FER: coprire il fabbisogno energetico nazionale


A solarbuzz (Solarbuzz| Portal to the World of Solar Energy) risultano prezzi AL DETTAGLIO di 2,6 €/Wp per i multicristallini e 1,9 €/Wp per i thin film a marzo 2009, cioè ora.
Vediamo come si rifletteranno questi prezzi sul vecchio continente e presto potremo avere una prospettiva più affidabile dell'evoluzione futura dei costi.
 
[MODERAZIONE: Non è consentita la citazione di un intero messaggio. nll]

I prezzi sono anche più bassi. Il prodotto italiano sta andando verso i € 2,2 al Wp per gli impianti grandi. Sembra che i prezzi abbiano preso la buona strada. Ora il 3 kWp si dovrebbe vedere intorno ai 15000 €, il 20% in meno di 4 mesi fa.
 
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albero energetico migliore fer ?

albero energetico migliore fer ?

Rinnovabili.it: Alberi artificiali: il biomimetismo sposa l’eco-energia

girando per il web ho trovato questa notizia, che trovo veramente interessante,e potenzialmente stravolgente! il principio è abbasatanza semplice,

-se ho un pannello solare che sta sul tetto, e soffia il vento a raffica.. l'energia dal sole ce l'ho ma quel potenziale d'energia che mi fornirebbe anche il vento me la perdo... e viceversa se ho una pala eolica sul tetto... se poi piove e basta... :(

quindi perchè non fare un dispositivo che riesca ad immagazzinare sia la luce che gli arriva, sia il vento , sia la pioggia.

particoalre importanza è data dalla struttura delle finte-foglie,ovvero le nanoleaf e i "rami" pezioelettrici.

bhè se i dati della solar botanic si aggirano attorno alla verità... ( da 2000 a 12000 kw /anno :spettacolo:) . potrebbe coprire gran parte del fabbisogno nazionale se applicato largamente.. un dubbio sul costo, non sono riuscito a trovarlo..ne sapete qualcosa?
 
L'articolo dice: a seconda della dimensione e localizzazione, un “albero” artificiale può produrre tra il 2000 e 12.000 kWh all’anno.
Messa così non significa niente. Sarebbero bastate le effettive potenze PV e eolico dell'albero per calcolare tutto il resto.

Comunque, per me non ha senso camuffare da albero un generatore PV o eolico se, come immagino, perdo pesantemente in rendimento. Se voglio ombra ed energia, faccio una pergola fotovoltaica e lateralmente ci metto un generatore micro-eolico.

A me sembra che si deragli troppo rispetto al fulcro del problema... l'importante adesso è sostituire il più velocemente possibile le fonti fossili, e le tecnologie attuali lo permettono già ampiamente. Bisogna solo investire in questa direzione.
Non mi risulta che qualcuno abbia mai pensato di camuffare una centrale termoelettrica, che so, in bosco sempreverde o in un luna park!! Qui si esagera.

Stjopa70
 
“albero” artificiale può produrre tra il 2000 e 12.000 kWh all’anno.
Messa così non significa niente.

non capisco bene cosa vuoi dire ... secondo me si intende la massa dell'"albero", e quindi la maggiore /minore potenza dello stesso..

per me non ha senso camuffare da albero un generatore PV o eolico se, come immagino, perdo pesantemente in rendimento.faccio una pergola fotovoltaica e lateralmente ci metto un generatore micro-eolico.
bè, magari non ha senso x te e non te lo compreresti.. ma diciamo di pensarla come soluzione da adoperare in luoghi turistici, dove le pale eoliche darebbero " fastidio" ai gestori del luoghi dove la gente va in vacanza e quindi poco conciliabili con l'ambiente(e in italia ce ne sono tanti..! )... questa può essere una buona alternativa..

per il rendimento non perdi...le nanoleaf sono pannelli solari basati sulla nanotecnologia, efficenti+ degli attuali pannelli in silicio, un altro punto a favore è che fa energia anche quando piove..

una centrale non la camuffi perchè vicino non c'è nessuno che deve andare in villeggiatura.. penso che per determinarte realtà sia una buona soluzione
 
non capisco bene cosa vuoi dire ... secondo me si intende la massa dell'"albero", e quindi la maggiore /minore potenza dello stesso..

