Proviamo a mettere le carte in tavola, dal punto di vista della CO2, la realtà è che:
- se taglio un albero e lo brucio, per avere un impatto 0 sul ambiente, dovrei plantumare un numero di alberi pari almeno al età in anni di quello tagliato. E, comunque, lo 0 si raggiungerà solo dopo almeno un anno
Non funziona così. Ogni specie ha il suo modo di crescere. Ad esempio le betulle hanno vita breve (senescenza circa 100 anni max) e nella fase giovanile la capacità di assorbimento della CO2, in rapporto al volume della chioma, è molto maggiore.
Inoltre se il bosco è gestito correttamente non avrai alcun bisogno di ripiantare perché l'uomo dovrebbe tentare di riproporre ciò che avviene in natura. Ovvero: muore un albero grande e si crea lo spazio vitale per una più rapida crescita degli alberi più piccoli che prima erano ombreggiati.
Inoltre nel sottobosco si crea il calore necessario per velocizzare la germinazione dei semi.
Altro discorso è per le piante gestite a ceduo (ad esempio castagno), dove i "ricacci" crescono molto più rapidamente della pianta madre.
Come vedi tutto il tuo ragionamento perde valore se rapportato alle basi biologiche dei vegetali.
- se taglio un albero, non lo brucio, lo ripianto in un altro luogo e al suo posto costruisco un impianto FV o eolico. Non solo l'impatto sul clima sarà 0 (non ho ne emissione di CO2 ne di altre sostanze) ma nel contempo avrò per i prossimi 20/30 una produzione di energia pari a circa (FV) 150-300 kWh annui/m2 (nord-sud Italia) che, utilizzati in una PdC (COP 3) si trasformeranno in 450 - 900 kWh termici
Anche qui parti dal principio sbagliato e di conseguenza è sbagliato tutto il ragionamento.
Per fare un mega impianto FV non tagli un albero ma molte centinaia. Non hai solo tagliato degli alberi, hai distrutto un intero ecosistema che non si ricrea in pochi anni andando a ripiantare gli alberi altrove.
Nel caso del eolico è ancora più grave perché andrai a sbancare il terreno in profondità sia per fare le fondamenta delle pale, sia per costruire gli elettrodotti. Considera inoltre che l'eolico si costruisce sulle alture, quindi in aree dove le attività umane sono quasi assenti se non completamente.
Ovviamente il mio discorso ha senso in una gestione consapevole e sostenibile del bosco. Quindi se si tagliano alberi opportunamente selezionati e se quindi si lasciano in vita piante nelle svariate fasi di crescita.
Anche una parte della legna e della ramaglia andrebbero lasciate in loco affinché non venga asportata troppa materia organica e quindi humus e per dare sostanza hai microorganismi e riparo ai piccoli animali.