Collegamento impianto fotovoltaico sul quadro di casa


Vipsolar fotovoltaico

Mi sembra un sistema esageratamente complicato, con duplicazioni e altre cose che non vanno: per prima cosa, il dispositivo generale e il primo MTD sono LA STESSA COSA, non sono due cose distinte. E' un solo apparecchio (e così via per gli altri). La aezione dei cavi è enorme, specie per le linee secondarie e terziarie: male non fa, ma hai speso parecchio di più ed hai alzato il valore della corrente di cortocircuito. Comunque ho verificato, anche su linee di dieci metri sei al massimo a 4 KA.
Per capirci al prossimo post inserisco due immagini: la prima è la tua, modificata attribuendo dei numeri e delle lettere agli apparecchi ed alle linee, così ci capiamo nella giungla dei DGL. La seconda è un esempio di normale impianto elttrico cui viene aggiunto un impianto solare. (modificata, ma poi non si vede più... la reinserirò)
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OK.Ma il DG io lo voglio mettere in strada a fianco contatore perchè credo sia giusto così.Il mtd invece stà quasi dietro nel quadro che stò approntando per il resto i due dispositivi pre e post contatore di produzione già ci sono ,uno è un sezionatore l altro e un mtd che sposterò nel quadro a protezione di tutta la linea/montante del fv.Le sezioni dei cavi le ho messe così (4 conduttori per trifase) in previsione dl aumento futuro del fv...anche se pure il progettista mi diceva che sarebbero stati sufficenti conduttori da 6 mmq ,che avrebbero avuto una caduta di tensione più che accettabile ma era sopra l 1 e per me non và bene. Pur anche nel tuo schema hai messo due mtdifferenziali in serie. Non credo che abbiano entrambi lo stesso amperaggio.Grazie comunque.Valuto TUTTI i suggerimenti.Te lo assicuro.....PS perchè tante immagini ,mi sembrano tutte uguali.
 
OK.Ma il DG io lo voglio mettere in strada a fianco contatore perchè credo sia giusto così.Il mtd invece stà quasi dietro nel quadro che stò approntando
ok, ma se guardo il tuo schema, dal contatore al generale (1) ci sono 20 cm, e da quello al secondo generale UGUALE, c'è un metro. Ne metti uno solo e via... perchè due MTD in um metro e venti? Sei persino dentro ai tre metri senza deroghe! Cavo doppio isolamento, in tubo plastico, al quadro e UN SOLO generale . Non è che ti confondi con le sigle e pensi che DG e MTD generale siano cose diverse e quindi siano due apparecchi, vero? Le varie sigle DG DGL etc sono solo sinonimi di quello che già esiste(o dovrebbe esistere) in ogni impianto elettrico!
per il resto i due dispositivi pre e post contatore di produzione già ci sono
Perchè?? Uno al massimo, e neanche è obbligatorio
,uno è un sezionatore l altro e un mtd che sposterò nel quadro a protezione di tutta la linea/montante del fv..
Perchè??? Cosa proteggono??
:crazy:anche se pure il progettista mi diceva che sarebbero stati sufficenti conduttori da 6 mmq ,che avrebbero avuto una caduta di tensione più che accettabile ma era sopra l 1 e per me non và bene....Le sezioni dei cavi le ho messe così (4 conduttori per trifase) in previsione dl aumento futuro del fv..
La caduta di tensione ammessa è al massimo del 4%.. Hai una linea da 40A, che in trifase sopporta più di 25kW, e in monofase più di nove. Leggermente esagerata, non trovi?
Pur anche nel tuo schema hai messo due mtdifferenziali in serie. Non credo che abbiano entrambi lo stesso amperaggio
Certo che no, il primo è il generale che protegge l'impianto, selettivo come amperaggio, scatto differenziale e curva, gli altri sono quelli a valle che proteggono le utenze singole ( e l'utente) nelle zone comunemente associate al rischio di contatto indiretto, cioè bagno e cucina. E di solito sono associati a due linee da 16A, quindi il MTD è da 16A/0,003A (anche se spesso si consiglia lo 0,001A) e le linee saranno al massimo da 4mmq
PS perchè tante immagini ,mi sembrano tutte uguali.
Se le guardi, non lo sono affatto
 
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Diciamo che mi piace la ridondanza e le linee separate.Quello che mi preme è sapere se come l ho pensato protegge o la ridondanza può rendere inefficace qualche protezione.A me non risulta ,ma è solo il mio hobby perciò non vorrei essermi perso qualche informzione basilarmente importante . Nel quadretto in lavanderia ,2 lavatrici,a "volte" accese assieme ( :cry::cry: ) da 16 * 0,01 và bene?Ma di che classe/curva ?Le perdite dovute a ogni dispositivo le "" compenso "" con le sez abbondanti.Perchè linee interne massimo da 4?Per rendere le protezioni più tempestive possibile?
 
