Nuovo carburante ad acqua!


Vedi sono tante le cose che io non so oppure che ho dimenticato, me ne rendo conto , ma mi informo se il caso e se mi interessa .
Io mi preoccupo invece di più di chi pensa di sapere tutto. il saputello e combina caszate involontariamente ed incoscientemente .



le ricordo che qui NON siamo al bar !

i problemi "di memoria" non valgono , questa è una discussione tecnica e lei dovrebbe avere voce in capitolo ....essendo un dottore in chimica .

Se non vuole che io intervenga a correggere le sue " carenze mnemoniche " in chimica , abbia almeno la decenza di ripassare gli argomenti di base della materia .

saluti
 
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Tornando al 3D leggendo quanto era stato fatto dalla MIllennium …

Il gruppo catalizzatore della Millennium cell , il processo catalitico avviene per mezzo di contatti con rutenio
I prototipi dimostrativi presentati con questa tecnologia sono 2:
Chrysler Natrium, presentato all'inizio del 2002. Ha una autonomia superiore ai 500 Km e una velocità superiore ai 150km/h
Peugeot H2O, presentato in autunno del 2003,
Su questi veicoli la quantità di idrogeno presente nel ciclo non supera mai i 2,5 grammi, l'equivalente di un bicchiere di benzina, l'idrogeno viene prodotto a bordo a partire da una soluzione acquosa di boroidruro di sodio e da un catalizzatore al rutenio.

Natrium_graf.gif

Il sistema è molto complesso e soggetto perciò a numerosi guasti .
Se il procedimento è questo non vedo grandi prospettive ….
 
Ultima modifica da un moderatore:
nulla!! ..... se non magari qualche ricerca sui biocarburanti :)

per il discorso Peugeot H2O , anche se molto interessante , il sistema non è lo stesso di quello di cui si stà discutendo in questo 3D

comunque mi fa piacere che si sia informato , da un dottore in chimica preferisco interventi di questo tipo , piuttosto che OT sul mio personaggio

cordialmente

Francy
 

Note di Moderazione:
Ho eliminato le parti dei messaggi che cadevano in accuse personali. E' una bella discussione non roviniamola con battibecchi fra utenti.
Mi raccomando!
Eroyka

 

scritto da Mr.Hyde

per il discorso Peugeot H2O , anche se molto interessante , il sistema non è lo stesso di quello di cui si stà discutendo in questo 3D

mi autocaxxio .... , il sistema usato sulla Peugeot H2O è sostanzialmente identico a quello trattato in questo 3D , l'unica differenza è che il veicolo era stato concepito per i vigili del fuoco in modo da poter intervenire anche in zone con bassa ossigenazione , tipica delle zone con incendio in atto . Quindi la differenza sostanziale è che questo veicolo era dotato anche di bombole di stoccaggio ossigeno , che alimentavano la fuel cell , l'idrogeno invece veniva prodotto on board .

ecco il veicolo

peguot H2O.jpg

2002-Peugeot-H2O-Concept-02.jpg

mi ero confuso con il sistema ad NaH ( idruro di sodio )

cordialmente

Francy
 
…. il sistema usato sulla Peugeot H2O è sostanzialmente identico a quello trattato in questo 3D ,....mi ero confuso con il sistema ad NaH
A postu semuuu…. :cry: IU ca mi scordu tu ca ti cunfunni …. come v.d. :oops:

la prima frase è corretta (tende ad assorbire CO2 formando carbonati , ovviamente di sodio )
la seconda frase invece fa capire che lei non sa come funziona una cella a combustibile alimentata ad idrogeno.
come farebbe la CO2 o i carbonati o altro ad arrivare alla cella ?
quando il sistema prevede il passaggio della soluzione su un catalizzatore, questo catalizzatore determina l'abbassamento della energia di attivazione , rendendo possibile la reazione chimica tra acqua e NaBH4 anche in presenza di NaOH ,con formazione di idrogeno gassoso che VA ALLA CELLA ….è l'idrogeno che va alla cella ….. mica tutto IL resto della soluzione !

Non esattamente , una piccola parte di CO2 può svilupparsi insieme a H2 e finire nella cella .

