Lo smog fatto in casa


magari dietro questi cè qualche spintarella "sbadata" da parte dei poteri grossi.. ma meglio non andare oltre..
 
Eroyca. la presa per il culo dei dpf e fap è testimonianza che la tecnologia sia plafonata e non permetta miglioramenti. Il metano infatti anche per veicoli industriali è gia una realtà e le case sono impegnate alla transizione. È chiaro. Semplice.

Sulla biomassa? Emissioni di Pm e Co da nuovo per le 4 o 5 stelle ambientali [emoji1787] ... 200 o 300 volte in più rispetto al metano. Cosa diciamo? Questa non è una presa per il culo?
F.

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Chiarisco una cosa... non sono pro-biomassa a prescindere ma mi sembra giusto stimolare l'attenzione sulla visione di insieme.
Ovvero prendere in considerazioni diversi parametri e non solo, in base alla convenienza, solo CO2 o particolato o il singolo inquinante.
La combustione, per sua natura, inquina. Questo inquinamento può essere diminuito, e anche fortemente, su alcuni parametri ma spesso a scapito di altri.

Ma anche ottimizzando al meglio la combustione e MANTENENDOLA nel tempo ottimizzata, cosa che si può garantire maggiormente su pochi grandi impianti, la biomassa garantisce alcuni punti a favore:
- Ciclo della CO2 neutro o quasi (quindi con piccolissimo impatto sull'effetto serra);
- cancerogenicità del particolato emesso, minore di quello da fossili. Questo secondo punto è stato dimostrato da alcuni studi (ora non ce l'ho sottomano ma vi riporto la fonte o trovatela sul web), ove in particolare l'utilizzo di biodiesel o etanolo è risultato, a parità di quantità e grandezza di PM, meno cancerogeno (meno aggressivo) di quello da combustibili fossili.
- rinnovabilità (fino ad una certa soglia...)

Detto questo, ovviamente non si può pensare di non prendere in considerazione la limitazione o un controllo serio dei piccoli generatori a biomassa nelle grandi città o in luoghi e momenti critici... però, nella normalità non si possono neppure demonizzare.

Ovviamente, come in tutte le cose, ci vuole un uso ponderato e ben organizzato... cosa che non avviene ad esempio per le auto che sono pervasive della nostra società con miliardi di piccoli emettitori sparsi OVUNQUE nel territorio e senza alcuna possibilità di reale controllo (non tirate fuori le revisioni che anche dove fatte con coscenza lasciano il tempo che trovano!!).

Il numero di camini e caldaie non è certo assimilabile a quello dei veicoli in circolazione... ma è comunque giusto porre dei limiti anche per questi.
 
Ultima modifica:
A me sembra facile fare un ragionamento generale, anche in base alle risposte date da Hyde o altri.

Più il carburante è "sporco", più inevitabilmente, anche nel migliore dei motori o nell amigliore delle caldaie, emetterà inquinanti e particolato.

Quindi è facile, in base alla composizione chimica del carburante E al tipo di combustione che si riesce a fare, che i carburanti più puliti sono i gas "puri", seguiti dai carburanti liquidi, e poi dai solidi.

Forse mr.Hyde potrà confermare in maniera più chimica questa affermazione.

Quindi nell'ordine: idrogeno (se esistesse a buon mercato :spettacolo:) - metano - GPL - benzina - diesel - biomasse - carbone.

Poi più gli impianti sono grossi più è facile controllare le manutenzioni, mentre è difficile che un privato cambi (senza controlli e multe pesantissime) catalizzatori o filtri su caldaie o auto.

Per questo l'elettricità permette di ridurre ulteriormente le emissioni: impianti grossi, ottimizzati, e uso consistente di rinnovabili (ormai al 40%) e metano.

Quindi PdC , la biomassa dovrebbe essere confinata alle centrali termoelettriche o a quei pochi che non hanno alternative, o usano biomassa a kmo in aree montane dove l'inquinamento non è un problema
 
Eroyca. Rispondi almeno tu alla domanda del secolo:
Perché se tolgo il metano del brico e metto biomassa super Stra iper certificata 5 stelle .... posso inquinare con pm e co 200 - 300 volte in più????? Mai avuto una risposta dal forum.
F.


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Ciao,
Perché se tolgo il metano del brico e metto biomassa super Stra iper certificata 5 stelle
Che intendi per metano del brico??

Se hai già il metano in casa e vivi in città dubito fortissimamente che qualcuno passi a biomassa.... per me non avrebbe alcun senso.