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Ok, cominciamo dalle linee separate. Lo faccio anch'io ed è una buona pratica. Ho linee separate per ogni stanza o gruppo, a volte con protezione singola per ogni linea, a volte con protezione a gruppi. Con un contatore da 3kW, per esempio, le ho così:

- linea prese... tutte le stanze da letto, la stireria e altre utenze interne MT 16A 1P+N 2x4mmq
- linea luci... tutte le stanze da letto, la stireria, bagno, cucina e altre luci interne MT 10A 1P+N 2x1,5mmq
- linea prese bagno e cucina MTD 16A/0,003 1P+N2x4mmq
. linea luci esterne (messa separata per forza, vanno soggette a guasti) MT 6A 1P+N 2x1,5mmq
- linea garage e officina MT 16A 1P+N 2x4mmq
- linea cancello elettrico MT 6A 1P+N 2x1,5mmq
- linea corridoio e disimpegno (dove ho contatore e quadro elettrico) MT 10A 1P+N 2x1,5mmq

Questa distribuzione ha le sue ragioni, ovviamente: per esempio, separare le prese bagno e cucina e avere il differenziale permette la protezione da contatti con mani bagnate e da eventuale umidità dentro le prese, e avere le luci separate non mi fa restare al buio se scattasse il MTD. Il disimpegno è separato e mi permette di avere luci e prese funzionanti anche se disabilito tutto il resto per eventuali lavori. Altri motivi sono facilmente intuibili.
Le linee sono dimensionate per 16A (capacità massima della singola presa) così sono sempre protette, e posso prelevare l'intera potenza contrattuale anche da una singola presa (cosa che non capita quasi mai, altrimenti pagherei una bolletta esagerata, finendo nella fascia di prezzo più alta). Inoltre, la caduta è nei limiti di legge del 4% (al massimo della potenza), cosa peraltro ininfluente visto che l'ENEL usa linee di fornitura che hanno -forse- sezioni della metà di quelle che uso io, quindi al massimo prelievo si abbassano comunque le luci (ma non è colpa del mio impianto, è di ENEL).
Il dimensionamento è ovviamente in previsione di utilizzo massimo, ma di solito siamo sui 350W medi, certamente non 3kW: con quei valori, la caduta di tensione del mio impianto arriva forse allo 0,1 %, nemmeno la considero.
Il contatore è esterno, collegato direttamente al quadro interno dove c'è il generale (circa due metri di linea). Per evitare di uscire a controllare se manca la corrente da ENEL, nel quadro ho messo una spia di presenza tensione.
Il generale è un MTD da 25A/0,3 (quindi non scatterà mai per sovraccarico, è per una potenza contrattuale superiore. e sarà selettivo per lo scatto dei differenziali di zona): del resto devo solo proteggere 15cm di linea da 10mmq dal generale al pettine distributore che va ai singoli interruttori di zona).
Il pettine distributore ha ancora molti posti disponibili, e per aggiungere un impianto fotovoltaico mi basta inserire un interruttore MTD in più.

Si tratta di un impianto che io giudico normale, perfettamente adeguato alle esigenze di distribuzione, ben protetto e con cadute di tensione minime e ininfluenti. E il fatto che abbia oppure no un annesso impianto fotovoltaico non ha alcuna influenza o sviluppo particolare nella sua progettazione.

La ridondanza? Assolutamente inutile e costosa, se non dannosa... Nei grossi impianti sarebbe la prima fonte di guai e non porta alcun vantaggio: per inciso, in tanti anni di attività, sei il primo che mi dice una cosa simile. Devi proteggere UNA linea, ci metti UNA protezione, punto
 
ok, ma se guardo il tuo schema, dal contatore al generale (1) ci sono 20 cm, e da quello al secondo generale UGUALE, c'è un metro. Ne metti uno solo e via... perchè due MTD in um metro e venti?
Mi sono sbagliato: ci sono addirittura TRE dispositivi, mi erano sfuggiti i fusibili (che a cosa dovrebbero servire non si sa, visto che per i cortocircuiti c'è già la protezione magnetica)
 
