Quale prezzo per i certificati verdi nel nuovo mercato?
In scenari di eccesso di offerta: (la generazione rinnovabile è superiore all’obbligo) la finanziaria prevede (comma 149 art.2) che: “il GSE, su richiesta del produttore, ritira i certificati verdi, in scadenza nell’anno, ulteriori rispetto a quelli necessari per assolvere all’obbligo…, a un prezzo pari al prezzo medio riconosciuto ai certificati verdi registrato nell’anno precedente dal Gestore del mercato elettrico (GME) e trasmesso al GSE entro il 31 gennaio di ogni anno”.
Per i certificati in scadenza con la chiusura del mercato del 2007 (ovvero i pochi certificati ancora in circolazione relativi alla produzione del 2005) il prezzo di ritiro del GSE equivale a 120,19€/MWh (netto IVA) quale media delle contrattazioni dei CV sul mercato dei CV predisposto dal GME. Tale valore tuttavia fa ancora riferimento a valori di mercato interamente determinati dalla legislazione precedente.
La definizione del prezzo dei CV in caso di eccesso di offerta è più complicata di quanto possa sembrare. Infatti in questo caso sono presenti sul mercato CV riferiti a tre anni diversi ciascuno dei quali è attratto da un diverso prezzo di riferimento.
Nei primi mesi del 2008 ad esempio erano presenti sul mercato:
- i certificati relativi alla produzione rinnovabile 2005 ancora invenduti e che già sapevano di avere riscattato il proprio CV a 120,19€/MWh, alla scadenza
- i certificati relativi alla produzione rinnovabile 2006 che in scadenza nel marzo 2009 avranno riconosciuto, se invenduti, la media del prezzo di contrattazione del mercato 2008
- i certificati verdi relativi alla produzione rinnovabile 2007, che costituiscono il grande blocco di offerta (già di per sé superiore alla domanda), che come prezzo di riferimento avranno le stime delle opportunità di mercato del 2008 e del 2009 essendo in scadenza nel marzo 2010.
Evidentemente i possessori di CV 2005 non hanno venduto i propri CV su un mercato che esprimeva prezzi inferiori al valore garantito dal GSE.
I possessori di CV 2006, al contrario, avevano come possibili prezzi di riferimento
1) il valore del prezzo CV GSE in valutazione di una carenza di offerta nel 2008 (poco probabile)
2) le attese di formazione del prezzo medio sul mercato stesso dell’anno in corso. I CV 2006 se invenduti sono infatti remunerati al prezzo medio di mercato del 2008.
Negli anni scorsi nelle sessioni di gennaio-febbraio-marzo sono stati ceduti l’80-90% dei CV venduti sul GME nell’anno. Il prezzo medio nei primi tre mesi del 2008 è stato di 81,1€/MWh è facilmente presumibile che a tale valore saranno rimborsati i CV 2006 invenduti. I possessori di CV 2006 hanno smesso di vendere i propri CV con la sessione del 5 marzo ad un prezzo di
82€/MWh, avendo intuito che oramai la media dell’anno si sarebbe assestata a quel livello.
I possessori del CV 2007 avevano un orizzonte temporale di mercato di due anni e l’ottica di ritiro garantito al 2010 sulla media dei prezzi di mercato 2009. La previsione dei prezzi 2009 tuttavia è basata sull’emissione di certificati che saranno validi sino al 2011 e dunque deve includere una stima di domanda ed offerta di lungo periodo, perché a sua volta sul mercato del
2011 saranno presenti CV il cui prezzo di riferimento è dato dalle previsioni 2013.
E’ presumibile che il ridimensionamento del prezzo del CV si traduca in un rallentamento del mercato delle rinnovabili per tendere ad una situazione di mercato più sicura. In una stima di lungo periodo il mercato dei CV dunque mira all’equilibrio di domanda ed offerta.
Nel lungo periodo il prezzo di riferimento pertanto dovrebbe assestarsi a quello di emissione del CV GSE e dunque alla differenza tra 180€/MWh ed il prezzo di cessione dell’energia elettrica scontato per il periodo di attesa. Avere creato un meccanismo di paracadute sino al 25% di contributo delle rinnovabili sul consumo interno lordo per scongiurare un crollo del prezzo dei CV in caso di eccesso di offerta non significa che questo sia l’obiettivo nazionale di sviluppo delle rinnovabili tramite certificati verdi.
Nel mercato dei certificati verdi lo sviluppo delle rinnovabili converge su volumi corrispondenti alla quota d’obbligo.
Vanno tuttavia anche in questo caso non sottovalutati altri aspetti del mercato:
- la quota d’obbligo è definita solo fino al 2012
- il legislatore ha la possibilità di modificare il valore del prezzo di riferimento ogni tre anni
- il mercato del GME pur significativo nel determinare il prezzo di riferimento dei certificati in scadenza rappresenta una parte limitata del mondo dei certificati verdi scambiati sulla base di contratti bilaterali
A fronte di queste osservazioni preliminari emerge l’importanza fondamentale di impadronirsi dei fondamentali che costituiscono il nuovo mercato dei CV. Il comportamento del mercato del 2008 sconta il cambio di regole ed in particolare, eliminando il riferimento alla media dei costi CIP6 come prezzo garantito di ritiro dei CV in scadenza, la repentina interruzione di un periodo
di sviluppo delle rinnovabili in cui il prezzo dei CV non era definito dalla domanda e dall’offerta.