vediamo alla fine cosa salta fuori. Io penso che non è comunque da sottovalutare l'idea dell'idrino. Chissà, forse un'analisi delel righe di emissione di un ipotetico gas a base di idrini dimostrerebbe che...

    >Ho letto qualcosa riguardo la teoria degli idrini, spiego quel che ho capito.
    C'è un po' di confusione in quello che scrivi.

    >Nella meccanica quantistica si prevede che un elettrone orbiti intorno ad un atomo di quantità finite secondo una >particolare relazione.
    Non è corretto: "orbita di quantità finite", nella la teoria di Bohr si "postula" che l'elettrone possa muoversi su orbite stazionarie per le quali il momento angolare dell'elettrone è un multiplo intero di h tagliato.

    >Questo lo si puo' visualizzare mentalmente ricordando ad esempio la luce...un fotone ha natura particella-onda. Ora >un'onda ha una certa frequenza e certe oscillazioni.

    Non si può visualizzare la quantizzazione del momento angolare. Un'onda piana armonica viene caratterizzata da una frequenza temporale, da una pulsazione spaziale e da un periodo di oscillazione, non possiede oscillazioni.

    >Nel girare intorno all'atomo l'elettrone segue queste queste oscillazioni. Ovviamente deve accadere che quando un >elettrone torna nel punto di partenza girando intorno all'atomo, deve ritrovarsi nel punto di partenza, se no non >seguirebbe l'onda.

    Il modello di Bohr è solo un modello in cui l'elettrone orbita su orbite circolari che poi non corrisponde alla verità. E' stato un approccio pioneristico per spiegare le righe dell'idrogeno e la "stabilità" che con l'atomo di Rutherford sembrava non esserci. Inoltre non puoi immaginare un elettrone che si fa un giro attorno all'atomo, per il principio di Indeterminazione di Heisenberg. Quello che dici è fuorviante. Infine non vi è alcun legame tra il periodo di "rotazione" dell'elettrone di Bohr con la frequenza della radiazione emessa per diseccitazione dell'elettrone.

    >Per questo esistono i Numeri quantici 1,2,3,4 ecc...e sono interi. Da questo ragionamento e da tutta una serie di cose >appresso, nacque la teoria quantistica.

    La teoria quantistica si basa su postulati per tanto indimostrabili ma solo verificabili con gli esperimenti. La meccanica Q. non è nata proprio da questo ragionamento...

    >Ma, qualcuno sostiene che l'equazione che calcola gli orbitali può ammettere numeri frazionari e quindi avere elettroni >vicini al nucleo piu' di quanto si ammetta.
    >Se questo è vero l'elettrone per andare da n=1 a n=1/2 perderebbe una certa quantità di energia. Tuttavia secondo i >quantistici ciò non sarebbe possibile perchè l'onda non sarebbe chiusa e quindi l'elettrone collasserebbe (sempre >idealmente) nel protone. Ma anche a questo la teoria degli idrini mette una pezza.
    >Dirò di piu', ci sono già applicazioni industriali.

    >Ma c'e' un pero'...almeno per me...se guardiamo la cosa con critica, sappiamo che se un elettrone lo eccitiamo, lui salta di >orbitale e passa a quello successivo assorbendo un quanto di luce ad esempio. Ma appena può l'elettrone tende a >raggiungere lo stato di minima energia e rilascia energia se no avremmo atomi sempre eccitati. Ora se ammettiamo che >esista n=1/2 allora due sono le cose (quel che ho sentito dirmi alla domanda sullo stato n=1/2 dell'elettrone)...

    >1) Il nostro elettrone scende a n=1/2, emette energia, ma appena puo' la riprende perchè tende ad andare allo stato di >minima energia. Ma allora se è cosi' lo stato di minima energia sarebbe 1/2, non 1. Allora la cosa la si spiegherebbe >considerando il concetto di stato stabile, e non di minima energia. Quindi un elettrone sta in uno stato stabile, ed in questa >condizione può scendere sotto n=1 rimanendo stabilmente in quell'orbita (e questa mi convince poco).

    Uno stato "stabile" o stazionario non cambia la sua energia quindi non può "scendere"!

    >2) Il nostro elettrone scende a n=1/2 ed appena può torna a n=1, come farebbe se passasse a n=2. Solo che in questo >caso riassorbirebbe energia invece di acquisirla (mi convince poco di piu' di quella di prima, anche perchè secondo la 1 >dovremmo trovare in natura idrini...).