Ciao freeway,

io condivido tutto il resto di quello che hai scritto qui, ma il tuo schema mi lascia perplesso, anche perché si ricollega al punto iniziale di questa intera discussione: il FV si collega a monte (lato contatore di scambio) o a valle (lato carichi) sul DG (del centralino interno alla casa) ?
Nel tuo schema la corrente che raggiunge l'insieme della varie linee dei carichi è la somma di quella da/verso il contatore di scambio (cioè la rete) e quella da/verso il contatore di produzione (cioè il FV) e tale somma non è limitata in quel punto da alcun MT: è vero che il problema riguarda solo l'eventuale primo tratto comune del parallelo tra le varie linee (se sono collegate in catena invece che a stella), ma potenzialmente c'è. Inoltre quando è il FV ad alimentare i carichi di casa (e questo può e deve capitare anche con la rete attiva), non c'è alcun differenziale che protegge le linee 3 e 4, che invece sono protette nei momenti in cui è la rete a fornire la potenza ai carichi.
Secondo me l'unica vera soluzione a questo problema è quella di prevedere che il nodo in cui convergono i tre rami rete, FV e carichi sia protetto su tutti e tre quegli stessi rami: l'ideale è che la protezione sia il più vicina possibile alle possibili fonti di potenza e il più vicino possibile al nodo di congiunzione sul ramo dei carichi, quindi vicina al contatore di scambio, vicina al contatore di produzione e lontana dalla radice dell'albero dei carichi.
In un impianto "normale" secondo me questo significa mettere almeno un MT sul montante dalla rete (subito a valle del contatore di scambio), almeno un MT sul montante del FV (subito a valle del contatore di produzione, ma qui potrebbe esserci qualche cavillo rispetto alle posizioni degli altri dispositivi obbligatori) e quindi nel centralino dovrebbe rimanere solo un MT alla radice dei carichi, che funziona anche da interruttore generale di quadro (che penso ci voglia indipendentemente dal fatto che funga anche da DG dell'impianto o meno). Sui differenziali ho meno certezze, se non quella che sicuramente serve metterne uno o più sull'albero dei carichi (in tal modo la protezione differenziale sui carichi c'è sempre, indipendentemente dal percorso istantaneo della potenza).

Tra l'altro a me pare di ricordare che Peace an Love abbia comunque un lungo montante (interrato) tra contatore di scambio e centralino interno, quindi non capisco più se il suo schema (sul foglio a quadretti) si riferisce ad un quadro esterno (vicino al contatore) o al centralino interno (dove io comunque metterei la radice dei carichi "di casa" e i vari MT/MTD "di linea").

Ciao Peace and Love,

sbaglio ?
 
... io condivido tutto il resto di quello che hai scritto qui, ma il tuo schema mi lascia perplesso, anche perché si ricollega al punto iniziale di questa intera discussione: il FV si collega a monte (lato contatore di scambio) o a valle (lato carichi) sul DG (del centralino interno alla casa) ?
A valle, altrimenti non ci sarebbe alcuna protezione generale sia in un verso che nell'altro.
Nel tuo schema la corrente che raggiunge l'insieme della varie linee dei carichi è la somma di quella da/verso il contatore di scambio (cioè la rete) e quella da/verso il contatore di produzione (cioè il FV) e tale somma non è limitata in quel punto da alcun MT: è vero che il problema riguarda solo l'eventuale primo tratto comune del parallelo tra le varie linee (se sono collegate in catena invece che a stella), ma potenzialmente c'è.
Come no? La limitazione c'è eccome: la corrente che può fluire verso i rami secondari è limitata dai singoli magnetotermici, e le linee sono protette. Quella che va verso la rete è limitata dal generale. La corrente che può fluire nel bus che alimenta i carichi secondari/riceve corrente dal fv NON E'LA SOMMA!!! Mica si sommano le correnti! L'amperaggio totale viene stabilito dalla capacità dei magnetotermici che proteggono le rispettive linee, non dalle correnti disponibili... Non è corretto pensare che arrivano 40A dalla rete e altri 25 dal Fv e sul bus scorrerebbero quindi 65A. Se ho solo un frigo collegato, sul bus fluirà ovviamente solo 1,5A, da qualunque parte arrivi. Prova a fare lo stesso ragionamento con la rete: virtualmente ha potenza infinita, ma posso prelevare anche solo pochi milliampere per accendere un led con due filini ridicoli, e questo perchè NON è la rete che "spinge" 1000 Terawatt dentro al led e lo fa scoppiare, ma è il led che assorbe un paio di milliampere
Inoltre quando è il FV ad alimentare i carichi di casa (e questo può e deve capitare anche con la rete attiva), non c'è alcun differenziale che protegge le linee 3 e 4, che invece sono protette nei momenti in cui è la rete a fornire la potenza ai carichi.
In realtà non sono molto protette anche se alimentate da rete: il DG serve a proteggere il contatore , non le utenze. Però se ne può discutere...
Secondo me l'unica vera soluzione a questo problema è quella di prevedere che il nodo in cui convergono i tre rami rete, FV e carichi sia protetto su tutti e tre quegli stessi rami: l'ideale è che la protezione sia il più vicina possibile alle possibili fonti di potenza e il più vicino possibile al nodo di congiunzione sul ramo dei carichi, quindi vicina al contatore di scambio, vicina al contatore di produzione e lontana dalla radice dell'albero dei carichi.
In un impianto "normale" secondo me questo significa mettere almeno un MT sul montante dalla rete (subito a valle del contatore di scambio), almeno un MT sul montante del FV (subito a valle del contatore di produzione, ma qui potrebbe esserci qualche cavillo rispetto alle posizioni degli altri dispositivi obbligatori) e quindi nel centralino dovrebbe rimanere solo un MT alla radice dei carichi, che funziona anche da interruttore generale di quadro (che penso ci voglia indipendentemente dal fatto che funga anche da DG dell'impianto o meno).
Il problema è che non esiste il "nodo".

