La natura non ara


non sarei così dura e netta. Nel senso che questa logica di controllo sulla Natura ci porterà a morire tutti, ma non credo ci sia questa lucidità di pensiero e di logica nell'uomo.
 
Confermo


Sulla questione dei marciumi invece sono ben pochi quelli che ne parlano e che insegnano come saper gestire il terreno in tal senso. Ancora vige la teoria secondo cui "più ***** metti meglio viene", che è ormai da decenni sperimentato come sia il miglior modo per ingolfare un terreno e creargli proprio quelle difficoltà a lavorare in equilibrio, data anche la cattiva gestione dei compostaggi.
Vada come esempio l'ormai tendenza a letamare persino laddove si deve fienare o far pascolare le vacche, senza comprendere come le annuali letamazioni finiscono per ridurre il quantitativo di sostanza organica nei terreni, invece di aumentarlo.
Ma 9 volte su 10 è impossibile trovare orecchie disposte ad ascoltare tali discorsi. Vige ahimè molta ignoranza, sia contadina sia accademica.
.

Sono ignorante in materia, potresti spiegare questi passaggi?
 
Voglio provare a contribuire anche io perchè oltre ad essere un sostenitore della free energy sono diventato da poco anche un neo coltivatore per forza e dato che per formazione sono prettamente meccanico ecc ecc mi trovo ad affrontare dei problemi con la terra , e quindi devo informarmi . . Mi faccio il pane con la pasta madre fatta da me da qualche anno e vorrei mangiare cereali verdura e frutti che non siano nè ogm nè TTIP ( polli al cloro ma questi sono i meno pericolosi di quello che ci vogliono far mangiare i nostri " salvatori " ameri-cani ) . Detto questo mi sembra chiaro che ha ragione Franco , non ho mai visto nessuno che va a potare un bosco , o ad arare un bosco per arieggiare ( arieggiare !!!!!!!!!!!!!!!!!! lo fanno i lombrichi !!! ) le piante e gli alberi . Non ho mai visto nessuno che va a concimare boschi di castagni , o di ulivi o di mirtilli o di quello che vi pare . Per quanto riguarda i campi di mais degli Indiani Navajo non aravano ma facevano solo delle tracce e non concimavano mai con una eccezione : quando avevano un buon mucchio di scarti vegetali , di resti / avanzi di cibo animale e ovviamente umani li spargevano in superfice senza INTERRARE !!! . In questa estate torrida ho visto campi di mais tagliati per foraggio / insilato e pochi mesi dopo ho visto lo spettacolo della crescita dei semi caduti sul terreno e gerrmogliati senza nè acqua nè concimi nè i famigerati DISERBANTI , era uno spettacolo unico questa distesa verde senza limiti di ordine apparente , una ****ta verde unica . Il problema come al solito è l'ignoranza , siamo schiavi di quello che ci racconta la bayern o massey ferguson eccetera e non siamo disposti a seguire la natura , che non sbaglia MAI !
 
Vedo che nessuno ha colto (in senso letterale). Piccolo riassunto?
"la natura non ara (la storia dei lombrichi e dei cinghiali non è correttissima, loro scavano, non arano) perché non ne ha bisogno." E' vero, la natura non ara perchè ha solo bisogno di autosostenersi, ed è accettabile per la natura che su centomila semi ne attecchisca uno solo per perpetuare la specie.
"In natura non esiste un campo di grano, né una vigna, né un campo di pomodori. Esisterebbe semmai un pugno di grano in un terreno di svariati ettari, che sopravvive in competizione (ma talvolta anche in simbiosi) con le altre spontanee presenti."

Questo non permette però al genere umano di sostenersi coi frutti che ne derivano. Per migliaia di anni, i cacciatori-raccoglitori erano obbligati a spostarsi per inseguire le poche piante che potevano nutrirli. Con l'avvento dell'agricoltura antica, hanno cominciato a seminare (la prima rivoluzione agricola), consentendo lo sviluppo di famiglie più numerose e gli insediamenti stabili. più o meno questa situazione dura molti secoli, senza incrementi significativi della produzione agricola, tanto che le carestie e la siccità mietevano molte vittime, ed era impossibile sostenere l'allevamento di animali in contemporanea all'agricoltura, tanto erano in competizione fra loro. Esisteva solo la cacciagione e la conduzione di allevamenti di poche galline e forse due o tre conigli per famiglia.