    >Certo c'e' da dire che l'antimateria fu prevista partendo dal termine quadrato E=mc^2 e in fondo se si guardano le >equazioni della quantistica, allora in effetti considerando che lavorano con probabilità...infatti noi non possiamo tracciare >una orbita dell'elettrone (principio di indeterminazione) ma è possibile descrivere una zona ove l'elettrone ha probabilità di >esistere.

    NO! L'antimateria fu prevista da Dirac con le autosoluzioni della sua equazione ottenuta cercando una equazione di Schroedinger relativisticamente covariante.

    >Qui da qualche cenno sulla cosa...

    >http://it.wikipedia.org/wiki/Equazione_di_...chr%C3%B6dinger

    >Ora riprendiamo il discorso di probabilità...in questo caso la probabilità è una distribuzione relativa ad un volume, ma man >mano che in una superficie sferica (o un volumetto, la cosa è uguale) diminuisce la propria superficie, deve anche >diminuire il raggio. Allora nell'atomo man mano che ci avviciniamo al nucleo accade che il volumetto ove sta il nostro >elettrone diventa sempre piu' piccolo. Quando l'elettrone collassa nel protone allora sappiamo la sua posizione. Quindi in >effetti Heisenberg non viene violato dalla teoria dell'idrino, o almeno non totalmente.
    >Purtroppo l'elettrone è una brutta bestia, è piccolo e ha comportamento "singolarmente anomalo" e "generalmente >normale". Insomma se consideriamo una corrente gli elettroni si muoveranno in media tutti in un certo modo. Ma se >scendiamo al singolo elettrone allora...

    >Comunque sono ancora all'inizio della lettura, che non è neanche molto semplice ( ci son molte equazioni). Vediamo alla >fine cosa salta fuori. Io penso che non è comunque da sottovalutare l'idea dell'idrino. Chissà, forse un'analisi delel righe di >emissione di un ipotetico gas a base di idrini dimostrerebbe che...

    C'è davvero tanta confusione... Ma è stata pubblicata su qualche rivista questa teoria sugli idrini? Ti consiglio dei manuali di base di MQ come il Landau: MQ non relativistica - Fisica Teorica 3 - Ed Riuniti.

    Darò uno sguardo... speriamo di capirci qualcosa.
    Niente di personale.
    O.


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  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite
    Azzardo un po' troppo.....
    Le orbite degli elettroni negli atomi sono stabili e non danno luogo ad emissioni registrabili di radiazione EM, questo l'ho sentito spiegare come emissione e riassorbimento istantaneo di un fotone virtuale. Se consideriamo le orbite standard (in base al N° atomico) queste sono come delle antenne perfettamente calibrate per riassorbire quelo che emettono al 100%, antenne a 1/2 della lunghezza d'onda sono possibili ma meno efficenti quindi l'elettrone portato in una di queste orbite diventerebbe un'emettitore-ricevente: non riassorbe tutto ciò che emette e quindi è affamato di energia per riequilibrarsi. Con questo modo di vedere la cosa mi sembra normale che l'idrino sia una fonte di energia comodissima, intercetta tutto e riemette. se non riesce ad assorbire l'elettrone decade e collassa sul protone ed ecco un neutrone bello e pronto con qualche scarto di energia da rifagocitare per qualcun'altro.
    Cosa ne pensate di questo modo di vedere la cosa?

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  • sandro-meg
    ha risposto
    Hai gia' eseguito i test con MgSO4 e quindi lo hai disponibile !! Sono proprio curioso di sapere i risultati.. smile.gif
    Gli altri sali che hai utilizzato sono (ad eccezione del K e Na) dubbi....non dovrebbero dare overunity.
    Ho fatto delle prove (purtroppo non ho la possibilita' di misurare l'energia liberata) per vedere se il plasma,gia' innescato (metodo tradizionale), reagisce a contato di un filo di rame (catalizzatore quasi identico al K+).
    Ebbene si ha un'aumento molto vistoso della luminosita' e quindi della energia liberata ma,purtroppo, il tutto puo' essere anche spiegato dal fatto che aumento la superficie del catodo (infatti la corrente schizza) e, infatti ,il plasma cessa (se il rame si salda sul catodo) e si ha un'aumento della produzione di idrogeno. Se invece il rame non si salda,si hanno continui lampi luminosissimi.
    Ora sto procurandomi delle lastre di zinco (materiale a bassisimo costo ...) per vedere che succede...
    Il zinco dovrebbe incrementare notevolmente il rilascio d'energia (23 volte) ....vedremo (speriamo che non scoppi nulla !!!)
    Hai qualche suggerimento prima che mi esplodi la casa tongue.gif
    Ciao

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  • Quantum Leap
    ha risposto
    Ciao Sandro,
    e scusa per il ritardo o quanto meno per la poca tempestività bella mia risposta.