Tra l'altro a me pare di ricordare che Peace an Love abbia comunque un lungo montante (interrato) tra contatore di scambio e centralino interno, quindi non capisco più se il suo schema (sul foglio a quadretti) si riferisce ad un quadro esterno (vicino al contatore) o al centralino interno (dove io comunque metterei la radice dei carichi "di casa" e i vari MT/MTD "di linea").
Io mi sono basato sullo schema che ha fornito
 
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Metto pure il classico schema che trovi ovunque (questo l'ho preso da electroyou, tanto per far vedere che con un sistema multiinverter non cambia nulla), così vediamo anche il dispositivo di interfaccia, che ha l'importante funzione di disabilitare la fornitura da FV se non c'è tensione di rete, in modo da non alimentare arbitrariamente la rete (e magari l'operatore che sta riparando qualcosa in cabina)
a.png
 
Come no? La limitazione c'è eccome: la corrente che può fluire verso i rami secondari è limitata dai singoli magnetotermici, e le linee sono protette.
Le linee sono protette singolarmente, dal loro magnetotermico in giù, ma il tratto comune a tutte (che è uno dei tre rami dello lo stesso nodo in cui convergono anche le alimentazioni da rete e FV) non è protetto in generale, perché le protezioni a monte proteggono separatamente i due rami di alimentazione, ma non la possibile somma delle correnti. Certo, se lì si mette una sezione che regge la somma della potenza di rete e quella del FV oppure la somma delle potenze delle varie linee dei carichi, si può dire di essere protetti dal sovraccarico; dal cortocircuito non saprei, ma stiamo parlando di connessioni cortissime (fino a prova contraria nel casi di Peace and Love) e comunque dentro ad un quadro, quindi non so se sarebbe strettamente necessario.

Quella che va verso la rete è limitata dal generale. La corrente che può fluire nel bus che alimenta i carichi secondari/riceve corrente dal fv NON E'LA SOMMA!!! Mica si sommano le correnti!
Invece si sommano sempre, solo che finché l'assorbimento dell'insieme dei carichi è inferiore alla massima potenza dalla rete o dal fotovoltaico, una delle due è negativa, quindi la somma è una sottrazione.
Sto parlando del tratto orizzontale con la freccina verso destra nel tuo ultimo schema: non è detto che il cablaggio sia fatto veramente così, ma se è fatto così in quel tratto scorre sempre la somma delle correnti da rete e da FV, che coincide con la somma delle correnti assorbite dalle varie linee di carichi.

Non è corretto pensare che arrivano 40A dalla rete e altri 25 dal Fv e sul bus scorrerebbero quindi 65A. Se ho solo un frigo collegato, sul bus fluirà ovviamente solo 1,5A, da qualunque parte arrivi. Prova a fare lo stesso ragionamento con la rete: virtualmente ha potenza infinita, ma posso prelevare anche solo pochi milliampere per accendere un led con due filini ridicoli, e questo perchè NON è la rete che "spinge" 1000 Terawatt dentro al led e lo fa scoppiare, ma è il led che assorbe un paio di milliampere
Se ci sono 4 linee da 16A, l'insieme può assorbire fino a 64A e in quel caso verrebbero presi 25 dal FV (ipotizziamo che in quel momento possa fornirli) e 39 dalla rete. Se quel tratto fosse stato (lasciato) dimensionato per 40A (come prima di aggiungere il FV), si eccederebbe la portata prevista.

In realtà non sono molto protette anche se alimentate da rete: il DG serve a proteggere il contatore , non le utenze. Però se ne può discutere...
Il DG in se' serve a poter sconnettere tutto l'impianto dalla rete e infatti può anche essere un sezionatore. Di solito lo si realizza con un MT così funziona anche come protezione di ciò che sta a valle.

Il problema è che non esiste il "nodo".
Ma sì che esiste: tutti i conduttori che contattano i tre rami di cui stiamo parlando (montante rete, montante FV, radice dell'albero dei carichi) costituiscono quel nodo.


Io mi sono basato sullo schema che ha fornito
Lo so, infatti dovrebbe chiarire a quale quadro si riferisce quello schema.
 
Ho guardato meglio lo schema di Peace and Love e mi sono accorto che il segmento lungo (e interrato) è identificato: è il collegamento da FV e centralino.
Quindi, con riferimento anche alla numerazione aggiunta provvidenzialmente da freeway, secondo me:
- DG=MT=2 e' l'unico vero DG, ma, data le distanze tra quello e il contatore e quello e il centralino, non ha senso lasciarlo fuori, va messo dentro al centralino; i fusibili non hanno senso neanche per me
- DGFV=01 non è strettamente necessario lì, ma potrebbe essere comodo come sezionatore per scollegare/spegnere il FV senza percorrere i 30m di distanza; però se lo si mette diventa difficile identificare un generale di quadro, cioè un interruttore che se aperto disalimenta tutti gli altri componenti del quadro
- DGL=MT=02 invece è necessario lì, a protezione del montante del FV
- DG=MTD=3 è quello che si discuteva con freeway: secondo me è meglio lasciarlo, sia per proteggere i carichi dalla somma delle correnti di rete e FV, sia come comodità di sezionamento
Notare che se la distanza tra contatore e centralino fosse maggiore, allora DG=MT=2 dovrebbe rimanere esterno e vicino al contatore e quindi DG=MTD=3 diventerebbe obbligatorio come generale di quadro