D'altra parte vedendo la reazione su wiki :
Trova impiego in celle a combustibile di piccola scala come mezzo per immagazzinare l'idrogeno. L'idrogeno può essere sia prodotto per decomposizione della soluzione acquosa ed inviato ad una cella a idrogeno, oppure il boroidruro di sodio può essere decomposto direttamente nella cella stessa:
{\displaystyle {\ce {NaBH4 + 8 OH- -> NaBO2 + 6 H2O + 8 e-}}}

Il sodio borato può venire successivamente recuperato per rigenerare il boroidruro, rendendo il processo potenzialmente utile per celle a combustibile ricaricabili.


Questo problema si ripercuote in fase di ricarica , rendendo il processo dispendioso e non competitivo .
Altro punto critico il catalizzatore al rutenio .

Cordialissimamente ….:closedeyes:
 
Non esattamente , una piccola parte di CO2 può svilupparsi insieme a H2 e finire nella cella .

come? con quale meccanismo ?

D'altra parte vedendo la reazione su wiki :
Trova impiego in celle a combustibile di piccola scala come mezzo per immagazzinare l'idrogeno. L'idrogeno può essere sia prodotto per decomposizione della soluzione acquosa ed inviato ad una cella a idrogeno, oppure il boroidruro di sodio può essere decomposto direttamente nella cella stessa:

cioè la stessa cosa che avevo scritto al post #13
scritto da Mr.Hyde
sommariamente il sistema funziona così :

tramite una pompa peristaltica , la soluzione acquosa al 30 % m/m di NaBH4 , passa su un catalizzatore che a 35 °C determina la reazione chimica tra NaBH4 e H2O.

la reazione che avviene è questa

NaBH4 + 2H2O ---------> NaBO2 + 4 H2

Il metaborato di sodio ( NaBO2) rimane in soluzione , mentre l'idrogeno si sviluppa ovviamente in fase gassosa e va alla fuel cell ….. (ultimamente sono allo studio fuel cell con catalizzatore integrato ) .

come è possibile notare nello schema della Peugeot H2O , in questo caso , non utilizzano celle a combustibile DBFC , al massimo utilizzeranno celle PEM . Comunque le celle PEM non soffrono la presenza di CO2 ( l'avvelenamento del catalizzatore può avvenire con il CO , con NH3 ,con H2S ma non con CO2 ).

Le celle DBFC sono ancora in fase di studio

Le celle a combustibile che soffrono la presenza di CO2 sono le celle AFC , che sono le celle di prima generazione.

comunque ora non ho tempo per dilungarmi nella esposizione dei vari tipi di celle a combustibile , ma domani inserirò qualche dettaglio in +

cordialmente

Francy :)
 
Va bene direi che le informazioni sono sufficienti , lo schema è quello già visto, poco importa come sono fatte le celle a combustibile , tutti componenti occupano uno spazio per tutta la lunghezza della macchina , limitando lo spazio disponibile .


Il sistema è molto complesso e soggetto perciò a numerosi guasti .
Se il procedimento è questo non vedo grandi prospettive ….
C.v.d.

Bye, bye .

Abbandono il 3D non mi interessa più , tempo perso .
 
Ho trovato molto interessante QUESTA pubblicazione, prende in esame parecchi aspetti di un eventuale fuel cell all-in-one, ivi compresi i materiali per catodo e anodo.
Domanda: nel testo si parla di uno storage (temporaneo ?) del idrogeno in leghe di idruro metallico... ma a sto punto non sarebbe più semplice utilizzare direttamente tale lega? QUI, ad esempio, si parla di stoccaggio basato sul idruro di magnesio, sembrerebbe (ma ovviamente mi sbaglierò) molto più user-frendly
 
Ciao carissimo Lupino :)

Domanda: nel testo si parla di uno storage (temporaneo ?) del idrogeno in leghe di idruro metallico... ma a sto punto non sarebbe più semplice utilizzare direttamente tale lega?
QUI
, ad esempio, si parla di stoccaggio basato sul
idruro di magnesio

perdona ,ma non ho tempo di leggerli ( sono un pochino incasinato sia perché oggi e domani sono di turno al mattino ,sia per problemi con mia mamma) , anche se mi sembra di averli già affrontati .