    Riguardo la tua domanda

    CITAZIONE
    Avete mai calcolato il rendimento della cella usando un'altro tipo di sale che non sia il K2CO3 o Na2CO3 (un sale che non compaia cioe' nella lista dei catalizzatori tipo MgSO4) ?
    Con un sale che non sia anche un catalizzatore per l'idrino,si otterebbe sempre un plasma e un'alto sviluppo di calore,ma non sarebbe overunity.


    debbo dire che sono state fatte varie prove con gli altri sali in passato (come Na2CO3, NaHCO3, KHSO4, LiOH, MgSO4, ZnSO4, Li2CO3, Li2SO4) tuttavia, all'epoca, non eravamo così precisi come oggi nelle misure energetiche, per cui molti dati sono imprecisi o addirittura mancano. Nell'ultimo anno ci siamo concentrati prevalentemente sull'utilizzo del carbonato di potassio variando i parametri che portano all'overunity con lo scopo di incrementarla.
    Spulciando fra vecchi dati però ho trovato una serie di prove con l'Na2CO3 sulle quali comunque si è registrata un'overunity.

    Tuttavia abbiamo previsto per il prossimo futuro una campagna esplorativa atta a saggiare l'eventuale incidenza del tipo di elettrolita sui rendimenti energetici della cella.

    Occorre un po' di tempo però.

    Un saluto a tutti.

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  • sandro-meg
    ha risposto
    Grazie Quantum per la dritta sulle frequenze da utilizzare....... wink.gif
    CITAZIONE
    Riguardo il resto devo dire che ho delle remore. Se "rompi" H2 trasformadolo in H, lo stesso H si ricombinerà in H2 restituendo la stessa energia. Al che, obietteresti tu, che non è detto., in quanto una parte di idrogeno monoatomico si trasforma in idrino che emette un bel po' di energia...

    Sono d'acordo con te ,e' per questo che volevo farti una domanda...
    Avete mai calcolato il rendimento della cella usando un'altro tipo di sale che non sia il K2CO3 o Na2CO3 (un sale che non compaia cioe' nella lista dei catalizzatori tipo MgSO4) ?
    Con un sale che non sia anche un catalizzatore per l'idrino,si otterebbe sempre un plasma e un'alto sviluppo di calore,ma non sarebbe overunity.
    Gia' con questo esperimento potremo avere una indicazione riguardo alla teoria degli idrini (io non ho il materiale per avere una misura precisa delle energie in gioco).
    CITAZIONE
    Con una testardaggine (forse eccessiva) stiamo ancora affinando le tecniche di misurazione dei neutroni  .
    Prima di scartare questa idea vogliamo esserne veramente convinti  .

    E fate piu' che bene!!!!! E, che a me, piacerebbe avere presto un scaldabagno a ff o a idrini..... tongue.gif tongue.gif
    Ecco perche' sono piu' portato alla parte pratica e meno alla parte teorica (anche se senza teoria non si va da nessuna parte).
    Ciao

    Edited by sandro-meg - 22/1/2006, 11:49

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  • Quantum Leap
    ha risposto
    Ci sono e ascolto,anzi, leggo...

    e, visto che la nostra strada è in parte diversa da quella da te ipotizzata, "utilizzo" le tue, le vostre, deduzioni per fare delle valutazioni.
    Riguardo la tua domanda
    CITAZIONE
    Chi mi sa dire l'ordine delle frequenze che occorre per scindere l'idrogeno in singoli atomi ?

    Da un dato in letteratura riferito ad un lavoro del compianto don Borghi, il klystron che lui usava per far in modo che il suo idrogeno NON si ricombinasse in idrogeno monoatomico ma restasse plasma (protoni ed elettroni non legati) lavorava su periodi di ricombinazione di protone ed elettrone dell'ordine di 10^-8 secondi. Quindi, a mio avviso, è da questo dato che puoi partire per progettare la frequenza di un "dissociatore" di H2 in 2H.

