In particolare, il corrispettivo complessivo pattuito per la realizzazione dell’intervento è pari a 1.800,00 euro, di cui 1.000,00 euro è il valore del bene significativo (che, come chiarito, non può essere, in ogni caso, inferiore al costo delle materie prime utilizzate ed al costo della manodopera impiegata per la produzione del bene), 600,00 euro il valore della manodopera e 200,00 euro il markup aggiunto dal prestatore. Il prestatore è, dunque, tenuto ad indicare separatamente in fattura, oltre alla descrizione dell’intervento agevolato, il valore della manodopera (rectius, del servizio oggetto della prestazione) comprensivo del mark-up (nel caso ipotizzato pari a 800,00 euro) e il valore del bene significativo (1.000,00 euro). In tal caso, l’imposta si applica come segue: - con aliquota nella misura del 10 per cento sull’importo di 1.600,00 euro, di cui 800,00 euro per la manodopera e il mark-up e 800,00 euro per il bene significativo impiegato (pari alla differenza tra il corrispettivo complessivo di 1.800,00 euro e il valore del bene significativo pari 1.000,00 euro); - con aliquota nella misura del 22 per cento sull’importo di 200,00 euro (corrispondente alla eccedenza di valore del bene significativo). Il prestatore indica, dunque, in fattura il totale imponibile (1.800,00 euro) ed evidenzia separatamente l’ammontare dell’imposta con applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento e l’ammontare dell’imposta risultante dall’applicazione dell’aliquota nella misura ordinaria. Peraltro, per verificare la corretta determinazione della base imponibile cui applicare l’aliquota agevolata, i dati richiesti dalla norma di interpretazione autentica devono essere puntualmente indicati nella fattura anche qualora dal calcolo suddetto risulti che l’intero valore del bene significativo possa essere assoggettato ad IVA con applicazione dell’aliquota nella misura del 10 per cento (vale a dire anche qualora il valore del bene non sia superiore alla metà del valore dell’intervento agevolato).