2000-12000 kWh/anno è l'energia prodotta da questo sistema misto che capta radiazione solare ed oscilla con il vento e con la pioggia.
Bene, per quantificare univocamente le capacità generative di quest'oggetto in relazione alle sue proporzioni, dovrebbero essere dati:
- i Wp della parte solare. Da questi, in base al posto geografico dove 'pianto' l'albero ottengo quanti kWh genero all'anno, come normalmente si fa per i pannelli.
- i W nominali per la parte eolica e la parte pluviale, casomai corredati da grafici VelocitàVento/Potenza e IntensitàPioggia/Potenza (che mi aspetto non siano lineari), come si fa normalmente per i generatori eolici.
- Le dimensioni (ad esempio il volume o la superficie utile della 'chioma, l'altezza da terra)

Concordo che un oggetto del genere sia adatto a luoghi 'di pregio naturalistico', ma ribadisco il mio pensiero constatando che tali luoghi rappresentano una percentuale minima della superficie occupabile da sistemi di generazione classici, soprattuto per i pannelli PV.

Ciao,
Stjopa70
 
- i Wp della parte solare.
- i W nominali per la parte eolica e la parte pluviale, .
- Le dimensioni

ahh adesso ho capito quello che volevi dire prima..:) , si bhè in effetti serebbe +chiarificatore avere dei dati alla mano e fare qualche conto,per poter dare anche dei giudizi con alla base dei numeri... sul sito della casa creatrice, la solar botanics, purtroppo non viene specificato niente del genere,continuerò a cercare... c'è solo descritto che ha un inverter da 8 kw dentro il "tronco" principale.

ahh ho appena mandato una mail alla SB con le domande che facevi tu, aspettermo una risposta..

Concordo che un oggetto del genere sia adatto a luoghi 'di pregio naturalistico, ma ribadisco il mio pensiero constatando che tali luoghi rappresentano una percentuale minima della superficie occupabile da sistemi di generazione classici, soprattuto per i pannelli PV.


siamo d'accordo sul fatto che non è la soluzione per la totalità delle realtà.. ma se ci pensi bene x ogni realtà c'è 1 soluzione +adatta.per questo voglio dire che servono diverse soluzioni di FER a seconda dei bisogni e delle caratteristiche ambientali dei diversi luoghi dell'italia.
non ho dati alla mano (ancora una volta...:cry:) per dirti il contrario, tuttavia i luoghi di pregio naturalistico sono molti in italia,e molti altri non calcolabili sono quelle utenze,anche senza stare in luoghi di pregio naturalistico,che per i +svariati motivi (o hanno un tetto condiviso.. quindi senza un totale potere decisionale per installare pannelli , o ad occhio non piacciono le pale eoliche... sono gli esempi che mi vengono in mente..ma ci possono essere tanti altri motivi) per cui bisogna trovare altre soluzioni che si adattino ai bisogni del singolo.secondo me questa invece in italia sarà una soluzione molto apprezzata.

aggiornamento: la solar botanics mi ha gentilmente appena risposto, riporto parola per parola la mail inviatami.
"Thank you for your email, at present we are in R&D ( R e d , che è!? ) mode and will be in
production late 2010, we will update our website with more information
shortly."

quindi a breve stojpa70 avremo maggiori informazioni e tireremo delle somme, per la produzione ancora due anni..
 
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Molto interessante, davvero. Coiante è sempre molto obiettivo e preciso.
Individua, in parole povere, 3 problemi da superare per un'efficace passaggio alle FER:
1) Costo dell'installazione
2) Alternanza della produzione
3) Impatto paesaggistico
Da un punto di vista "propositivo" e ottimistico io farei alcune considerazioni:
Sul primo problema sta dando i suo frutti la politica dell'incentivazione e del conseguente impulso alla ricerca e sviluppo. E' ormai probabilmente il problema più facilmente superabile a breve.
Sul secondo problema anche l'articolo mette in evidenza come sia un argomento dove necessita una forte azione di ricerca e sviluppo. Quindi credo dovrà essere il prossimo punto dove focalizzare l'intervento pubblico. Sia nell'incentivazione che nella gestione vera e propria.
Il terzo problema esiste ed è pesante per l'eolico industriale. Che infatti incontra sempre più opposizione dalle popolazioni. Non direi invece che sia un problema particolare per il fotovoltaico. I calcoli della superficie necessaria non sono quelli della copertura totale (che è fantascienza e nemmeno utile in fondo) ma se arivverà al 20% sarà già ottimale. Su questa estensione c'è un grande margine di riduzione possibile per via dei miglioramenti in efficienza e comunque le sole superfici dei tetti industriali e dei terreni incolti defilati alla vista saranno probabilmente più che sufficienti.

In conclusione a me pare un articolo incoraggiante per il futuro delle FER in Italia.
 
