Vedo che nessuno ha colto (in senso letterale). Piccolo riassunto?
"la natura non ara (la storia dei lombrichi e dei cinghiali non è correttissima, loro scavano, non arano) perché non ne ha bisogno." E' vero, la natura non ara perchè ha solo bisogno di autosostenersi, ed è accettabile per la natura che su centomila semi ne attecchisca uno solo per perpetuare la specie.
"In natura non esiste un campo di grano, né una vigna, né un campo di pomodori. Esisterebbe semmai un pugno di grano in un terreno di svariati ettari, che sopravvive in competizione (ma talvolta anche in simbiosi) con le altre spontanee presenti."
Questo non permette però al genere umano di sostenersi coi frutti che ne derivano. Per migliaia di anni, i cacciatori-raccoglitori erano obbligati a spostarsi per inseguire le poche piante che potevano nutrirli. Con l'avvento dell'agricoltura antica, hanno cominciato a seminare (la prima rivoluzione agricola), consentendo lo sviluppo di famiglie più numerose e gli insediamenti stabili. più o meno questa situazione dura molti secoli, senza incrementi significativi della produzione agricola, tanto che le carestie e la siccità mietevano molte vittime, ed era impossibile sostenere l'allevamento di animali in contemporanea all'agricoltura, tanto erano in competizione fra loro. Esisteva solo la cacciagione e la conduzione di allevamenti di poche galline e forse due o tre conigli per famiglia.
Infatti, già nell'età medievale una seconda rivoluzione agricola aveva interessato l'Europa nel lungo arco di tempo che va dall'VIII al XIII secolo. Si affermò allora un gruppo di innovazioni fra di loro connesse: la rotazione triennale (che consentiva un migliore utilizzo della superficie coltivata), l'aratro pesante (che rendeva più efficace l'opera dei dissodamenti), l'uso in agricoltura del cavallo ferrato e bardato con il collare di spalla (che accresceva la rapidità dell'aratura), il mulino ad acqua o a vento (che liberava una gran quantità di forza lavoro). In complesso tali innovazioni giocarono soprattutto a favore dell'allargamento della superficie coltivata e solo in misura minore a favore della produttività del lavoro e dei rendimenti del suolo. Inoltre si affermò nell'Europa continentale e in Inghilterra il sistema dei villaggi di campi aperti, che poi si irrigidì fino a diventare un freno a ulteriori sviluppi (vedi agricoltura comunitaria). Questi avrebbero richiesto in primo luogo il superamento del principale limite dell'agricoltura tradizionale: la separazione fra coltivazione e allevamento, che non erano in grado di crescere insieme e che erano in concorrenza nell'uso del suolo.
Tutto questo fino a Jethro Tull.
Tull studiò all'St John's College dell'Università di Oxford, ed è considerato uno dei fautori del metodo scientifico e in particolare dell'empirismo in agricoltura. Ha contribuito a trasformare le pratiche agricole inventando o migliorando numerosi strumenti, il più importante dei quali fu la seminatrice, nel 1701, inventata quando viveva a Crowmarsh Gifford.
Prima di questo sistema meccanico, i grani erano sparsi a mano e germinavano solo sulla superficie del terreno. La macchina di Tull migliorò considerevolmente questo principio: facendo un foro a una profondità specifica, depositando un chicco e ricoprendo tutto alla fine dell'operazione, la seminatrice poteva trattare tre file alla volta. Il risultato immediato fu un aumento del tasso di germinazione e un raccolto aumentato fino all'800%. (E scusate se è poco, considerando che fino a quel momento l'unico problema è che NON si poteva ricoprire di terra i semi)
Tull era favorevole all'utilizzazione dei cavalli al posto dei buoi e inventò una macchina tirata da un cavallo per pulire la terra ed eliminare le piante infestanti. Questo lavoro divenne il soggetto del suo libro: New Horse Hoeing Husbandry pubblicato nel 1731.
Nella più avanzata delle società tradizionali, almeno il 75 per cento della popolazione attiva doveva essere impiegata nell'agricoltura, per soddisfare i bisogni propri e del restante 25 per cento; fra il 1740 e il 1820 la popolazione britannica raddoppiò, ma alla fine del periodo l'agricoltura occupava solo circa un terzo della popolazione attiva, che poteva quindi dedicarsi all'allevamento (non più in competizione con l'agricoltura) ed alle attività artigiane e industriali. (inutile ricordare che allora non esistevano cose per noi normalissime, come un chiodo, o un foglio di lamiera... bisognava FARLO al momento, con la forgia, il martello e l'incudine)
Fu proprio la disponibilità di personale a consentire il fiorire di aziende e di idee che permise l'esplosione della rivoluzione industriale che ci ha portati fin qui.
I concimi sono arrivati dopo, grazie a Liebig ed alla sua "legge del mastello".
https://it.wikipedia.org/wiki/Jethro_Tull_(agronomo)
https://it.wikipedia.org/wiki/Legge_di_Liebig