verissimo , ma prova a bruciare cio' che ha 2000kcal in modo da farlo diventare cenere. prova a far bruciare un copertone in modo che non rimanga piu nessun rifuto liquido (il piu pericoloso ). quello che il copertone ad esempio che brucio per combustione spontanea poi devi mettercene 2 volte tanto per ridurlo allo stato inerme di cenere, e qua si parla gia di raccolta differenziata perche l'ideale anche nei termovalorizzatori e che si bruciasse per categorie di rifiuti, mentre spesso si bruciano indistintamente rifiuti che bruciano a diverse temperature e persino rifiuti che non hanno grandi quantitativi calorici . a volte nei rifiuti finiscono persino sostanze liquide.
comunque l'ipotesi da te affermata la sottoscrivo in pieno.
del resto si vede dal quantitativo di pecore che vanno in guerra con la scusa della pace preventiva .
ma si sa si tende a considerare intelligenti solo le persone che la pensano con il propio pensiero , e chi la pensa al contrario e solo uno stupido vero?
del resto e per questi fattori che e' passata la legge sulla somministarzione del ritalin e del prozac anche ai bambini.
io per conto mio invece quando leggo che c'e' gente che non si pone alcun dubbio e sopratutto non si chiede perche vengano intraprese altre strade invece di quelle piu numerative (quando come si legge e sotto gli occhi...).
la verita sai quale? e che ora che l'essere umano in quanto antropocentrista debba estinguersi.
http://it.wikipedia.org/wiki/Termovalorizzatore
qua potrai avere un quadro piu ampio del termovalorizzatore.
comunque so che non servira! a molto certa gente neanche a prenderla a martellate in testa capisce che il martello fa male
all'ego un'articolo (non di beppegrillo) sui termovalorizzatori .
Termovalorizzatore: di cosa si tratta?
Le recenti proteste dei cittadini contro la costruzione di un termovalorizzatore vicino ai centri abitati ci riportano ad un tema particolarmente importante per il sistema della gestione dei rifiuti in Italia: la termovalorizzazione.
Di cosa si tratta esattamente? Perché nessuna comunità di cittadini vuole ospitare sul proprio territorio un termovalorizzatore?
Un termovalorizzatore è di fatto un inceneritore di rifiuti in grado di sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti stessi per generare calore, riscaldare acqua ed infine produrre energia elettrica. Si distingue quindi dai vecchi inceneritori che si limitavano alla sola termodistruzione dei rifiuti senza produrre energia. L'impiego dei termovalorizzatori sembra essere una via di uscita dal problema delle discariche ormai stracolme.
Pur essendo molto meno inquinanti rispetto ai vecchi inceneritori, i termovalorizzatori non eliminano in ogni caso l'emissione di diossine nei fumi di scarico dispersi nell'atmosfera circostante. Un fatto su cui concordano ormai tutti, costruttori, medici e tecnici.
Basti pensare che non esiste una soglia minima di sicurezza per le diossine e possono essere nocive per l'uomo a qualsiasi livello di assimilazione (US Environment Protection Agency 1994). Motivo che già di per sé è sufficiente per comprendere lo stato d'animo dei cittadini e le mobilitazioni sociali in questo senso.
Secondo la legge Ronchi bisognerebbe quanto più possibile recuperare materiali ma allo stato attuale si premiano i processi che impediscono il recupero dei suddetti materiali. La termovalorizzazione per assolvere al suo compito in maniera ottimale dovrebbe non precedere bensì seguire un processo accurato di raccolta differenziata che preveda ci si informi dalle industrie sulle caratteristiche che deve avere la materia recuperata per poter essere utilizzata come materia prima nei cicli produttivi (separando accuratamente il vetro dalla plastica, dalla carta, dall'alluminio, etc). Anche la materia destinata ai termovalorizzatori (le cosiddette ecoballe) dovrebbe avere precipue caratteristiche tali da scongiurare quanto più possibile un eventuale rilascio di sostanze nocive nell'ambiente, ma questo passaggio purtroppo in alcuni casi non avviene ancora con la necessaria trasparenza e accortezza.
E' necessario inoltre sempre procedere ad un attento esame dell'impatto sull'ambiente specifico a cui il termovalorizzatore è destinato e sulla salute dei cittadini, come dovrebbe avvenire per qualsiasi scelta di ordine pubblico. L'ubicazione degli impianti non è un problema di secondaria importanza. Prioritarie sono trasparenza e concertazione delle scelte con i cittadini del luogo. Solo in questo modo potrà avviarsi una concreta collaborazione tra cittadini e amministrazioni nella complessa gestione del sistema rifiuti.
Edited by Tianos - 11/8/2006, 20:58