1) Costo dell'installazione
2) Alternanza della produzione
3) Impatto paesaggistico

1) a dire il vero, quello che stà abbattendo i costi è la crisi
2) la questione dei tamponi è il vero vincolo da superare e non è tanto una questione tecnologica, quanto una questione di "quantità", si tratta di una quantità di energia enorme da accumulare e rilasciare
3) anche quì i problemi non mancano, visto che, spesso e volentieri, a causa delle loro caratteristiche, i terreni e le aree migliori, non sono e non possono essere "defilate"
 
Oggi su affari e finanza di repubblica un interessante articolo di Brema e come l'eolico abbia rappresentato per la città una rinascita industiale ed economica. La Germania ha imboccato con decisione la strada per un sistema energetico basato sulle Fer e mentre noi restiamo qui a discutere se una centrale all'Aquila o in una delle altre 20 regioni a rischio sissmico avrebbe comportato qualche rischio in più.
 
1) a dire il vero, quello che stà abbattendo i costi è la crisi
Non mi sembra che le analisi indichino questo. E' un'opinione, rispettabilissima, ma sempre opinione.
2) la questione dei tamponi è il vero vincolo da superare e non è tanto una questione tecnologica, quanto una questione di "quantità", si tratta di una quantità di energia enorme da accumulare e rilasciare
Giusto. E' il vero snodo. La questione della quantità enorme è relativa. In realtà l'errore sta nel considerare questi impianti come delle "piccole centrali". Non sarà così! Si tratta di impianti che coprono un bacino relativamente ridotto e con potenze ridotte, ma con una diffusione molto maggiore. Siamo nel campo dell'ipotetico, ovvio, ma la taglia è dell'ordine delle decine di MW.
Se invece il discorso è sempre la solita elucubrazione su quanta energia viene in realtà restituita in rapporto a quella prodotta evito di risoffermarmici. Negli attuali sistemi è circa il 50%. Significa semplicemente che nelle fasi in cui l'energia solare NON viene richiesta il sistema riuscirà a recuperarne il 50% invece di gettarne via il 100%.
3) anche quì i problemi non mancano, visto che, spesso e volentieri, a causa delle loro caratteristiche, i terreni e le aree migliori, non sono e non possono essere "defilate"
Il FV, per sua natura, è defilato. Ho visto un impianto da 200 o 300 kWp in Trentino diviso dalla strada provinciale da un frutteto con 4 filari di alberi. O fai una foto aerea o riesci a vederlo solo quando la strada inizia a salire sulla collina. Comunque ogni attività umana ha un impatto e non credo che, obiettivamente, una TAV abbia impatto minore. Se il gioco vale la candela... gli oppositori si rassegnano, no?
 
1).....la crisi
2) la questione dei tamponi è il vero vincolo da superare e non è tanto una questione tecnologica, quanto una questione di "quantità", si tratta di una quantità di energia enorme da accumulare e rilasciare
3) anche .....

chiamiamo con il nome proprio, la proposta:

AUTARCHIA ENERGETICA sul territorio.

1) la crisi, e la necessita' di entrate per il fabbisogno statale, sono l'ostacolo insorto sulla via del futuro...
ma comunque, il federalismo fiscale che comprenda resa,e, costi-spese per le FER, e' la soluzione

2) il problema dei tamponi.... puo essere gestito in ETERNO con infrastrutture di gestione dell'acqua "durevoli" come canali, e bacini (interrati con gres) ,
OTTIMIZZANDO la gestione dell acqua di superfice (accumulatore),
SOLUZIONE: puo' accumulare e distribuire enormi quantita' di energia all "ISOLA" territoriale

3) i giardini-bacini, sono a impatto ZERO,e senza rumore, anzi utili per la riqualificazione urbana...
che oltre ad accumulare, in caso di pioggia , fanno da collettori, e producono...
 
Ultima modifica:
l'analisi proposta precedentemente da odisseo anche a me è parsa interessante.abbiamo dei limiti alle fer, questo lo trovo senza ombra di dubbio, precisiamo che questi limiti possono essere assottigliati con lo sviluppo tecnologico.

analizzando i problemi come ha fatto BE , penso di avere conclusioni in parte differenti dalle sue.