P.S. Ripensandoci, DGFV=01 si può lasciare lì (se fa comodo averlo lì) quando il centralino integra al suo interno anche il vero DG, perché è il ramo fotovoltaico che si deve spegnere da solo (tramite il DDI) quando viene disconnesso dalla rete: in questo caso quindi il DG interno al centralino disalimenterebbe, direttamente o indirettamente, comunque tutto il centralino. Discorso diverso se il vero DG rimane esterno al centralino (come nello schema di Peace and Love): in questo secondo caso secondo me è necessario eliminare anche DGFV=01.
 
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Grazie per i consigli .Veramente.Ora espongo come l ho pensata io.Credo che così comè risponda alla CEI 0-21 .Un (1/uno) Dispositivo Generale (che è quello che "" più "" importa alla norma) ► poi due Dispositivi Generali di Linea separati con collegamento a monte di entrambi per sezionare/proteggere i tre montanti(e i giardinieri)separatamente.Farò 3 centralini separati al interno del quadro che verra posizionato al interno del muro di cinta ,SULLA MIA PROPIETÀ ,quasi dietro al contatore e al DG,che invece insisterà sulla pubblica via ,a disposizione dei tecnici del distributore.L'avevo pensato principalmente come sezionatore però anche per proteggermi assieme ai fusibili da grossi guai che """ potrebbero """ giungere dalla rete distributiva,perciò è un pò surdimensionato.Ma visto che free ha scritto che dovrebbe essere anche un differenziale ne aggiungerò anche li uno.Quello che non sò è se quel valore che ho dato ai magnetotermici và bene per proteggere quei tratti interrati ,supponendo carichi da contatore 3kW + fv da 6 (massimo "teorico", per ora).Sisu hai ragione """ dovrò """ mantenere anche il MT (che in realtà è un mtd) però la corrente non và sempre solo in quel verso,da FV verso "" rete "" perciò serve anche DGFV=01 .PERÓ ho sbagliato a nominare/contrassegnare come dg i due al interno perchè in realtà sono Dispositivo Generale di Linea...e CREDO CON CIÓ DI AVER CREATO CONFUSIONE .... PS Grazissime per la numerazione .Torna anche utilissima per la lista / elenco dei dispositivi ... PPS avevo nel quadro interno di casa due / 2 differenziali che non sganciavano affatto .Dopo 25 /30 anni.I fusibili invece se "non vanno non vanno" ,perciò mi piacciono come protezioni.
 
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Son conscio che ciò che non cè non può rompersi o creare problemi-Anzi è per gran parte una mia filosia di vita-però in questo caso se non mi scrivete che tutti quei dispositivi possono crearsi interferenze tra loro li metterò ,15/30/60 euro a me personalmente non cambiano la vita .Purtroppo sò anche che questi son materiali merci /cose create da noi.Con tutto ciò che è annesso e connesso e su questo son più che d accordo con free... .
 
Grazie per i consigli .Veramente.Ora espongo come l ho pensata io.

Sono d'accordo su tutto, tranne sul lasciare il DG (vero e proprio) solo soletto e sulla pubblica via:
  • non è necessario che stia da solo perché le norme prevedono che possa essere posizionato a valle del cortissimo montante che hai tu
  • non è necessario che sia sulla pubblica via perché la presenza del DDI (obbligatoria) garantisce che il montante non sia in tensione (dal FV) se viene aperto l'interruttore del contatore (di scambio, che è già accessibile dalla pubblica via)
  • se lo sposti dentro al centralino ti fa da "generale" del centralino e quindi puoi lasciare nello stesso centralino il sezionatore verso il FV (che non è necessario, ma concordo che possa essere comodo), mentre se lo lasci fuori (il vero DG) quel centralino non avrà un unico comando che può disalimentare tutti gli altri componenti
 
Abito in un piccolo paesino ed un DG(mt+scaricatori+fusibili) è GIÀ li in strada da 13 anni .. COMUNQUE hai ragione pure te .. non vuol dire tanto che sia rimasto lì ,intonso,... fino ad ora.
 
Le linee sono protette singolarmente, dal loro magnetotermico in giù, ma il tratto comune a tutte (che è uno dei tre rami dello lo stesso nodo in cui convergono anche le alimentazioni da rete e FV)(e che io chiamo bus, ndr) non è protetto in generale, perché le protezioni a monte proteggono separatamente i due rami di alimentazione, ma non la possibile somma delle correnti. Certo, se lì si mette una sezione che regge la somma della potenza di rete e quella del FV oppure la somma delle potenze delle varie linee dei carichi, si può dire di essere protetti dal sovraccarico; dal cortocircuito non saprei, ma stiamo parlando di connessioni cortissime (fino a prova contraria nel casi di Peace and Love) e comunque dentro ad un quadro, quindi non so se sarebbe strettamente necessario.
Questo è vero solo nello strano caso in cui le linee secondarie decidano di assorbire tutta la potenza disponibile, tutte insieme: questo non è possibile.

