Sigarette alle stelle, stangata per i fumatori: quanto aumenteranno i prezzi a gennaio 2026

Il settore del tabacco in Italia si prepara a una nuova significativa stretta fiscale a partire da gennaio 2026, con un aumento delle accise

Il settore del tabacco si prepara a una nuova significativa stretta fiscale a partire da gennaio 2026, con un aumento delle accise.

L’esecutivo ha infatti messo a punto un piano triennale per la revisione delle accise, in linea con le direttive europee, che porterà a un incremento progressivo del prezzo delle sigarette, con un impatto stimato fino a un euro e mezzo per pacchetto entro il 2028.

Secondo quanto anticipato da fonti di stampa come Il Messaggero e confermato dagli ultimi dati ufficiali, il governo italiano ha previsto nella prossima manovra finanziaria un nuovo schema di aumento delle accise sui prodotti da fumo tradizionali. Questo intervento riguarda principalmente le sigarette classiche, i sigari e il tabacco da rollare, che rappresentano circa l’80% del mercato nazionale.

L’obiettivo principale è duplice: da un lato, garantire un gettito fiscale stabile e crescente per lo Stato, stimato intorno ai 15 miliardi di euro annui; dall’altro, adeguare la normativa italiana agli standard comunitari in tema di tassazione del tabacco, in vista della revisione prevista dall’Unione Europea. Le accise, attualmente fissate a circa 90 euro per 1.000 sigarette, potrebbero salire fino a 215 euro per 1.000 unità, traducendosi in un rincaro di circa un euro a pacchetto per il consumatore finale.

Il piano pluriennale di aumento delle accise, attivo dal 2026 fino al 2028, si configura come una strategia di politica fiscale graduale, che dovrebbe evitare scossoni eccessivi sul mercato e permettere ai produttori di pianificare gli investimenti e gli adeguamenti necessari.

Sigarette elettroniche e prodotti da inalazione: nuove imposte e impatto sui consumatori

Parallelamente, il governo ha previsto anche un incremento dell’accisa sulle sigarette elettroniche e sui prodotti da inalazione senza combustione. Dal 7 agosto 2024, con l’approvazione di una riforma fiscale specifica, l’aliquota su questi prodotti è salita dal 38% al 40%, anche se la determinazione finale sarà aggiornata annualmente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli in base al prezzo medio delle sigarette tradizionali.

Questa nuova imposta colpisce principalmente i produttori e distributori dei liquidi e accessori per lo svapo, mentre i prodotti medicinali come gli aerosol rimangono esenti. Sebbene non sia un aumento diretto per i consumatori, è probabile che i maggiori costi di produzione e distribuzione si riflettano sui prezzi al dettaglio, con un possibile effetto di rincaro dei prodotti da svapo nei prossimi mesi.

Attualmente, l’accisa sui liquidi da inalazione con nicotina è pari a circa 0,1347 euro per millilitro, mentre per quelli senza nicotina è di circa 0,0898 euro per millilitro. Per un flacone da 10 millilitri la tassazione netta si aggira attorno a 1,34 euro per i liquidi con nicotina, a cui si aggiunge l’IVA al 22%.

Il settore del tabacco in Italia è in rapida evoluzione. Secondo il Rapporto 2025, realizzato da Logista in collaborazione con la Fondazione Tor Vergata, la quota di mercato dei prodotti senza combustione è passata dal 4% nel 2019 al 18% nel 2024, evidenziando una forte crescita di alternative quali le sigarette elettroniche e altri dispositivi da inalazione.

Il rapporto sottolinea inoltre le sfide normative e di salute pubblica che attendono il comparto, in vista del vertice dell’Organizzazione Mondiale della Sanità previsto per novembre 2025, e della necessità di trovare un equilibrio tra tutela della salute pubblica e innovazione tecnologica.

In Italia, il settore del tabacco è anche un importante presidio sociale, con circa 60.000 punti vendita che servono una media di un negozio ogni 1.150 abitanti, rappresentando un nodo fondamentale per il commercio e l’occupazione.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha commentato:
«L’Italia, con la normativa introdotta nel 2015, si pone all’avanguardia in Europa distinguendo chiaramente tra prodotti tradizionali e innovativi. Continueremo a promuovere un quadro regolatorio equilibrato che contempli salute, economia e innovazione, anche negli interventi futuri sulla regolamentazione e tassazione del tabacco a livello europeo. Il settore genera valore economico e occupazionale e desidera operare nel rispetto della legalità.»

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