BrightingEyes
Utente Attivo
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Solito coacervo di fantasie buttate lì con autolesiva mancanza di pudore di sè....sicuramente tutti documentari "interessanti" come potrebbe essere quello di..
I like sono meno su un film di 1.33 minuti! E chissà perchè vero?
E' ovvio che c'è pieno di persone che si sorbiscono un film di un'ora e mezzo su uno schermo di PC. Come si può negarlo? Senza contare che il popolo di quelli che si scambiano i like è notoriamente composto pressochè al 100% da personaggi in fremente attesa di "scoppiarsi" un bel documentario scientifico sui disastri climatici! Ma ovvio no? E chi potrebbe negarlo?
Con questo "metodo mcgiveriano" dovremmo arguire che la gente ritiene più credibile la compilation degli "ultimate girls fail" che il riscaldamento globale! Un argomento da sottoporre al prossimo convegno climatico! Uau!
Il prossimo report IPCC sarà preceduto da un filmato sui capitomboli delle scienziate in bikini nella piscina dell'istituto per "mantenere l'interesse" dei likers da youtube!!
Per il resto siamo al patetico. Cercare di far passare una struttura come il National Geographic come un sottoprodotto di Focus che partorisce la versione di "enigmi alieni" climatica o altre cialtronate assortite fa solo cadere le braccia e capire che chi si inventa e si convince di queste mega-fesserie pur di trovare una giustificazione alle proprie fantasie ideologizzate è davvero senza speranza.
Per tutti gli altri segnalo che National Geographic non cerca di sfornare un documentario di sostegno a qualsiasi ipotesi, ma si limita a analizzare, con notevole profondità, le possibili conseguenze dell'avverarsi (POTENZIALE!) delle ipotesi scientifiche avanzate da alcuni relativamente alla crescita di temperatura media terrestre.
In parole povere non si pongono come sostenitori del GW, ma come investigatori scientifici delle EVENTUALI conseguenze.
Così facendo, purtroppo, devastano anche le ridicole pretese di alcuni che sto riscaldamento alla fine sia in fondo una bella cosa e "faccia bene ai reumatismi" come avevo letto in altra discussione.
E la cosa evidentemente non fa molto piacere a mac giver & claque.
Evabbè, ce ne faremo una ragione...
Beh, non è esattamente così la cosa. Faccio un breve OT.mac ...se l'uomo non ci fosse ....sarebbe un bene per tutti(animali , vegetali e minerali ) è l'unica razza animale che non rientra nell'equilibrio
Più precisamente pressochè tutte le specie sono potenzialmente in grado di determinare gravissimi danni ambientali. Ma la competizione per la sopravvivenza crea automaticamente le contromisure. Infatti è provato che l'importazione improvvisa e incontrollata in un habitat di specie che non hanno predatori naturali o altre vie di controllo può provocare danni enormi.
La particolarità dell'uomo è data dalla ciclopica capacità, garantita dalla tecnologia, di proteggere la propria specie dalle cause naturali di morte e quindi permettere la replicazione in un numero abnorme di individui.
La moda di portare ad esempio le popolazioni primitive che vivono "in armonia" con la natura l'ho sempre considerata una grossolana sciocchezza. Esistono svariate prove di popolazioni primitive che hanno stravolto il loro ambiente (la storia dell'isola di Pasqua è emblematica). E comunque il costo di questa "armonia" è dato dalla certezza matematica che su 100 nati arrivano alla maturità in 10. Insomma è la natura che impone "l'armonia".
Nel caso del GW, anche un riscaldamento globale di 6° determinerebbe la scomparsa di migliaia di specie e la comparsa di altrettante migliaia. Come è sempre avvenuto nella storia del mondo. Il GW, anche dandolo per scontato ai livelli peggiori, è un problema solo per la razza umana. La barriera corallina e gli orsi polari sono un aspetto del tutto temporaneo nella storia della Terra e se scompariranno non faranno altro che lasciare vuota una nicchia ecologica dove si svilupperà una specie nuova, adattata alle nuove condizioni.
Il vero problema dato dall'uomo sta tutto nella sua pretesa di moltiplicazione esponenziale.
E' un problema che ha soluzioni che le tecnologie possono tenere a bada entro certi limiti. E non parlo solo della scarsità di risorse.
Ogni sovraffollamento in qualsiasi ambiente determina una maggiore facilità a mutazioni batteriche e virali e la diffusissima credenza che l'uomo abbia sempre i mezzi farmacologici per combatterle è pura fantasia consolatoria.
Ebola ad es. è un pericolo grave, ma relativo grazie alle caratteristiche di trasmissione, incubazione e mortalità che ne rendono relativamente facile il controllo in situazioni di tecnologia avanzata (quindi non in molti centri africani!). Ma in condizioni di serbatoio vasto e sotto la pressione evolutiva non esiste alcuna garanzia che non possa mutare in qualche ceppo con una controllabilità molto minore.
Cosa che renderebbe di colpo molto più "armonica" con la natura una razza che in effetti sta prendendo un pò troppo spazio.
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