Invece si sommano sempre, ... in quel tratto scorre sempre la somma delle correnti da rete e da FV, che coincide con la somma delle correnti assorbite dalle varie linee di carichi.
Delle due, l'una: o scorre la somma delle correnti prodotte (errato), oppure scorre la corrente assorbita dai carichi. Come ho detto, se il carico totale fosse costituito solo da un led che assorbe un milliampere, in quel tratto scorrerebbe solo un milliampere. Non la somma delle correnti prodotte.

Se ci sono 4 linee da 16A, l'insieme può assorbire fino a 64A e in quel caso verrebbero presi 25 dal FV (ipotizziamo che in quel momento possa fornirli) e 39 dalla rete. Se quel tratto fosse stato (lasciato) dimensionato per 40A (come prima di aggiungere il FV), si eccederebbe la portata prevista.
Un tratto di meno di un metro da 10 mmq sopporta tranquillamente 70A senza riscaldamenti e cadute di tensione apprezzabili.

Il DG in se' serve a poter sconnettere tutto l'impianto dalla rete e infatti può anche essere un sezionatore. Di solito lo si realizza con un MT così funziona anche come protezione di ciò che sta a valle.
Questo è corretto se parliamo in un forum, ma è un errore concettuale: Il fatto che in alcune Norme sul FV si parli genericamente di DG o DGL significa solo che hanno voluto essere genrici per coprire tutte le eventualitò. L'impianto si fa secondo CEI etc, e la protezione è necessaria e pretesa dal Fornitore. Quindi, niente sezionatore o fusibili: si mette la stessa protezione prevista in TUTTI gli impianti elettrici, un MT. Il differenziale può essere posto a valle, o più differenziali possono essere installati sulle singole linee secondarie, non cambia nulla (a meno che il primo quadro sia metallico, nel qual caso deve essere differenziale anche il generale).

... DG=MT=2 e' l'unico vero DG, ma, data le distanze tra quello e il contatore e quello e il centralino, non ha senso lasciarlo fuori, va messo dentro al centralino; i fusibili non hanno senso neanche per me
Infatti ho detto lastessa cosa.

DGFV=01 non è strettamente necessario lì, ma potrebbe essere comodo come sezionatore per scollegare/spegnere il FV senza percorrere i 30m di distanza; però se lo si mette diventa difficile identificare un generale di quadro, cioè un interruttore che se aperto disalimenta tutti gli altri componenti del quadro
Infatti si potrebbe mettere un semplice sezionatore, se il MT fosse a 30 m di distanza sul quadro FV sui pannelli

DGL=MT=02 invece è necessario lì, a protezione del montante del FV
Ok, ma non è già compreso nel quadro FV remoto?(nota 1)

DG=MTD=3 è quello che si discuteva con freeway: secondo me è meglio lasciarlo, sia per proteggere i carichi dalla somma delle correnti di rete e FV, sia come comodità di sezionamento
E' una scelta opinabile, ma non è vietato. Ok invece per la comodità di sezionamento, che secondo me è l'unico motivo valido

Notare che se la distanza tra contatore e centralino fosse maggiore, allora DG=MT=2 dovrebbe rimanere esterno e vicino al contatore e quindi DG=MTD=3 diventerebbe obbligatorio come generale di quadro
L'avevo già detto, non è questo il caso. Comunque si può derogare fino a trenta metri, se la linea è autoprotetta. E l'interruttore generale rimarrebbe nel quadro.

Ripensandoci, DGFV=01 si può lasciare lì (se fa comodo averlo lì) quando il centralino integra al suo interno anche il vero DG, perché è il ramo fotovoltaico che si deve spegnere da solo (tramite il DDI) quando viene disconnesso dalla rete: in questo caso quindi il DG interno al centralino disalimenterebbe, direttamente o indirettamente, comunque tutto il centralino. Discorso diverso se il vero DG rimane esterno al centralino (come nello schema di Peace and Love): in questo secondo caso secondo me è necessario eliminare anche DGFV=01.
Vedi anche nota 1. Se il quadro FV integra un MT (che è il dispositivo generale del solare), DGFV=01 e DGL=MT=02 sono inutili duplicati, a patto che iL MT sia reale e a norma e non un dispositivo elettronico: insomma, un interruttore "di serie" con disconnessione meccanica ben visibile. Al posto di DGFV si mette un sezionatore, ma solo per comodità di disconnessione sicura in caso di interventi sull'impianto di casa... altrimenti bisogna andare sui pannelli a staccare il suo MT (il DGFV).
 
