Efficacia radiatori "aggiunti" alla canna di stufa a legna e limiti...


3.14

Nuovo Utente
Buongiorno di nuovo:bye1:
Secondo voi (ho appena demolito un camino e comprato una stufa a legna sfruttando la stessa canna, previa intubazione con diametro di uscita della stufa), aumenta l'efficienza inserire sulla canna uno di quei dissipatori/scambiatori a tubi che si trovano in rete?

In tutto la canna è alta 6-7 metri e perfettamente dritta. Nel piano della stufa la lascerei nuda (acciaio) (dissipatore o meno), mentre al piano di sopra potrei lasciare la vecchia canna in muratura del camino, intubata con isolante, oppure secondo voi potrei demolire anche la canna al piano sopra (è sporgente, non passa nel muro perimetrale) mettendo il tubo inox a nudo senza isolamento, per ricavare ulteriore calore, con addirittura un ulteriore scambiatore/dissipatore a tubi?:preoccupato:
Non vorrei però che le temperature dei fumi fossero troppo basse, con problemi di condensa, incrostazioni, tiraggio ecc.

Grazie mille per i vostri pareri.
 
se leggi il post, ipotizza di fare passare canna che disperde, demolendo quella vecchia (cosa che non si può fare)

"potrei demolire anche la canna al piano sopra (è sporgente, non passa nel muro perimetrale) mettendo il tubo inox a nudo senza isolamento"
 
Ringrazio tutti per i contributi.
Al di là della Legge, che va rispettata, vorrei sapere per qual motivo fisico-biologico non si può passare una canna non coibentata in ambienti abitati (oltre a quello oggetto del topic, che però non ha ricevuto risposta, e cioè eccessivo raffreddamento dei fumi con conseguenze di condensa, incrostazioni e tiraggio per il sistema stesso... a cui però non penso interessi se gli ambienti sono abitati o meno, ma solamente le temperature).

Inoltre, visto che i radiatori/scambiatori da stufa sono essenzialmente delle canne proprio a dispersione (immagino in ambienti abitati), sono da ritenersi illegali?

Comunque, l'altra stufa della casa, impiantata negli Anni Settanta, ha una canna in acciaio semplice (dove purtroppo per un decennio i ghiri hanno fatto stanze e tramezzi, quindi va smontata e pulita... :clapping: )
 
una canna fumaria non isolata (in cavedio o in doppia parete) non può passare in casa negli ambienti che sono citati nella morma per il fatto che può essere fonte di ustioni e incendi.
 
una canna fumaria non isolata (in cavedio o in doppia parete) non può passare in casa negli ambienti che sono citati nella morma per il fatto che può essere fonte di ustioni e incendi.

Quindi anche la stufa stessa sarebbe illegale secondo questa norma, oltre ai radiatori in vendita, senza parlare di fornelli a gas ed elettrici e anche camini aperti!

Comunque, qualsiasi impianto va progettato nel rispetto delle leggi fisiche, prima ancora di quelle di legge, e sono previsti ampi margini e materiali di dissipazione sia per fiamme, corpi radianti e per canne non coibentate (tra l'altro, nella mia casa e nel circondario di varie migliaia di metri², l'unica persona autorizzata all'accesso è lo scrivente, il quale se si brucia è perché se l'è cercata ;-) )

Detto questo, rinnovo la mia domanda, che riguarda appunto eventuali ipotesi di processi fisici controproducenti dell'impianto, lasciando stare per un attimo scottature ed ustioni.
Saluti.
 
semplice: una canna non coibentata "tira" in modo inappropriato, abattendo la resa, sporcandosi internamente, ecc ecc

se uno corre a 100 all'ora inauto dove il limite è a 50, secondo il tuo ragionamento allora anche l'auto è illegale......
mi sa che stai facendo un pò di confusione...

esiste la norma e la fisica, e vanno di pari passo.
 
Confuso non su questi aspetti, se non piacevolmente curioso su quelli che ho chiesti, ma sono sicuramente un po' deluso da questo forum, poiché mi aspettavo una dissertazione più tecnico-logica, e non solo rispostine "questo non si fa, questo si fa".

La logica si matura per una vita, non si impara a memoria su qualche norma. Vista la mia ignoranza (in norme su questi aspetti), avevo chiesto come mai, ti cito "... fonte di ustioni e incendi" possono essere non solo canne non coibentate, ma anche forni, ovviamente camini, ferri da stiro, radiatori per stufe (e qui calma piatta a quanto pare, neanche meritano considerazione), nonché semplici stufette alogene (basta coprirle) e tante altre cose, compresa una batteria da 1.5v e 2.3 Ah, se "ben" gestita, esplode con potenziali danni... visto tutto questo, mi chiedevo perché se non faccio (io, personalmente), incendiare tutto con una stufa al quarzo, dovrei bruciare casa con una canna non coibentata.