Infatti, già nell'età medievale una seconda rivoluzione agricola aveva interessato l'Europa nel lungo arco di tempo che va dall'VIII al XIII secolo. Si affermò allora un gruppo di innovazioni fra di loro connesse: la rotazione triennale (che consentiva un migliore utilizzo della superficie coltivata), l'aratro pesante (che rendeva più efficace l'opera dei dissodamenti), l'uso in agricoltura del cavallo ferrato e bardato con il collare di spalla (che accresceva la rapidità dell'aratura), il mulino ad acqua o a vento (che liberava una gran quantità di forza lavoro). In complesso tali innovazioni giocarono soprattutto a favore dell'allargamento della superficie coltivata e solo in misura minore a favore della produttività del lavoro e dei rendimenti del suolo. Inoltre si affermò nell'Europa continentale e in Inghilterra il sistema dei villaggi di campi aperti, che poi si irrigidì fino a diventare un freno a ulteriori sviluppi (vedi agricoltura comunitaria). Questi avrebbero richiesto in primo luogo il superamento del principale limite dell'agricoltura tradizionale: la separazione fra coltivazione e allevamento, che non erano in grado di crescere insieme e che erano in concorrenza nell'uso del suolo.

Tutto questo fino a Jethro Tull.

Tull studiò all'St John's College dell'Università di Oxford, ed è considerato uno dei fautori del metodo scientifico e in particolare dell'empirismo in agricoltura. Ha contribuito a trasformare le pratiche agricole inventando o migliorando numerosi strumenti, il più importante dei quali fu la seminatrice, nel 1701, inventata quando viveva a Crowmarsh Gifford.

Prima di questo sistema meccanico, i grani erano sparsi a mano e germinavano solo sulla superficie del terreno. La macchina di Tull migliorò considerevolmente questo principio: facendo un foro a una profondità specifica, depositando un chicco e ricoprendo tutto alla fine dell'operazione, la seminatrice poteva trattare tre file alla volta. Il risultato immediato fu un aumento del tasso di germinazione e un raccolto aumentato fino all'800%. (E scusate se è poco, considerando che fino a quel momento l'unico problema è che NON si poteva ricoprire di terra i semi)

Tull era favorevole all'utilizzazione dei cavalli al posto dei buoi e inventò una macchina tirata da un cavallo per pulire la terra ed eliminare le piante infestanti. Questo lavoro divenne il soggetto del suo libro: New Horse Hoeing Husbandry pubblicato nel 1731.

Nella più avanzata delle società tradizionali, almeno il 75 per cento della popolazione attiva doveva essere impiegata nell'agricoltura, per soddisfare i bisogni propri e del restante 25 per cento; fra il 1740 e il 1820 la popolazione britannica raddoppiò, ma alla fine del periodo l'agricoltura occupava solo circa un terzo della popolazione attiva, che poteva quindi dedicarsi all'allevamento (non più in competizione con l'agricoltura) ed alle attività artigiane e industriali. (inutile ricordare che allora non esistevano cose per noi normalissime, come un chiodo, o un foglio di lamiera... bisognava FARLO al momento, con la forgia, il martello e l'incudine)
Fu proprio la disponibilità di personale a consentire il fiorire di aziende e di idee che permise l'esplosione della rivoluzione industriale che ci ha portati fin qui.

I concimi sono arrivati dopo, grazie a Liebig ed alla sua "legge del mastello".

https://it.wikipedia.org/wiki/Jethro_Tull_(agronomo)
https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Liebig
 
Ecco, non so come dirtelo, Al.....

Tutto giusto, ma avevo fatto il riassunto proprio per tornare al tema principale che è se la natura ara oppure no e a cosa serve, dopo le imprecisioni sulle produttività e alle ragioni per cui aumenta e diminuisce, e gli sbandamenti della discussione su inquinamento e diserbanti, sui trattori e sull'agricoltura biodinamica e sulla vita, l'Universo e tutto quanto.

Poi arrivi tu, e puntiamo direttamente ai massimi sistemi. Lo fai apposta, dillo.
 
Sarà una discussione interessante . Al le piante di mais che crescono in ottobre non possono proseguire la crescita e questo lo sanno anche i tordi , nello specifico volevo sottolineare quello che evidentemente non vuoi leggere ma non importa andiamo oltre e andiamo avanti. Livingreen mi hai spiazzato perchè ho pensato istintivamente a Ian Anderson e mi sono perso nella loro musica nei miei LP . La tua sintesi probabilmente sarà anche corretta ma vorrei ricordarti che quando gli ameri_cani si sono adoperati per sterminare gli americani veri gli hanno bruciato tutti i raccolti e i magazzini di cereali che a detta degli ufficiali potevano sfamare eserciti interi . Questi Indiani Americani non seminavano con macchine e non aravano ma muovevano il suolo in superfice con atrezzi di legno , qualche centimetro e non oltre e nonostante questo avevano raccolti che per il tempo erano più che sufficenti . Io sostengo la tesi che vuole la terra morbida e arieggiata e che si mantiene tale con la sinergia delle piante che ci metti e i lombrichi che fanno il loro lavoro . Esattamente quello che succede in qualsiasi bosco / campo non coltivato / orto abbandonato / magredo ecc .
La coltivazione di ortaggi con il metodo sinergico prevede associazioni che interagiscono fra di loro e non colture uniche che sono notoriamente dannose per il sistema , ed è proprio per questo che in natura non troverai mai una coltura specifica intensiva , la natura non lo permette perchè è una forzatura inutile che indebolirebbe la coltura stessa . Se poi trovo quello che di notte sparge i concimi nei boschi di alpi e apennini per far crescere le piante lo faccio nero .
Le erbacce non esistono sono una teoria della bayer , quando vai in giro per i campi quali sono le "erbacce " ? Io raccolgo il tarassaco e me lo mangio ma è una erbaccia , o no ?
Al , poi parliamo anche della tua vistosa svista e della mala interpretazione che hai fatto di quello che ha scritto Fukuoka .
 