... avevo pensato principalmente come sezionatore però anche per proteggermi assieme ai fusibili da grossi guai che """ potrebbero """ giungere dalla rete distributiva,perciò è un pò surdimensionato.Ma visto che free ha scritto che dovrebbe essere anche un differenziale ne aggiungerò anche li uno.
Continui ad aggiungere... TOGLI, hai già troppa roba, e distribuiscila meglio.
Quello che non sò è se quel valore che ho dato ai magnetotermici và bene per proteggere quei tratti interrati ,supponendo carichi da contatore 3kW + fv da 6 (massimo "teorico", per ora).
Hai una linea per il garage che da sola è dimensionata per più di 7kw, di quella dell'abitazione non dici nulla ma sarà uguale... Il quadro generale regge comodamente 16kW senza la minima caduta di tensione... Mi sembra che tu abbia dimensionato l'impianto per una piccola azienda, non per un'abitazione.
Sisu hai ragione """ dovrò """ mantenere anche il MT (che in realtà è un mtd) però la corrente non và sempre solo in quel verso,da FV verso "" rete "" perciò serve anche DGFV=01 .
Ma perchè? Hai anche un accumulo sul quadro dei pannelli? Se non ce l'hai, le uniche correnti che vanno da rete verso l'inverter sono i pochi milliampere che servono per la sincronia di rete e l'eventuale corrente che mantiene accese le schede di notte, e non puoi proteggerle. Ricorda che ti ho già detto che si proteggono i cavi delle linee, e le linee sono da 10mmq. Se ci metti un MT da 40A, quale protezione aggiuntiva dovrebbe offrire se nella linea ci passa solo 0,5A?? E ovviamente non puoi metterlo da 0,5A, visto che quando i pannelli alimentano la rete ne passano 16.
avevo nel quadro interno di casa due / 2 differenziali che non sganciavano affatto .Dopo 25 /30 anni.I fusibili invece se "non vanno non vanno" ,perciò mi piacciono come protezioni.
Allora, chiariamo una una cosa: il differenziale non ha nulla a che vedere con i fusibili, proteggono cose diverse con principi diversi. Se i differenziali non sganciano, NON SI SOSTITUISCONO COI FUSIBILI.
Inoltre, la funzione dei fusibili è la protezione dai cortocircuiti, funzione già svolta dai MT (magnetotermici... protezione magnetica=cortocircuiti, protezione termica=sovraccarichi), quindi è solo una duplicazione che non serve a nulla. I differenziali fanno tutta un'altra cosa.
 
Questo è vero solo nello strano caso in cui le linee secondarie decidano di assorbire tutta la potenza disponibile, tutte insieme: questo non è possibile.
Che sia "strano" ("improbabile") sono d'accordo, ma che sia "non possibile" no: la struttura dell'impianto rende assolutamente "possibile" assorbire 16A in contemporanea da ognuna delle 4 linee.

Delle due, l'una: o scorre la somma delle correnti prodotte (errato), oppure scorre la corrente assorbita dai carichi. Come ho detto, se il carico totale fosse costituito solo da un led che assorbe un milliampere, in quel tratto scorrerebbe solo un milliampere. Non la somma delle correnti prodotte..
Ripeto: in quel tratto scorre sempre la somma (con segno) delle correnti istantanee sugli altri due tratti; se e quando l'insieme dei carichi richiama più corrente di quanto possa fornire il singolo ramo di alimentazione (eventualità improbabile, ma possibile secondo quanto spiegato appena sopra), tale corrente può raggiungere la somma delle correnti massime sui due rami di alimentazione, nel senso che non può eccederla perché in tal caso scatta qualche interruttore automatico (o scatta uno dei magnetotermici o stacca il contatore di scambio).

Un tratto di meno di un metro da 10 mmq sopporta tranquillamente 70A senza riscaldamenti e cadute di tensione apprezzabili..
Si', ma bisogna comunque verificare che il cavo sopporti la somma delle correnti, più' precisamente il minimo tra la somma delle correnti massima delle due alimentazioni e la somma delle correnti massime delle n linee dei carichi; oppure ci si mette un MT con una corrente nominale minore di tale valore :-)
E andrebbero fatti i conti anche per il cortocircuito, perché anche le correnti di CC sulle due alimentazioni si sommano per un CC a valle della loro confluenza).

Questo è corretto se parliamo in un forum, ma è un errore concettuale: Il fatto che in alcune Norme sul FV si parli genericamente di DG o DGL significa solo che hanno voluto essere genrici per coprire tutte le eventualitò. L'impianto si fa secondo CEI etc, e la protezione è necessaria e pretesa dal Fornitore. Quindi, niente sezionatore o fusibili: si mette la stessa protezione prevista in TUTTI gli impianti elettrici, un MT. Il differenziale può essere posto a valle, o più differenziali possono essere installati sulle singole linee secondarie, non cambia nulla (a meno che il primo quadro sia metallico, nel qual caso deve essere differenziale anche il generale).
No, non e' un errore concettuale, sono due requisiti diversi: ci deve essere un sezionamento (DG) e ci deve essere la protezione del montante (tipicamente un MT) e in molte configurazioni un singolo MT risponde ad entrambi i requisiti. Anche perché a me non risulta che, almeno in ambito "domestico", un sezionatore venga a costare meno di un MT (sara' un discorso di volumi di produzione).

