Mi sfugge qualcosa, da un lato si parla di desertificazione (già il termine mi sembra usato impropriamente) di ampie aree verdi per far posto a impianti (mega) FV o eolico, dal altro, dati alla mano, si parla di una crescita, sul territorio italiano, delle aree boschive. Da un lato si indica quasi negativamente questa crescita della superficie boscosa italiana, dal altro si invita a impiegare i soldi destinati ai botti di fine anno in opere di rinverdimento (banner nel ultimo link di WuWei) ... cos'è, un colpo al cerchio ed uno alla botte a seconda di come ci torna comodo?
Proviamo a mettere le carte in tavola, dal punto di vista della CO2, la realtà è che:
- se taglio un albero e lo brucio, per avere un impatto 0 sul ambiente, dovrei plantumare un numero di alberi pari almeno al età in anni di quello tagliato. E, comunque, lo 0 si raggiungerà solo dopo almeno un anno
- se taglio un albero e non lo brucio, mi basta ripiantare un altro albero
Per cui:
- se taglio un albero, non lo brucio, lo ripianto in un altro luogo e al suo posto costruisco un impianto FV o eolico. Non solo l'impatto sul clima sarà 0 (non ho ne emissione di CO2 ne di altre sostanze) ma nel contempo avrò per i prossimi 20/30 una produzione di energia pari a circa (FV) 150-300 kWh annui/m2 (nord-sud Italia) che, utilizzati in una PdC (COP 3) si trasformeranno in 450 - 900 kWh termici
- se taglio un albero di "N" anni d'età e lo brucio reimmetto in atmosfera la CO2 da questo sottratta più svariate altre sostanze. Per reintegrarne le qualità in un tempo relativamente breve ho bisogno di un area N volte maggiore di quella inizialmente occupata e, comunque, la quantità di energia (termica) ottenibile sarà sempre inferiore a quella prodotta in N anni da un "impianto green" che ne occupi la medesima superficie.
Per quanto riguarda i gas presenti in PdC o similia non mi pronuncio proprio, la maleducazione ecologica (vedi frigoriferi "cannibalizzati") di qualcuno non è un parametro determinante per valutare la bontà o meno di una soluzione energetica a discapito di un altra.