Comincio col dire che questo fukuoka non so nemmeno chi sia, perciò non capisco cosa avrei interpretato.
Poi, ribadisco, il tentativo era di ripostare il thread alla domanda iniziale, e cioè sul fatto che l'aratura sia necessaria o no. Se vogliamo parlare persino dei sabotatori durante le guerre, allora l'intento mi pare decisamente dispersivo e poco coerente col titolo, come tornare a parlare di concimi, diserbi ed erbacce.
Che la semplice ricopertura dei semi tramite la sarchiatura abbia quasi decuplicato i raccolti dovrebbe far riflettere, visto che in altre parole ha permesso di sopravvivere anche a chi non aveva altro che un pezzettino di terra.
 
Comincio col dire che questo fukuoka non so nemmeno chi sia, perciò non capisco cosa avrei interpretato
.
livingreen, mi sa che spartano diceva a me.

... il tentativo era di ripostare il thread alla domanda iniziale, e cioè sul fatto che l'aratura sia necessaria o no ...
Non avevo capito, chiedo scusa; segnalo il mio commento alla Moderazione chiedendo di cancellarlo.

Saluti.


AM
 
ciao a tutti :)

mi riferisco a quelli che dicono "non si deve arare "

mi piacerebbe sapere come seminare su un campo argilloso ( e qui nella mia zona sono tutti argillosi !!) quando per fare il buco per inserire il seme devo usare un martello pneumatico.
se lo butto sul terreno ..rimbalza :spettacolo:

bisogna "ARARE" ,non basta nemmeno "ripuntinare " e arricchire di sost organica ..

i vantaggi dell'aratura

-maggiori possibilità di espansione degli apparati radicali

-miglior incorporamento delle erbe infestanti la coltura

-aumento della capacità di trattenuta idrica del terreno specie su terreni argillosi

-possibilità di riciclare i nutrienti che sono stati portati in profondità in conseguenza al fenomeno di dilavamento

-areazione del terreno

esistono poi molte lavorazioni complementari che evito di esporre

fresatura

estirpatura

erpicatura

rullatura

sarchiatura

rincalzatura

etc

c'è poi il discorso del " Minimum tillage e del sod seeding (molto discutibile!! in quanto riduce ed in alcuni casi azzera le produzioni)

saluti

Francy :)
 
Ultima modifica:
divertente questo 3d..sembra quasi di poter confutare migliaia di anni di evoluzione UMANA con quattro cavolate lette qua e la...

Ovvio che la natura non ara, ma la natura non deve sfamare (o meglio non doveva) miliardi di esseri umani.

I vantaggi sono enormi in termini di produttività, e non sono state certo le multinazionali a imporlo, visto che l'aratura arriva un tantino prima di loro....

Posso capire (in parte, poco) le critiche agli OGM...ma pure l'aratura no!

Comunque quando e se i produttori bio, che non usano OGM e non arano, riusciranno a rifornire i nostri frigo di prodotti in quantità sufficiente e a minor prezzo... avranno dimostrato di aver ragione e ci convinceranno tutti.
 
Non prendertela, Al... il tuo commento non dà nessun fastidio, e del resto so che con te si può parlare amabilmente. Vedevo solo una serie di fanatismi veganogreen che non mi piacevano.
La / le verità stanno ovviamente sempre nel mezzo, e del resto chi è nato e vive tuttora in campagna come me queste cose le ha già provate tutte, col risultato che molte sono solo chimere.
 
ciao a tutti :)

per anni mi sono dedicato alle analisi dei terreni sia fisica che chimica utilizzando metodi normalizzati .

partendo dal prelievo in campo dei campioni e subcampioni (carotaggio a varie profondità ).

alle volte si utilizzava il metodo con vanga , e sui terreni argillosi ( l'80 % di quelli analizzati :( ) si tribolava parecchio , i campioni erano presi prima e dopo l'aratura.