Diverso è se sei in campagna... se hai magari biomassa a basso costo e km zero potrebbe convenire economicamente.
A livello ambientale ci sono pro e contro.

Diciamo che gli incentivi in questo campo sicuramente devono essere molto oculati. Ma nessuno ti da incentivi (o sbaglio???) per passare da metano a biomassa.
 
come sempre si guarda il dito invece di guardare la luna, infatti l'energia elettrica (quella pulita non arriva dal nulla) ed il metano lo acquistiamo a caro prezzo dall'est oppure lo estraiamo a caro prezzo dal mare (leggi terremoti in emilia, marche ed abruzzo), se voi piace questa modalità vi riassumo in breve come viene prodotta quella stupenda energia "verde" di cui vi riempite la bocca, ma a volte prima di toccare la tastiera bisognerebbe accendere il cervello, grazie per la collaborazione: "La produzione non rinnovabile italiana è costituita esclusivamente dalla produzione di energia attraverso la combustione di combustibili fossili in centrali termoelettriche (a meno di produzione di quantità di energia minori attraverso la combustione di biomassa). Tale aliquota costituisce il 70,8% della produzione totale nazionale, il 65,3% dell'energia elettrica richiesta e al 62,8% del fabbisogno nazionale lordo[SUP][3][/SUP].Secondo le statistiche di Terna, la maggior parte delle centrali termoelettriche italiane sono alimentate a gas naturale (67,2% del totale termoelettrico nel 2017) e a carbone (15,6%). Percentuali decisamente minori fanno riferimento a derivati petroliferi (1,9%) e a gas derivati (gas di acciaieria, di altoforno, di cokeria, di raffineria - 1,2% in totale). Sono infine comprese in un generico paniere di "altri combustibili" solidi (circa il 14%) diverse fonti combustibili "minori", sia fossili che rinnovabili (biomassa, rifiuti, coke di petrolio, Orimulsion, bitume e altri)[SUP][9][/SUP]."
 

Note di Moderazione:
ho spostato la discussione nella sezione inquinamento dell'aria. Visto che con le caldaie centra il giusto...

 
Amaxgraph... quello che scrivi è giusto ma riguarda solo la parte non rinnovabile dell'energia elettrica. Il 40% è invece rinnovabile.
L'uso di gasolio o qualsiasi combustibile fossile è 100% fossile e non rinnovabile.
Quindi utilizzando elettricità abbiamo già abbattuto alla fonte quasi il 50% di inquinamento. Oltre al fatto che il motore elettrico ha un un'efficienza di circa il 90% contro un 25 di un termico.
 
Ciao,

Che intendi per metano del brico??

Se hai già il metano in casa e vivi in città dubito fortissimamente che qualcuno passi a biomassa.... per me non avrebbe alcun senso.

Diverso è se sei in campagna... se hai magari biomassa a basso costo e km zero potrebbe convenire economicamente.
A livello ambientale ci sono pro e contro.

Diciamo che gli incentivi in questo campo sicuramente devono essere molto oculati. Ma nessuno ti da incentivi (o sbaglio???) per passare da metano a biomassa.

Per metano da brico intendo caldaia comprata al brico. 600 euro. Inquina 200 volte in meno di una super biomassa.
Qui tutti non usano più il metano essendo passati alle ciminiere ... pagandole il 50%!

la domanda può avere risposta?
F.




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Amaxgraph... quello che scrivi è giusto ma riguarda solo la parte non rinnovabile dell'energia elettrica. Il 40% è invece rinnovabile.
L'uso di gasolio o qualsiasi combustibile fossile è 100% fossile e non rinnovabile.
Quindi utilizzando elettricità abbiamo già abbattuto alla fonte quasi il 50% di inquinamento. Oltre al fatto che il motore elettrico ha un un'efficienza di circa il 90% contro un 25 di un termico.

È sicuramente entusiasmante dire 40% di energia rinnovabile.
Bisogna però considerare anche il rovescio della medaglia. O meglio, come questo risultato viene ottenuto; a quale prezzo.
Sono indubbiamente un fun delle rinnovabili ma se andiamo bene a vedere il risultato sarebbe stato impossibile senza la realizzazione di mega impianti. Parlo nello specifico di fotovoltaico ed eolico.
Si tratta infatti di mega parchi che hanno comportato sbancamento di aree enormi (per l'eolico spesso in aree protette) ricoperte da boschi e sorgenti; in una parola ecosistemi. Aree rese dei veri e propri deserti da cui ricavare energia rinnovabile.
Ora la domanda è questa: è sostenibile devastare grandi aree verdi naturali per questo motivo? Abbiamo sufficienti zone verdi da poterci permettere di raderne al suolo qualcuna per farci mega parchi energetici?
 
