Ciao scresan, ti ringrazio tantissimo per la tua risposta. Rispetto alla considerazione di affidarmi ad altre fonti per il solo riscaldamento, ho pensato addirittura di autoprodurmi il pellet con l'eucalipto utilizzando un biotrituratore e una pellettatrice, sfrutando poi il sole d'estate per essicarlo. Qui nella mia regione non viene coltivato il mais in grandi quantità come avviene ad esempio nella pianura padana, quindi non avrei neanche l'accesso agli scarti della trebbiatura, oppure riuscire a procurare del cippato che non mi faccia venire l'esaurimento! Nei frantoi oleari locali invece c'è tanto nocciolino, purtroppo non processato, e siccome è grezzo avrà olio, polveri, umidità ecc. Quindi non conoscendo bene questo combustibile "naturale" e a costo contenuto rispetto al pellet (circa 3,50 / 4 euro per 20 kg) vorrei farci un pensierino, dopo aver letto e sentito in rete tanti pro e tanti contro! Quello che non mi convince è anche il fatto che molti consumatori ne parlano pure bene (considerando per contro il maggior accumulo di ceneri e di clincker nel braciere, nel cassetto e anche nei fasci tubieri), ma sono tutti possessori di stufe o caldaie pronte e non sistemi assemblati e soprattutto modificati come la mia e che fanno uso di bruciatori automatizzati. Il mio consumo giornaliero è di circa 15 kg di pellet, per due appartamenti di 133 mq. La temperatura esterna scende anche a 2 °C, quella ambientale interna, con l'uso del riscaldamento, si equilibra intorno ai 23 °C, mentre quella di esercizio raggiunge circa i 58 °C sulla caldaia per un totale giornaliero di 6 ore (3 ore di accensione la mattina e 3 ore la sera). Ora grazie ai tuoi consigli sulla taratura del comburente e regolazione della fiamma, dovrò regolarmi un po' anche sulla velocità della coclea e incrociare le dita. Stamattina vado a prendere un po' di nocciolino di sansa per fare un test. Se ci fosse stato del pellet in commercio ne avrei fatto sinceramente a meno, ma ora non ho alternative.