in base al tipo di coltura si preleva il campione ad una ben determinata profondità
per intenderci il prelievo del campione per il mais è a 40- 45 cm di profondità .

anche se argillosi alcuni terreni erano meno duri da carotare , tutti i terreni che presentavano questa caratteristica avevano alto tenore di sostanza organica.

comunque in tutti i casi ed anche per chi coltiva in modo biologico ,l'aratura anche se meno profonda , ha i suoi vantaggi per la coltura.

l'aria è una componente fondamentale per stabilire la fertilità di un suolo , al pari dell'acqua ...

l'aria che circola nel suolo permette la vita dei microrganismi e delle radici , se c'è una buona percentuale di macropori ,lo scambio gassoso avviene in maniera ottimale , ma anche il drenaggio (per prevenire da marciumi radicali) risulta migliorato .

dopo l'aratura si ha il picco massimo di ossigeno presente nel terreno

scarsa areazione determina

crescita radicale inferiore

diminuisce l'attività biologica soprattutto dei microrganismi aerobi

provoca reazioni di riduzione , ad esempio la denitrificazione ( perdita del macroelemento azoto)

diminuisce il pH del substrato

favorisce lo sviluppo delle malerbe , (che nel loro ciclo vitale necessitano di meno ossigeno), e molte volte sono acidofile.

cordialmente

Francy :)
 
e infatti..non volevo farlo ma parlo di bonsai, quel poco che so...

I bonsai crescono in pochissima terra. E ovviamente si usano concimi, questo forse lo sanno tutti.

Non tutti sanno invece (per lo meno io l'ho scoperto da quando mi cimento) che dopo anni di studi si usano da molto tempo, in aggiunta al terriccio, substrati che sono totalmente o quasi inerti come:
- pomice
- perlite
- argille varie in granuli

Lo scopo è appunto aumentare l'areazione del poco terreno, non potendo ovviamente arare un vaso bonsai. E neanche metterci troppi lombrichi..
 
"anche se argillosi alcuni terreni erano meno duri da carotare , tutti i terreni che presentavano questa caratteristica avevano alto tenore di sostanza organica"
Ecco , in questa affermazione abbiamo già la risposta se arare o no , tutti i terreni che sono carichi di "sostanza organica" sono /morbidi / , leggeri , soffici perchè sono lavorati dai vermi e dai microorganismi e dai funghi tanto cari e meglio descritti dal microbiologo FUKUOKA , ma si sa che leggere ed informarsi spesso è una forzatura e poi i libri costano e informarsi richiede tempo e volontà di cui molti non dispongono , quindi è meglio inventarsi stupidaggini da buttare lì tanto per scrivere qualcosa , io non ci sto e vi chiedo prove tangibili di quello che affermate e non opinioni personali fondate su credenze e tendenze mirate .
 
Cioè, sono meglio le credenze tue delle nostre? Meglio chi ha letto il libro giusto di chi ne ha letti centinaia che evidentemente sono considerati "sbagliati"?

Io ho citato testi storici, e innominato analisi di laboratorio: se per te sono "stupidaggini da buttare lì tanto per scrivere qualcosa" e "opinioni personali fondate su credenze e tendenze mirate" scritte da persone ignoranti ("si sa che leggere ed informarsi spesso è una forzatura e poi i libri costano e informarsi richiede tempo e volontà"), allora la discussione potrebbe finire qui.

Invece, finirà quando ci farai partecipi delle tue multiple lauree, degli innumerevoli libri che hai nella tua biblioteca e che hai letto, del tuo sterminato elenco di referenze nel campo, che ci faranno capire perchè noi siamo stupidi e tu invece sei professore.

P.S.: dire che che un terreno è "meno duro e più facile da carotare", non vuol dire "soffice e leggero": vuol solo dire che invece di essere come il granito e richiedere il martello pneumatico, è duro come il cartongesso e basta usare la mazza.
Aspetto dati sulla produzione per ettaro di questo sistema, anche perchè ho il sospetto che la produttività della dottrina del "non fare" sia praticamente uguale a quella del "non averci nemmeno provato".
 
@spartano

ma si sa che leggere ed informarsi spesso è una forzatura e poi i libri costano e informarsi richiede tempo e volontà di cui molti non dispongono , quindi è meglio inventarsi stupidaggini da buttare lì tanto per scrivere qualcosa

dici a me?

le stupidaggini che ho scritto sono riportate su ogni testo di agraria !!!

al che mi sorge un dubbio , sicuro di avere a tiro testi tecnico-scientifici di agraria?

saluti

Francy
 
Ultima modifica:
Spartano, lasciali perdere questi, che non è che capiscano gran che...

Guarda piuttosto questo mio coltivatore a ponte automatizzato per tutte
le lavorazioni superficiali, con cargo per il trasporto di acqua, concime, semi, raccolta frutta e ortaggi:
 

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