DIODO DI BLOCCO - SCOPPIATO


Vipsolar fotovoltaico

CITAZIONE (OggettoVolanteIdentificato @ 20/7/2007, 21:16)
tra l'altro un pannello è già da solo un insieme di elementi in serie e in parallelo tra loro;parallelarlo a un altro pannello dalle tolleranze costruttive identiche non dovrebbe comportare grosse modifiche,purchè entrambi siano sempre sotto carico dell'inverter.
E' curioso osservare come quel cm quadrato di silicio del ponte diodi.....possa riportare piu' danni che non quei metri quadri di silicio della pannellature,va beh,questo è giusto un paradosso,meglio che si danneggi il diodo piuttosto che l'inverter o un pannello.​

A questo punto mi chiedo !!, il diodo a cosa serve, causerebbe solo danni ?
 
I diodi di blocco e di bypass servono, più che per compensare le differenze nominali tra i moduli, principalmente per evitare i danni che un'ombreggiatura accidentale su un pannello lo porti ad un potenziale inferiore rispetto agli altri, facendolo diventare un carico passivo facilmente danneggiabile.

Ecco perchè le stringhe sono fatte di elementi in serie e perchè è preferibile limitare il più possibile i paralleli tra stringhe. Non a caso molti inverter prevedono attacchi separati per le stringhe. Proprio per poter creare quel ribilanciamento elettronico di cui parlava qualcuno.

Certo è strano che siano andati a fuoco così.... ma quanto hanno funzionato prima del 'botto' ?
 
CITAZIONE (ElettroRik @ 20/7/2007, 22:11)
I diodi di blocco e di bypass servono, più che per compensare le differenze nominali tra i moduli, principalmente per evitare i danni che un'ombreggiatura accidentale su un pannello lo porti ad un potenziale inferiore rispetto agli altri, facendolo diventare un carico passivo facilmente danneggiabile.

Ecco perchè le stringhe sono fatte di elementi in serie e perchè è preferibile limitare il più possibile i paralleli tra stringhe. Non a caso molti inverter prevedono attacchi separati per le stringhe. Proprio per poter creare quel ribilanciamento elettronico di cui parlava qualcuno.

Certo è strano che siano andati a fuoco così.... ma quanto hanno funzionato prima del 'botto' ?​

Ecco e qui dove volevo capire, Io lavoro su quadri che hanno fino a 6 alimentatori collegato in parallelo, per bilanciare il carico abbiamo un trimmer (piccolo potenziometro, resistenza variabile per chi non lo sa) per ciascun alimentatore dove dobbiamo regolare la tensione in modo che alzando prendiamo più carico, abbassando ne prendiamo di meno, la misura dell'carico viene fatto inserento i puntali dell'tester in un paio di boccoli dover misuriamo la tensione in parallelo ad un resistenza di shunt (la tensione e proporzionale alla corrente in uscita 100mV = 5A), senza questa regolazione e facile avere un alimentatore all'100% ed un altra in parallelo a 20%.
Due panelli FV può essere paragonato a due alimentatori o due batterie, metterli in parallelo non è molto efficiente, visto che nel caso FV, vogliamo fornire tutta l'energia possibile e non vogliamo avere ostacoli.
O questi panelli supportano il collegamento parallelo diretto, oppure e necessario avere un inverter con diversi ingressi, per il momento (spero qualcumo me l'ho chiarisce), vedo i diodi solo un danno, dall'altra parte avere due carici (magnetotermico) che causano un tensione variabile in proporzione alla corrente (legge di Ohm), causerà un abbassamento di tensione della stringa che ha il maggiore carico, faccendo si che l'altra stringa abbia un tensione maggiore, quindi prenderà il maggiore carico, e questo gioco farà in modo che il carico oscilla tra le due stringhe.
Sto dicendo frottole, oppure potrebbe essere vero ?
 
