e al punto 9.2.1.1 - i contributi spettanti a titolo di tariffa incentivante, sono irrilevanti fiscalmente.
Calma e gesso..il punto che citi tu recita
"Qualora l’impianto,
per la sua collocazione (ad esempio, sul tetto dell’abitazione o su un’area di pertinenza),
risulti installato essenzialmente perfare fronte ai
bisogni energetici dell’abitazione o sede
dell’utente (ovvero per usidomestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc. e, a talfine, l’impianto risulti posto direttamente al servizio dell’abitazione) si ritiene che lo stesso possa considerarsi utilizzato in un contestosostanzialmente privatistico"
in altra successiva circolare su SSP , ribadisce parola per parola che:
"qualora l'impianto, per la sua collocazione (ad esempio, sul tetto dell'abitazione osu un'area di pertinenza), risulti installato essenzialmente per fare fronte aibisogni energetici dell'abitazione o sede dell'utente (ovvero per usi domestici, diilluminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, ecc. e, a tal fine, l'impiantorisulti posto direttamente al servizio dell'abitazione o della sede medesima) siritiene che l'immissione di energia in rete per effetto del servizio di scambio sulposto non concretizzi lo svolgimento di una attività commerciale abituale e che ilrelativo contributo in conto scambio erogato dal GSE non assuma rilevanza fiscale."
E per chiarire aggiunge:
"quando l'impianto,
per la sua collocazione,
non risulti posto al servizio dell'abitazione o della sede
dell'utente (
ad esempio, perché situato su un'area separata dall'abitazione e non di pertinenza della stessa), l'energia immessa in rete per effetto del servizio di scambio sul posto dovrà essere considerata ceduta alla rete medesima nell'ambito di un'attività commerciale, perciò rilevante sia ai fini dell'IVA che delle imposte dirette. Gli utenti, quindi. dovranno emettere fattura nei confronti del GSE in relazione al corrispettivo di cessione;"
Come si vede chiaramente..per AdE l'impianto esentato è quello che alimenta
la casa dell'utente.... e non qualsiasi impianto posto su una qualsiasi abitazione.
nota che le fattispecie citate sono solo due ESEMPI..e non rappresentano tutta la casistica di possibilità in cui puoi avere impianto su una casa ma che NON è poi al servizio di chi lo possiede....
Ne tuo caso avresti che Tizio possiede un impianto che è installato a casa di Caio (che vanta diritto reale in base a contratto di affitto)...l'Utente dell'impianto è Caio, che fisicamente ne gode il frutto dell'autoconsumo e dello SSP...e quindi se il frutto dell'INCENTIVO lo gode un Terzo (Tizio, possessore) ecco che per AdE non si configura piu l'uso domestico PER LA SEDE dell'utente..ma un Produttore Venditore (Tizio) e un Utilizzatore (Caio)..e l'attivita di tizio è commerciale..quindi serve P IVA.
Prova a chiederti..con che titolo Tizio mantiene una sua Installazione sul tetto di una casa che affitta a Caio? per NON affittargli impianto Fv dovrebbe come minimo separare catastalmente il tetto...e non comprenderlo nel contratto di affitto..ma in tal caso ecco che impianto NON è piu posizionato sul tetto della casa che sta alimentando..perche su particella catastale distinta e nemmeno pertinenziale alla casa.
Ma anche se di fatto non separi il tetto...la sostanza giuridica non cambia..di fatto hai affittato ANCHE impianto FV a Caio..che se volesse, col contratto di affitto, va al GSE e chiede di intestarsi lui come Soggetto responsabile l'impianto...esattamente come un affittuario poteva montare sul tetto di casa in affitto un FV e intestarselo
E se nel contratto di affitto scrivi che no lo puo fare e che ti riservi impianto..di fatto stai dando evidenza della contraddizione di prima..con che titolo tieni una tua installazione su una casa di cui ha diritto reale un terzo?
D'altra parte con la tua interpretazione io durante il CE avrei potuto trovare 1000 proprietari di casa che dietro compenso di 100 euro mi davano in uso il loro tetto..io ci facevo sopra 19,9 kw...e quindi avrei potuto oggi godere di Incentivi CE su 20 MEGA di FV ESENTASSE :spettacolo:!!
Magari!...comunque , non devi credere a me..basta che vai da AdE..gli spieghi bene quello che vuoi fare..gli porti tu le circolari che ho citato (perche il funzionario di turno di certo non ricorda dove stanno..ma se le legge le sa ben interpretare) e senti se la pensa come me o come te.
Queste cose sono state dibattute sino alla noia fra il 2009 e il 2011...quando tutti cercavano ogni modo per fare impianti ovunque..pure sul campanile della chiesa...basta che fossero esentasse..e ci si inventava agricoltori..nudi proprietari di tetti...comodatari..diritti di superficie come se piovesse...impinati in affitto, in uso, in comodato , in leasing...ogni giorno uno si inventava una formula diversa...sino al giorno dopo quando Ufficio AdE gli faceva sempre la stessa domanda.."ma l'energia che si produce sopra il tetto appartiene alla stessa persona che la usa sotto il tetto?"..se la risposta è SI, allora ok..se la risposta è no..allora di mezzo ci sta un passaggio di proprietà di tale energia..che puo essere pure gratuita ma non per qeusto non è impresa (e quindi da fare con P iva).
PS
Non ho fatto esame di stato...ma ho fatto studi da comm.sta..puoi chiedere anche al tuo comm.sta..sebbene io andrei alal fonte, cioe da AdE...sono piu aggiornati di mooolti comm.sti..sebbene molto meno preparati di pochisssssimi comm.sti.