La logica è la seguente: coprire una stufa al quarzo con un piumone, gettare alcol 90% nel camino acceso ecc, equivale a prendere un tubaccio di ferro come canna fumaria e farlo passare a contatto stretto-stretto con cuscini di paglia, polistirolo, plastica, legno secco, malta NON refrattaria e altre amenità.

Viceversa, se la famosa canna fumaria viene sospesa in vari metri cubi di aria, penso proprio che non si ustioni e non si incendi un bel niente; e un pirla ;-) che la tocchi ha lo stesso risultato di toccare un fornello elettrico e magari gli va meglio che infilare direttamente il braccio nella stufa.

Ovvero, mano : nella stufa = dito sulla canna non coibentata

Oppure, coperta : sulla stufa elettrica = polistirolo e buste di plastica (o altro che non so) : canna non coibentata

Detto questo, le norme vanno benissimo, vista la cura di certi "posatori"...

Secondo tempo: no, secondo il mio ragionamento, diciamo che a certe auto chiamate "canne" è permesso di andare al massimo a 50 Km/h, mentre a certe altre, chiamate "fornelli, stufe" è permesso di tutto, pur con indicazioni di prudenza.

Spero di essere stato più chiaro, poi, ognuno la pensi come vuole, ci mancherebbe, ma fatto sta che io non ho chiesto per nulla cosa dice la norma (buono e giusto a sapersi e vi ringrazio).

Bene, chiusa spero questa questione forse un po' sterile e polemica, oltreché off topic, leggo la risposta sulla condensa, ma la mia domanda, anche qui, non era tanto "cosa succede grossolanamente", ma più o meno fino a quando è tollerabile e che parametri si potrebbe inserire nel calcolo (ad es. ?t canna-ambiente, diametro e lunghezza tubo, direzione, forma, t esterna sul tetto, materiali interni canna, aspirazione e portata della stufa ecc.).

Qui (cerco) di entrare nel vivo, con due aspetti. Ricordo che i miei nonni, con la canna fumaria della stufa di sotto, scaldavano il bagno al piano di sopra; inoltre, della decina di case che ho visto della mia zona, forse una aveva la canna coibentata e infatti era stata ristrutturata. Qui non è stato possibile costruire dopo il 1982-83, neanche per aggiungere una stanza o chiudere un terrazzo. Tutto è rimasto conservato. I camini e comignoli non risultano neppure dalle carte, ma se tagli un albero nel giardino, viene la polizia, giustamente, visto che è un'area protetta.
Stringendo, quindi non è che le canne nude non esistono, faranno schifo, ma ci sono e da me sono la maggioranza e forse quando si rimane molto sottozero per settimane consecutive, senza gas e termosifoni e con un paio di stufe elettriche e una a legna/pellet, forse anche la canna fumaria si può annoverare utile.

Vengo al secondo aspetto. Poniamo che io installassi una canna perfettamente isolata, che dentro abbia 200° e fuori al tatto risulti fredda. Bene, a favore del tiraggio e della diminuzione dell'inquinamento e delle incrostazioni, siamo d'accordo.
Ma quei radiatori di tubi sottili (fatti proprio per ottenere il contrario, cioè scaldare l'aria ambientale ustionando dita a scapito del calore dei fumi) cosa sono, illegali?
E le recensioni positive, di gente soddisfatta?
Non sono praticamente delle canne senza isolamento?
Perché impegnarsi ad isolare certosinamente la canna e poi installarci un radiatore, che ne è l'opposto concettuale?

Questa è la mia domanda... Per favore, andate oltre "la non coibentazione è illegale, mentre quei cosi non si chiamano canne, ma scambiatori, e quindi è legale che lo siano" :clapping:
 
Perché impegnarsi ad isolare certosinamente la canna e poi installarci un radiatore, che ne è l'opposto concettuale?

semplice...
perchè la canna fumaria serve per il funzionamento del generatore (e quindi tiraggio, condensa, ecc ecc), mentre i radiatori servono per cedere/distribuire il calore all'ambiente in modo controllato.



per la risposta che cercavi nel primo post, ti sei risposto da solo.... (problemi di condensa, tiraggio, incrostazioni, ecc ecc ecc) :

"mettendo il tubo inox a nudo senza isolamento, per ricavare ulteriore calore, con addirittura un ulteriore scambiatore/dissipatore a tubi?
preoccupato.gif

Non vorrei però che le temperature dei fumi fossero troppo basse, con problemi di condensa, incrostazioni, tiraggio ecc."