pinetree,
CITAZIONE
O questi panelli supportano il collegamento parallelo diretto, oppure e necessario avere un inverter con diversi ingressi, per il momento (spero qualcumo me l'ho chiarisce), vedo i diodi solo un danno,​

cosa pensi che ci sia in un inverter unico a ingressi multipli, immediatamente dopo la morsettiera d'ingresso della tensione continua? Non e' difficile indovinare.
;)


Ciao
Mario
 
CITAZIONE (mariomaggi @ 21/7/2007, 08:03)
pinetree,
CITAZIONE
O questi panelli supportano il collegamento parallelo diretto, oppure e necessario avere un inverter con diversi ingressi, per il momento (spero qualcumo me l'ho chiarisce), vedo i diodi solo un danno,​

cosa pensi che ci sia in un inverter unico a ingressi multipli, immediatamente dopo la morsettiera d'ingresso della tensione continua? Non e' difficile indovinare.
;)


Ciao
Mario​

Ok d'accordo, se ci sono dei diodi, mi chiedo come fanno a risolvere il problema, se esiste un problema ?

Pensavo che al massimo all'ingresso di ogni inverter ci fosse un circuito che variava il carico singolarmente (presumo di valore molto vicino ad un corto), per garantire un prelieve di corrente massima dai panelli.
Non vedo come si riesce a garantire questo con moduli collegati in parallelo tramite diodi ?,
Un esempio idraulico per i non elettrici/elettronici:
In un circuito idraulico, i diodo può essere paragonato ad un valvola di non ritorno, se due linee hanno una diversa pressione (equivalente di tensione), quella a pressione più alta avrà la valvola aperta chè causa una lieve contrapressione a valle e non permette all'altra valvola di aprire, idraulicamente e difficile risolvere il problema, ho avuto un problema simile da risolvere dove due prodotti dovevano miscelarsi tramite valvola regolatrice, in line cera una valvola di non ritorno per linea, non era pensabile proporre modifiche impiantistiche, non era possibile dosare il prodotto a causa dell'continuo sbattimento, o tutto o niente, ho quindi deciso di lavorare ad impulsi, usando il tubo in uscita come serbatoio di miscelamento, 2 secondi aperta del prodotto A, e 10 secondi del prodotto B ciclicamente, ma in questo caso noi vogliamo entrambi aperte all'100% di continua, la valvola di non ritorno non c'è lo permette.
Il caso tipico di questo collegamento e per garantire la continuità. se viene a mancare un fonte, l'altra si inserisce automaticamente grazie ai diodi, una garanzia di ridondanza, ma questo non è quello che vogliamo con i panelli.

Edited by pinetree - 21/7/2007, 13:05
 
CITAZIONE (pinetree @ 21/7/2007, 12:40)
Ok d'accordo, se ci sono dei diodi, mi chiedo come fanno a risolvere il problema, se esiste un problema ?

Pensavo che al massimo all'ingresso di ogni inverter ci fosse un circuito che variava il carico singolarmente (presumo di valore molto vicino ad un corto), per garantire un prelieve di corrente massima dai panelli.
Non vedo come si riesce a garantire questo con moduli collegati in parallelo tramite diodi ?,
...
Il caso tipico di questo collegamento e per garantire la continuità. se viene a mancare un fonte, l'altra si inserisce automaticamente grazie ai diodi, una garanzia di ridondanza, ma questo non è quello che vogliamo con i panelli.​

Infatti non è un ottimizzazione, e nemmeno una ridondanza: sarebbe assurdo avere un modulo 'in più' che normalmente non lavora. Con quello che costano!
:)
Meglio farli lavorare tutti....
^_^

Il diodo evita soltanto che il modulo 'passivo' a minor potenziale venga distrutto da quello che invece sta producendo di più. E' consigliato in zone ove ci possa essere una possibile temporanea ombreggiatura (fronde di alberi, ombre di pali, cavi, antenne, eccetera).
 

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