Flash test

[il mismatching] secondo me è tempo perso.Meglio lavorare su altri fattori come il dimensionamento dei cavi per la corrente continua o cercare,nei limiti di sicureza dell'inverter, di aumentare il piu' la tensione nella parte in continua formando stringhe il piu' lunghe possibili, in modo da aver meno corrente e meno dissipazione di potenza sui cavi.
Il ragionamento fila, ma dentro di me brucia non tanto il desiderio di sovradimensionare tutto alla tedesca, ma di far si che il cliente sprema il più possibile da quel che gli vendo, a prescindere. Non so... sarà il mio rapporto con il concetto di spreco.

Voglio dire: se la sezione del cavo è doppia è buono e giusto che le perdite dimezzino. Ma il rame è doppio! Grazie al ca**o! Non è che ho recuperato la mia negligenza in fase di mismatching, ho semplicemente corretto il sapore di una zuppa dimenticata sul fuoco.
Mismatchare gli impianti costa meno di 5 min/kWp ed è un servizio che va sicuramente venduto al cliente in una qualche forma. Se non altro come quid in più rispetto ai "buttapannelli" (io chiamo così quelli per cui la qualità di un impianto si misura in quanti moduli sei riuscito a buttare sul tetto del cliente).

Poi sugli impianti a 1 o 2 stringhe mi sono già espresso.

Ah, dimenticavo un particolare: prendete una flashata qualsiasi e provate a calcolare lo scostamento di correnti e tensioni dal valore dichiarato: ne scoprirete delle belle.
Altro che tolleranza sulla potenza!
 
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L'alternativa proposta da Roberto è ridicola ! Sicuramente lo diceva per scherzare con noi pivellini....

questo e il sistema di misura o meglio come si dovrebbe fare.......

http://www.fsec.ucf.edu/en/publications/pdf/FSEC-GP-68-01.pdf

allora leggi (bene e gurdati tutte le figure per capire come funziona il sistema di assemblaggio dall'inizio alla fine poi vedrai che...) qui e trova il dato manacante...

Spi-Sun Simulator™ - Solar Simulators and PV Module QA Testers



".. "buttapannelli" (io chiamo così quelli per cui la qualità di un impianto si misura in quanti moduli sei riuscito a buttare sul tetto del cliente)....."

GRANDISSIMO!!!!!:clap::clap::clap::clap::clap



saluti....pivellini


Roberto
 
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Su di una stringa ,quindi moduli in sierie, credo possano valere le leggi di Kirchoff.Quindi le tensioni si sommano mentre la corrente deve essere unica poichè da un nodo non puo' uscire piu' corrente di quanta ne sia entrata.
Se il difetto di potenza di un modulo si realizzasse solamente in una tensione piu' bassa ma in una identica corrente,allora questo problema per una singola stringa non esisterebbe.
Ho usato tensioni identiche solo per velocità di ragionamento.

Quello che voglio dire è che appunto perchè le tensioni sono diverse che il ragionamento non è semplice ed a voler veramente migliorare le cose si dovrebbe fare in due dimensioni nello spazio I-V.

Saluti
Massimo
 
Prendo i valori da 3 flash test reali (che ovviamente vanno presi per buoni) di moduli in policristallino da 210 Wp nominali ciascuno.

Modulo 1
Vmpp=29,18V Impp=7,28A Pmpp=212,35

Modulo 2
Vmpp=29,15V Impp=7,23A Pmpp=210,755

Modulo 3
Vmpp=28,76V Impp=7,32A Pmpp=210,52

Se i moduli fossero installati in serie, all'uscita della stringa avremmo i seguenti valori

Vmpp=29,15+29,18+28,76=87,09 V Impp=7,23A P=7,23*87,09 = 629,66 W

Contro una potenza nominale di 210*3 =630 Wp

La potenza "distribuita" risulta : 629,66W/3=209,888
 
........
Se i moduli fossero installati in serie, all'uscita della stringa avremmo i seguenti valori

Vmpp=29,15+29,18+28,76=87,09 V Impp=7,23A ....................

Il fatto e' proprio questo. La tensione serie non puo' esser calcolata come fai tu peche' le tensioni Vmpp sono relative ciascuna alla rispettiva Impp e non tutte ai 7.23 A. In realta' la tensione di stringa e' sicuramente minore di quella calcolata con il metodo sopra.