    Riguardo il resto devo dire che ho delle remore. Se "rompi" H2 trasformadolo in H, lo stesso H si ricombinerà in H2 restituendo la stessa energia. Al che, obietteresti tu, che non è detto., in quanto una parte di idrogeno monoatomico si trasforma in idrino che emette un bel po' di energia...

    L'idea dell'hydrino è buona e accattivante e alla blacklight ci credono. Noi però non lo sappiamo ancora se è proprio così. Con una testardaggine (forse eccessiva) stiamo ancora affinando le tecniche di misurazione dei neutroni blink.gif .
    Prima di scartare questa idea vogliamo esserne veramente convinti happy.gif .

    ciao ciao.

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  • Hellblow
    ha risposto
    CITAZIONE
    Per quanto ci danniamo a salvare il catodo e di sfruttare il calore svillupato,piu' mi capacito che la strada della cella e' limitata.Il contato dell'idrogeno sul catodo e l'arco elettrico che realiziamo, sprigionano multipli di 422 Kj localizzati sul medesimo punto .


    smile.gif Sandro mi ha capito quando dico che si puo' raffreddare quel catodo quanto si vuole, la situazione non cambia.

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  • sandro-meg
    ha risposto
    Quantum ci sei ?
    Chi mi sa dire l'ordine delle frequenze che occorre per scindere l'idrogeno in singoli atomi ?
    Per la potenza si puo' fare un semplice calcolo da questa formula ( H2-->2H -422kJ) e quindi sapere all'incirca quante molecole si possono spezzare....
    Piu' leggo e esperimento questa benedetta cella, piu' mi convinco che la soluzione sia quella di lavorare con i gas a bassa pressione e microonde. In fondo quelli della Black Light Power hanno perfettamente ragione a seguire proprio questa strada se pensano che l'unico responsabile all'overunity sia l'idrino.
    Per quanto ci danniamo a salvare il catodo e di sfruttare il calore svillupato,piu' mi capacito che la strada della cella e' limitata.Il contato dell'idrogeno sul catodo e l'arco elettrico che realiziamo, sprigionano multipli di 422 Kj localizzati sul medesimo punto .
    Anche se lasciamo perdere il discorso dell'idrino (e quindi l'uso del potassio come reagente per avere overunity),anche la sola classica ricombinazione dell'atomo di idrogeno in molecola riesce a fondere il catodo .(vedi saldatura ad idrogeno atomico
    Gia' che ho la possibilita' di poter avere dell'elio(uno dei reagenti per l'idrino) e di avere in officina un mio amico,credo proprio di realizzare una camera simile al MAHG e vedere se esiste effettivamente un incremento o meno di potenza usando o meno l'elio.
    Poi il passo seguente sarebbe quello di sostituire il filamento di tungsteno (che realizza la scissione dell'idrogeno ma che si dovrebbe consumare come il nostro catodo) con un dispositivo a microonde in modo da aumentare le potenze e non aver consumi tranne che per idrogeno....
    Allora, tanto per sapere se e' possibile per un hobbista trovare un microonde adatto allo scopo, sapete di che ordine di frequenze dovremo parlare???
    Ciao e grazie

    Edited by sandro-meg - 18/1/2006, 21:13

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  • Hellblow
    ha risposto
    Ricordo che la teoria degli Idrini è da verificare, sia come validità che come correttezza dell' impostazione e delle equazioni wink.gif
    Comunque, far speculazioni con questa teoria è sicuramente utile smile.gif



    CITAZIONE
    lo stesso meccanismo puo' essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l'idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio


    Per accadere ciò dovremmo avere una situazione in cui due protoni sono legati ed un elettrone si 'infila' in uno dei protoni. Dato che si parla di idrogeno, la coppia protone non l'abbiamo perchè nel caso di H2 avremmo coppia H-H completa, nel caso di H+ avremmo singolo protone, che difficilmente si avvicina ad un altro protone wink.gif
    Resta la possibilità che un elettrone si infili in un protone, formando neutrone, e poi che questo si attacchi ad un atomo di H.
    Questa possibilità però non è poi cosi' probabile wink.gif

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  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite
    CITAZIONE (sandro-meg @ 16/1/2006, 21:32)
    CITAZIONE
    basterebbe un elettrone libero ed uno ione H+ (quindi nella maggior parte dei casi un protone), in opprtune condizioni, per formare l'idrino con conseguente rilascio di energia....