Ora la domanda è questa: è sostenibile devastare grandi aree verdi naturali per questo motivo? Abbiamo sufficienti zone verdi da poterci permettere di raderne al suolo qualcuna per farci mega parchi energetici?
La risposta è la medesima del uso delle biomasse, si a patto che tale area venga ricreata altrove. Con la differenza che nel caso di un mega impianto FV o eolico l'abbattimento è "una tantum" mentre la produzione è per svariati anni, nel caso delle biomasse l'abbattimento è continuo mentre la produzione è "una tantum".
A voler "grezzamente" calcolare il ritorno energetico a parità di area verde occupata, ritengo che la soluzione (mega)impianto sia decisamente più vantaggiosa.... oltre al fatto che, non necessariamente, la produzione da rinnovabili, deve interessare aree verdi
 
Curioso il concetto di deforestazione una tantum:rolleyes:

No, mi spiace, non c'è alcuna attinenza tra desertificare per FV o sbancare tutta una collina per eolico e fare una gestione selettiva dei tagli per biomassa. Nel primo caso si parla di danni, nel secondo di benefici ambientali.
Rimando al link già condiviso nella discussione gemella dove vengono esplicitati i benefici della gestione forestale sostenibile.

Crescita incontrollata dei boschi: a rischio la biodiversita in Italia - inNaturale
 
Ciao a tutti :)

scritto da Riccardo

Quindi è facile, in base alla composizione chimica del carburante E al tipo di combustione che si riesce a fare, che i carburanti più puliti sono i gas "puri", seguiti dai carburanti liquidi, e poi dai solidi.

Forse mr.Hyde potrà confermare in maniera più chimica questa affermazione.

Certo Riccardo , posso confermare l'ordine in cui hai presentato " l'efficienza della combustione dei vari combustibili " e che soprattutto dipende dal loro stato di aggregazione ( gas , liquido , solido ) .

il motivo è molto semplice

la velocità di una reazione chimica ,( ( nel nostro caso è una reazione di ossido-riduzione " la combustione " ) in realtà non sarebbe così semplice in quanto tale reazione avviene con meccanismo radicalico ….. ) è notevolmente influenzata (oltre che dalla temperatura , concentrazione dei reagenti , natura dei reagenti ) dalla superficie di contatto tra i due o + reagenti.

mi spiego meglio

in una reazione chimica …...il numero di urti efficaci ( tra molecole di reagenti) è statisticamente maggiore quanto maggiore è la superficie di contatto , quindi la reazione avviene + velocemente se si aumenta la superficie di contatto .

nel caso di miscelazione tra due gas ( ad es. aria e metano ) , si riescono ad ottenere superfici di contatto tra i reagenti a livello molecolare .

nel caso di miscelazione eterogenea tra un liquido ( polverizzato/ nebulizzato ) ed un gas ( aria ) la superficie di contatto massima è data dalla dimensione delle particelle di liquido , anche la " volatilità " del liquido influenza la superficie di contatto tra i reagenti


nel caso di combustione di solidi , la superficie di contatto è data dalla dimensione ( granulometria o pezzatura ) delle particelle solide .

dall'ultima affermazione , si può facilmente comprendere che minore è la dimensione granulometrica del solido e maggiore è la superficie di contatto (il pellet ha maggior superficie di contatto della legna tagliata a 35 cm )

.

oltre a questo …..

è riconosciuto che una delle cause di perdite di rendimento del generatore , sono le perdite di "calore sensibile e latente " al camino .

cosa sono ?

i gas di combustione che escono dal camino hanno temperature variabili ,comunque mediamente superiori alla temperatura dell'aria all'esterno .

l'energia termica contenuta nei fumi di combustione in uscita dal camino, trae origine dall' energia chimica contenuta nel combustibile ( potere calorifico ) che quindi …..in parte è andato perso in atmosfera !


notoriamente,
le perdite di calore sensibile e latente al camino
di una caldaia a legna o pellet VS caldaia a gas a condensazione ( che addirittura recupera anche parte del calore LATENTE dei fumi ) sono notevolmente superiori .

