Dimensionamento circolatore


quando tutte le elettrovalvole sono chiuse per raggiungimento delle temperature ambiente, il circolatore si spegne ?
 
ma il problema non sono i circolatori e che viene detto che in uscita dal puffer 2 pompe quindi due colonne dopo saranno 4
 
Si deve mettere un "separatore idraulico".
Chiaramente l'impianto va progettato, non discusso.
Finito
Ma è obbligatorio mettere il separatore idraulico??
La caldaia 2204/e deve alimentare due appartamenti.
Voglio realizzare. un solo circolatore comandato dalla caldaia(perche la caldaia puo comandare solamente un circolatore).
La valvola di zona ad ingresso centralina impianto-riscaldamento di ogni appartamento.
I termostati ambiente che comandano le rispettive valvole di zona.
sulla tubazione metto un autoflow(misuratore di portata).
sfiati necessari.
Amen.
:bye1:
Quale potrebbero essere i problemi?
 
una semplice e banale domanda:
perchè non vuoi due pompe ed elimini tutto il valvolame che altrimenti ti serve?
una comandata dalla caldaia diretta, e una tramite relè e una speciale centralina (che fà la funzione della scheda di caldaia).
noi di solito facciamo così.
 
Voglio realizzare. un solo circolatore comandato dalla caldaia(perche la caldaia puo comandare solamente un circolatore).
La valvola di zona ad ingresso centralina impianto-riscaldamento di ogni appartamento.
I termostati ambiente che comandano le rispettive valvole di zona.

Ti abbiamo dato dei consigli anche diversi, però ascolta: tu stai approcciando questo problema dalla parte sbagliata.
Non è "quello che vuoi tu", ma "quello che serve" il punto di partenza.

Le valvole di zona vanno bene. Su quello c'è poco da discutere: si fa.
Il separatore idraulico può esser necessario se richiesto esplicitamente dalla tua caldaia. Su quella parte sono stato un frettoloso perchè mi sono concentrato sulla distribuzione visto che il problema era partito da lì.
In questo caso dopo il separatore idraulico metterai la pompa singola elettronica, mentre quella primaria sarà controllata dalla caldaia. Quella secondaria puoi farla controllare da un termostato inserito nel separatore e farla partire quando è sufficientemente caldo. Il minimo indispensabile.
E' tutto come prima, ma hai un separatore a monte.

Quello che però devi afferrare è che questi sono solo concetti qualitativi. Il lavoro di progetto lo deve fare qualcuno, non tu!
 
una semplice e banale domanda:
perchè non vuoi due pompe ed elimini tutto il valvolame che altrimenti ti serve?
una comandata dalla caldaia diretta, e una tramite relè e una speciale centralina (che fà la funzione della scheda di caldaia).
noi di solito facciamo così.

ok, a quanto si puo aggirare il costo della centralina?

Non è "quello che vuoi tu", ma "quello che serve" il punto di partenza.

Le valvole di zona vanno bene. Su quello c'è poco da discutere: si fa.
Il separatore idraulico può esser necessario se richiesto esplicitamente dalla tua caldaia.
In questo caso dopo il separatore idraulico metterai la pompa singola elettronica, mentre quella primaria sarà controllata dalla caldaia. Quella secondaria puoi farla controllare da un termostato inserito nel separatore e farla partire quando è sufficientemente caldo. Il minimo indispensabile.
E' tutto come prima, ma hai un separatore a monte.
Il separatore non ce lo!...vorrei sapere s'è indispensabile per il funzionamento dell'impianto?
 
Rilancio questa vecchia discussione, perché mi sembra abbastanza attinente al mio problema... seppur si riferisca ad una caldaia a gas il problema potrebbe essere proprio la pompa, indi il combustibile è indifferente.
In allegato i dati tecnici della pompa Grundfoss 25-50 installata sulla caldaia a basamento Immergas Sirio Vip gas, anno 1975, di casa mia.
La mia curiosità scaturisce dalla intenzione di far scaldare solo pochi termosifoni, cioè su un totale di 12 termosifoni di varie misure, ne vorrei tenere appena appena aperti 5 totalmente aperti 2 al 1° piano, e appena appena aperti 4, totalmente aperto 1 al PT.
Che c'azzecca con la pompa, non lo so, però avendo fatto questa manovra quasi la caldaia vola in strada, perché quando scatta il termostato caldaia in spegnimento, per raggiunta temperatura 60°, ed il termostato ambiente scatta su off, per raggiunta temperatura in casa, la caldaia va su di temperatura sino a 90°, la pressione va verso i 3 Bar e scattano tutte le sicurezze del mondo, compreso la valvola di sicurezza che butta fuori acqua e vapore.
Riaperti i termosifoni... tutto torna perfettamente funzionante, insomma ho capito che gli ho strizzato i maroni e mò si vede che non gli piace.
La prova dello strozzamento, mi fa pensare ad un altra soluzione... se modifico la portata/prevalenza della pompa mettendola su una posizione intermedia delle tre a disposizione, cosa potrebbe succedere?
Ora è sulla posizione di massima la III, se la sposto sulla posizione II, la circolazione non dovrebbe rallentare, cosi che la T di ritorno sia più fredda e non mandi in crisi la caldaia una volta spenta? perché è quest'ultima l'ipotesi che mi sono dato sul fatto accaduto, cioè il ritorno repentino della circolazione acqua di ritorno alla stessa T o quasi dell'andata ha mandato in tilt la caldaia perché non riesce a smaltire quel calore.
Dato l'evidente ignoranza al riguardo, sto formulando l'ipotesi che modificando l'impostazione della pompa, in qualche modo possa risolvere il problema.