    Diciamo che la scissione dell'H2 in 2H e la presenza del potassio,puo' dar luogo all'idrino e all'overunity.La presenza di altri sali (tipo sodio), si ha sempre rilascio di energia (nella ricombinazione da 2H ad H2 ) ma senza overunity.....
    CITAZIONE
    l'idrino potrebbe essere il responsabile delle trasmutazioni ....

    Esattamente anche se il processo non mi e' chiaro (anzi per dire la verita' non l'ho nemmeno letto....)
    CITAZIONE
    lo stesso meccanismo puo' essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l'idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio

    Questo non penso....da quello che ho letto l'idrino si ricombina con un'altro idrino formando perossido di.... (non ricordo il nome ma e scritto sempre nel sito della Black light power).

    Vi propongo un'altro link dove vengono testati 2 sali (K2CO3 e Na2CO) in una cella elettrolitica a bassa tensione dove risulta overunity solamente la cella con il potassio.... Buona lettura
    Ciao

    Salve,

    questo sembra confermare le previsioni dei quantum sull'importanza del potassio.
    Comunque il documento è molto complesso, bisogna destreggiarsi fra inglese tecnico e formule da capogiro, e secondo me il potassio non è l'unico catalizzatore possibile.
    Bisogna fare misurazioni precise e accettabili sulle celle per verificare l'energia in eccesso con sali diversi ( della serie fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio... ).

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  • sandro-meg
    ha risposto
    CITAZIONE
    basterebbe un elettrone libero ed uno ione H+ (quindi nella maggior parte dei casi un protone), in opprtune condizioni, per formare l'idrino con conseguente rilascio di energia....

    Diciamo che la scissione dell'H2 in 2H e la presenza del potassio,puo' dar luogo all'idrino e all'overunity.La presenza di altri sali (tipo sodio), si ha sempre rilascio di energia (nella ricombinazione da 2H ad H2 ) ma senza overunity.....
    CITAZIONE
    l'idrino potrebbe essere il responsabile delle trasmutazioni ....

    Esattamente anche se il processo non mi e' chiaro (anzi per dire la verita' non l'ho nemmeno letto....)
    CITAZIONE
    lo stesso meccanismo puo' essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l'idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio

    Questo non penso....da quello che ho letto l'idrino si ricombina con un'altro idrino formando perossido di.... (non ricordo il nome ma e scritto sempre nel sito della Black light power).

    Vi propongo un'altro link dove vengono testati 2 sali (K2CO3 e Na2CO) in una cella elettrolitica a bassa tensione dove risulta overunity solamente la cella con il potassio.... Buona lettura
    Ciao

    Edited by sandro-meg - 16/1/2006, 21:34

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  • kalos66
    ha risposto
    QUOTE (berlitz @ 15/1/2006, 21:41)
    - lo stesso meccanismo puo' essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l'idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio. Penso che, se si riesce a trovare questo isotopo in concentarazioni piu' abbondante rispetto a quello di partenza nei processi della GDPE, bisognerebbe studiare piu' a fondo questa nuova teoria di Mills.
    In attesa di vostre repliche, vi saluto
    Francesco

    Ciao, ottime considerazioni , esposizione e sintesi . Mi sà che il deuterio in concentrazioni anomale è stato trovato smile.gif smile.gif , non riesco a trovare il "paper" in cui veniva esposto sad.gif ( Porc* putt*** ) .
    Ciao