comunque gli idruri non sono identificabili come leghe ,ma composti veri e propri . (a parte gli idruri interstiziali che sono ad esempio gli idruri di palladio , titanio ,tantalio , nichel ...etc .) .

l'idruro di magnesio ad esempio è un idruro di tipo ionico ( quindi non si identifica come lega )

Scusami , comunque non ho ben capito la domanda , stai chiedendo perché non si utilizzano gli idruri allo stato puro ?

cordialmente

Francy
 
Ciao Francy,
...non sono identificabili come leghe...
Hai ovviamente ragione... ho riportato dal documento linkato la traduzione senza ragionarci
...stai chiedendo perché non si utilizzano gli idruri allo stato puro ?
Si esatto. Soprattutto mi chiedevo quali, tra tutti questi composti, potesse essere "rigenerato" più facilmente visto che, molto probabilmente, è proprio la rigenerazione il cardine del successo o meno di tali tipologie di stoccaggio in paragone alle normali batterie
 
Lupino, non so se avevi visto le foto che ho fatto al barattolo in vetro scuro contenente NaBH4 puro…..comunque gli idruri metallici allo stato puro sono nello stato di aggregazione solido .

oltre a questo

gli idruri allo stato puro , a contatto con acqua ,oppure con la semplice umidità contenuta nell'aria , reagiscono in maniera esotermica (sviluppano parecchio calore) sviluppando idrogeno molecolare (H2), anche in modo violento . In molti casi , in presenza di ossigeno , l'energia termica prodotta dalla reazione è sufficiente ad innescare l' idrogeno . Questo potrebbe determinare o una fiammata o una esplosione
Ogni sostanza infiammabile ha un range di esplosività ( campo di esplosività ) , ed una energia di innesco variabile da sostanza a sostanza . Nel caso dell'idrogeno il campo di esplosività in aria è molto ampio ( min = 4 % e max 76% in volume ), e l'energia di innesco molto bassa .

Uno degli idruri meno reattivi e maggiormente maneggiabile è appunto l' NaBH4 , per altro anch'esso richiede particolare cautela nell' utilizzo (si deve maneggiare in ambiente inerte solitamente argon ) . Altri idruri ( ad es. KH , MgH2 , NaH ...etc .) vengono conservati/utilizzati in ambiente inerte per oli minerali , questo metodo rende il prodotto maggiormente sicuro + maneggiabile , pesabile ,dosabile etc .

P.S.

L'argomento campo di infiammabilità/esplosività è comunque un pochino + complesso
per approfondimento sulle sostanze infiammabili ti rimando a questo mio 3D esposto su un forum di chimica .

sostanze INFIAMMABILI

Per quel che concerne la rigenerazione degli idruri i costi e loro paragone , l'argomento è veramente complesso ,in quanto bisognerebbe analizzare moltissimi fattori . Argomento che non riesco ad esporre in poche pagine , e soprattutto dovrei fare molte ricerche sui costi / produzioni industriali etc .
oltretutto questi costi possono variare da un momento all'altro in base alle produzioni ed ai quantitativi richiesti dal mercato .




cordialmente

Francy :)
 
Hai ragione Francy, che stordito che sono, a non essere "del mestiere" si dimenticano anche le cose basilari... idruro metallico = idrogeno + metallo del primo o secondo gruppo (metallo alcalino o alcalino terroso) = reazione violenta e fortemente esoterica con l'acqua.... il classico esempio del pezzettino..ino di sodio gettato nella bacinella che insegnano a scuola
Per quanto riguarda la rigenerazione mi pare quindi di capire che la fattibilità casalinga sia assolutamente esclusa... ok, grazie, sei stato esaustivo e chiaro come sempre
 
No Lupino non sei stordito !


Comunque …..ricerca sull'accumulo e rilascio controllato di idrogeno con idruri allo stato puro , è "allo studio"
per sistemi stazionari
,ma non è detto che per forza si debba farli reagire con acqua , anzi , la maggior parte degli studi è rivolta verso l'utilizzo "a secco" in impianti industriali , ovviamente in questi casi gli impianti sono ben diversi dal "comune " sia per quel che riguarda la sicurezza sia per quel che riguarda la conduzione ed il personale addetto
:)
 

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