prendendo in esame ancora le perdite di calore al camino ,dobbiamo anche ragionare sull'evidenza che nel caso di combustibili solidi , l'eccesso d'aria da fornire (per la combustione ottimale ) oltre lo stechiometrico, può anche arrivare al 40 % .( avendo meno superficie di contatto bisogna aumentare la concentrazione di uno dei reagenti in questo caso l' aria comburente )

molto lontano dall' eccesso d'aria dei combustibili gassosi ( 8 - 10 % )


maggiore è l'eccesso d'aria è maggiori sono le perdite al camino , i motivi sono ovvi ….



cordialmente

Francy
 
Curioso il concetto di deforestazione una tantum:rolleyes:

No, mi spiace, non c'è alcuna attinenza tra desertificare per FV o sbancare tutta una collina per eolico e fare una gestione selettiva dei tagli per biomassa. Nel primo caso si parla di danni, nel secondo di benefici ambientali.
Rimando al link già condiviso nella discussione gemella dove vengono esplicitati i benefici della gestione forestale sostenibile.

Crescita incontrollata dei boschi: a rischio la biodiversita in Italia - inNaturale

curioso, ci sono associazioni no profit per la tutela degli alberi tipo conalpa che dicono che non è affatto necessario intervenire sempre sui boschi antropizzati. Mah...
forse in alcuni casi è meglio intervenire per prevenire incendi e in altre no...mi informerò meglio.
comunque i tuoi dubbi su tossicità dei gas sono state chiarite da mr.hyde?

a proposito di desertificazione....
Desertificazione, clima, rinnovabili e l'egoismo generazionale
[h=4]Generazioni in conflitto[/h][FONT=&quot]In questa chiave estetica si può leggere l’opposizione all’eolico e al fotovoltaico, come “attentatori del paesaggio”, con un’aggravante generazionale. A opporsi di più alle rinnovabili è la generazione di coloro che hanno vissuto gran parte della propria vita in un’abbondanza energetica a basso costo ed emettendo CO2 senza freni.
Il tutto senza tener conto del fatto che le rinnovabili emettono una frazione minima di gas climalteranti, ragione per la quale sono un’arma vera contro i cambiamenti climatici, ancora più dell’efficienza energetica visto che senza le fonti rinnovabili la quota “residua” d’energia necessaria andrebbe prodotta con le fossili o con il nucleare.
Ed è indicativo come la perdita della percezione del contesto più generale spinga proprio le regioni più a rischio di desertificazione a bloccare le rinnovabili, cosa estremamente significativa e che dimostra come l’utilizzo di categorie non aggiornate come quella estetica della “difesa del bello del paesaggio” produca danni.
E si tratta di un atto di egoismo generazionale. Tralasciando la discussione sulla “bruttezza” d’impianti eolici e fotovoltaici bisogna dire che la “ragione estetica” del presente in nome di una visione di breve periodo sta “condannando” le future generazioni a una “bruttezza” non solo estetica, ma anche funzionale, sociale e di vita non reversibile, al contrario di pale e pannelli che lo sono.
La desertificazione indotta dai cambiamenti climatici, infatti, offenderà sia l’estetica, sia le condizioni di vita materiali, abbassando la capacità reddituale dei territori del Sud Italia e innescando muovi fenomeni di migrazione forzata, ancora più massicci di quelli che già ora coinvolgono i giovani meridionali.
Vale la pena ribadire, infine, che spesso gli alfieri della difesa del paesaggio dalle rinnovabili appartengono alla generazione che ha usufruito di un’intensità energetica a basso prezzo e ad alta intensità di carbonio, senza pari nella storia dell’umanità e i cui effetti si stanno manifestando ora, con i cambiamenti climatici.[/FONT]
 
curioso, ci sono associazioni no profit per la tutela degli alberi tipo conalpa che dicono che non è affatto necessario intervenire sempre sui boschi antropizzati. Mah...
Già, conosco l'associazione; ci ho pure collaborato anni fa;). Forse ti sfugge che la stessa conalpa critica fortemente l'aggressione di fotovoltaico ed eolico alle risorse forestali e paesaggistiche.
Qui i dettagli Eolico e fotovoltaico selvaggio sul paesaggio italiano - Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio onlus

comunque i tuoi dubbi su tossicità dei gas sono state chiarite da mr.hyde?
Io avevo chiesto se è vero che COV e IPA si sviluppano nella combustione a temperatura tra 300 e 600°C e se a temperature superiori si formano invece sali non tossici.
No. Direi che ne mr.hide ne nessun altro hanno risposto...
Se invece ti riferisci ai gas f contenuti nelle PDC si, ha risposto. Ed ha affermato che sono fortemente inquinanti e la loro produzione fa inorridire qualsiasi chimico. Ti era sfuggito?
 

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