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  • berlitz
    ha risposto
    Ciao,
    leggendo i post di questo thread ed altre di questo forum, cerco di focalizzare il discorso su un punto: se al posto del neutrone ci mettiamo l'idrino, forse si spiegeherebbe molte cose della GDPE.
    - basterebbe un elettrone libero ed uno ione H+ (quindi nella maggior parte dei casi un protone), in opprtune condizioni, per formare l'idrino con conseguente rilascio di energia, mentre per il neutrone, oltre i due elementi, c'e' necessita' di altra energia non trascurabile che non e' comunque disponibile a livello termico. In condizione di elettrolisi normale non esiste l'elettrone libero, pero' se si supera una certa tensione di soglia si liberano degli elettroni (o meglio vengono emessi) dal catodo, dando inizio alla formazione del plasma...
    - il fatto che non siano, finora, stati trovati neutroni nei vari tentativi di Quantum Leap e di Ennio Vorcirzio, spiegherebbe semplicemente che questo nucleone allo stato libero non c'e' perche' non e' stato prodotto.
    - l'idrino potrebbe essere il responsabile delle trasmutazioni osservate nel catodo di tungsteno. Se si assume per ipotesi che l'idrino non leghi chimicamente con altri elementi, potrebbe, nel suo cammino da agitazione termica, avvicinarsi, poniamo, all'atomo di tungsteno, polarizzarsi, attraversare la nube elettronica dell'atomo, avvicinarsi al nucleo, ripolarizzarsi e, quindi, fondersi con esso trasmutandolo con conseguenza emisisone di energia. L'energia emessa dovrebbe essere paragonabile a quella dei raggi gamma, sia pure inferiore a quella emessa nel caso del neutrone, pero', per quello che ne so io, non sono state riscontrate queste radiazioni. Poiche' l'idrino ha, in teoria, infiniti stati energetici inferiori a quello fondamentale dell'idrogeno, l'idrino stesso potrebbe subire numerosi cambiamenti di stato nel fondersi con il nucleo quindi con conseguente rilascio di piu' pacchetti di energia inferiore paragonabile all'ultravioletto.
    - lo stesso meccanismo puo' essere applicato anche agli atomi della soluzione, quindi se ci fosse veramente l'idrino dovrebbe esserci produzione di deuterio. Penso che, se si riesce a trovare questo isotopo in concentarazioni piu' abbondante rispetto a quello di partenza nei processi della GDPE, bisognerebbe studiare piu' a fondo questa nuova teoria di Mills.
    In attesa di vostre repliche, vi saluto
    Francesco

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  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite

    Ho capito raga !!!.... wink.gif wink.gif wink.gif

    Tu consideri il plasma stesso l'elemento conduttivo,...... smile.gif smile.gif

    Molto, interessante.....Ok mi è chiaro il tuo punto di vista.

    L'effetto condensatore del potassio sarebbe da innesco e da regolatore , il plasma stesso porterebbe corrente di conduzione,...ci devo pensare un po.. wacko.gif

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  • sandro-meg
    ha risposto
    Ciao Thot
    non proprio...... diciamo che per Quantum e' nella banda di reazione (la parte del catodo che sta' all'interno della ceramica) dove continua ad avvenire l'elettrolisi (e quindi circolazione di corrente),per me no.Per me e' proprio il plasma (logicamente di idrogeno) che conduce,anche se debolmente, e il consumo maggiore di corrente si ha nella punta dove avviene il maggior numero di scariche elettriche e rilascio di nuovo idrogeno.
    L'effetto condensatore e' invece quello creato dal potassio ma qui tutte le spiegazioni di Quantum sono per me combacianti.....anzi senza quel effetto condensatore l'idrino non potrebbe nemmeno nascere.
    Ripeto,il modello di Quantum combacia perfettamente a quello che accade nella cella tranne per quelle 2 cosette dette nel precedente post.
    Purtroppo la ceramica mi si e' rotta e le prove che volevo fare sono fallite.....bisogna pensare e costruire qualcosa che neghi o confermi la presenza degli idrini senza diventare matti.....avanti con le idee.
    Ciao

    P.S. Sul sito della Black light Power esiste una bellissima applicazione java che chiarisce bene come funziona il processo ed e' proprio utilizzato il potassio (Tutorial of the BlackLight Process). Sembra proprio la nostra cella....

    Edited by sandro-meg - 15/1/2006, 12:56

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  • Avatar ospiti
    Replica dell'ospite
    Salve Raga,

    Vi sto leggendo con molto interesse, continuate cosi...


    Comunque sandro-meg, quello che tu dici del velo di idrogeno che circonda il catodo è la stessa cosa che dice quantum, probabilmente la banda di reazione o l'effetto condensatore come lo chiama quantum è proprio quello...è una questione di definizioni,..state dicendo, mi pare, la stessa cosa,.. comunque è interessante happy.gif happy.gif

    ciao raga

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  • sandro-meg
    ha risposto
    CITAZIONE
    La nostra deduzione è che il plasma blocca o limita molto la conduzione. Ovviamente ogni altro modello in grado di spiegare meglio questa cosa è bene accetto.