Grunfoss 25-50 — Postimage.org
 
Ultima modifica:
Non credo sia questione di pompa....ma di centralina caldaia....se il crono di casa è off....e quindi la caldaia si ferma....NON DEVE arrivare a 90gradi....no ha legna che continua a bruciare. ...basta che si spenga il gas, che ha una inerzia di pochi gradi o niente addirittura. ...potresti avere questi problemi se il crono di casa NON comanda la caldaia ma la pompa....In questo caso se la caldaia NON può intervenire sulla pompa potrebbe andare in sovratemperatura anche solo con una sonda non funzionante. ...
 
Bravo giuggiolo0107, a questa ipotesi non avevo pensato.
Si il termostato ambiente credo comandi solo la pompa, ma sta di fatto che solo quando chiudo un po' di termosifoni va in tilt, per il resto viaggia senza problemi dal 1975.
Ok può esserci un guasto, per tanto chiamerò un tecnico... un altra avventura.
Comunque tornando al discorso pompa, cosa mi puoi spiegare relativamente alla modifica impostazione, cosa può succedere con la variazione da me ipotizzata?
Allego impianto elettrico:

Immergas Sirio imp elettrico — Postimage.org

Magnifico l'impegno teatrale.:clapping:
 
Non ho studiato. ...gli schemi non li capisco. ..il circolatore deve essere calibrato sull'impianto termo...no sulla caldaia. ...soprattutto a gas...che è di facile controllo... se la pompa gira troppo forte consumi corrente per niente. ..se gira troppo piano hai termosifoni caldi in alto e freddi in basso....modifiche veloce?? Termostato a collare vicino alla caldaia. ..che faccia partire il circolatore se si superano i 80 gradi (es)...ma se hai la scheda o dei sensori rotto ti ritrovo 40 gradi in casa.... (effetto bahamas!!)
 
Allora ne sono uscito, o quasi... ho giusto intercettato dal mio vicino di casa il tecnico caldaia, e l'idraulico, il che è quasi un terno al lotto.
Ne è uscito che: il termostato ambiente comanda la pompa ma anche il bruciatore.
Nessuno dei due ha mai visto una caldaia a basamento andare in ebollizione, le ipotesi formulate sono comunque concordi su due punti, chiudendo la circolazione su diversi termosifoni, si crea uno sbalzo termico non indifferente, se ho capito bene in pratica la caldaia non riesce a smaltire il calore prodotto.
Il corpo caldaia in ghisa può essere intasato dal calcare o altro, indi poca acqua tanto calore prodotto dal bruciatore, che non riesce a smaltire.:cry:
Le soluzioni spicciole sono, abbassare la temperatura del termostato caldaia, diciamo dai 60° attuali ai 50°, non meno impostare il termostato di massima a 55°, cosi l'espansione che si produrrà non arriverà alla ebollizione, e abbassare anche il gas al bruciatore, cioè giocare al gatto con il topo.
Oppure aprire i termosifoni... e allora casca l'asino ed io che ci sono su... maaial come dicono a Ferrara.
 
faccio ri- emergere questa discussione perchè mi sembra coerente con quanto scriverò.

ho seguito le indicazioni del pdf pubblicato sul primo posto, con l'intendo di calcolare le portate dei circuiti del radiante a pavimento e dimensionare il circolatore.

chi se ne intende può indicarmi se i conti sono corretti? grazie
 

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Mancano i metri lineari e la sezione dei tuvlbi di ogni circuito per valutare le perdite di carico.
Ma ho letto male o parli di una Panasonic da 5kW per la tua casa?
 
Mancano i metri lineari e la sezione dei tuvlbi di ogni circuito per valutare le perdite di carico.
Ma ho letto male o parli di una Panasonic da 5kW per la tua casa?

Si stiamo parlando di una 5kw termici bi-blocco. Il tubo usato è un 16x1.5 pe-xa.

allego estratto dal software tabellare utilizzato ( uponor mc4 ) e la tabella del circolatore inserito nella pompa di calore
 

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si con 20h di funzionamento giornaliero, con un ephnd di 45kwh/mqanno, 2600gradigiorno, temperatura esterna di progetto -5gradi, 180mq netti riscaldati dovrei farcela. ho verificato con il calcolo della potenza termica richiesta alla pdc ovvero: 45x180x25/2600x20 = 3.90kw
la pdc a -7gradi può dare fino a 4.20kw da scheda tecnica.

pensi che il software dei pannelli radianti che mi ha dato quei valori siano sballati in qualche modo? tieni conto che nelle dispersioni ho inserito anche quelle per ventilazione quantificate in 0.5vol/h su tutte le stanze.
 

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