 
Questo ok, grazie.
Io vorrei sapere come mai gli scambiatori non portano problemi di tiraggio e condensa (SE è così), rispetto a canne non coibentate, perché a vederli sono semplici tubi di acciaio, esattamente come canne. Che calcoli e o caratteristiche incidono su questa differenza?

Non posso pensare che un radiatore fumi, cedendo calore, non formi condensa, se lo fa una canna e viceversa.

Altrimenti, per assurdo, potrei inserire 7 metri di radiatori (come canna) e nessuno potrebbe dirmi che non è coibentata (per assurdo, perché troppe curve ci sarebbero... ma mi sembra l'unica differenza).

Ora, per te sembra tutto semplice, per me non è così, prova a riflettere. Puoi anche dire che i radiatori fanno schifo, va benissimo. Ma SE quelli vanno bene, allora la stessa superficie di tubo non creerebbe problemi neanche se la chiamiamo canna, diventa una questione di nomi.
Una canna non coibentata è uno scambiatore.

Magari va rispettato un rapporto (sulla lunghezza verticale) tra area non coibentata (che siano radiatori o altro) e superficie coibentata che incrementa il tiraggio?

In ogni caso, la risposta non è così ovvia e qui non è venuta fuori.
Se poi basta che le cose funzionino, basta mettere una canna isolata al 100% e farsi la macchina nuova.
Se si hanno delle curiosità specifiche, le risposte non possono essere queste.

Grazie.
 
Io vorrei sapere come mai gli scambiatori non portano problemi di tiraggio e condensa (SE è così), rispetto a canne non coibentate, perché a vederli sono semplici tubi di acciaio, esattamente come canne. Che calcoli e o caratteristiche incidono su questa differenza?
semplice, una canna coibentata mantiene più alta la T° dei fumi
più alta è, più la depressione è maggiore e quindi anche il tiraggio

Non posso pensare che un radiatore fumi, cedendo calore, non formi condensa, se lo fa una canna e viceversa.
chi ti dice che non la formi?
di solito non ce ne se accorge perchè si usano su generatori poco prestanti, con T° di fumi elevate (e quindi resa bassa)
prova ad usarli su generatori prestanti che hanno uscita fumi già a bassa T°....



Ora, per te sembra tutto semplice, per me non è così, prova a riflettere
è fisica, non serve riflettere
serve conoscerla

. Puoi anche dire che i radiatori fanno schifo, va benissimo. Ma SE quelli vanno bene, allora la stessa superficie di tubo non creerebbe problemi neanche se la chiamiamo canna, diventa una questione di nomi.
radiatori e canna fumaria la stessa cosa? Oddio..... :cry:

Magari va rispettato rapporto sulla lunghezza tra area non coibentata (che siano radiatori o altro) e siperficie coibentata che incrementa il tiraggio?
ci sono calcoli appositi per calcolare il tiraggio


In ogni caso, la risposta non è così ovvia e qui non è venuta fuori.
per te non è ovvia, per me si
esiste una norma e va rispettata
una canna fumaria interna a vista (o esterna) va in doppia parete
per te non va bene? liberissimo di fare quel che vuoi, non lamentarti poi di rese basse, incendi, sporco, multe, ecc ecc....
più semplice di così......
leggiti la UNI 10683 e capirai tutto (se non la trovi, scrivimi in privato che ti dò il link dove trovarla. Qui per regolamento non posso mettere link che riportano al mio sito)
 
Io non mi lamento di nulla, grazie di ricordarmi che devo conoscere la fisica, sono alla mia quarta laurea... indovina un po' in cosa?
E ti garantisco che le risposte ovvie e semplici sono al massimo da istituto tecnico, vanno bene al massimo per il lavoro di un installatore, che deve barcamenarsi tra costi, tempi, norme e utenze non proprio esperte, ma nella scienza non si ragiona così.

Cosa devo dire, il mio tentativo di creare un confronto tra il ragionamento scientifico e quello della pratica esperienziale è fallito, le riposte sono sempre come la coperta troppo corta e sospetto pure che le mie frasi troppo lunghe non siano sempre di comprensione accessibile.
Ogni tanto poi si modificano variabili come niente fosse (stufe performanti o meno, prima non si potevano inserire nel "ragionamento"??), questo supera ogni speranza di cavare informazioni razionali da questo forum, da cui fuggo a gambe levate.

(Mi ricordano le risposte che mi dava un geometra quando ero più giovane, peccato che poi ho dovuto portarlo in tribunale, mea culpa, non ero capace di rendermi conto quando era il momento di tagliare, come ora)

Mi fermo qui. Chi un domani passerà qui, e magari non capirà un tubo, haha, capirà cosa intendo.:bye1:

Buone cose.
 

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