Ok, ma non è già compreso nel quadro FV remoto?(nota 1)
Io mi riferivo proprio a quello compreso nel quadro FV remoto, che e' quello necessario come protezione; la sua controparte nel centralino "principale" può' comunque essere utile/comoda, ma, come già detto, rischia di violare il requisito per cui in un quadro ci sia un interruttore che permette di disalimentare tutto (questo problema si materializza solo se il DG vero e proprio viene messo fuori dal centralino principale).

E' una scelta opinabile, ma non è vietato. Ok invece per la comodità di sezionamento, che secondo me è l'unico motivo valido
Anche la limitazione della corrente complessiva dei carichi può essere un motivo valido e se ci aggiungiamo il fatto che un MT non costa di più di un sezionatore (per i tagli "domestici"), tanto vale metterci un MT e sfruttare il fatto di averci messo un MT.


L'avevo già detto, non è questo il caso. Comunque si può derogare fino a trenta metri, se la linea è autoprotetta. E l'interruttore generale rimarrebbe nel quadro.
Se non sbaglio la deroga pero' e' possibile solo fino a 6 kW e nel caso specifico (di Peace and Love) lui parte sotto, ma vuole prevedere di poter superare tale limite. In ogni caso lui della deroga non ha bisogno perché la distanza e' comunque inferiore a 3 m e quindi io sono allineato con te nel mettere il DG dentro al centralino :-)
 
Che sia "strano" ("improbabile") sono d'accordo, ma che sia "non possibile" no: la struttura dell'impianto rende assolutamente "possibile" assorbire 16A in contemporanea da ognuna delle 4 linee.
Va bene, allora dico che è "improbabile" che la linea di casa che assorbe 350W per il frigo e la fiamma pilota dell'ACS diventi improvvisamente da 3000 e così tutte le altre linee secondarie. Contemporaneamente. E solo quando il FV fornisce energia.

Ripeto: in quel tratto scorre sempre la somma (con segno) delle correnti istantanee sugli altri due tratti; se e quando l'insieme dei carichi richiama più corrente di quanto possa fornire il singolo ramo di alimentazione (eventualità improbabile, ma possibile secondo quanto spiegato appena sopra), tale corrente può raggiungere la somma delle correnti massime sui due rami di alimentazione, nel senso che non può eccederla perché in tal caso scatta qualche interruttore automatico (o scatta uno dei magnetotermici o stacca il contatore di scambio).
E io ti ripeto che "non scorre sempre la somma"! La corrente "che scorre" è data dai carichi, e se non ci sono carichi non c'è nessun flusso di corrente. Zero. Nessuna somma delle correnti che scorrono.

Si', ma bisogna comunque verificare che il cavo sopporti la somma delle correnti, più' precisamente il minimo tra la somma delle correnti massima delle due alimentazioni e la somma delle correnti massime delle n linee dei carichi; oppure ci si mette un MT con una corrente nominale minore di tale valore :-).
Il cavo del bus sopporta tranquillamente 16kW, come ho già detto.
E andrebbero fatti i conti anche per il cortocircuito, perché anche le correnti di CC sulle due alimentazioni si sommano per un CC a valle della loro confluenza).
Vero se non ci sono cambi di sezione e dispostivi di protezione (e purtroppo, Peace ha sezioni enormi). Rimane il fatto che non ha detto quale sia la corrente Icc del fornitore (sarà 6kA come tutti??) ed è sconosciuta anche quella dell'inverter. Non si può rispondere, senza i dati.

No, non e' un errore concettuale, sono due requisiti diversi: ci deve essere un sezionamento (DG) e ci deve essere la protezione del montante (tipicamente un MT) e in molte configurazioni un singolo MT risponde ad entrambi i requisiti. Anche perché a me non risulta che, almeno in ambito "domestico", un sezionatore venga a costare meno di un MT (sara' un discorso di volumi di produzione).
No, sono la stessa cosa chiamata in modo diverso, e quindi è un apparecchio solo. CEI 0-21, art 3.19:

Dispositivo Generale di Utente (DG) : apparecchiatura di protezione, manovra e sezionamento la cui apertura assicura la separazione dell’intero impianto dell’Utente dalla rete


Io mi riferivo proprio a quello compreso nel quadro FV remoto, che e' quello necessario come protezione; la sua controparte nel centralino "principale" può' comunque essere utile/comoda, ma, come già detto, rischia di violare il requisito per cui in un quadro ci sia un interruttore che permette di disalimentare tutto (questo problema si materializza solo se il DG vero e proprio viene messo fuori dal centralino principale).
Ma l'interruttore c'è, è nel quadro FV. Inoltre, se vado a sezionare nel quadro principale, sono sicuro che dal quadro FV non arriva più nulla e nel frattempo tolgo la tensione di riferimento al quadro FV, per cui la protezione fa si che si disconnetta l'inverter dalla linea.
 

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