Con un approccio grafico il fatto e' evidente. Continuo a pensare che il mismatch sia solo un mito.

Saluti
Massimo
 
Mmmmmmmmmmmmm su questo non avevo pensato.Pero' torna."costringere" un modulo ad avere in uscita un determinata corrente significa costringerlo ad avere una determinata tensione.Pero' allora il problema del mismatching esiste e potrebbe incidere piu' di quanto si possa pensare.
 
infatti è proprio cosi' solo che la tensione a cui va a finire la tensione del pannello non è quella mpp perchè tale non risulta la corrente. In altre parole il pannello con corrente mpp più bassa obbliga tutti gli altri a non lavorare con la propria Vmmp.

Usando un approccio grafico si affronta meglio la questione. Il fatto è che mi sono accorto di tanti sforzi in giro per il discorso del "mismatch" ma non ne vedo l'utilità.

Secondo me un approccio possibile esiste ma va fatto in due dimensioni I-V ed in pratica non è pensabile.

Saluti
Massimo
 
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Ovviamente quando si da una risposta a chi è alle prime armi si cerca di stare sul vago per non dare troppe informazioni che creino solo confusione...

Sicuramente concordiamo tutti che su piccoli impianti magari di una sola stringa è assolutamente inutile considerare il mismatch, se non considerandolo al più una perdita intrinseca.

Su impianti grandi però trovo poco professionale non perdere qualche minuto, perchè di questo si tratta una volta implementato un processo, per fornire una macchina il più performante possibile.

Dalla CEI EN 50380:
"DATI DI TARGA
Certificazione
Tutti i certificati corrispondenti devono essere elencati sui fogli informativi.
.....
Prestazioni elettriche
Sono richieste le grandezze caratteristiche indicate da 3.3.1 a 3.3.3.
...
Pmax, Isc, Voc e Vmpp nelle condizioni di prova normalizzate (STC) (1000 W/m2, (25 ± 2) °C, ad AM 1,5 secondo la EN 60904-3).
Per moduli in Silicio amorfo, devono essere specificati i valori nominali e quelli minimi della massima potenza di uscita nelle condizioni di prova normalizzate.
P max, Isc, Voc e Vmpp a 800 W/m2, alla temperatura nominale di lavoro di cella (NOCT), ad AM 1,5.
Riduzione di efficienza da un irraggiamento di 1000 W/m2 a 200 W/m2 Tmodulo = 25 °C), seguendo la EN 60904-1."

Consiglio di guardarsi anche tutte le parti della CEI EN 60904 sui metodi di rilevazione delle caratteristiche elettriche dei moduli.

Conoscendo i metodi si possono valutare/scegliere i fornitori.
Una volta che si sa come vengono ricavati i report, solo allora si decide se considerare il mismatching o no.

scusate la lungaggine.
:bye1::bye1:
 
Non mi è chiaro il metodo da usare per fare il cosiddetto "mismatch". Fin'ora ne ho visti alcuni proposti ma nessuno con una logica che io sia riuscito a capire.
Quale metodo suggerisci di usare tu per fare il mismatch ?
te ne sarei grato se volessi entrare nei dettagli e convincermi.

Saluti
Massimo
 
Ultima modifica da un moderatore:
il problema del mismatchimg e inrisolvibile!

ma si puo tovare un bilanciamento ottimale....

vi voglio vedere a scartare, misurare, e abbinare 5000 moduli x un impianto da 1 MW.....follia pura!!!

menomale che c'è l'MMPT che risolve !!!

saluti

Roberto
 
Ultima modifica:
Visto che è la corrente di uscita di un modulo e non la potenza, ad influenzare la resa della stringa, forse bisognerebbe raggruppare i moduli non per potenza (tutti quelli con una potenza superiore a quella di targa da una parte e quelli con potenza inferiore da un'altra ) ma per uscita in corrente.Stabilirie un valore di corrente sparti acque e cercare di installare tutti quelli con corrente di uscita superiore da una parte e tutti quelli con uscita inferiore dall'altra.Ovviamente possono essere fatte piu' classi.
 