1) Costo dell'installazione- per il primo trovo anche io utile il sistema di incentivazione, prendendo il fotovoltaico per abbassare i costi di installazione , non trovo attualmente forti possibili miglioramenti ,magari un altra strada da seguire ,dovrebbero essere commercializzate anche le celle che attualmente vengono usate nelle missioni spaziali, che sò tipo quelle della Spectrolab che stanno passando dalla fase di sperimentazione aerospaziale a quella terrestre. Disegnate inizialmente solo per ottimizzare le missioni nello spazio, , ora sono state testate anche sulla Terra, con gli stessi ottimi risultati, ovvero circa il 40% di converione della luce solare in energia, contro il 15-20% di quelle attualmente commercializzate.così da avere un maggiore ritorno economico dal conto energia, per sopperire al costo spaziale:cry: delle stesse celle. e poi trovo ormai obsoleto commercializzare i pannelli senza multigiunzione-ovvero catturando raggi uv- infrarosso-luce blu- facendo un salto di pruduzione energatica aumentando del 10 %.


su 3)impatto paesaggistico

pannelli + efficaci , significa anche avere anche minore impatto paesaggistico, nel senso che abbiamo bisogno di una minore superficie per ottenere la stessa potenza nominale.quindi anche qua si può migliorare


2) Alternanza della produzione.

rimanendo sempre nel fotovoltaico, quando il cielo è nuvoloso,(sempre prendendo in considerazione pannelli fv multigiunzione) si ha cmq produzione energetica per la captazione delle frequenze dell'infraroso /ultravioletto che cmq raggiungono la superficie,
di notte resta il lato debole del FV e qui si dovrebbe far ricorso alle altre fer disponibili di note." necessita una forte azione di ricerca e sviluppo. Quindi credo dovrà essere il prossimo punto dove focalizzare l'intervento pubblico. Sia nell'incentivazione che nella gestione vera e propria." parole di BE che concordo .
 
credo che il punto TRE , sia determinante per un futuro di copertura del fabbisogno con FER.
cominciamo a dire che la notte, essendo un punto debole, come ricordato del solare,
si presuppone un adeguato accumulatore di energia,

CON QUELLO CHE USIAMO OGGI, ci "dovranno" dare il nucleare, quindi, le soluzioni, sono poche e precise,
per questo, vi chiedo un po di comprensione ed attenzione...

P3)quindi bisognerebbe considerare come prima NECESSITA" all uopo,
la quantita' o capacita' di accumulo, specialmente se raccogliere acqua metereologica, comportasse meno impatto...
COMPRENDENDO quindi anche un ulteriore equalizzazione della variazione metereologica , usando anche la pioggia, perche i pannelli solari, se pur multigiunzione, o ad ampio spetro di frequenza, sarebbero meno produttivi... (prod, col sole E con la pioggia)


produzione 1 : quindi un sistema MOLTO utile, sarebbe quello di dedicare pannelli solari, attaccati a un motore tipo Bedini, in continua, per il pompaggio dell acqua.... SENZA INVERTER !!
e far sempre questo ciclo, di passare dall' accumulatore, riducendo al massimo la dispersione energetica
la progettazione per comunita', puo semplificare, e rendere di piu che una progettazione "ad personam" naturalmente la fornitura sarebbe in alternata.


produzione 2 :come, un altra soluzione, sarebbe l' uso di motore a ciclo bryton, con tetti economicamente vantaggiosi, perche collettori solari in metallo e pittorati di nero, magari allo stesso tempo,prima di raccogliere la temperatura solare, colletti quella ambientale, rilasciando aria climatizzata dai dissipatori dell edificio.

la soluzione credo che stia' nel pensare come se fossimo in Africa, se usassimo in modo economico il sole.....meglio per tutti, o no ?
 
Ultima modifica:
Ciao Hammuraby,
produzione 1 : quindi un sistema MOLTO utile, sarebbe quello di dedicare pannelli solari, attaccati a un motore tipo Bedini, in continua, per il pompaggio dell acqua.... SENZA INVERTER !!
e far sempre questo ciclo, di passare dall' accumulatore, riducendo al massimo la dispersione energetica

Il motore di Bedini purtroppo non funziona (almeno come dovrebbe).

produzione 2 :come, un altra soluzione, sarebbe l' uso di motore a ciclo bryton, con tetti economicamente vantaggiosi, perche collettori solari in metallo e pittorati di nero, magari allo stesso tempo,prima di raccogliere la temperatura solare...

Che temperatura massima riusciresti a raggiungere? Molto probabilmente una temperatura troppo bassa per ottenere dei rendimenti accettabili.
 
2) il problema dei tamponi.... puo essere gestito in ETERNO con infrastrutture di gestione dell'acqua "durevoli" come canali, e bacini (interrati con gres) ,
OTTIMIZZANDO la gestione dell acqua di superfice (accumulatore),
SOLUZIONE: puo' accumulare e distribuire enormi quantita' di energia all "ISOLA" territoriale

3) i giardini-bacini, sono a impatto ZERO,e senza rumore, anzi utili per la riqualificazione urbana...
che oltre ad accumulare, in caso di pioggia , fanno da collettori, e producono...
Non cercare di mettere sempre fuori strada i lettori, parlando del tuo ipotetico progetto, del quale non c'è la minima prova che possa funzionare...
 

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