    Il vostro modello e' praticamente identico a quello che io ho in mente(anche se non ancora del tutto chiaro) e varia solo di alcuni punti che pero' sposano la teoria dell'idrino e spiegano la non fusione dell'intero catodo.
    La spiegazione dell'innesco del plasma coincide perfettamente con il mio modello: a quel punto pero' tu affermi che la conduzione di corrente avviene nella banda di reazione per me,invece, avviene tutto attorno al catodo dove e' presente un sottilissimo strato di idrogeno sottoposto al forte campo elettrico che lo fa diventare plasma.Il plasma pero' conduce corrente (poca,il maggior consumo come vedremo,ci sara nella punta) ma non piu' come nella fase precedente dove avveniva anche l'elettrolisi(forte consumo di corrente con l'intero catodo interessato alla reazione).A questo punto l'elettrolisi cessa quasi del tutto poiche',il catodo, rimane isolato dalla soluzione per colpa dell'idrogeno (plasma) che lo avvolge completamente.
    In verita' se lo scorporiamo da quello che avviene sulla punta (dove viene a crearsi energia overunity per mezzo dell'idrino ),non avremo creato altro che una lampada al plasma........poco calore ma solo plasma dovuto al forte campo elettrico e al piccolo strato di idrogeno.
    Il plasma inoltre rimane avvolto al catodo proprio a causa dello stesso campo elettrico che lo ha generato.
    Questo e' quello che secondo me avviene nella parte superiore del catodo:quello che avviene nella parte finale del catodo e' invece piu' interessante.
    Nella parte finale del catodo, la produzione di idrogeno e' minore (l'idrogeno generato dall'elettrolisi risale lungo tutto il catodo) e quindi lo strato di gas H2 (poi,a innesco avvenuto,diventera' plasma) e' minore.Ad un certo punto ,essendo il catodo totalmente avvolto dall' idrogeno ed essendo la parte finale quello con una minore quantita di idrogeno(che funge in questo caso da dielettrico), avviene una scarica.Questa scarica rompe la moleccola di idrogeno facendolo diventare idrogeno monoatomico.A questo punto (anche a causa della scarica),l'idrogeno monoatomico riesce a reagire con i sali di potassio diventando idrino e rilasciando energia facendo cosi' fondere il punto dove e' avvenuta la scarica.
    E' solo qui che si ha un forte sviluppo di calore (puo' avvenire anche in altri punti,dipende solamente dallo strato di idrogeno).Inoltre lo stesso calore rilasciato, va ad aumentare il livello energetico dell'intero plasma.
    A questo punto (solo in quella zona) si ha una nuova elettrolisi con produzione di idrogeno che isola nuovamente il catodo e il ciclo ricomincia.
    Come vedi il modello e' praticamente identico al tuo tranne per la questione della formazione dell'idrino e della conducibilita' del plasma.(nessuna banda di reazione).

    CITAZIONE
    Infatti, il tungsteno, per la sua elevata temperatura di fusione e per la sua durezza, si "sbriciola", si "crepa" ma non fonde in maniera classica, cioè non "gocciola". Tuttavia se utilizzi un metallo meno estremo, come rame o ferro o altro, vedrai proprio quello che tu dici, la formazione di una "palla fusa", di una sfera, nella parte sottostante il catodo, proprio dove il tungsteno presenta una punta frastagliata.


    Dipende da come la vedi....secondo il mio punto di vista e' proprio il tungsteno, che avendo una temperatura di fusione molto alta ed essendo il calore svillupato dall'idrino molto localizzato, si riesce a notare come avviene la fusione(bada bene che possono avvenire delle scariche e quindi delle fusioni,anche in'altre parti del catodo,dipende molto dalla struttura dell'elettrodo).Con un'altro materiale che fonde ad una temperatura piu' bassa si fondera' molto piu' materiale che rendere difficile l'individazione di quello che sta accadendo.......
    Se non mi sbaglio e ho reso l'idea del modello di cui sopra,vedrai che esso puo' spiegare quasi tutti i dubbi che avevo riguardo al modello da voi proposto e cioe' la mancanza di neutroni (anche se in determinate condizioni e con il riutilizzo degli idrini come gas si potrebbe arrivare a conteggiarli ), la fusione del catodo che avviene maggiormente in punta, la forma che assume il catodo (a punta), la possibilita' di innescare il plasma anche senza zona di reazione o anche sotto l'acqua corrente,etc etc.....
    CITAZIONE
    Tuttavia... riguardo la tua idea di sfruttamento della cella, vedi se ho capito. Tu vuoi ottenere idrogeno dalla cella (H2) da rendere monoatomico e poi, eventualmente, idrino? Oppure no? Ma come fai a rendere H2 ---> H e poi Hydrino?
    Fammi sapere più dettagli, questa cosa incuriosisce molto.