Io una soluzione credo di averla davvero e non è impossibile da realizzare.
La vorreste sentire? Mi piacerebbero dei commenti al riguardo.

Saluti
Massimo
 
il problema del mismatchimg e inrisolvibile!
vi voglio vedere a scartare, misurare, e abbinare 5000 moduli x un impianto da 1 MW.....follia pura!!!

menomale che c'è l'MMPT che risolve !!!

Mi risulta che a richiesta, per grossi impianti, la selezione può essere effettuata dal fornitore.
Comunque rispetto al mismatching MMPT non risolve nulla !
 
Ultima modifica da un moderatore:
Giulià....gurda con tutto il rispetto e senza voler innescare nessuna e inutile polemica....

ma chè stai a dì???

il fornitore chi....?il costruttore con FR?? e se te li danno....ti vorrei propio vedere a giocare al puzzle con 5000 moduli a terra che devono esere misurati contemporaneamente....non ti salva nenche Silvan!!

l'MPPT ti para le chiappe in caso in cui su "n" stringhe una sbrocca....

vabbè

saluti

Roberto
 
Ultima modifica:
Cerco di tirare un po' le fila.Stiamo parlando di una serie di moduli,ovvero una stringa.
Allora, tensioni poste in serie possono essere algebricamente sommate, ma la corrente deve essere unica e sarà quella del modulo che ne produce meno.

In un modulo pero' corrente e tensione sono legati da una precisa relazione.Modificando il valore di uno dei due elementi si ha la conseguente modifica dell'altro.
Quindi in una stringa la tensione sarà pilotata dalla corrente del modulo che ne produce meno.Quindi si dovrebbe avere un abbassamento della produttività in quanto si sposta il punto di lavoro di tutti i moduli.

Per evitare questo, solo con l'ausilio dei flash test, si dovrebbe far si che la stringa sia composta da moduli con un livello omegeneo di corrente di uscita,in modo tale da mantenere a ciuscun modulo il proprio livello di tensione mpp.

Analizzando un po' di flash test, ho riscontrato quello che si legge in alcuni testi ovvero:prendiamo 2 moduli in silicio poli da 210 Wp di targa.
Uno ha una potenza mpp di 212 W e l'altro di 208 Wp.Quindi la loro differenza è del 2%.
La differenza delle tensioni mpp risulta essere dello 0,45% mentre la differenza tra le correnti mpp risulta del 1,5%.Quindi la differenza di potenza si estrinseca piu' nel livello di intensità di corrente che nella tensione.

Raggruppare moduli con omogeneo livello di corrente significa quindi,con buona approssimazione raggruppare moduli con un livello omeogeneo di potenza.Quindi puo' con buona approssimazione puo' essere corretto raggruppare i moduli per potenze omogenee nella stessa stringa.

Ma visto che si deve raggruppare moduli secondo un valore,è possibile che si sia più precisi raggruppando i moduli per livello di corrente di uscita.
 
Ok ci stiamo arrivando.

Consideriamo sempre il diagramma I/V di un modulo. Questo rappresenta cosa può fare il modulo. Al variare della corrente varia la tensione e quindi la potenza. Ricordiamoci che il punto di massima potenza è unico.

Se ho una stringa di moduli non omogenei poco ma sicuro è la corrente che la fa da padrona e comanda la minore.

Tutti gli altri moduli modificheranno i propri valori I/V per adattarsi a tale valore. Di conseguenza tutti produrranno meno delle proprie possibilità.

Se ho più stringhe e più MPPT quest'ultimo certamente farà lavorare le stringhe estraendone il loro massimo, ma come stringhe. Quello che dice Roberto è in parte vero, che l'MPPT in una certa quantità tampona le falle.
Però se le singole stringhe non sono omogenee per costituzione il problema è alla radice e le perdite più il generatore cresce più si fanno sentire e diventano onerose.

Il tempo che si perde è lo stesso che si tratti di un 3 kWp che di un 5 MWp (proporzionalmente parlando). Man mano che arrivano i moduli li devo cercare di abbinare il più omogeneamente possibile.
Ovvio che nessuno pretenderà in anticipo le schede di 25000 moduli per ottimizzare tutte le stringhe nel migliore dei modi. Ma a dire che non si fa nulla...
:bye1::bye1:
 
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