    Le applicazioni e brevetti per questo tipo di funzionamento c'e' ne sono a iosa.....diciamo che ad un hobbista non sono proprio semplici da creare......o troppo difficili meccanicamente o troppo pericolosi da fare in casa.Per fortuna che pero' esiste la vostra cella che,opportunamente modificata, potrebbe essere molto reditizzia.
    Diciamo che la cosa piu' semplice da fare e' quella di creare idrogeno trammite una elettrolisi normale e,successivamente per mezzo di una scarica elettrica, scinderlo in idrogeno monoatomico in modo da creare l'idrino per mezzo del potassio o altro reagente.Si potrebbe incanalare l'idrogeno in un tubicino di ceramica (molto stretto poiche' potrebbe essere moolto pericoloso se il tutto funziona) e, qualche mm prima che riesca nella soluzione salina, creare una scintilla elettrica all'interno del tubicino.Il gas che uscira sara in parte idrogeno monoatomico e, reagendo con il potassio, dovrebbe rilasciare calore e non ci troveremo piu' nessuna fusione(la ceramica fonde a molti gradi in piu') ne plasma da mantenere.
    Questa e' una idea come quella di scaldare il tugesteno a migliaia di gradi e sfruttare la termoionica per la produzione dell'idrogeno monoatomico....basta sbizzarirci se e' questa la soluzione della cella....
    L'unica cosa certa e' che se la teoria dell'idrino risulta quella vincente la cella attuale ha dei limiti(e pur riesce a presentare dei COP elevati !!!!).
    Prima di tutto siamo quasi obbligati a usare una corrente continua o quasi (al massimo possiamo usare una frequenza elevata o un duty cycle prossimo al 100 %).Questo perche' se smettiamo di alimentare la cella,il campo elettrico non vincola piu' l'idrogeno (plasma) che circonda il catodo liberandolo....
    Inoltre quando avviene la scarica (quella che poi ci serve veramente) la cella consuma molto corrente ed e' praticamente sprecata (si potrebbe modificare opportunamente il circuito per recuperare parte della scarica).
    Sono stato chiaro? Dimmi per favore i punti che non combaciano o che ti appaiono 'deliranti'....
    Ciao

    Edited by sandro-meg - 14/1/2006, 19:56

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  • Quantum Leap
    ha risposto
    Caro Sandro,
    il campo elettrico, seppur fortissimo, è variabile e il periodo di oscillazione di tale campo è dell'ordine di 10^-8 secondi. Tale variazione "incasina" il discorso sulla conduzione dovuta al campo, incrementa le ionizzazioni e ciò incrementa il calore confinato nella zona e abbassa la conducibiltà (= moto prevalentemente unidirezionale) dei portatori di carica. La conduzione elettrica la si ha sopra, nel copricatodo, nella parte non investita direttamente dal plasma ma che resta solo "umida". La prova indiretta di questo fatto è data dal riscontro che si ha quando il plasma innesca: a prescindere dalla porzione di catodo esposta, quando si innesca il plasma, la corrente scende drasticamente (1-2 A a 0,2 M ; 2-3 A a 0,5 M - sempre di K2CO3). Prima dell'innesco la conduzione (e quindi la corrente) dipende direttamente dalla tensione e dalla superficie esposta. Dopo l'innesco non è più così. La nostra deduzione è che il plasma blocca o limita molto la conduzione. Ovviamente ogni altro modello in grado di spiegare meglio questa cosa è bene accetto.
    Riguardo il discorso del catodo a punta e similaria, quando dici
    CITAZIONE
    dopo un periodo di tempo x, il catodo non dovrebbe avere piu' punte e la parte finale(ex-punta) assumere una forma sferica (fusione del materiale ad ogni scarica)

    fai centro pienamente. Infatti, il tungsteno, per la sua elevata temperatura di fusione e per la sua durezza, si "sbriciola", si "crepa" ma non fonde in maniera classica, cioè non "gocciola". Tuttavia se utilizzi un metallo meno estremo, come rame o ferro o altro, vedrai proprio quello che tu dici, la formazione di una "palla fusa", di una sfera, nella parte sottostante il catodo, proprio dove il tungsteno presenta una punta frastagliata.

    Tuttavia... riguardo la tua idea di sfruttamento della cella, vedi se ho capito. Tu vuoi ottenere idrogeno dalla cella (H2) da rendere monoatomico e poi, eventualmente, idrino? Oppure no? Ma come fai a rendere H2 ---> H e poi Hydrino?


    Fammi sapere più dettagli, questa cosa incuriosisce molto.

    Ciao wink.gif

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